Enjoy food, travels and life

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"Adesso dormi, dai", mi dice il mio Massi, neanche non conoscesse già la risposta.
"Sì sì, leggo solo due righe", rispondo io.
Le due righe in realtà sono sempre qualcosa di più.
Sono davvero le "ultime due righe" quando devo rileggere cinque o sei volte la stessa frase per capirne il senso. Quello è il segnale che il cervello si sta finalmente spegnendo, che è veramente finita la giornata e che è giunta l'ora di dormire.
Qualche sera fa però le ultime due righe non volevano arrivare.
Guardo la sveglia e mi rendo conto che è veramente troppo tardi. Devo dormire, non posso andare avanti. Chiudo il libro e spengo la luce.
Una parte di me rimugina, rielabora quello che ho appena letto.
"No, se rimugino così non riuscirò a chiudere occhio", penso fra me.
Una domanda continua a venirmi in mente e mi vorrei togliere il dubbio.
Quanto vorrei avere in mano il numero verde del call center "Bressanini risponde 24h", ma non esiste.
Ma uno che ha la risposta c'è, e questo qualcuno sta dormendo beato proprio a fianco a me. Da un bel pezzo ormai, così tanto che forse è già in fase REM.
"Lo sveglio, o non lo sveglio, lo sveglio o non lo..." è il mio mantra.
Lo sveglio! Se no, rischio di rimanere sveglia io per tutta la notte con sto dubbio.

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Decido di formulare la domanda con già la mia ipotesi di risposta pronta, in modo che lui debba solo dire sì o no.
Ho un po' di timore. Mi metto alle sue spalle e gli sussurro la domanda all'orecchio come per non svegliarlo, sia mai che funzioni parlare ai cervelli in standby e loro reagiscano.
Ma niente.
Nessuna reazione.
"Lo sveglio! Mo' lo sveglio" penso.
"Massi?"
"MMMWWWhhh?"
Mi assale un senso di colpa da paura, ma ora che l'ho svegliato non posso tornare indietro né dire "Niente... niente" e finirla lì.
E' sveglio, è vivo, o quasi.
Sparo!
Gli dico scandendo accuratamente le parole il mio dubbio viscerale della serata, il mio sassolino nella scarpa, il mio dubbio amletico, l'unico ostacolo fra me e il mondo di Morfeo.
"Massi, ma la beta-galattosidasi è quella roba che scinde il lattosio in glucosio e galattosio?"
OK, se va bene mi manda a quel paese, se mi va male mi chiede il divorzio.
E invece no!
Finirà mai di stupirmi quest'uomo?
Il mio maritino eroe alza un po' la testa (e io pure) e vedo nella penombra nera che sta pensando, ho la sua attenzione.
Serissimo mi risponde senza voltarsi: "Sì... - pausa - ... E la "roba" comunque è un enzima."
Poi dopo questa pensata notturna tuffa la testa nel cuscino come uno che perde i sensi.
"OK, grazie!" sussurro felicissima.
Lo sono per tre motivi:
a) ho ancora un marito;
b) ci ero arrivata, avevo dedotto la risposta giusta;
c) ho avuto anche un'informazione in più! E' un enzima!

Domani approfondirò sto enzima, adesso posso dormire in pace.
Forse...

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Preparazione: 30 min.Cottura: 20 min.Riposo: 30 min.
Porzioni: 30 biscotti circa Kcal/biscotto: 100 circa
Ingredienti:

  • 125 g di burro
  • 80 g di zucchero
  • 110 g di farina 00
  • 30 g di farina di mandorle
  • 1 baccello di vaniglia
  • Confettura di lamponi q.b.
  • 1 pizzico di sale superfino
  • 50 g di zucchero a velo
  • 10 g di albume
Preparazione:

  1. Preriscaldare il forno a 170-180 °C.
  2. Setacciare le farine e il sale insieme in una ciotola.
  3. Impastare il burro con lo zucchero e i semi della vaniglia in un mixer (o con delle fruste) fino ad ottenere una crema chiara e spumosa.
  4. Unire il mix di farine e amalgamare bene il tutto. Lavorare l'impasto con le mani fino a formare una palla.
  5. Prelevare un pochino di impasto, formare una pallina con le mani.
  6. Disporre la pallina su carta forno adagiata su una leccarda e procedere così fino a esaurimento dell'impasto distanziando le palline di 2-3 cm.
  7. Affondare delicatamente, ma non fino in fondo, il manico di un mestolo di legno al centro di ogni pallina per creare un'incavatura (in cottura si allargherà un po' per cui non esagerare col foro).
  8. Riempire ciascun buchetto con un po' di confettura di lamponi, senza esagerare.
  9. Lasciare riposare in frigo i biscotti per venti minuti.
  10. Infornare per 15 minuti circa fino a che non saranno cotti, dopodiché prelevare la teglia dal forno e lasciarli raffreddare qualche minuto.
  11. A parte mescolare assieme lo zucchero a velo e l'albume per formare la ghiaccia reale.
  12. Trasferire la ghiaccia in un dosatore a punta fine (o in un cono ricavato piegando un triangolo di carta forno) e decorare la superficie dei biscottini.
  13. Lasciare che la ghiaccia rapprenda e poi consumarli, oppure trasferirli in scatole di latta o sacchetti puliti ed ermetici.
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Forse, perché in realtà il mio lui improvvisamente sveglissimo e ringalluzzito tira su la testa nuovamente, guarda la sveglia, poi si gira un po' verso di me e mi fa:
"Ma che (BEEP!) di domande mi fai a quest'ora? Ma leggerti libri normali prima di dormire no eh!?"
E come dargli torto? Su di me... non sui libri "normali" eh!
"Adesso dormi, dai", gli dico imitandolo.
Un respiro vibrante, profondo e già inconscio mi risponde.
Anche questo è amore!


P.S.: un perfetto ariete da sfondamento per aprire vie, arrivare al cuore e farsi perdonare (che s'è capito che io ne ho spesso bisogno) sono questi friabilissimi biscotti ripieni di confettura. Provateli! Con me hanno funzionato. :-)


Per le serie "l'appetito vien... ricordando!" e "Assaggi dal mondo" ecco un'insalata scovata in una delle nostre scorribande zonzolose d'oltreoceano e riproposta fra le mura di casa.

Questo piatto infatti costituisce uno dei deliziosi ricordi di una delle nostre zonzolate negli USA, per la precisione questa qui e a cui avevo dedicato un post sugli assaggi locali qui (in cui compare proprio questa famigerata insalata).
Rappresenta uno di quei piatti che abbiamo assaggiato zonzolando, di cui ci siamo innamorati, di cui abbiamo studiato ogni boccone per carpirne i segreti e portarli a casa per replicarla a nostra volta. Ancora oggi ogni volta che abbiamo l'occasione di rievocarla - per una ragione o per un'altra -, ci parte subito una gran fame.

Il locale che preparava questa deliziosa e molto saporita insalata, che è praticamente un piatto unico completo, era Noodles & Company, una catena di locali americana molto conosciuta classificata come "fast casual restaurant". Non sappiamo dire se la qualità del piatto in sé fosse eccelsa, pensiero che spunta sempre quando si parla di fast food in generale, ma il piatto era veramente molto buono e in quella zonzolata afosa lo apprezzammo tantissimo.

Da quel viaggio sono passati anni oramai, ma il nostro ricordo è ancora vivido, tant'è che ci prepariamo questa insalata praticamente ogni anno all'arrivo dell'estate (siamo stagionali si sa) godendocela forchettata dopo forchettata.
Nel tempo l'ho affinata e credo proprio con questa versione di andare molto vicina a quello che era l'originale, se non forse meglio, vista la materia di prima qualità impiegata.

Strawberry fresh spinach bacon blue cheese pecan salad recipe noodle company ricetta insalata con fragole e spinaci freschi estiva

A proposito di materia prima ecco qualche nota.
Spinaci: qui in Italia non è tradizione mangiarli novelli a crudo e per me era la prima volta (almeno a mia memoria) che li provavo così.
E' molto importante che gli spinaci siano freschi, a foglia piccola, teneri e con poco gambo. Seguiteli nella crescita nel vostro orticello per decidere quando è il momento giusto per coglierli; noi facciamo proprio così.

Formaggio: quello probabilmente impiegato nella ricetta originale è il Blue Cheese, un formaggio erborinato stagionato, non cremoso e con la tendenza a sbriciolarsi, molto comune negli Stati Uniti.
Per noi non è sempre semplice trovarlo in commercio per cui lo abbiamo sostituito provando a rotazione Roquefort, Stilton, o Gorgonzola DOP piccante stagionato.
Al di là dei gusti è fondamentale che si possa sbriciolare facilmente con le mani.

Noci pecan: in USA sono molto utilizzate e oramai sono largamente diffuse anche in Italia. Qualora però non si trovassero si possono sostituire con normali noci o anacardi.

Bacon: ingrediente onnipresente in ogni pasto della giornata per un americano. Se in Italia non lo trovate si può sostituire con della pancetta tesa. E' molto importante per questa ricetta che sia croccante e secco per poterlo sbriciolare. Basterà cuocerlo in una padella antiaderente senza grassi aggiunti per qualche minuto e poi lasciarlo ben raffreddare una volta abbrustolito.

Fragole: se sono del vostro orticello non ci saranno paragoni.

Aceto balsamico: non credo che la ricetta originale lo preveda, piuttosto propendo per una glassa di aceto balsamico di modesta qualità. Se avete quello buono è da preferire.

Strawberry, fresh spinach salad

Preparazione: 10 min.Cottura: 5-7 min.Riposo: 5 min.
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 390 circa
Ingredienti:

  • 150 g di spinaci novelli freschi
  • ¼ di cipolla rossa
  • 60 g di formaggio erborinato stagionato a scelta (Blue cheese, Roquefort, Stilton, Gorgonzola piccante stagionato ecc.)
  • 100 g di fragole
  • 4 fette di bacon (o pancetta tesa)
  • 50 g di noci pecan
  • 40 g di crostini (o crackers)
Per la vinaigrette al miele:
  • 3 cucchiai di aceto balsamico (buono)
  • 2 cucchiai di miele di acacia
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Sale e pepe q.b.
Preparazione:

  1. Pulire, lavare e asciugare gli spinaci novelli.
  2. Affettare sottilmente la cipolla, sbriciolare grossolanamente il formaggio erborinato scelto e tritare le noci pecan. Lavare le fragole e tagliarle a pezzetti.
  3. In una padella antiaderente calda tostare il bacon e i crostini cercando di imbibire questi ultimi nel grasso fuoriuscito dal salume. Togliere dal fuoco, lasciare raffreddare qualche minuto e poi sbriciolare il tutto.
  4. In una ciotolina amalgamare assieme tutti gli ingredienti per la salsa di condimento. Se gradita una consistenza più densa scaldarla per farla ritirare per qualche minuto in un pentolino o al microonde e poi lasciarla raffreddare completamente.
  5. Per l'assemblaggio disporre in una capiente ciotola dapprima gli spinaci e poi tutti gli altri ingredienti. Irrorare con la vinaigrette e mescolare per amalgamare il tutto.
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Trovo che la combinazione agrodolce delle fragole col miele e aceto balsamico, e il morbido-croccante del formaggio con crostini e noci sia perfetta. Ci piace veramente molto.
Se la provate fatemi sapere che ne pensate. Sono molto curiosa.
A presto, ciao!


Era una giornata cupa e piovosa.
Una di quelle in cui è praticamente impossibile non incappare quando varchi il confine con l'Inghilterra in novembre.
Volevamo zonzolare per i bellissimi prati che circondano Castle Howard, ma la pioggia che cadeva fitta dalla mattina non ci dava tregua. Per ammazzare il tempo nell'attesa che rasserenasse avevamo fatto due giri delle sale principali che ospitavano un piccolo mercatino dell'antiquariato e del fai da te.
Molti dei visitatori si erano spazientiti e avevano deciso di tornarsene a casa prima del previsto, mentre noi invece eravamo stufi di coperte di lana, calzettoni, sciarpe e cappelli in tartan, di cianfrusaglie e merceria, per altro tutt'altro che economica, ed eravamo decisi ad aspettare.
Con l'abbandono dei visitatori anche gli espositori avevano deciso di iniziare a chiudere i loro tavoli e portare via tutto.
Visto che di lì a poco le sale sarebbero state deserte avevamo deciso di fare una capatina al piano inferiore, che prima era troppo affollato, per andare a dare un'occhiata un po' più accurata alla parte dedicata al cibo e magari comprare qualcosa in ricordo.
Mai momento fu più azzeccato.
Sì perché, se i nostri tartan addicted del piano di superiore potevano incartare nuovamente le loro merci, quelli del piano inferiore avevano deciso di svendere ogni cosa ed erano pronti a tutto per farlo: muffin svenduti per mezza sterlina, biscotti per pochi pence e gelati addirittura regalati ai passanti.
C'era chi aveva un cono in una mano e un ghiacciolo nell'altra, c'è chi aveva comprato biscotti per parenti e amici e chi aveva fatto scorte di muffin per la mattina perché la colazione a casa sua era un obbrobrio (e qui non mi vedete, ma ho il dito indice che gira in tondo a vuoto nell'aria; se non vi ricordate il perché vi rinfresco io la memoria di quel che ho passato). E poi c'eravamo ancora io e Massi che assaggiavamo i bocconcini di shortbread che un signore stava offrendo a gogò ai visitatori.
Ogni bocconcino era differente. La bancarella infatti era ricoperta di shortbread apparentemente tutti uguali, solo un cartellino bianco a intervalli regolari indicava che la tipologia era differente.
Ebbene: del tempo fuori non ce ne fregò più niente.

I biscotti allo zenzero più buoni del mondo ricetta favolosa Double ginger shortbread amazing delicious recipe

Fu amore al primo incontro di papilla.
Al primo bocconcino che si sbriciolava in bocca i miei occhi si incontrarono con quelli di Massi. Ci parlammo con quelli, non serviva altro e aprire la bocca avrebbe solo distolto l'attenzione da cotanta bontà.
Di tutti quelli che assaggiammo, due tipi in particolare ci ammaliarono e uno di questi erano questi double ginger shortbread.
Ne comprammo un paio di sacchetti che a casa ci siamo centellinati a lungo, cercando di memorizzarne il favoloso gusto, perché tanto lo sapevamo che prima o poi li avrei rifatti qui in casa, coi miei buoni ingredienti.
Detto fatto.

Sapete che vi dico? Che sono venuti così buoni e così uguali che:
  • la prima volta che li ho fatti ce li siamo spazzolati io e Massi da soli in due giorni;
  • li ho offerti a ospiti a cena e non solo mi hanno chiesto la ricetta ma se li sono pure portati a casa;
  • li ho preparati in TV alla trasmissione Quel che passa il convento che potrete vedere domani su TV2000 alle 11:00;
  • pure la troupe televisiva appena spente le telecamere se li è sbafati allegramente.

Se non sono soddisfazioni queste... :-)

La ricetta è semplicissima, collaudata e sperimentata.

Double ginger shortbread

Preparazione: 20 min.Cottura: 30 min.Riposo: 1 ora
Porzioni: 30 biscotti circa Kcal/porzione: 120 circa
Ingredienti:

  • 230 g di burro
  • 130 g di zucchero
  • 350 g di farina 00
  • 5 g di lievito per dolci
  • 50 g di zenzero candito
  • 10 g di zenzero in polvere
  • 2 g di sale
Preparazione:

  1. Lasciare ammorbidire a temperatura ambiente il burro almeno 15-20 minuti, poi unirlo in una ciotola con lo zucchero e con delle fruste mescolarli assieme fino ad ottenere una pomata omogenea.
  2. Setacciare la farina con il lievito e lo zenzero in polvere.
  3. Tritare lo zenzero candito e unirlo alle polveri sbriciolandolo bene con le mani per separare tutti i pezzettini che tendono a rimanere attaccati.
  4. Unire infine i contenuti delle due ciotole su un tavolo da lavoro lavorando con le mani fino ad ottenere dapprima un composto granuloso e poi omogeneo. Spingere l'impasto con le mani sul piano di lavoro tirando bene la pasta per poi riunirla. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e lasciarla riposare per almeno un'ora.
  5. Accendere il forno in modalità ventilata a 160 °C.
  6. Togliere la pasta dal frigo e stenderla direttamente dentro una teglia¹ di 23x23 cm livellandola con un matterello con uno spessore di circa 1,5 cm.
  7. Con una spatola (o raschietto) da panettiere dividere l'impasto in rettangoli uguali di circa 2-2,5 cm x 7,5 cm di lato e con i rebbi di una forchetta o con uno stuzzicadenti punzecchiare l'impasto in superficie per formare i caratteristici disegni.
  8. Infornare per 20-30 minuti sino a che non avranno un delicato color nocciola.
  9. Una volta pronti e ancora caldi (altrimenti da freddi si sbriciolerebbero troppo perché molto friabili) ripassare con la spatola lungo le incisioni fatte prima della cottura², attendere una decina di minuti in modo che si rapprendano un poco e poi estrarli dalla teglia e lasciarli raffreddare completamente prima di servirli.
Note:

  1. In alternativa per questo passaggio si può anche stendere la pasta tra due fogli di carta forno e tagliarla in rettangoli uguali. In questo modo però i biscotti, essendo ricchi di burro, in cottura si appiattiranno e quindi risulteranno un po' più schiacciati ma comunque buoni.
  2. Se si sono tagliati prima dell'infornata seguendo la nota 1, questo passaggio è superfluo.
  • Si possono anche ottenere dei biscotti stendendo la pasta un po' più sottile e utilizzando delle formine per biscotti per ritagliare l'impasto. Fare però attenzione che il tempo di cottura si ridurrà a soli 8-10 minuti.
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Per la buona riuscita della ricetta la cosa fondamentale è la scelta dello zenzero candito. Non comprate quello a cubetti da 0,99 Euro del supermercato. Comprate quello in fette, è molto più forte e buono. Inoltre scegliete uno zenzero in polvere che non sia troppo vecchio perché a lungo andare il suo sapore perde di intensità.

Insomma, provateli! Poi mi direte. :-)


P.S.: se vi siete chiesti qual è l'altra versione che abbiamo apprezzato di più, beh... restate sintonizzati, prima o poi arriverà anche quella. :-)

P.P.S.: la nostra pazienza quel giorno fu ricompensata con uno splendido tramonto sui cieli inglesi. Ecco qui alcune foto e il resto del racconto della giornata.


Tempo fa in questo post qui, raccontavo che la cucina inglese, quella della tradizione, non è affatto male, anzi; mentre in questo post qui raccontavo di come persino il cane di casa rifiutasse i pasti che cercavo di rifilargli.
Potrebbe sembrare un controsenso, ma in realtà il problema è che oggigiorno la cucina tipica è stata sopraffatta da quella dei fast food, il piacere di stare ai fornelli è stato surclassato da uno stile di vita così pigro che stenterei a crederlo possibile se non lo avessi visto con i miei stessi occhi e la cultura sul cibo e la sua qualità rasenta lo zero.
Tanto per intenderci, la mia ospite di York definiva suo un piatto di spaghetti con polpette che era il risultato di un assemblaggio di noodles (giammai li definirei spaghetti) in scatola precotti assieme a sugo pronto, polpette pronte congelate e ripassate nel sugo e poi tutto bellamente riscaldato nel microonde per due minuti.
'Na delizia! Non potete immaginare che delizia.
Ma forse è bene non immaginarsela va!
I tre salti mortali carpiati con avvitamento della mia cistifellea di quella notte sono ben vividi nella mia memoria.

Eppure per mangiare decentemente non occorreva fare chissà che, bastava andare alla ricerca di qualche locale che facesse cucina tipica, che come ho detto in apertura è molto buona. Noi però, avendo pochissimo tempo a disposizione per la pausa pranzo e cercando di non spendere un patrimonio visto che stavamo via un intero mese, non avevamo modo di farlo tutti i santi giorni per cui spesso andavamo nella più vicina bakery per comprare un pranzo da asporto che fosse economico e il più sano possibile.
E la nostra scelta era sempre quasi la stessa: ossia delle jacket potatoes fumanti.

Come preparare le Jacket potatoes fatte in casa ricetta perfetta inglese patate ripiene perfect recipe

Di questo piatto ne esistevano una marea di varianti, da quelle con pollo al curry, con straccetti di carne, alle tikka masala, fino alla nostra, quella con insalata e salse varie e da cui noi chiedevamo di togliere le salse.
Ogni volta che facevamo questa richiesta ci strabuzzavano gli occhi come se stessimo comprando qualcosa che non sapeva di niente, praticamente erba.
In realtà poi aggiungevamo verdure in scatola acquistate a parte e scelte in modo che la lista degli ingredienti sull'etichetta non fosse formata da più di quattro voci, ma questo i commessi della bakery non lo sapevano di certo.
Nonostante che avessimo provato un bel po' di varianti la nostra preferita era sempre quella classica di base su cui adagiavamo una noce di burro che si scioglieva in un secondo.
Qua sotto riporto quindi la versione di base, ossia semplice con burro (favolosa!) e quella con crème fraîche e erba cipollina.

Jacket potatoes

Preparazione: 15 min.Cottura: 45-60 min.Riposo: 3 min.
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 320 circa (burro)
Ingredienti:

  • 4 patate da 200 g circa l'una
  • 20 g di olio extravergine di oliva
  • Sale q.b.
Condimento a scelta:
  • 60 g di burro
  • 400 g di crème fraîche
  • Erba cipollina q.b.
  • 60 g di maionese (o altre salse a piacere)
Preparazione:

  1. Accendere il forno in modalità statica a 220 °C.
  2. Scegliere patate non troppo farinose e con forma piuttosto grossa, regolare e ovale. Lavarle grattando bene la buccia da eventuali residui di terra.
  3. In un capiente sacchetto di plastica versare l'olio e un generoso pizzico di sale, unire le patate e mescolarle nel sacchetto in modo che il sale e l'olio le rivestano uniformemente.
  4. Trasferire le patate in una teglia rivestita con carta forno leggermente unta, bucherellarle con i rebbi di una forchetta un po' dappertutto e poi infornarle.
  5. Dopo 10 minuti abbassare la temperatura a 180-200 °C e lasciarle cuocere per 35-45 minuti o più a seconda della dimensione delle patate. Per controllare la cottura basterà provare l'affondamento di uno stecchino di legno nelle 4 patate. Se non incontrerà alcuna resistenza allora saranno cotte.
  6. Prelevarle dal forno, trasferirle su un tagliere con l'aiuto di una spatola facendo attenzione a non scottarsi perché saranno roventi. Affondare la punta del coltello nella patata per qualche centimetro incidendo la buccia e la polpa formando una croce. Con le dita e con i pollici di tutte e due le mani premere velocemente sulla parte bassa di ciascuno dei quarti ottenuti spingendo verso il centro in modo che la patata si apra e fuoriesca.
  7. Servire su un piatto e adagiare su ogni patata il condimento scelto.
Note:

Si consuma anche la buccia che se ben cotta darà ulteriore consistenza al piatto.
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Ripensandoci credo proprio che le jacket potatoes abbiamo costituito il mio piatto sopravvivenza in Inghilterra, come potrei non amarle?


Probabilmente questi biscotti non hanno bisogno di presentazione da tanto che sono famosi; si trovano in un sacco di blog e molto spesso i pareri sono entusiasti.
L'autrice della ricetta è la straordinaria Martha Stewart che in questo blog compare sicuramente più del prezzemolo come ad esempio qui, qui e qui.
Le sue ricette dolci del resto sono fantastiche e non ho mai avuto problemi di nessun tipo nel sperimentarle: i dosaggi sempre perfetti, i procedimenti sempre facili e ripetibili e il risultato è sempre stato ottimo e apprezzato da tutti.

Biscotti al limone che si sciolgono in bocca ricetta Lemon meltaways recipe

Anche questa volta la ricetta l'ho trovata sul sito di Martha a questo link qui.
L'ingrediente principale era il lime, ma io non avendolo a disposizione (soprattutto in versione biologica e non trattata) l'ho sostituito col limone. Ho dimezzato le dosi rispetto a quelle indicate, mantenendo però quelle del limone in modo da avere un risultato ancora più forte, pensando di ottenere anche la metà dei biscotti (Martha ne prevede circa 36).
In realtà con quelle che ho utilizzato ho ottenuto circa lo stesso quantitativo; immagino quindi che i suoi fossero ben più larghi dei miei (anche se nella conversione del diametro dei panetti non ho fatto variazioni).

Come preannuncia il nome stesso di questi biscotti, la loro consistenza è morbida, si sciolgono in bocca e il loro sapore è fortemente agrumato grazie al limone che però viene addolcito dal sottile rivestimento di zucchero a velo in superficie, inoltre lasciano una freschezza in bocca che è un piacere.

Lemon meltaways

Preparazione: 30 min.Cottura: 13 min.Riposo: 70 min.
Porzioni: 30 biscotti circa Kcal/porzione: 45 circa
Ingredienti:

  • 85 g di burro
  • 20 + 40 g di zucchero a velo
  • Scorza grattugiata e 2 cucchiai di succo di un limone non trattato¹
  • 115 g di farina 00
  • 20 g di amido di mais
  • ½ cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 1 pizzico di sale
Preparazione:

  1. Mettete il burro lasciato ad ammorbidire a temperatura ambiente e 20 g di zucchero a velo in una ciotola (meglio se si ha una planetaria) e mescolare fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere la scorza di limone grattugiata molto finemente, il succo di limone e l'estratto di vaniglia. Mescolare ancora per qualche minuto.
  2. Setacciare insieme la farina, l'amido di mais e il sale in una ciotola. Incorporare le polveri poco alla volta al composto di burro e mescolare. Creare un impasto liscio e omogeneo.
  3. Dividere l'impasto in due parti. Disporre ciascuna metà su un foglio di carta forno. Arrotolare l'impasto nella carta fino ad ottenere un cilindro di circa 3 cm di diametro.
  4. Riporre in freezer i due panetti per un'ora circa.
  5. Preriscaldare il forno a 180 °C. Rimuovere la carta forno e tagliare i panetti a rondelle spesse circa 1 cm.²
  6. Disporre i biscotti su una teglia rivestita con carta forno distanziandoli di circa un paio di cm poiché in cottura si dilateranno un po'.
  7. Cuocere i biscotti per circa 13 minuti ruotando la teglia di 180° a metà cottura. I biscotti saranno cotti non appena avranno una lieve doratura sui bordi.
  8. Trasferirli su una gratella per dolci per farli raffreddare facendo attenzione a non romperli perché appena usciti dal forno sono molto friabili e fragili.
  9. Una volta tiepidi infilarli in un sacchetto di plastica assieme al restante zucchero a velo. Chiudere il sacchetto e agitarlo delicatamente in modo che lo zucchero rivesta uniformemente i biscotti. Si conservano molto bene in contenitori ermetici a temperatura ambiente o meglio ancora in frigo fino a 2 settimane.
Note:

  1. La ricetta originale prevede solo un cucchiaio di succo di limone.
  2. Per mantenere la forma circolare dei biscotti ruotare il cilindro poco alla volta ad ogni taglio e arrotolarlo con una leggera pressione man mano che si procede.
Autore della ricetta (leggermente rivisitata) Martha Stewart.
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Insomma se vi piacciono gli agrumi nei dolci provateli, sono perfetti per questa stagione calda e sono favolosi a fine pasto.


Sto scrivendo di getto, senza pensare, senza soffermarmi, senza rileggere (se ci sono errori pace), lasciando le dita scorrere veloci sui tasti della tastiera cercando di tenere testa al gomitolo annodato dei miei pensieri.

Sono reduce da un'ora di yoga che poteva essere benissimo un'ora di meditazione. La parte di rilassamento, quella in cui mi sarei dovuta concentrare sul corpo e non sui pensieri, è miseramente fallita. La mia mente era focalizzata su una cosa sola: che faccio? Che diamine faccio? Che perdincibaccolina (beh, il termine in verità non era propriamente questo) faccio? Ascolto il cuore o la mente? O magari, visto che lo pago, anche Franz (il maestro)?
Non so che fare, non so che pensare, non so, non so e non so. Punto. Diamine!

Chiedo aiuto al mio strizzacervelli/amico/consigliere di fiducia maledettamente perspicace, freddo, razionale, calcolatore, cinico e protettivo, quello da cui sono in cura da anni, quello che mi ascolta e si sorbisce tutte le mie paturnie in santa pazienza e pure a gratis, quello che mentre brancolo nel buio sa indicarmi la via, quello che mi capisce ancora prima di me medesima, quello che raramente non mi sa consigliare qualcosa di giusto: Massimiliano.

Dodici lettere che per me al solo pensiero hanno l'effetto del Valium, di calore e rassicurante punto fermo in un mondo dove va di moda il "moving the goalposts". (Oh, thank you teacher Nigel!)

In un giorno come oggi dove ho provato tanta delusione, Lui e i suoi preziosi consigli sono la mia sola impagabile serendipity.

Ricetta per preparare in casa il coleslaw inglese con cavoli cappucci carote maionese recipe

Mi sarebbe piaciuto presentarla con un'introduzione più spensierata la ricetta di oggi, ma non c'era verso. Ad ogni modo si tratta di una contorno diffusissimo nei Paesi anglosassoni con il nome di Coleslaw, un'insalata generalmente composta da cavoli cappucci bianchi e/o rossi, carote, talvolta cipolle e tanta tanta maionese, che a volte viene sostituita o arricchita con panna acida.

In commercio all'estero (in Italia l'ho visto raramente) se ne trovano di vari tipi, di solito sempre composti da poche verdure che sguazzano in un mare di maionese. Farlo a casa è facilissimo e si può scegliere il quantitativo di maionese a piacere.
Si serve generalmente come accompagnamento a carni arrostite, hamburger o fritti.

Coleslaw

Preparazione: 10 min.Cottura: nessuna Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 190 circa (base)
Ingredienti:

  • 200 g di cavolo cappuccio bianco
  • 200 g di cavolo cappuccio rosso
  • 1 carota
  • 80 g di maionese¹
  • Sale q.b.
Facoltativi a seconda di gusti o intolleranze:
  • 40 g di panna acida
  • 10 g di senape
  • 50 g di uva passa
  • ½ cipolla bianca
Preparazione:

  1. Affettare sottilmente con una mandolina, o con un'affettatrice i cavoli cappucci.
  2. Con un gratta scorza a manico per limone ricavare dei filetti dalle carote, oppure grattugiarle con una grattugia. Tagliare a pezzi più piccoli tutti gli ingredienti, anche con qualche colpo di forbice direttamente dentro una ciotola.
  3. Mescolare tutti gli ingredienti con la maionese (da regolare poi in funzione dei gusti) e il sale e fare le eventuali aggiunte a piacimento.
Note:

  1. Io ho utilizzato maionese homemade aromatizzata con un cucchiaino di senape.
  • Consumarlo a temperatura ambiente o freddo. Si conserva in frigo in un contenitore chiuso per un paio di giorni.
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E' sempre bellissimo zonzolare in cucina preparando piatti assaggiati in zonzolate in giro per il mondo e portando in tavola, non solo prelibatezze, ma anche sapori e ricordi di terre lontane.


Nella mia testa risuonano canzoncine natalizie che mi mettono di buonumore e che canticchio a bocca chiusa (per preservare in questo caso il buonumore degli altri).

A casa l'albero, adornato a festa con decine e decine di lucine intermittenti, è sempre acceso e crea un'atmosfera bellissima, direi magica tant'è che ogni tanto la sera spengo le luci, mi siedo per terra e resto ad ammirarlo al buio per qualche momento come incantata. Piccoli momenti di pace, di lentezza, di routine annuale che invece di stufarmi alla mia età scandiscono la mia vita in modo rassicurante.

Il forno che va a ruota, fra torte e biscotti, i fuochi occupati da padelle e pentole dal contenuto in lieve ebollizione, le mie mani (ma anche naso, guance, capelli, grembiule, e non so che altro) infarinate e in fermento sono intente a creare ogni genere di leccornia, non tanto per il mio palato quanto per vedere felice chi mi sta vicino.

E niente! Sta arrivando il Natale e io son felice come una Pasqua: una roba da schizofrenici spazio-temporali mica da poco, no? ;-)

Ricetta dei Gingerbread men biscotti natalizi natale speziati recipe Christmas cookies

Cosa potevo preparare di meglio come dolcetto pre-natalizio se non una delle ricette della super tradizione?
Ta-dà! Oggi vi presento i Gingerbread, i biscotti speziati che nei Paesi nordici europei hanno un sacco di nomi diversi: Pepparkakor in Svezia (a forma di fiore e molto sottili), i Gingerbread cookies anglosassoni (conosciuti di solito con la forma a omino di pan pepato), i Peperkoek in Olanda, i Lebkuchen in Germania (più morbidi perché più alti) e gli Speculoos in Belgio (dove invece prevale fra le varie spezie la cannella).
Tutti in comune hanno però il fatto di essere speziati, ma non al limite dello stucchevole, croccanti e scuri bruniti.

E' tradizione prepararli e appenderli all'albero di Natale, ma a casa mia se facessi così avrei un albero completamente spoglio perché non durerebbero due giorni.

Di seguito riporto le dosi per i Gingerbread men, ma aggiustando le dosi in favore della cannella si ottengono gli Speculoos e tirando di più l'impasto i Pepparkakor. Riuscirò mai a pronunciare correttamente questa parola senza mordermi la lingua? ;-) Un giorno con calma preparerò e fotograferò pure quelli Vedi ricetta qui.

Gingerbread men

Preparazione: 30 min.Cottura: 12 min.Riposo: 15 min.
Porzioni: 65 biscotti circa Kcal/porzione: 40 circa
Ingredienti:

  • 320 g di farina 00 + q.b. per la stesura
  • 1 uovo (50 g circa)
  • 100 g di burro ammorbidito
  • 100 g di golden syrup¹
  • 60 g di zucchero di canna
  • 10 g di zenzero in polvere
  • 10 g di cannella in polvere
  • 3 g di chiodi di garofano macinati (di solito li ometto o ne metto un pizzico)
  • 1 g di noce moscata in polvere
  • 4 g di lievito per dolci
Preparazione:

  1. In una ciotola disporre il burro ben ammorbidito a temperatura ambiente assieme al golden syrup e lo zucchero di canna. Amalgamare con una spatola o una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo.
  2. In un'altra ciotola, o su un piano di lavoro, disporre a fontana la farina e versarvi al centro tutti gli altri ingredienti e il composto di burro e zuccheri.
  3. Lavorare l'impasto fino ad ottenere una palla liscia, omogenea dalla consistenza morbida come la plastilina.²
  4. Prendere parte dell'impasto (il resto si può lasciare coperto con pellicola o mettere intanto in frigo) e stenderlo con un matterello su un piano di lavoro leggermente infarinato fino a ottenere uno spessore di 4-5 mm.
  5. Ricavare i vari biscotti con gli stampini e adagiarli su teglie da forno rivestite con carta forno.
  6. Procedere fino a esaurimento dell'impasto e poi mettere in frigo le teglie (con le dosi ne ho ottenute 3 per una sessantina di biscotti) a riposare.
  7. Accendere il forno a 170 °C in modalità ventilata. Dopo almeno 15 minuti di riposo in frigo infornare i biscotti e cuocere per circa 12-15 min. In ogni caso il biscotto dovrà apparire brunito e una volta freddo croccante.
  8. Lasciarli raffreddare completamente e conservarli in barattoli ermetici.
Note:

  1. Se proprio non si trova il golden syrup si può utilizzare della melassa, o del miele di acacia.
  2. Alcune ricette a questo punto consigliano di lasciare riposare l'impasto in frigo una notte. Io invece faccio l'opposto, ossia prima li stendo e poi li raffreddo.
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Di solito questo tipo di biscotti non è decorato, ma nella blogosfera se ne trovano di bellissimi con decorazioni fantastiche. Beh, ci ho provato anche io e per questo ci vediamo nel prossimo post. :-)



Credo che durante una zonzolata non ci sia niente di più bello che poter coniugare la scoperta di un nuovo posto con l'assaggio dei piatti, o dei prodotti tipici locali che lo contraddistinguono.

Nonostante che oramai vi sia una forte globalizzazione e si possano trovare ristoranti etnici dove poter gustare piatti alternativi di altre culture, trovo che vi sia sempre una certa differenza fra l'"originale" e ciò che ci viene servito, vuoi per i prodotti utilizzati (talvolta difficili da reperire), vuoi per agevolare e andare incontro a certi gusti della clientela, o culturali.
Del resto avete mai mangiato la pizza, o un piatto di spaghetti all'estero? E' raro trovare un posto che sappia farli veramente a regola d'arte. Esistono è vero, ma sono rarità. Direi che quindi è lecito pensare anche l'esatto contrario con piatti tipici esteri qua in Italia, no?
In un viaggio per me è quindi una prerogativa imprescindibile l'assaggiare ciò che la cucina del luogo propone.

L'assaggio in sé non è però solo lo scoprire nuovi gusti e sapori, né solo questione di pura curiosità o vedere la differenza fra ciò che immaginavo o avevo assaggiato in Italia, ma è anche entrare in una delle radici più forti e significative che una cultura può offrire.

Il cibo locale non è un semplice piatto, è un simbolo.
Il cibo locale, non è un mix ben combinato di ingredienti: è storia, cultura, tradizione, un elemento identificativo di una nazione che proprio nell'accezione di quest'ultimo termine estende i suoi limiti ben oltre i confini statali e declina una marea di varianti su zone territoriali peculiari.

Tutto questo per dire che quando ci è capitato di poter zonzolare alle Isole Keys io non sarei tornata a casa senza aver assaggiato una fetta della famosissima Key Lime Pie, ovviamente cercando di memorizzare ogni singolo dettaglio per riprovarla anche a casa. E così è stato! :-)

Ricetta perfetta per la Key lime pie originale delle isole caraibiche ultimate key lime pie recipe

Devo ammettere che, visto il clima, un simile dolce dal forte sentore di agrumi è perfetto per combattere il caldo e umido tropicale.
Le radici storiche di questo dolce pare che affondino (almeno come leggenda) su ricette elaborate da pescatori che in mare, per evitare lo scorbuto causato da scarsa assimilazione di Vitamina C, realizzavano questo dolce con pochissimi ingredienti base quali uova, latte ridotto a confettura grazie allo zucchero e succo di lime.
Sembra che la base biscottata e la cottura siano state introdotte successivamente visto che i pescatori non disponevano di forni. In pratica i rischi batterici dovuti alle uova venivano ridotti (ma non eliminati) grazie all'acido citrico dei lime e l'azione di addensamento avveniva grazie al latte condensato mescolato al succo spremuto.
Ovviamente oggigiorno per scongiurare ogni possibile rischio la torta viene cotta in forno.


Come ho detto ho provato a memorizzare ogni dettaglio della torta che abbiamo assaggiato qui.
Abbiamo avuto modo di provare solo una delle tante ricette in circolazione su questo arcipelago di isole, dove ogni locale afferma di detenere la ricetta della versione originale.

Non sappiamo dire se quella che abbiamo assaggiato noi fosse l'originale, nonostante che la titolare ce lo abbia dato per certo, ma visto che era proprio buona ecco allora qualche dettaglio che ci siamo segnati:
  • Il sapore è fortemente agrumato, ma non esagerato e comunque dolce.
  • La consistenza è morbida e cremosa se appena uscita dal frigo, quasi colante se rimane fuori più a lungo.
  • Dentro il ripieno non c'è scorza di lime.
  • Base biscottata sottile, circa mezzo centimetro; ripieno generoso, almeno 3-4 cm.
  • Il colore non è verde ma giallo tenue, dovuto al succo di lime e ai tuorli.
  • La decorazione è con panna montata (poco zuccherata). Nessuna meringa, né glassa.

Per riprodurla a casa sarebbe meglio usare i lime provenienti dalle Florida Keys, ma è difficile trovarli qui in Italia. Sono più piccoli e più acidi. Io ho utilizzato quelli che ho trovato al supermercato e devo dire che sono rimasta piuttosto contenta.


Appena tornati a casa, come avevo scritto su Facebook oramai un bel po' di tempo fa, mi sono cimentata in un po' di sperimentazioni fra cotture e bilanciamenti di dosi, ed ecco qua il risultato che mi è parso più simile a quello che ho assaggiato e che ho fotografato appena uscito dal frigo e tagliato.

Key Lime Pie

Preparazione: 30 min.Cottura: 20 min.Riposo: 4 ore o +
Porzioni: 8 Kcal/porzione: 480 circa
Ingredienti:

Per la base:
  • 250 g di biscotti secchi (tipo Graham Crackers o Digestive)
  • 70 g di burro
  • 50 g di zucchero
Per il ripieno:
  • 80 ml di succo di lime (circa 4)
  • 400 ml di latte condensato
  • 4 tuorli
Per la decorazione:
  • Scorza e qualche fetta di un lime non trattato
  • 100 ml di panna da montare
  • 20 g di zucchero a velo
Preparazione:

  1. Per preparare la base lasciare ammorbidire il burro a temperatura ambiente e frullarlo poi con i biscotti e lo zucchero. Rivestire una teglia del ø 20 cm dai bordi svasati con uno strato uniforme di biscotti risalendo anche sui bordi. Compattare bene e lasciare a riposare in frigo per tutto il tempo della preparazione del ripieno.
  2. Accendere il forno a 180 °C in modalità ventilata.
  3. Grattugiare a filetti la scorza di un lime che verrà tenuta per la decorazione assieme a qualche fettina sottile e poi spremerli e filtrarli pesando 80 ml di succo.
  4. Montare i tuorli sino a che non saranno spumosi e gonfi. Montare a parte per 5 minuti il latte condensato e poi unire le uova, montare per altri 5 minuti e infine unire il succo dei lime. Montare ancora per qualche istante in modo da amalgamare bene il tutto.
  5. Versare il ripieno, che dovrebbe risultare morbido e liscio, nella crosta di biscotto tirata fuori dal frigo e infornare per 20 minuti.
  6. Sfornare, lasciare raffreddare completamente e poi metterla in frigo per almeno 4 ore, o in abbattitore.
  7. Per la decorazione (che è bene fare poco prima di servire) montare la panna con lo zucchero a velo a neve ben ferma, poi trasferirla in un sac à poche e decorare la torta a piacimento utilizzando anche la scorza e qualche fettina di lime tenuta da parte.
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Per noi era deliziosa! Sparita, volatilizzata! Giuro che abbiamo fatto fatica a smettere di mangiarla.


Secondo me non ci dorme la notte per fare ste pensate. Né lei, né tutta la squadra che le sta dietro.
Secondo me non ha capito che la cifra che le hanno dato è il suo forfait e non le calorie che deve infilare in ogni sua singola ricetta.
Secondo me gode di ottima salute: né diabete, né colesterolo alto. Se no, non si spiega...
Secondo me è un genio, lei sa di esserlo e ne ha dato dimostrazione con tutto l'impero che ha saputo costruire.
Secondo me con questi biscotti ha fatto l'ennesimo centro (come anche con questi qua).

Premetto questo perché il contenuto calorico dei biscotti qua sotto della famosissima Martha Stewart (è di lei che sto parlando) è direttamente proporzionale alla loro bontà.
La combinazione dolce e salato è perfetta, e poi sono morbidi e croccanti al tempo stesso.
Una combinazione del genere non può essere un caso, assolutamente no.
E' brava, punto e basta! :-)

Ricetta biscotti con burro di arachidi per celiaci e senza latticini Flourless peanut butter cookies recipe

Flourless peanut butter cookies

Preparazione: 15 min.Cottura: 12 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 25 biscotti circa Kcal/porzione: 120 circa
Ingredienti:

  • 250 g di burro di arachidi
  • 150 g di zucchero
  • 1 uovo grosso
  • ½ cucchiaino di bicarbonato
  • 2 g di sale (io non li ho messi)
  • 125 g di gocce di cioccolato¹ (io ne ho messe 100)
  • 50 g di arachidi tostate e salate
Preparazione:

  1. Preriscaldare il forno a 180 °C.
  2. In una ciotola mescolare il burro di arachidi con lo zucchero, l'uovo ben sbattuto, il bicarbonato e il sale (che io non ho messo). Infine aggiungere le arachidi, le gocce di cioccolato e amalgamare bene.
  3. Con le mani leggermente inumidite (io non ne ho avuto bisogno) formare tante palline di impasto grandi più o meno come una noce. Adagiarle su una teglia rivestita con carta forno distanziandole di 3-4 cm.
  4. Infornare per 15 minuti circa, ruotando la teglia di 180° a metà cottura e controllando la doratura dal 12° minuto.
  5. Farli raffreddare completamente prima di toglierli dalla teglia poiché sono molto morbidi e tendono a disfarsi. Raffreddando prendono consistenza.
Note:

  1. Martha sconsiglia il fondente oltre il 50%. Nel caso di persone intolleranti al lattosio o al glutine leggere attentamente l'etichetta del prodotto.
Ricetta tratta dal sito o dal libro Everyday Food di Martha Stewart.
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Sono adatti sia per gli intolleranti al glutine, che al lattosio.
Fatti, rifatti e strafatti e sempre andati a ruba; provare per credere!


Mi sono decisa. Dopo l'ennesimo viaggio negli Stati Uniti in cui a colazione, o a merenda, o per un brunch ci siamo mangiati burro di noccioline (o arachidi che dir si voglia), e in cui ci siamo portati a casa un po' di barattoli da centellinarci giorno per giorno, è giunta l'ora di prepararlo anche a casa.
Del resto è semplicissimo, basta avere pazienza ed un ottimo frullatore.

Giuro che non so dire se lo amo, se lo apprezzo, o se addirittura non mi piace.
Come dice giustamente la mia collega Serena, il burro di arachidi è una di quelle cose per cui si potrebbe finire il barattolo senza aver ancora capito se piace oppure no.
E' pastoso, denso e se mangiato a cucchiaiate da solo stucca un po'. Eppure, nonostante questo, è difficile restargli indifferente e infilare il dito nel barattolo ogni tanto è proprio irresistibile.

Come preparare il burro di arachidi noccioline fatto in casa homemade peanut butter recipe

Il burro di arachidi "classico" che abbiamo assaggiato più volte negli USA non è dolce, anzi ha una nota salata, è denso e pastoso e di solito viene servito spalmato sul pane caldo (generalmente bagels tagliati a metà).
In commercio se ne trovano moltissime varianti e versioni: da quelle aromatizzate, alle cremose, liquide, con pezzetti di noccioline e persino zuccherate in varie gradazioni.

Per conto mio, che volevo realizzare la versione più classica, l'aggiunta dello zucchero è quindi da evitare, ma poiché a qualcuno piace, lo inserisco fra gli ingredienti e lascio al lettore la scelta.

Burro di arachidi homemade

Preparazione: 30 min.Cottura: 10 min.Riposo: 30 min.
Porzioni: 1 vasetto da 250 g circa Kcal/100 g: 580 circa
Ingredienti:

  • 300 g di arachidi intere (ossia con guscio), o 250 g se pulite
  • 15 g di olio di semi di arachidi
  • 3 g di sale
  • 3 g di zucchero (facoltativo)
Preparazione:

  1. Pulire le arachidi sia dal guscio che dalla pellicina rossiccia che le riveste.
  2. Sparpagliarle su una leccarda rivestita con carta forno e farle tostare in forno già caldo a 180 °C per 7-8 minuti. Ogni 2-3 minuti aprire il forno e dare una bella scrollata alla leccarda in modo da rigirarle e tostarle per bene. Tenerle d'occhio affinché non brucino.
  3. Lasciarle raffreddare completamente.
  4. Inserire le arachidi in un frullatore con 5 g iniziali di olio di semi di arachidi e il sale. Frullare per un minuto.
  5. Aprire il frullatore, staccare con una paletta le arachidi che restano attaccate alle pareti, unire a filo altri 5 g di olio e frullare ancora.
  6. Ripetere l'operazione ancora una volta fino a terminare l'olio e poi ancora fino a ottenere la consistenza desiderata. Ci vuole pazienza. Più si frulla e più si otterrà una crema omogenea.
  7. Infine regolare di sale e se gradito di zucchero.
Note:

  • Si conserva perfettamente anche a lungo se chiuso in un barattolo e messo in frigo.
  • Per una consistenza più cremosa unire altro olio di semi di arachidi, mentre per una consistenza più "chunky" (come dicono gli americani) unire qualche nocciolina tritata grossolanamente.
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A me piace la consistenza ruvida se spalmato sul classico pane caldo, mentre più liscio se lo devo utilizzare per altre preparazioni, tipo cheesecake, creme eccetera.

Il burro di arachidi è un alimento molto versatile che va bene sia per preparazioni salate che dolci. Vi aspetto al prossimo post per una preparazione "dolce". A presto!


Io non amo particolarmente i panini, i burger o il fast food in generale. Non perché non è sano, cattivo, grasso o per moda, ma semplicemente perché è "fast".
E io a tavola sono lenta, sono slow... very slow.
A me la parola fast legata al cibo mi fa partire già male la digestione ancora prima di cominciare con il primo boccone.
Eppure il sapore non mi dispiace, non lo disdegno, semplicemente io e questo tipo di cibo ci incontriamo poco e spesso, potendo scegliere, ricado sull'alternativa.
Mi piace assaporare i cibi e non finire tutto in sei o sette bocconi quando lo stesso cibo potrei consumarlo in venti, rischiando anche di non sentirmi sazia.
Per Massi non è altrettanto. A dire il vero non lo è per la stragrande parte della popolazione.
A lui, alla gente, questo tipo di cibo piace.
Ora siccome ho detto che non lo amo ma nemmeno lo disdegno, a casa me lo posso preparare, cucinare e mangiare in santa pace e come voglio io. Allora perché non farci felici entrambi e gustarci ogni tanto un bel paninazzo che potrebbe andare benissimo anche come food da asporto per un picnic, un pranzo frugale o in qualche altra occasione più "fast"?

Burger di tonno fatto in casa ricetta panino gustoso per pranzo o cena veloce - Tuna burger homemade tasty recipe fast food

Il fast food di oggi è una "non-ricetta" poiché non vede altro che la combinazione di altre ricette che avevo già pubblicato tempo fa.
L'unica cosa che non ho preparato è stata il pane.
Volendo avrei potuto cimentarmi nell'impresa della panificazione ma questo caldo e i tempi della lievitazione (del resto che fast è se no!) mi hanno proprio scoraggiata.
Magari un giorno al mio Massi, per fargli il top del top, preparerò pure il panino.


Tunaburger

Preparazione: 20 min.Cottura: 10 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 580 circa
Ingredienti:

Preparazione:

  1. Poco prima del termine della cottura in griglia dei burger, aprire i panini a metà e scaldare le parti interne sulla stessa piastra unta con del burro.
  2. Disporre una foglia di insalata e gli anelli di cipolla affettata sottilmente su 4 fette di pane, poi i burger di tonno, un cucchiaio di salsina allo yogurt e una fetta di pomodoro per ogni panino e infine chiudere il tutto e servire.
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Ho accompagnato con tortilla chips di farina di mais gialla che avevo già pronte (vedi ricetta qui), salse a piacere e una bella birra fresca.

Un'unica raccomandazione: eat enjoy the tunaburger slowly! :-)


Da qualche giorno siamo rientrati in terra natia e come per tutte le zonzolate che ci facciamo in giro per l'Italia e per il mondo non solo portiamo a casa un sacco di esperienze vissute, ricordi, foto, sensazioni, gusti e profumi, ma anche un bel po' di "cosine materiali" che inevitabilmente ogni volta che rivediamo o riassaggiamo ci riportano alla mente tutti i nostri bei momenti trascorsi.
Ci piace un sacco scegliere ciò che caratterizza il posto o ciò che per noi ha determinato un momento speciale nella vacanza. Quest'anno una delle cose che proprio non potevamo non portarci a casa, visto che il Wisconsin ne è uno dei maggiori produttori, è stata una buona dose di sciroppo d'acero.
Questo straordinario dolcificante naturale viene estratto dalla linfa dell'acero che subisce un processo di riduzione (o concentrazione). A seconda del tipo di raffinazione ci sono tre gradi: fancy (più raffinato), Grade A (dal sapore leggermente più intenso che va bene un po' per tutto), Grade B (meno raffinato e scuro, dal sapore caramellato e indicato per insaporire anche i salati). Più chiaro è, più viene considerato di miglior qualità, ma alla fine è questione di gusti.

Lo sciroppo d'acero appena scaldato accompagna praticamente sempre dei buoni pancakes.
Ovviamente anche questi non ce li siamo proprio lasciati scappare e in occasione di un paio di brunch da veri re che ci siamo concessi abbiamo gustato fra i migliori pancakes che abbiamo mai assaggiato.

Potevo io, di ritorno a casa, non mettermi subito ai fornelli e provare a replicare cotanta bontà essendo in possesso di uno straordinario Organic Maple Syrup Grade A? Ma soprattutto condividerla in un bel brunch con tutta la famiglia? E no, eh! Dovevo farlo subito.
E così è stato.
Ho provato la ricetta che mi ero copiata da un periodico del campus faticosamente tradotta in grammi e millilitri dai cups e tblsp, e devo dire che non sono rimasta soddisfatta... di più!
Li abbiamo trovati deliziosi, praticamente uguali a quelli che avevamo assaggiato nelle nostre brunchzonzolate; in casa hanno voluto il bis e mi hanno ovviamente chiesto la ricetta.
Here you are! Enjoy the pancakes!

Pancakes ricetta perfetta da leccarsi i bassi - pancake perfect recipe blueberry

Pancakes, sciroppo d'acero e mirtilli

Preparazione: 10 min.Cottura: 20 min.Riposo: 90 min.
Porzioni: 6 (12 pancakes ø 12-13 cm) Kcal/porzione: 320 circa
Ingredienti:

  • 225 g di farina 00
  • 60 g di zucchero semolato
  • 16 g di lievito per dolci (1 bustina)
  • ½ cucchiaino di bicarbonato
  • 1 pizzico di sale
  • 2 uova medie
  • 350 ml di latte intero
  • 40 g di burro fuso
  • Sciroppo d'acero biologico a piacere
  • 150 g di mirtilli (o lamponi, more, fragole)
Preparazione:

  1. Unire in una ciotola la farina, lo zucchero, il lievito, il bicarbonato e il sale (ingredienti secchi).
  2. In un'altra ciotola mescolare bene le uova con il latte e poi unire il burro fuso (ingredienti umidi).
  3. Unire i contenuti delle due ciotole insieme e mescolare energicamente con una frusta a mano fino ad ottenere un composto liscio, morbido con la consistenza di una pastella piuttosto dura e densa.
  4. Lasciare riposare per almeno un'ora e mezza a temperatura ambiente.
  5. Trascorso questo tempo, scaldare una buona padella antiaderente e ungerla spennellandola con un sottile strato di burro.
  6. Prendere un mestolo e versarvi al centro una dose per pancake. Per ottenere una dozzina di pancakes con le dosi indicate io ho fatto delle frittelle di circa 12-13 cm di diametro.
  7. Lasciare cuocere fino a doratura entrambi i lati a fuoco medio-alto. Circa 2 minuti per lato.
  8. A parte scaldare lo sciroppo d'acero in un pentolino o nel microonde se la bottiglia lo consente.
  9. Comporre un numero di strati di pancakes a piacere intervallandoli con un cucchiaino di sciroppo d'acero. Terminare con una generosa dose di sciroppo d'acero sull'ultimo pancake e decorare con i mirtilli o con la frutta desiderata.
Note:

  • Gustoso è anche infilare qualche mirtillo (o frutta scelta) fra gli strati o addirittura nella pastella al momento della cottura.
  • In sostituzione dello sciroppo d'acero si può utilizzare del miele (io consiglierei quello di acacia), della melassa o marmellata, anche se ovviamente non sarà la stessa cosa.
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Questi pancakes sono morbidi, teneri e spugnosi, assorbono benissimo lo sciroppo e i succhi.
Da provare anche con gelato, altri tipi di frutta e ovviamente con il classico quadrettino di burro sulla cima della torretta che si fonde col loro calore.



Questa ricetta l'ho scoperta per la prima volta grazie a lei, ComidaDeMama che me l'aveva portata per farmela assaggiare e io invece più che assaggiarla me la sono pappata gustandomi ogni singola cucchiaiata.
Lei il lemon curd lo inserisce nella rosa dei "dolci da sbattersi per terra" e io non posso che darle ragione: è buonissimo da sé, spalmato su biscotti, in crostate, sui dolci, panne cotte ecc. Credo di aver provato a metterlo su tutto e sono sempre rimasta estasiata!

Lemon curd recipe Ricetta crema di soli limoni

Lemon curd

Preparazione: 10 min.Cottura: 25 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 2 vasi da 250 ml circa Kcal/100 g: 400 circa
Ingredienti:

  • 3 limoni biologici (scorza e succo)
  • 100 g di burro
  • 200 g di zucchero
  • 4 uova
Preparazione:

  1. Grattugiare la scorza dei limoni e spremerli per ricavarne il succo.
  2. In un contenitore unire lo zucchero, il burro, il succo filtrato e le scorze e fare sciogliere tutto a bagnomaria mescolando accuratamente.
  3. Quando il tutto si è sciolto aggiungere le uova ben sbattute (ma non montate).
  4. Continuare a girare fino a che non si sia formata la crema, poi filtrare tutto con un colino a maglie fini e invasare in barattoli ermetici e sterilizzati.
  5. Capovolgere per il sottovuoto fino a completo raffreddamento se si vuole conservare a lungo, o conservare in frigo se consumato subito o se la confezione è stata aperta.
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E io che ci avrò combinato con questa preziosissima crema? Lo scoprirete nel prossimo post!


Adoro quando passeggiando per prati e boschi la natura ci regala prelibatezze da mangiare. Ho già raccontato nello scorso post del meraviglioso cesto di funghi trovato zonzolando qua e là nel nostro pascolo dove addirittura abbiamo trovato uno splendido porcino da più di quattro etti.
Ieri Madre Natura con la sua solita generosità ci ha regalato tre etti di mirtilli e poco più di un etto di fragoline di bosco. Con la scusa di uscire a zonzolare si va a fare la spesa nel bosco tornando magicamente carichi di concentrati di vitamine, col portafoglio intatto e rigenerati dalla passeggiata.
Praticamente un toccasana! :-)

Ricetta muffin ai mirtilli frutti di bosco perfetta perfect blueberry muffin recipe

Ehm... beh, a dirla tutta il raccolto sarebbe stato ancora più copioso se non fosse che non abbiamo saputo resistere e che ci siamo riempiti per bene la pancia durante la raccolta e sulla via del ritorno. Poco male perché queste quantità erano più che sufficienti per preparare una buona dose di muffin per la colazione e qualche altro dolcetto che magari pubblicherò in futuro quando avrò un altro attimo di pace.

frutti di bosco fragoline lamponi mirtilli

Le dosi che seguono sono per dodici muffin ottenuti da un'infornata con la classica teglia da muffin. Sono di poco più piccoli rispetto a quelli americani che si trovano nelle caffetterie e sono ben carichi di frutta per cui l'interno rimane leggermente più umido rispetto a quelli fatti con soli ingredienti secchi. La loro consistenza è sofficissima e spugnosa, ma non lascia la bocca asciutta, anzi.

Muffin ai mirtilli (e/o frutti di bosco)

Preparazione: 15 min.Cottura: 25 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 12 Kcal/porzione: 280 circa
Ingredienti:

  • 400 g di farina 00
  • 200 g di zucchero
  • 100 g di burro
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 16 g di lievito per dolci (1 bustina)
  • 3 uova
  • 250 ml di latte intero
  • ½ cucchiaino di bicarbonato
  • Scorza grattugiata di un limone non trattato
  • 250 g di mirtilli di bosco (o frutti di bosco a piacere)
Preparazione:

  1. Riscaldare il forno a 180 °C in modalità ventilata.
  2. In una capiente ciotola sbattere con le fruste (o con l'aiuto di una planetaria) il burro lasciato ad ammorbidire a temperatura ambiente (non fuso mi raccomando!) con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso tipo pomata.
  3. In un'altra ciotola sbattere le uova, il latte e l'estratto di vaniglia amalgamando bene il tutto.
  4. Unire poco alla volta il composto di uova e latte a quello con burro e zucchero continuando a montare con le fruste fino a quando sarà liscio e gonfio.
  5. Setacciare la farina, il lievito e il bicarbonato tutti assieme e unire poco alla volta al composto assieme anche alla scorza del limone grattugiata finemente.
  6. Tenere da parte una manciata di mirtilli (o frutti di bosco) per la decorazione in superficie e passare i restanti nella farina tenuta da parte agitandoli delicatamente per rivestirli completamente.
  7. Unirli all'impasto, che a questo punto dovrebbe risultare abbastanza corposo e denso, mescolando in modo che si distribuiscano uniformemente.
  8. Versare l'impasto negli stampi da muffin preventivamente imburrati e infarinati (o nei pirottini di carta) fino a riempirli quasi completamente. Cospargere la superficie con la frutta tenuta da parte e infornare per circa 20-25 minuti. Una volta cotti lasciarli in forno caldo ancora per una decina di minuti, dopodiché estrarli e lasciarli raffreddare completamente prima di consumarli.
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Et voilà!


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