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Sì! E' lui! E' di nuovo lui! E' tornato! Si è risvegliato dal letargo estivo che lo ha tenuto lontano dal caldo dei fornelli, dai pentoloni e dai suoi amati strumenti infernali sofisticatissimi. A gran richiesta dal pubblico che reclamava la sua assenza è tornato il Dottor Frankesteinmilk!

E con cosa si è cimentato stavolta?
Con una delle più controverse e complicate ricette a base di latte: il Cottage Cheese, meglio conosciuto qui in Italia come fiocchi di latte, prodotto caseario che deriva dalla lavorazione del latte scremato. Al contrario di tanti altri formaggi non viene pressato ma lavato per rimuovere parte dell'acidità, non viene stagionato e il suo colore è bianco candido.

Come preparare i fiocchi di latte yocca fatti in casa ricetta - Homemade cottage cheese recipe

Si pensa che il nome derivi dai cottage inglesi dove si lavoravano i formaggi e i latticini; la lavorazione fu poi esportata negli USA dove il termine fu utilizzato propriamente per identificare questo formaggio nel XIX secolo.

In letteratura e sul Web (soprattutto) si trovano varie ricette di questo formaggio d'oltreoceano, ma in pochi lo realizzano veramente a dovere e in pochi lo sanno distinguere da una semplice cagliatina.
Ma questi non sono di certo problemi per il famigerato dottore che trova nelle prove più difficili proprio le più grandi soddisfazioni. E' quindi tornato all'opera cercando di dare nuova vita ad una materia tanto semplice quanto versatile come il latte con una ricetta davvero complessa.


Per me che ho assistito all'esperimento devo dire che è stata fra le sue lavorazioni quella che ha richiesto più strumentazione, accorgimenti e studio. Oggi l'articolo sarà una sua intervista, mentre riporterò fedelmente e estesamente il suo esperimento più sotto.


Il Dottor Frankesteinmilk ne:
3) Fiocchi di latte: It Could Work!
Tante genuine soddisfazioni con piccolo sforzo (o quasi stavolta!)


Il Dott. Frankesteinmilk racconta la sua esperienza in modo che tutti possano replicarla. “Ci sono voluti anni di lavoro e sacrifici ma... Si può fare!” assicura

Vestiti i panni del Dott. Maximilian Frankesteinmilk Junior il cui motto è "i latticini per me non han segreti", quello che cinque minuti prima era il mio moroso, si trasforma in un irriconoscibile faccino pensieroso e concentrato. Guai a disturbarlo dalla lettura dei suoi libroni magici "Potrebbe compromettere la buona riuscita dell'esperimento" afferma, poi dopo le mie insistenze decide di concedermi una breve intervista. Il dottore, dopo aver chiarito che il suo nome si pronuncia Frankesteinmailk e non Frankesteinmilk come erroneamente interpretavo, chiarisce il motivo per il quale ha deciso di buttarsi a capofitto in questo esperimento: "Cara signorina, deve sapere che la mia morosa (ebbene sì, ce l'ho anche io) consuma quantità industriali di yogurt e fiocchi di latte. Beh, ad essere sinceri consuma quantità industriali di un po' di tutto, sa... è una golosona, ma in questo caso trattandosi di latticini e avendo noi la materia prima a disposizione in gran quantità e qualità ho deciso di prepararglieli io stesso." Non so se essere indispettita per essermi sentita appena dire che sono una magnona ma proseguo chiedendo se prima di provare la ricetta, sapeva che sarebbe stata così complessa. Il dottore spiega che si è notevolmente documentato sulla produzione di questo latticino e che quindi era preparato a tutto, anche ad un fallimento.

"In effetti i primi due tentativi non sono andati immediatamente a buon fine, poi affinando la tecnica sono riuscito ad ottenere degli ottimi fiocchi di latte, con il giusto tenore di acidità e la giusta consistenza."
"Ovviamente - prosegue - ho ancora un margine di miglioramento e continuerò ad affinare la tecnica, ma sono soddisfatto di questo risultato".
Come preparare i fiocchi di latte yocca fatti in casa ricetta - Homemade cottage cheese recipe
"Per produrli - spiega - serve una certa strumentazione che non tutti possiedono a casa, ma comunque si possono adottare alcuni accorgimenti che possono permetterci di prepararli ugualmente e ottenere dei discreti risultati". "I tempi di preparazione inoltre sono molto lunghi e le operazioni richiedono attenzione, ma niente di così complesso o inarrivabile." Dottore ma che ne dice quindi di raccontarci passo passo la sua ricetta qualora ci fosse qualcuno di così temerario da voler replicare il suo esperimento?
Ancora una volta il dottor Frankesteinmilk, senza la minima esitazione rassicura anche i più scettici: "Ma certo! Niente di più semplice (o quasi!). MA SI PUO' FAREEEE!!!"

Una ricetta non proprio alla portata di tutti quindi per via dei lunghi tempi di preparazione e degli strumenti impiegati, ma niente di così complicato se si segue pari passo e pazientemente quanto riportato sotto.

Fiocchi di latte (Cottage cheese)

Preparazione: 1 oraCottura: 2 ore e 40 min.Riposo: 7 ore
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 250 circa
Ingredienti:

  • 3 litri di latte pastorizzato e scremato
  • 1 goccia di caglio
  • 1 cucchiaio di fermenti mesofili (Streptococcus lactis, Streptococcus cremoris + Leuconostoc)
  • Dressing scelto: panna, latte o yogurt
  • Sale q.b. (vedi calcolo punto 13)
Preparazione:

  1. Portare il latte a 31-33 °C; aggiungere lo starter (i fermenti) e il caglio mescolando per 10 minuti.
  2. Lasciare riposare il latte per 4 ore a 31-33 °C. (Il Dottore al calare della temperatura riscaldava fino al ripristino). In questo tempo l'acidità dovrebbe giungere ad un pH di 4,8-4,9. Il valore si misura con un pHmetro, o in alternativa anche con una cartina tornasole (seppur imprecisa). In mancanza di questi può essere utile capire quando il coagulo (la cagliata in sostanza) è ben rappreso.
  3. Tagliare la cagliata: taglio a maglia quadrata di un cm per lato.
  4. Lasciare riposare la cagliata per 15 minuti.
  5. Cuocere molto lentamente (più che si può) da temperatura post cagliata a 57 °C mescolando spesso.
  6. Togliere parte del siero con un mestolo per far affiorare la cagliata.
  7. Eseguire un lavaggio con acqua a 30 °C della cagliata; (per "lavaggio" si intende aggiunta di acqua nella pentola).
  8. Lasciare riposare. In questo tempo riaffiorerà buona parte dell'acqua del primo lavaggio.
  9. Togliere con un mestolo l'acqua (drenaggio) e fare un 2° lavaggio con acqua a 15 °C.
  10. Lasciare riposare. In questo tempo riaffiorerà parte dell'acqua del secondo lavaggio.
  11. Eseguire il 3° lavaggio con acqua a 7 °C e poi lasciarla in questa acqua per 30 minuti. Mescolare ogni tanto.
  12. Fare l'ultimo drenaggio dell'acqua in eccesso.
  13. Aggiungere il dressing. Noi abbiamo unito yogurt, ma si può anche aggiungere in alternativa panna o latte a seconda dei gusti. Aggiustare di sale (1% - ossia 1 g per ogni 100 g di prodotto finale). Mescolare accuratamente.
  14. Raffreddare e invasare in recipienti chiusi.
Note:

Il prodotto fatto in questa maniera si conserva in frigo per qualche giorno.
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Se si parte da latte intero crudo, scremarlo e pastorizzarlo seguendo la procedura descritta qui.

Può essere consumato da sé o in preparazioni dolci e salate; viene generalmente utilizzato anche da vegetariani per l'elevato contenuto di proteine e il basso contenuto di grassi.


La parte sottostante è un aggiornamento del post effettuato in data 30 maggio 2016:

Il dottore ha continuato nella sua sperimentazione e ha adottato anche un secondo metodo per ottenere dei fantastici fiocchi di latte, identici a quelli comprati.
Ecco di seguito un'altra versione della ricetta stavolta senza caglio, sempre trascritta passo per passo.
A voi la scelta di quale preferite.

Fiocchi di latte - Versione 2

Preparazione: 2 oreCottura: 40 min.Riposo: 15 ore
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 250 circa
Ingredienti:

  • 5 litri di latte pastorizzato e scremato
  • 1 cucchiaio di fermenti mesofili (Streptococcus lactis, Streptococcus cremoris + Leuconostoc)
  • Dressing scelto: panna
  • Sale q.b. (1% del peso di formaggio)
Preparazione:

  1. In una pentola capiente portare il latte a 23 °C, aggiungere i fermenti lattici mesofili e mescolare per almeno 1 minuto.
  2. Coprire la pentola con un coperchio o con un telo pulito e lasciarla indisturbata per almeno 13/15 ore. La temperatura deve essere costante. In questo tempo l'acidità del latte dovrebbe giungere ad un pH di 4,9-5.0. Il valore si calcola con un pHmetro, o in alternativa anche con una cartina tornasole (seppur imprecisa). In mancanza di questi può essere utile capire quando il coagulo (la cagliata in sostanza) è ben rappreso.
  3. Dopo 13 ore valutare lo stato della cagliata facendo scorrere un coltello a lama fine (che poi verrà utilizzato per tagliarla) lungo le pareti del contenitore. Se la lama rimane discretamente pulita si può procedere con il taglio.
  4. Tagliare la cagliata molto delicatamente. I tagli vanno effettuati di circa 1 cm prima in verticale, poi in orizzontale e per finire in obliquo prima da sinistra verso destra e poi da destra verso sinistra.
  5. Lasciare la cagliata tagliata indisturbata nella pentola ancora per 20 minuti.
  6. Procedere con la cottura riscaldando il tutto molto lentamente (1 °C al minuto) fino ad arrivare a 38 °C e poi un po' più velocemente (2 °C al minuto) fino a 55-56 °C. Il riscaldamento deve essere effettuato mantenendo la cagliata miscelata molto delicatamente per evitare che i fiocchi si attacchino tra di loro. Dovrebbero volerci circa 25/30 minuti.
  7. Lasciare riposare per 15 minuti, dopodiché drenare o togliere la maggior parte del siero con un mestolo.
  8. Lavare la cagliata all'interno della pentola aggiungendo acqua a 30 °C fino a sommergerla.
  9. Dopo 5 minuti togliere la maggior parte dell'acqua ancora con un mestolo e aggiungere acqua fredda (6-7 °C).
  10. Trasferire la cagliata in un telo pulito e lasciarla sgrondare per qualche minuto. Il tutto sempre molto delicatamente per evitare che i fiocchi si rompano.
  11. Trasferire la cagliata in una ciotola, pesarla e aggiungere circa l'1% di sale rispetto al peso della cagliata.
  12. Aggiungere poi della panna allo scopo di rendere cremosi i fiocchi e per evitare che si attacchino tra di loro.
  13. Trasferire il tutto in contenitori non troppo grandi e puliti e conservare in frigo fino al momento di utilizzarli.
Note:

  1. Il formaggio si conserva per qualche giorno a 4 °C.
  2. La resa in formaggio è di circa il 20%, quindi da 5 litri di latte si ottengono circa 1 kg di fiocchi.
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E' un periodo che faccio una vita veramente frenetica, non solo per il lavoro che comunque è sempre tanto, ma perché son sempre presa tra mille cose che dovrei o che vorrei fare.
Con l'ultima dose di yogurt fatto in casa ho deciso di prepararmi qualcosa che mi desse una bella carica a colazione per affrontare al meglio le mie giornatine quasi infinite: un buon yogurt al caffè.

Preparare lo yogurt al caffè in casa ricetta homemade coffee yogurt

Sono andata un po' a naso con le dosi, aggiungendo poco alla volta il caffè fatto con la moka ed ecco qua sotto il risultato, tra l'altro molto simile a quello che si acquista.

Yogurt al caffè

Preparazione: 5 min.Cottura: 5 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/100 g: 110 circa
Ingredienti:

  • ½ kg di yogurt bianco
  • 50 g di zucchero
  • ½ tazzina di caffè freddo (io ho usato una buona miscela arabica)
Preparazione:

  1. Preparare un buon caffè espresso e lasciarlo ben raffreddare.
  2. Mescolare 3-4 cc di caffè con lo yogurt e lo zucchero.
  3. Invasare e conservare in frigo.
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Dopo il successo della prima puntata continua l'avventura del Dott. Frankesteinmilk che, dopo essersi cimentato con uno strepitoso yogurt, si è dedicato alla preparazione di questo diffusissimo formaggio mediorientale ancora purtroppo poco conosciuto in Italia.

Come preparare il labneh formaggio spalmabile come philadelphia in casa ricetta - labna homemade recipe

Il labaneh, labneh, labne, labna (ognuno ha un suo modo di chiamarlo e io non ho ancora capito quale è quello giusto) è un latticino a base di yogurt greco a cui è stato aggiunto un determinato quantitativo di sale e che viene fatto filtrare tramite una sottile stoffa un po' più a lungo rispetto allo yogurt greco. Il risultato ha una consistenza corposa che ricorda molto, anche nel sapore, un comune formaggio spalmabile. Se si prolunga il tempo di maturazione risulta più solido, tipo plastilina, e può quindi anche essere facilmente lavorato.


Questo formaggio derivato dallo yogurt è un piatto popolare libanese (il cui nome etimologicamente ha come radice la parola bianco) e beduino, ma è molto diffuso anche in gran parte del Medio Oriente e in Grecia. Viene spesso accompagnato con il classico pane arabo, ma è altrettanto comune per le colazioni in Giordania. Non è infrequente vederlo immerso sotto forma di palline in olio aromatizzato o direttamente rotolato in triti di spezie varie. Si trova anche accompagnato con olive e quelle che vedete nelle fotografie provengono proprio dal Medio Oriente (da Israele per l'esattezza) e sono preparate in salamoia secondo una tradizione familiare.


Quando la produzione di yogurt è in eccesso rispetto ai consumi il miglior modo per impiegare questa straordinaria materia prima e conservarla a lungo è quindi il labneh. Ecco la cronaca della sua preparazione:


Il Dottor Frankesteinmilk ne:
2) Labneh: it could work!
Tante genuine soddisfazioni con piccolo sforzo



Il Dott. Frankesteinmilk racconta la sua esperienza in modo che tutti possano replicarla. “Ci sono voluti anni di lavoro e sacrifici ma... Si può fare!” assicura

Vestiti i panni del Dott. Maximilian Frankesteinmilk Junior il cui motto è "i latticini per me non han segreti", quello che cinque minuti prima era il mio moroso, verifica che vi siano tutti gli strumenti necessari per l'operazione che si appresta a compiere: canovaccio a maglia fine, colino, recipiente di raccolta, spago.
Passa poi all'analisi degli ingredienti: 1,6 kg di yogurt intero, 20 g di sale fino. Il dottore, dopo aver chiarito che il suo nome si pronuncia Frankesteinmailk e non Frankesteinmilk come erroneamente interpretavo passa alla preparazione del delizioso labneh.
In un contenitore unisce lo yogurt intero (o yogurt greco) con il sale. Mescola accuratamente e poi prende un panno ben pulito e vi rovescia all'interno il composto. "Per ottenere un labneh spalmabile partendo da yogurt intero" - spiega - "il tempo di scolatura potrebbe andare dalle 8 alle 10 ore, mentre per ottenere una consistenza più densa e lavorabile bisogna pazientare e prolungare l'attesa fino anche a 14-16 ore". Ovviamente nel caso di yogurt greco, vista la

consistenza di partenza, i tempi si ridurranno anche di 2-3 ore. Il dottore aggiunge poi che in base al tipo di yogurt utilizzato si può anche scegliere il quantitativo di materia grassa all'interno del formaggio e determinarne il contenuto calorico. Si può infatti utilizzare yogurt magro, anche se forse il gusto potrebbe risultare un po' più acido. Il dottore consiglia di lasciare lo yogurt a scolare in frigorifero in modo da evitare che i fermenti lattici si attivino e inacidiscano il prodotto finale. "E' bene sottolineare - osserva il Dottore - che la resa del prodotto è piuttosto bassa, poiché da 1,6 kg di yogurt intero si ottengono circa 400 g di labneh dopo 16 ore di riposo."
Una volta trascorse 8 ore il Labne è pronto per essere spalmato sul pane, mentre dopo 16 ore si può decidere di formare delle palline e invasarlo ricoperto di olio aromatizzato con pepe, aglio, timo, salvia e rosmarino in barattoli ben puliti.
In alternativa si può fare un trito di spezie e rotolarci le palline da consumare subito. Ancora una volta un successo per il dottor Frankesteinmilk che rassicura anche i più scettici: "Niente di più semplice. SI PUO' FAREEEE!!!" A seguire... chi lo sa? Qualunque cosa sia, ce la farà il professore? Lo vedremo nella sua prossima puntata.
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Ecco qua come si presenta il labne dopo sedici ore di riposo durante le quali gran parte del siero è andato perduto. Conservarlo in frigo se utilizzato così com'è e consumarlo nel giro di qualche giorno.



Non c'è niente che dia più soddisfazione che prepararsi i cibi fatti in casa.
Una delle cose più semplici in cui cimentarsi è lo yogurt.
In casa Zonzolando... se ne consumano quintali all'anno e ogni mattina un bel vasetto non manca mai. A dirla proprio tutta sono io quella che lo consuma e Massi quello che lo prepara.

Come preparare lo yogurt in casa e yogurt greco - homemade yogurt recipe

Partiamo da un'informazione di base: non abbiamo la yogurtiera. Troppo facile altrimenti! :-) O troppo comodo forse, ma lasciamo perdere... Probabilmente se la avessimo non la useremmo, quindi facciamo senza.

Il post di oggi quindi non è dettato dalla mia esperienza diretta ma piuttosto da quella di osservatrice che racconta per dovere di cronaca la preparazione di una ricetta tanto buona e genuina come lo yogurt.

Con questo post iniziano ufficialmente le puntate dedicate a Massimiliano in cucina: rare ma costanti. Non si avvicina ai fornelli praticamente mai (viziatello eh?!) ma quando si cimenta ottiene risultati strepitosi, soprattutto con la lavorazione dei latticini partendo dal latte crudo.


Il Dottor Frankesteinmilk ne:
1) Yogurt homemade: it could work!
Tante genuine soddisfazioni con piccolo sforzo



Il Dott. Frankesteinmilk racconta la sua esperienza in modo che tutti possano replicarla. “Ci sono voluti anni di lavoro e sacrifici ma... Si può fare!” assicura

Vestiti i panni del Dott. Maximilian Frankesteinmilk Junior il cui motto è "i latticini per me non han segreti", quello che cinque minuti prima era il mio moroso, verifica che vi siano tutti gli strumenti necessari per l'operazione che si appresta a compiere: termometro digitale, una pentola a bordi alti con coperchio, coperta, mestolo, fonte di calore, recipiente, acqua. Passa poi all'analisi degli ingredienti: 1 litro di latte intero crudo, 100 ml di yogurt bianco intero.
Il dottore, dopo aver chiarito che il suo nome si pronuncia Frankesteinmailk e non Frankesteinmilk come erroneamente interpretavo, passa alla preparazione dello yogurt scaldando il latte in un recipiente immerso a sua volta in uno più grande riempito di acqua tiepida, sul fuoco controllando accuratamente e spesso la temperatura. "Trattandosi di latte crudo" - spiega - "occorre procedere con un processo di pasteurizzazione (più comunemente chiamata pastorizzazione) che consiste nell'aumentare l'energia cinetica delle molecole del latte sino ad una temperatura di 336,15 K (63 °C per noi umani) e mantenerla tale per almeno 30 minuti oppure sino a 348,15 K (75 °C) per 15 secondi (secondi, non minuti!)". Qualora si avesse già il latte pastorizzato ovviamente questa operazione risulta del tutto superflua.

Il dottore aggiunge poi che una volta pastorizzato il latte si può anche scegliere il quantitativo di materia grassa all'interno dello yogurt e determinarne il contenuto calorico. Si può infatti dopo la pastorizzazione scremare o parzialmente scremare il latte e procedere poi con il passaggio successivo, ovvero quello della moltiplicazione batterica. Il dottore a questo punto prende il latte e lo porta ad una temperatura di 313,15 K (40 °C), inocula lo yogurt intero e mescola leggermente per amalgamare il tutto. Immerge il recipiente in una pentola più grande riempita di acqua alla temperatura di 318,15 K (45 °C), chiude il coperchio e avvolge la pentola in una spessa coperta. Nel periodo invernale temendo un raffreddamento più rapido posiziona il tutto vicino a un calorifero o senza coperta in un forno leggermente riscaldato. Occorreranno dalle 8 alle 10 ore perché i fermenti lattici vivi contenuti nell'innesto si moltiplichino e creino il classico yogurt che conosciamo. Maggiore sarà il tempo a cui teniamo la miscela a 40 °C e più lo yogurt risulterà acido.
Se non si è certi della durata di maturazione basta assaggiare lo yogurt con un cucchiaino. "E' possibile che le prime volte lo yogurt non risulti proprio denso e cremoso come quello acquistato, - spiega il dottore - ma non bisogna demordere e continuare a provare. Ogni volta che si vorrà produrne ancora basterà procedere come descritto sopra e innestare il latte con parte dello yogurt prodotto la volta precedente. Niente di più semplice. SI PUO' FAREEEE!!!" A seguire il labne, questo grande sconosciuto. Ce la farà il professore? Lo vedremo nella sua prossima puntata.
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Ed ecco il risultato del dottore che io gusto tutte le mattine:


Se si preferisce una consistenza più soda e compatta si può preparare lo yogurt greco, che non è altro che il normale yogurt che facciamo in casa e filtrato da parte del suo siero per qualche ora in frigo (io lo lascio quattro ore ma si può anche fare di più) tramite un panno o una garza ben pulita.
E' grazie a questo procedimento che lo yogurt perdendo la sua parte acquosa prende corpo e assume la compattezza che tutti conosciamo.

Ovviamente essendo meno diluito a parità di peso risulta più calorico dello yogurt normale.

Come si può vedere in commercio, si può regolare il contenuto di grassi scegliendo il latte di partenza intero, parzialmente scremato o scremato. Alcuni in barba alle calorie aggiungono anche panna, e devo dire che il sapore che acquista lo yogurt è davvero portentoso. Il rendimento nel mio caso è del 65%, ossia da 100 g di yogurt bianco ottengo 65 g di yogurt greco.


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