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Prima di raccontare (con calma, molta calma visto che ci vuole un sacco per preparare questo tipo di post) le nostre zonzolate, ecco un'altra ricettina che avevo preparato tempo fa: i falafel.
L'avevo preparata e non ancora pubblicata per una ragione ben precisa: la data di uscita di questo post doveva coincidere con quella del quinto numero di Threef, la straordinaria rivista Web e non solo, visto che per chi vuole si può infatti acquistare il cartaceo.
Questo numero è speciale perché ha una nuova veste grafica, con una sezione dedicata al lifestyle e inoltre invece che bimestrale sarà un trimestrale.

Falafel fatti in casa buonissimi e come quelli veri ricetta tradizionale polpette di ceci - chickpeas balls ultimate vegan recipe

Anche questo numero secondo me è a dir poco formidabile: immagini splendide, ricette deliziose e foto di piatti che si mangiano con gli occhi. Le mie compagne di avventura e le redattrici ci sanno proprio fare, non trovate anche voi? Cliccando sull'immagine qua sotto potrete sfogliare online la rivista. Spero che piaccia un sacco anche a voi. :-)


Il mio contributo per questo numero lo trovate a pagina 20.

Era un sacco che volevo preparare i falafel profumati e dorati come quelli originali e sono davvero molto, molto soddisfatta del risultato. La materia prima sono i ceci, secchi mi raccomando!


Il segreto (se si può dire così) per una buona riuscita è quello di tenere i ceci secchi in ammollo il più a lungo possibile in modo che si reidratino molto bene, e di non lessarli precedentemente; l'impiego nell'impasto è infatti a crudo. Il caratteristico profumo è senz'altro giocato in buona parte dal cumino e non dimentichiamoci poi del colore della frittura che deve essere ben dorato, quasi brunito. Via con la ricetta allora!

Falafel

Preparazione: 40 min.Cottura: 10 min.Riposo: 24-48 ore
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 250 circa
Ingredienti:

  • 300 g di ceci secchi
  • 1 cipolla piccola
  • 1 spicchio d'aglio
  • ½ cucchiaino di cumino in polvere
  • Abbondante prezzemolo tritato (circa 2 cucchiai colmi)
  • Sale e pepe q.b.
  • 1 cucchiaio di farina di ceci¹ o amido di mais (solo se necessario)
  • Olio di semi di arachidi q.b. per friggere
Preparazione:

  1. Per prima cosa ammollare i ceci secchi per almeno 24 ore. I ceci da utilizzare non devono essere quelli cotti.
  2. In un mixer frullare i ceci scolati e ben asciutti assieme a tutti gli altri ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo.
  3. Lasciare riposare in frigo il composto per un'ora in modo che risulti più amalgamabile.
  4. Prelevare un po' di impasto alla volta e con le mani pressarlo bene e lavorarlo come una polpetta. Solo qualora il composto dovesse essere troppo umido allora unire la farina di ceci o l'amido di mais (se non si è celiaci va bene anche del pan grattato). Si può scegliere se dare una forma sferica o se dare una forma più appiattita.
  5. Friggere i falafel in olio ben caldo (per verificare la corretta temperatura immergere la punta di uno stuzzicadenti nell'olio: se si formano le bollicine sul legno allora si può procede con la frittura, altrimenti aspettare ancora) sino a che non avranno una superficie ben dorata e scura, quasi brunita.
  6. Scolarli e tamponarli accuratamente con carta assorbente e servirli ben caldi.
Note:

  1. Nel caso di persone intolleranti al glutine leggere attentamente l'etichetta del prodotto.
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Per una versione più light, si possono anche preparare in forno, ma la doratura e crosticina esterna non saranno proprio le stesse. Sono ottimi accompagnati come da tradizione con pane arabo, hummus e insalata. Si conservano bene in frigo anche un paio di giorni e riscaldandoli in forno o al microonde.


Buon Threef, buona lettura, buon weekend e buon marzo a tutti!
Con il prossimo numero di Threef ci rivediamo quindi al 1° giugno con tante belle ricette e immagini.
Stay tuned! :-)


Diciamoci la verità: un nome peggiore a questa ricetta (poveretta!) proprio non si poteva dare.
Eppure non se lo merita affatto perché ogni hummus che ho assaggiato non mi ha mai delusa (o quasi dai!).
Ogni volta invece che devo presentare questa ricetta e mi chiedono cosa è leggo nella faccia dei miei ospiti timore, circospezione, talvolta schifo e ancora più spesso un grande punto interrogativo che mi fa sempre rispondere prima che sorga la solita classica domanda: "No, hummus con due emme."
E tutti: "Ahhhhh!"
Ma mica che si fidano ancora.
Se poi alla parola hummus ci leghiamo anche fagioli neri, beh il timore raddoppia.
Poi assaggiano e si ricredono, andando a pulire col pane o coi crostini pure le pareti del recipiente.

Ma chi glielo ha dato il nome a sta salsa? Chi?
Beh, chiunque sia una cosa è certa: coi nomi non ci sapeva fare ma con la tahina sì.
Qui potete trovare la versione originale con i ceci.
Mentre qua sotto eccone una gustosa versione coi fagioli neri.

Humms di fagioli neri ricetta vegana - Vegan black bean hummus dip recipe

Hummus di fagioli neri

Preparazione: 10 min.Cottura: 90 minutiRiposo: 10 ore
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 170 circa
Ingredienti:

  • 100 g di fagioli neri secchi biologici
  • 1 spicchio d'aglio piccolo
  • 1 cucchiaio di tahina¹ (circa 40 g)
  • 1 pizzico di paprika forte
  • Succo di mezzo limone
  • 10 g di olio extravergine di oliva
  • Prezzemolo o coriandolo a piacere
  • Sale q.b.
Preparazione:

  1. Mettere i fagioli neri secchi in ammollo per almeno 8 ore (io li lascio una notte), cambiare l'acqua ossia sciacquarli e ricoprirli nuovamente e poi cuocerli per un'ora, un'ora e mezza (il tempo dipende dai fagioli).
  2. Una volta pronti lasciarli raffreddare per un'oretta poi scolarli (ma non troppo, per cui lasciare un pochino di liquido di cottura) e metterli nel frullatore con il succo di limone, l’aglio, la tahina e il sale. Qualora l'hummus risultasse troppo secco aggiungere altra acqua di cottura.
  3. Una volta pronto il composto, far riposare in frigorifero per almeno un’ora, in modo tale che tutti i sapori si amalgamino.
  4. Condire con un filo d'olio extravergine di oliva e per chi vuole si può aggiungere anche qualche foglia di coriandolo o prezzemolo che io invece metto solo alla fine assieme a qualche fagiolo intero.
  5. Servire accompagnato da pane azzimo, pane arabo leggermente scaldato o crostini a piacere.
Note:

  1. Nel caso di persone intolleranti al glutine leggere attentamente l'etichetta del prodotto.
  • Ovviamente è solo l'hummus rivolto ai celiaci mentre il pane è da escludere se vi fossero presenti a tavola persone intolleranti al glutine.
  • E' ottimo come antipasto, o come salsa per aperitivi.
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Mi sembra una vita che non scrivo un post. E' tanto che non passo a leggere i miei blog preferiti e tra me e me penso: "Oddio, chi mi segue penserà che son sparita nel nulla."
Guardo i post da leggere che mi sono persa: una marea, oltre centottanta (sì, okay seguo tanti blog) e poi mi chiedo "Da quanto è che non scrivo?" Leggo l'ultima data e scopro che sono passati "solo" cinque giorni.
A dire il vero oggi non ricordavo che data fosse, faccio confusione, mi sento un po' stordita (sì, okay... più del solito :-) ).

L'ultima settimana è stata intensa, intrisa di cose belle, cose brutte, cose nuove e cose da dimenticare. La cosa strana è che mi sembra di averne vissute due, il tempo dilatato ma non scandito dalla noia in cui il tempo scorre lento, ma piuttosto dai tanti impegni densi e faticosi.

In cucina ho latitato, praticamente son stata sempre fuori, ma oggi finalmente son riuscita a respirare una boccata d'aria fresca al tepore dei miei fornelli. E il tempo è tornato a scorrere col suo ritmo regolare.

Il post di oggi è una ricetta mediorientale, di tradizione in Israele, Libano e altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e conosciutissima ormai in tutto il mondo: l'hummus.
L'Hummus, che in arabo significa ceci, nella sua versione base è una semplice purea di ceci condita con olio ed eventuali altre spezie.
Erroneamente spesso si sente dire "hummus di ceci", ma come appena detto non occorre specificarlo perché l'hummus originale è già solo di ceci.
All'hummus viene molto spesso aggiunta della tahina (crema di sesamo) e la ricetta prende il nome di "Hummus con tahina" o "full hummus". Questa versione è quella conosciuta più internazionalmente come il classico "hummus", anche se quindi non sarebbe propriamente corretto.

Hummus ricetta di ceci vegan recipe homemade come prepararlo in casa

L'hummus, in tutte le sue numerose declinazioni, è generalmente consumato come antipasto e a noi piace tantissimo. Lo consumiamo freddo accompagnato da delle pite (il classico pane arabo).

Hummus con tahina

Preparazione: 10 min.Cottura: 30 min.Riposo: 30 min.
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 320 circa
Ingredienti:

  • 500 g di ceci lessati (o 250 g di ceci secchi)
  • 2 spicchi di aglio
  • 2 cucchiai di tahina biologica¹ (circa 60 g)
  • 1 limone
  • 1 cucchiaino di curry
  • 1 ciuffetto di prezzemolo
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 pizzico di paprika
  • Sale q.b.
Preparazione:

  1. Se si parte dai ceci secchi, prendere una casseruola piena di acqua fredda e mettere i ceci in ammollo la sera precedente, la mattina scolarli ritrasferirli nella pentola con altra acqua pulita e portarli a ebollizione. Per renderli morbidi al punto giusto, i ceci dovranno bollire a fuoco lento per circa 45 minuti.
  2. Una volta pronti, scolarli (ma non troppo, per cui lasciare un pochino di liquido di cottura) e metterli nel frullatore con il succo di limone, gli spicchi d’aglio, la tahina (io avevo quella bio regalata dalla carissima ComidaDeMama) e il sale.
  3. Qualora l'hummus risultasse troppo secco aggiungere altra acqua di cottura dei ceci.
  4. Una volta pronto il composto, far riposare in frigorifero per circa una mezz’ora, in modo tale che tutti i sapori si amalgamino assieme.
  5. Condire il tutto con il prezzemolo tritato (io stavolta ho preferito mettere solo qualche fogliolina), un pizzico di paprika (o peperoncino in polvere) e un filo di olio extravergine d’oliva.
  6. Servire subito accompagnato da pane azzimo o pane arabo leggermente scaldato.
Note:

  1. Nel caso di persone intolleranti al glutine leggere attentamente l'etichetta del prodotto.
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Le focaccine in foto sono una semplice preparazione di pane bianco ottenuto impastando a occhio farina 00, acqua, sale e un filo di olio. Le ho lasciate riposare per mezz'ora, poi stese e infornate. Ovviamente è solo l'hummus rivolto ai celiaci e le focaccine sono da escludere se vi fossero presenti a tavola persone intolleranti al glutine.

Spesso si sente anche parlare di hummus di avocado, hummus di piselli, hummus di melanzane (meglio conosciuto come Baba ghanousch).
In realtà, come abbiamo già detto, non sono definizioni corrette perché la parola hummus significa ceci.
Eppure queste definizioni inesatte sono ormai entrate nel linguaggio comune e di solito vogliono indicare una salsa formata da purea di un particolare ingrediente mescolata a tahina, da accompagnare con pane e da servire generalmente come antipasto.
Anche noi non siamo da meno nel fare questi errori e spesso ci ritroviamo ad utilizzare questi termini fuorvianti con i nostri ospiti e qui sul blog come ad esempio in questa ricetta qui: l'hummus di fagioli neri, una purea di fagioli neri e tahina che Massimiliano adora.

Dopo il successo della prima puntata continua l'avventura del Dott. Frankesteinmilk che, dopo essersi cimentato con uno strepitoso yogurt, si è dedicato alla preparazione di questo diffusissimo formaggio mediorientale ancora purtroppo poco conosciuto in Italia.

Come preparare il labneh formaggio spalmabile come philadelphia in casa ricetta - labna homemade recipe

Il labaneh, labneh, labne, labna (ognuno ha un suo modo di chiamarlo e io non ho ancora capito quale è quello giusto) è un latticino a base di yogurt greco a cui è stato aggiunto un determinato quantitativo di sale e che viene fatto filtrare tramite una sottile stoffa un po' più a lungo rispetto allo yogurt greco. Il risultato ha una consistenza corposa che ricorda molto, anche nel sapore, un comune formaggio spalmabile. Se si prolunga il tempo di maturazione risulta più solido, tipo plastilina, e può quindi anche essere facilmente lavorato.


Questo formaggio derivato dallo yogurt è un piatto popolare libanese (il cui nome etimologicamente ha come radice la parola bianco) e beduino, ma è molto diffuso anche in gran parte del Medio Oriente e in Grecia. Viene spesso accompagnato con il classico pane arabo, ma è altrettanto comune per le colazioni in Giordania. Non è infrequente vederlo immerso sotto forma di palline in olio aromatizzato o direttamente rotolato in triti di spezie varie. Si trova anche accompagnato con olive e quelle che vedete nelle fotografie provengono proprio dal Medio Oriente (da Israele per l'esattezza) e sono preparate in salamoia secondo una tradizione familiare.


Quando la produzione di yogurt è in eccesso rispetto ai consumi il miglior modo per impiegare questa straordinaria materia prima e conservarla a lungo è quindi il labneh. Ecco la cronaca della sua preparazione:


Il Dottor Frankesteinmilk ne:
2) Labneh: it could work!
Tante genuine soddisfazioni con piccolo sforzo



Il Dott. Frankesteinmilk racconta la sua esperienza in modo che tutti possano replicarla. “Ci sono voluti anni di lavoro e sacrifici ma... Si può fare!” assicura

Vestiti i panni del Dott. Maximilian Frankesteinmilk Junior il cui motto è "i latticini per me non han segreti", quello che cinque minuti prima era il mio moroso, verifica che vi siano tutti gli strumenti necessari per l'operazione che si appresta a compiere: canovaccio a maglia fine, colino, recipiente di raccolta, spago.
Passa poi all'analisi degli ingredienti: 1,6 kg di yogurt intero, 20 g di sale fino. Il dottore, dopo aver chiarito che il suo nome si pronuncia Frankesteinmailk e non Frankesteinmilk come erroneamente interpretavo passa alla preparazione del delizioso labneh.
In un contenitore unisce lo yogurt intero (o yogurt greco) con il sale. Mescola accuratamente e poi prende un panno ben pulito e vi rovescia all'interno il composto. "Per ottenere un labneh spalmabile partendo da yogurt intero" - spiega - "il tempo di scolatura potrebbe andare dalle 8 alle 10 ore, mentre per ottenere una consistenza più densa e lavorabile bisogna pazientare e prolungare l'attesa fino anche a 14-16 ore". Ovviamente nel caso di yogurt greco, vista la

consistenza di partenza, i tempi si ridurranno anche di 2-3 ore. Il dottore aggiunge poi che in base al tipo di yogurt utilizzato si può anche scegliere il quantitativo di materia grassa all'interno del formaggio e determinarne il contenuto calorico. Si può infatti utilizzare yogurt magro, anche se forse il gusto potrebbe risultare un po' più acido. Il dottore consiglia di lasciare lo yogurt a scolare in frigorifero in modo da evitare che i fermenti lattici si attivino e inacidiscano il prodotto finale. "E' bene sottolineare - osserva il Dottore - che la resa del prodotto è piuttosto bassa, poiché da 1,6 kg di yogurt intero si ottengono circa 400 g di labneh dopo 16 ore di riposo."
Una volta trascorse 8 ore il Labne è pronto per essere spalmato sul pane, mentre dopo 16 ore si può decidere di formare delle palline e invasarlo ricoperto di olio aromatizzato con pepe, aglio, timo, salvia e rosmarino in barattoli ben puliti.
In alternativa si può fare un trito di spezie e rotolarci le palline da consumare subito. Ancora una volta un successo per il dottor Frankesteinmilk che rassicura anche i più scettici: "Niente di più semplice. SI PUO' FAREEEE!!!" A seguire... chi lo sa? Qualunque cosa sia, ce la farà il professore? Lo vedremo nella sua prossima puntata.
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Ecco qua come si presenta il labne dopo sedici ore di riposo durante le quali gran parte del siero è andato perduto. Conservarlo in frigo se utilizzato così com'è e consumarlo nel giro di qualche giorno.



Questo piatto l'ho scoperto per caso seguendo, in una delle rarissime volte che mi spaparanzo sul divano, una trasmissione televisiva e visti i commenti e le facce di coloro che l'assaggiavano mi sono decisa a prepararla non appena fossero arrivate le nostre melanzane fresche.
Da quello che ho potuto capire dal mio piccolo approfondimento sulle origini di questo piatto, esistono infinite varianti a seconda del paese, dei gusti e della tradizione.

Il Baba ghanoush è una salsa di origine medio-orientale molto diffusa anche in Egitto dove viene consumata per lo più come antipasto, in Libano invece come piatto principale e/o di accompagnamento ad altre pietanze.

Baba ghanoush melanzane tahin salsa per crostini ricetta vegana vegetariana vegan recipe aubergine sauce

Il sapore è particolare e sinceramente non posso dire che ci abbia entusiasmato subito ma devo ammettere che accompagnato col pane diventa un qualcosa per cui è impossibile smettere di mangiare. In due ci siamo fatti fuori una ciotola intera da sei persone.

Baba ghanoush

Preparazione: 5 min.Cottura: 50 min.Riposo: 10 min.
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 225 circa
Ingredienti:

  • 2 melanzane grandi (circa 300 g di polpa)
  • 1 scalogno piccolo
  • 1 spicchio d'aglio piccolo¹
  • Succo di un limone medio
  • 2 cucchiai di salsa Tahina (40 g)
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Qualche foglia di coriandolo o prezzemolo
  • Sale q.b.
Preparazione:

  1. Bucare le melanzane con i rebbi di una forchetta e cuocerle in forno intere finché la polpa non si sia ben ammorbidita, quasi sfatta. Ci vorranno circa 40-50 minuti a 200 °C.
  2. Lasciare raffreddare le melanzane 10 minuti una volta pronte e poi tagliarle a metà e ricavarne la polpa.
  3. Unire la polpa in un mixer con lo scalogno, l'aglio (eventualmente privato dell'anima) e la tahina.
  4. Unire il succo di limone, mescolare e al momento di servire unire anche l'olio e un trito di coriandolo. Aggiustare di sale. Io ho aggiunto anche qualche semino di sesamo.
Note:

  1. Se proprio l'aglio non piace mettere due scalogni.
  • Si serve con il kebab o la pita o nel caso di celiaci con pane senza glutine ed è ottima anche con un pinzimonio.
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Ci sono versioni che prevedono la maionese in sostituzione alla tahina; si può aggiungere cumino e/o prezzemolo e/o semi di sesamo tostati.
Inoltre noi abbiamo preferito passare il tutto al mixer ma spesso la polpa delle melanzane non viene passata ma semplicemente mescolata bene con gli altri ingredienti con una forchetta.



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