Enjoy food, travels and life

Visualizzazione post con etichetta Vegetariane. Mostra tutti i post
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Il non ricordarsi più come si caricavano le immagini è stato il chiaro segnale che da troppo tempo non scrivevo un post.
Entro periodicamente nel backend del blog per controllare commenti, rispondere a chi mi scrive, eseguire attività di manutenzione che Blogger ogni tanto mi richiede, ma di mettermi a scrivere un nuovo post proprio non mi andava.
Le ragioni sono tante e di sicuro c'è di mezzo l'immediatezza dei social e la possibilità di interagire subito con tantissima gente in contrapposizione all'assolo del blog e all'enorme lavoro che c'è dietro fra ricette, set, foto, editing e scrittura, per non parlare poi dei viaggi; lì si che vanno energie e ore a gogò. Per cosa poi?
No, il blog se non è un lavoro, allora deve essere un piacere.
Ancora oggi ogni volta che entro e vedo i post in bozza e tutto il materiale pronto mi piange un po' il cuore, ma poi penso al lavoro che c'è dietro e mi passa la voglia.
Inoltre negli ultimi due anni (più o meno) sono successe un bel po' di cose fra cui quella di dover eseguire (termine più corretto che mi viene in mente) in cucina le stesse identiche ricette allo sfinimento, sperimentando ben poco, o con poco entusiasmo.
Se avrò voglia di scrivere ancora magari farò un "breve" (sì, me la rido pure io - visto che scrivo sempre un sacco) riassunto di quel che è successo dall'ultimo post.

Insomma: blocco dello scrittore, un po' di delusione, poca cucina, poco tempo e zero voglia di spendere energie in un blog, hanno fatto sì che non pubblicassi da un bel pezzo, nonostante qualcuno mi chiedesse di tornare a scrivere e io rispondessi sempre di no, che il blog aveva fatto il suo tempo.
Eppure i miracoli (o le ripensate) a volte succedono.
In questo caso c'è stato lo zampino di Sara con la ricetta dei suoi cornetti allo yogurt.
Troppo belli per non essere provati, troppo buoni per non essere inseriti nel mio ricettario.

Cornetti brioche allo yogurt ricetta light soffici veloci senza burro ripieni di confettura o cioccolato - light croissant guilt free yogurt no butter

Da lì a un post è stato un attimo.
O quasi, visto che come dicevo "poco" sopra, ci ho messo un bel po' a ricordarmi come si inserivano le immagini.
O sì, visto che non ho curato set, foto e ho elaborato l'immagine giusto quel che serviva per essere pubblicata. Poco lavoro, poco sbattimento, massima resa.
Che sia il nuovo motto del blog qualora continuassi?

Va beh, andiamo alla ricetta, sempre se non vi ho perso prima.

Cornetti allo yogurt

Preparazione: 30 min.Cottura: 15 min.Riposo: 4 ore
Porzioni: 25 cornetti Kcal/porzione: 110 circa (vuoto)
Ingredienti:

  • 250 g di farina 00
  • 250 g di farina manitoba
  • 250 g di yogurt greco
  • 1 uovo
  • 80 g di zucchero
  • 25 g di olio di semi di girasole
  • 100 ml di latte (circa)¹
  • 20 g di miele
  • 1 baccello di vaniglia
  • ½ bustina di lievito di birra secco
  • 5 g di sale
  • q.b. di latte per spennellare
  • 30 g di granella di zucchero
  • 100 g di confettura a piacere, oppure miele, o cioccolato
Preparazione:

  1. In una ciotola o in una planetaria unire il lievito alle farine. Aggiungere lo yogurt e impastare. Aggiungere anche l’uovo e continuare. Unire il miele e i semi del baccello di vaniglia.
  2. Aggiungere poco per volta anche lo zucchero, il sale e infine l’olio. Continuare ad impastare per una decina di minuti verificando che l’impasto non risulti troppo sodo. Aggiungere gradualmente il latte regolandosi a seconda di come reagisce l'impasto.¹
  3. Quando l’impasto sarà lucido ed elastico, formare a mano una palla, posizionarla in una ciotola, coprirla con pellicola o uno straccio e lasciare lievitare fino al raddoppio.
  4. Stendere l’impasto a forma di un rettangolo con spessore di mezzo centimetro e ricavare tanti triangoli (circa 25 di medio-piccole dimensioni).
  5. Dopo averli formati metterli su delle teglie a lievitare coperti con pellicola o uno straccio fino a raddoppio (ci vorranno circa un paio d’ore).
  6. Accendere il forno a 180 °C, spennellarli con latte e decorarli con zuccherini, o altri decori.
  7. Infornare in forno già caldo per 10-15 minuti fino a doratura.
  8. Lasciarli raffreddare leggermente e poi farcirli² con l'aiuto di un sac à poche con bocchetta per farcitura, con il ripieno desiderato. In questo caso confettura di lamponi, miele e confettura di pesche.
Note:

  1. A seconda della farina impiegata e del tipo di yogurt è possibile che l'impasto richieda più o meno latte rispetto a quello indicato. Fare quindi attenzione e non usarlo tutto in una volta.
  2. Facendoli medio-piccoli ho appurato che è meglio farcirli dopo la cottura invece che prima.
  • Conservazione: si mantengono soffici per 2-3 giorni in busta chiusa. Si possono congelare per settimane. Per scongelarli scaldare una padella con coperchio, spegnere il fuoco e lasciare il cornetto in padella per 5 minuti.
Ricetta tratta dal blog di Sara Salvoni "Magie dal forno e dal mondo".
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Ciao!
Alla prossima!
Alla prossima?


Va beh!
Volevo, e forse dovevo, pubblicare questa ricetta settimane fa, se non mesi fa.
Non volevo lasciarla ancora fra i post in bozza e così la pubblico oggi, in barba alla stagionalità e all'estate che se ne è andata. Nel caso, se vi interessa, salvatevi il link per periodi più propizi.
Questo era il vecchio post con solo qualche aggiustata per poterlo concludere e pubblicare.


E' proprio vero che non siamo mai contenti!
Gli anni scorsi mi lamentavo con Massi delle ore passate a rimpinguare freezer, scaffali e mobiletti di confetture, conserve e alimenti congelati dopo le lunghe giornate di lavoro.
Poco importava dello stato di scatafascio con cui si tornava a casa, poco importava del caldo estivo unito a quello dei fornelli: frutta e verdura non si conservavano a lungo e quindi occorreva metterle in salvo con adeguate preparazioni prima che il duro lavoro della loro coltivazione svanisse.
E così insieme abbiamo trascorso una buona dose di ore con la palpebra semi calante a sgranare, schiacciare, insacchettare, invasare e poi ancora a passare e cuocere e invasare. Fra queste preparazioni c'erano sempre anche pentoloni di conserva di pomodoro.
Quest'anno, che di pomodori il nostro orto ne ha visti inspiegabilmente pochi, mi sono lamentata del fatto che non ne potessimo fare scorta per l'inverno e ho avuto il coraggio di dire che qualche ora al bollore dei pentoloni me lo sarei fatto più che volentieri.
Sì, è proprio vero che non siamo mai contenti!

Spaghetti al sugo di pomodoro fresco ricetta semplice - fresh tomato sauce spaghetti recipe light vegan italian cuisine

Ahimè quindi non riusciremo a goderci dei buoni piatti a base dei nostri pomodori durante il prossimo inverno.
Non ci resta che goderceli al massimo così, in purezza e sfruttando una ricetta che è l'ABC della gastronomia italiana: gli spaghetti con sugo (o salsa - fate voi) di pomodoro fresco.
Praticamente il caposaldo della cucina italiana, quello che iconograficamente ci rappresenta nella testa della gente di mezzo mondo oltre alla pizza.
Ecco come lo preparo io.

Spaghetti al sugo di pomodoro fresco

Preparazione: 15 min.Cottura: 30 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 520 circa
Ingredienti:

  • 1 kg di pomodori peretta da salsa ben maturi
  • 50 ml di olio extravergine di oliva
  • 100 g di cipolla
  • 2 spicchi di aglio
  • 7-8 foglie di basilico fresco
  • Sale q.b.
  • 360 g di spaghetti
Preparazione:

  1. Incidere leggermente i pomodori nella parte inferiore con un taglio a croce. Immergerli in acqua bollente per un minuto e poi scolarli, lasciarli raffreddare tanto da poterli maneggiare e con l'aiuto di uno spelucchino privarli della pelle che si staccherà facilmente. Tagliarli in cubetti grossolani eliminando i semi.
  2. Scaldare dell'olio in una casseruola e appena caldo versare la cipolla tritata molto finemente. Una volta imbiondita unire anche l'aglio e infine i pomodori.
  3. Unire il basilico e cuocere per una mezz'ora mescolando di tanto in tanto in modo che non si attacchi sul fondo. Regolare di sale.
  4. A metà cottura circa del sugo mettere a cuocere gli spaghetti in acqua bollente salata.
  5. Una volta cotti piuttosto al dente scolarli bene e versarli nel sugo di pomodoro. Ripassarli velocemente in modo che il sugo aderisca alla pasta e sia ben amalgamato e poi servirli così, oppure con un giro di olio a crudo e delle foglie di basilico fresco.
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Quel giorno di marzo mi sono affacciata al vetro dello sportello del forno scettica e speranzosa al tempo stesso.
Speranzosa (o cocciuta, fate voi) perché altrimenti non mi sarei rimessa a riprovare questa ricetta dopo 3.987.931 tentativi andati falliti.
Scettica perché ero convinta di trovare per l'ennesima volta le solite schiacciatine piatte con qualche mezzo risultato qua e là.

Questa volta, per la prima volta, ero riuscita a combinare tutto quanto:
  • La ricetta perfetta del pasticcere famoso.
  • Una planetaria con i contro fiocchi. (Sì,è arrivata anche in casa nostra.)
  • Un termometro digitale.
  • Il mio Massi come assistente. (Impagabile!)
  • L'ingrediente che nessun ricettario indica e che a me mancava sempre, il fattore X,: il tempo. (Nessuna fretta quindi.)

A Massi non c'è voluto molto per capire che qualcosa quel giorno era andato per il verso giusto, perché da qualche parte in casa è partito a tutto volume l'Inno alla gioia di Beethoven e una pazza si è messa a esultare come nemmeno Grosso dopo aver segnato il rigore decisivo del mondiale del 2006 aveva saputo fare.
Incredula e impaurita di aver aver avuto allucinazioni sono tornata al forno per due volte prima di capire che era veramente vero.
Sì, ce l'avevo fatta.
I macarons, i miei temutissimi macarons, erano lì.
Alti, con il cordoncino regolare, quasi tutti praticamente perfetti.

Macarons con ganache al cioccolato bianco ricetta - White chocolate macarons recipe come prepararli a casa homemade

Da quel giorno li ho fatti e rifatti seguendo la combinazione perfetta, seguendo tutti i passaggi meticolosamente e con le giuste attrezzature.
In sostanza l'errore che facevo era non rispettare bene i tempi: del croutage (ossia dell'attesa dell'essiccazione della crosta in superficie - nel mio caso lunghissima!), di cottura, di raffreddamento. Semplicemente perché non c'era mai abbastanza tempo.
Per farli ho capito che serve calma e tempo. No way.
Qui sotto ci sono tutte le mie note per realizzare la versione base con ripieno di ganache al cioccolato bianco.

Macarons al cioccolato bianco

Preparazione: 50 min.Cottura: 40 min.Riposo: 6 ore
Porzioni: 45 circa Kcal/porzione: 110 circa
Ingredienti:

Per la ganache:
  • 220 g di cioccolato bianco
  • 350 ml di panna liquida fresca
  • 1 baccello di vaniglia (facoltativo)
Per le basi:
  • 200 g di zucchero semolato
  • 200 g di zucchero a velo
  • 150 g di albumi (vecchi di almeno 3 giorni e a temperatura ambiente)
  • 200 g di farina di mandorle
  • 50 ml di acqua
  • Colorante alimentare in polvere (facoltativo)
Preparazione:

Per la ganache:
  1. Fondere il cioccolato a bagnomaria o in microonde.
  2. A parte sobbollire 150 ml di panna e poi versarla sul cioccolato. Mescolare fino ad ottenere un'emulsione liscia e omogenea. Unire i semi del baccello di vaniglia e poi gli altri 200 ml di panna fresca. Emulsionare con l'aiuto di un mixer ad immersione e lasciare raffreddare in frigo per circa 6 ore. (Nel frattempo preparare le basi dei macarons.)
  3. Una volta ben fredda montare la ganache con le fruste e trasferirla in una sac à poche con beccuccio liscio ø 1 cm. Qualora le basi non fossero ancora pronte conservarla in frigo.
Per le basi:
  1. Scaldare la farina di mandorle in forno per 10 minuti a 150 °C e poi farla raffreddare completamente.
  2. Versare pari peso di zucchero e farina di mandorle in più riprese in un mixer (TPT - tant pour tant) ed azionarlo ogni volta alla massima velocità per 5 secondi. Setacciare con un setaccio a maglia fine ed eliminare i granuli rimasti più grossi.¹ Trasferire il TPT in un'ampia ciotola.
  3. In un pentolino a bordi alti bagnare lo zucchero semolato con l'acqua, poi accendere il fuoco e portare lo sciroppo a 118 °C². Non occorre mescolare, ma solo monitorare la temperatura.
  4. Quando la temperatura ha raggiunto i 110 °C iniziare a montare in planetaria metà (75 g) degli albumi. Una volta che lo sciroppo ha raggiunto i 118 °C versarlo a filo sulla parete della ciotola facendo attenzione che non tocchi le fruste.
  5. Lasciare lavorare la planetaria fino a che la meringa non si è raffreddata.
  6. Nel frattempo versare i 75 g di albumi rimasti nel TPT. Mescolare bene con una spatola in modo da ottenere un composto omogeneo.
  7. Prelevare dalla planetaria un paio di cucchiaiate di meringa e unirle al composto. Unire l'eventuale colorante e mescolare bene e senza preoccupazioni.³
  8. Aggiungere il resto della meringa. Mescolare delicatamente dall'alto verso il basso e procedere con il macaronage ossia lavorare il composto spatolandolo per traverso e raccogliendolo dalle pareti della ciotola. L'impasto è pronto quando sollevandolo con la spatola, questo ricadrà come un "nastro" che cala con una certa resistenza.
  9. Rivestire 2-3 teglie con tappetino in silicone o carta forno avendo l'accortezza di fissare gli angoli (che altrimenti farebbero pieghe o in cottura si solleverebbero) con un pochino di impasto. Trasferire l'impasto in un sac à poche con beccuccio liscio ø 1 cm (n° 8-10) e formare tante basi di 2,5-3 cm (per ottenere dei piccoli macarons finiti di 3-3,5 cm) avendo l'accortezza di distanziarle fra loro e tenendo presente che si allargano un po'.
  10. Passare alla fase del croûtage attendendo che il guscio delle basi si asciughi perfettamente.4
  11. Una volta pronti per la cottura, accendere il forno statico a 145 °C verificando la corretta temperatura con un termometro. Infornare una teglia alla volta per circa 15 minuti.
  12. Estrarre la teglia dal forno e lasciarli raffreddare su un ripiano fino al loro completo raffreddamento.
Assemblaggio e conservazione:
  1. Trasferire un po' di ganache su metà delle basi (c'è chi fa anche una piccola infossatura nelle basi con un pollice)
  2. Comporre i macarons richiudendoli con il resto delle basi e consumarli subito, oppure conservarli in una scatola chiusa al fresco (meglio in frigo) per qualche giorno.
Note:

  1. Se la farina di mandorle è molto fine questi primi due passaggi possono essere saltati; setacciare semplicemente la farina di mandorle e mescolarla con lo zucchero a velo.
  2. Non attendere di raggiungere i 121 °C poiché lo zucchero continua la sua cottura dentro il pentolino e si rischierebbe di cuocerlo troppo.
  3. Sacrificare un po' di meringa è necessario per rendere l'impasto più fluido e non smontare troppo la restante meringa al passaggio successivo.
  4. C'è chi indica che bastano 30 minuti, altri 3-4 ore. Il tempo in realtà è variabile in base alla temperatura e all'umidità. Il tempo di attesa giusto è quello necessario per fare in modo che quando si sfiora la superficie delle basi con un dito, questo non rimane affatto attaccato al dito. Siccome i miei tempi di essiccazione al fresco in montagna talvolta diventano biblici li metto vicini ad un ventilatore o nel forno con solo la ventola accesa.
Ricetta ispirata da quella di Christophe Felder su "Macarons, una tentazione irresistibile".
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Da tempo avevo promesso la pubblicazione di questa ricetta, ma sono riuscita a pubblicarla solo adesso.
Nel frattempo mi sono divertita a prepararli ancora e a provare qualche nuova variante.
Del resto c'è solo da lasciar andare la fantasia.
A presto!


Nell'orto delle meraviglie dei miei suoceri sono arrivati fagiolini, cornetti per la precisione, e patate novelle.
Mi è venuta voglia di combinarli assieme e condirli con una generosa dose di pesto di basilico fresco che abbiamo preparato in casa con il nostro basilico in vaso.

Fagiolini e patate al pesto ricetta semplice contorno light, green beans and potatoes with pesto recipe

Alla classica ricetta del pesto che prepariamo solitamente ho aggiunto forse un po' più di formaggio e olio e ridotto il quantitativo di aglio. In pratica sono andata un po' a occhio seguendo il gusto del momento, per cui ognuno si regoli con le quantità che preferisce.

Fagiolini e patate al pesto

Preparazione: 15 min.Cottura: 30-40 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 220 circa
Ingredienti:

  • 300 g di patate novelle piccole
  • 200 g di fagiolini cornetti
  • 100 g di pesto di basilico
Preparazione:

  1. Lavare accuratamente le patate togliendo dalla buccia ogni residuo di terra. Lavare i fagiolini e spuntare le estremità.
  2. Immergere le patate in acqua fredda salata e farle cuocere, oppure lessarle a vapore. Fare altrettanto in un'altra pentola con i fagiolini.
  3. Una volta cotte le verdure tagliare i fagiolini in bastoncini di 3-4 cm e poi condire con una generosa dose di pesto di basilico e servire.
Note:

Questo contorno si può consumare sia caldo che freddo.
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Avendone preparata una generosa dose per pranzo, quello che è avanzato lo abbiamo consumato freddo per cena aggiungendo giusto un filo di olio. Sia nella versione calda che fredda questo contorno ci è piaciuto comunque.
Buon appetito!


Nello scorso post ho parlato di come preparare un impasto base molto diffuso in Nordafrica e Medio Oriente, ma ancora poco conosciuto qui in Italia: la pasta brick.
Ho spiegato che, essendo una pasta neutra, si tratta di un prodotto molto versatile che si sposa bene sia con ripieni dolci che salati.
Un ripieno che abbiamo molto apprezzato in casa, facile e veloce da preparare è quello della ricetta di oggi, ossia orzo, pomodori secchi, feta, olive nere e basilico.

Involtini di pasta brick ripieni di orzo, feta, pomodori secchi e olive, croccanti e saporiti. Ricetta etnica ideale per pranzo o picnic - Pastry brick recipe stuffed dried tomato, olives and feta cheese

Si possono cuocere sia in forno, che in padella, che fritti (la versione che senz'altro abbiamo preferito perché restituisce un prodotto croccante e molto saporito). Abbiamo apprezzato molto anche la versione in friggitrice ad aria calda, che è un buon compromesso fra sapore e leggerezza del piatto.

Involtini di brick alla feta e pomodori secchi

Preparazione: 15 min.Cottura: 30 min.Riposo: 1 ora
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 380 circa
Ingredienti:

Per la pasta brick:
  • 150 g di semola
  • 350 g di acqua
  • 7 g di olio extravergine di oliva + q.b. per ungere
  • Sale q.b.
Per il ripieno:
  • 60 g di orzo perlato
  • 45 g di formaggio Feta
  • 5 pomodori secchi sott'olio scolati
  • 10 olive nere
  • qualche foglia di basilico
  • Sale q.b.
  • Olio di semi per friggere q.b.
Preparazione:

  1. Per la pasta brick: frullare assieme tutti gli ingredienti nella ciotola di un mixer fino a formare un composto liscio e omogeneo. Lasciarlo riposare in frigo per almeno un'ora.
  2. Nel frattempo preparare il ripieno: lessare l'orzo in acqua bollente salata, tritare i pomodori secchi, le olive e il basilico. Riunire tutti gli ingredienti in una ciotola assieme alla feta sbriciolata.
  3. Portare a bollore dell'acqua in una pentola sufficientemente grande per metterci sopra una padella con ø 24 cm. Ungere la padella con un poco di carta assorbente intrisa di olio.
  4. Una volta che anche la padella sarà in temperatura, spennellare il fondo della padella con l'impasto cercando di non sovrapporre le pennellate¹. Qualora rimanessero dei buchi chiuderli con un tocco di pennello.
  5. Inizialmente l'impasto in padella sarà praticamente trasparente, ma appena avverrà la gelificazione degli amidi apparirà un foglio di pasta sottile che inizierà a staccarsi prima dai bordi della padella e poi anche dal centro. A questo punto rigirare la pasta per cuocerla velocemente sull'altro lato.
  6. Appena si stacca dal fondo, toglierla dalla padella e metterla su un piatto a parte.
  7. Terminare la cottura dell'impasto fino ad esaurimento. Impilare man mano le sfoglie, che non dovrebbero attaccarsi fra loro, fino al momento del loro utilizzo.
  8. Stendere su ogni foglio di pasta brick un poco di impasto e arrotolare l'involtino della forma desiderata (es. triangoli o cilindri).
  9. Chiudere gli involtini bagnando leggermente le attaccature con un goccio di acqua.
  10. Scaldare l'olio e farli friggere fino a doratura², dopodiché scolarli e tamponarli con carta assorbente per eliminare gli eccessi di olio.
Note:

  1. Io faccio dei cerchi concentrici partendo dal bordo della padella e arrivando fino al centro. Non spennello in verticale o orizzontale.
  2. Per una versione più light spruzzare con un vaporizzatore dell'olio sugli involtini e cuocerli in una friggitrice ad aria calda a 170 °C fino a che la superficie sarà dorata e croccante.
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Buon weekend pasquale, sperando che il tempo ci assista per poter fare qualche bella zonzolata primaverile all'aria aperta.


Come nasce il post di una ricetta?
Perché ne pubblico una piuttosto che un'altra?
Ebbene, seguo dei procedimenti rigorosi e metodi scientificamente testati.
Si chiamano caso, simpatia e ispirazione.
Seguono a ruota il fatto che la ricetta sia collaudata e fotografata (variabili che non sempre vanno di pari passo), oppure se la ricetta tocca un tema a noi "caldo".
Quest'ultima opzione, che altro non è che un oggetto di interesse e discussione casalingo e non, è stata quella che mi ha spinto a pubblicare questa ricetta.

Eravamo a cena con amici e parlando di crêpes, cose leggere e veloci da preparare, ho spiegato che esisteva questa pasta molto in voga nei Paesi Nordafricani alla base di un sacco di ricette. E siccome i miei amici non ne avevano mai sentito parlare e qualcuno la confondeva con la pasta phillo mi sono messa "subito" all'opera per pubblicare questa ricetta.
C'è un solo dettaglio.
La cena in questione risale a mesi fa.
C'è un altro dettaglio.
E' vero che mi sono messa subito all'opera per cucinarla e fotografarla, ma mi sono ritrovata solo oggi a pubblicarla.
C'è un ultimo dettaglio, poi basta giuro.
I miei amici sanno che si possono fidare, sono di parola, ma sanno anche che devono avere molta pazienza. E per fortuna ce l'hanno.

Come preparare la pasta brick brik in casa, differenze con la pasta phillo, ricetta facile, veloce, light - Pate à brick recipe

Veniamo al dunque.
La pasta brick, o brik, è un impasto base originario della Tunisia, ma diffuso ora in molti altri Paesi del Nordafrica e Medio Oriente, a base di semola e acqua.
La sua cottura è molto particolare: si stende con un pennello un sottilissimo velo di impasto su una padella leggermente unta e riscaldata a bagnomaria. Inizialmente l'impasto in padella sarà praticamente trasparente, ma appena avverrà la gelificazione degli amidi apparirà un foglio di pasta sottile che inizierà a staccarsi prima dai bordi della padella e poi anche dal centro.
Il tempo di cottura è molto breve e comunque varia in funzione dello spessore di pastella introdotto in padella. Con un poco di esperienza si riescono a formare fogli sottilissimi che richiedono al massimo un paio di minuti di cottura.
Trattandosi di un impasto base dal sapore neutro viene impiegato per essere farcito con numerosi e saporiti ripieni.

A vederla potrebbe sembrare pasta phillo, ma le differenze sono che la phillo:
  • è originaria della Turchia e Grecia;
  • è a base di farina bianca;
  • ha un impasto solido invece che liquido;
  • viene tirata a mano o con rulli, mentre la brick si stende col pennello;
  • ha uno spessore ancora più sottile.

Pasta brick

Preparazione: 5 min.Cottura: 15 min.Riposo: 1 ora
Porzioni: 12 fogli Kcal/porzione: 50 circa
Ingredienti:

  • 150 g di semola
  • 350 g di acqua
  • 7 g di olio extravergine di oliva + q.b. per ungere
  • Sale q.b.
Preparazione:

  1. Frullare assieme tutti gli ingredienti nella ciotola di un mixer fino a formare un composto liscio e omogeneo. Lasciarlo riposare in frigo per almeno un'ora.
  2. Portare a bollore dell'acqua in una pentola sufficientemente grande per metterci sopra una padella con ø 24 cm. Ungere la padella con un poco di carta assorbente intrisa di olio.
  3. Una volta che anche la padella sarà in temperatura, spennellare il fondo della padella con l'impasto cercando di non sovrapporre le pennellate¹. Qualora rimanessero dei buchi chiuderli con un tocco di pennello.
  4. Inizialmente l'impasto in padella sarà praticamente trasparente, ma appena avverrà la gelificazione degli amidi apparirà un foglio di pasta sottile che inizierà a staccarsi prima dai bordi della padella e poi anche dal fondo. A questo punto rigirare la pasta per cuocerla velocemente sull'altro lato.
  5. Appena si stacca dal fondo, toglierla dalla padella e metterla su un piatto a parte.
  6. Terminare la cottura dell'impasto fino ad esaurimento. Impilare man mano le sfoglie (se ben fatte non dovrebbero attaccarsi fra loro) fino al momento del loro utilizzo.
Note:

  1. Io faccio dei cerchi concentrici partendo dal bordo della padella e arrivando fino al centro. Non spennello in verticale o orizzontale.
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Adesso non resta che farcirle con i ripieni che preferiamo e terminare la cottura in forno o in padella.
Magari pubblicherò presto una ricetta di esempio.
"Subito"... ehm, ehm! ;-)


"Cera una volta l'itagliano."

Dopo aver assistuto alla scena di una ragazza che si è bloccata dicendo "non so leggere le grafie, ma solo lo stampato" quando le era stato chiesto di leggere ad alta voce una lettera di auguri, e dopo aver whatsappato con una manciata di adolescenti, o capito ke cn l italiano qcs nn andva.
Se e vero che l'italiano parlato stà vivendo una dura crisi sia per via delle nostre ridotte capacita lessicali in generale che per l'inglese che lo sta surglassando, l'italiano scritto a oramai gia un piede nella fossa.
Probabilmente non sono la sola ad aver avvertito un acuta fitta intercostale, perche pure l'Academia della Crusca, albitro incontrastato dell'italiano, è c'orsa hai ripari e assieme ad una testata giornalistica a pubblicato una collana dal titolo: "L'italiano. Conoscere e usare una lingua formidabile".
E' gia: conoscere e usare!
Hai miei tempi si riempivano cuaderni e cuaderni con dettati. Ricordo li cranpi alle mani mentre la maestra dettava! Cosi veloce che non si riusciva a stargli dietro e bisognava tenere a memoria frasi e frasi. Corsivo, stampatello maiuscolo e minuscolo erano le parole che tramutavano i nostri sogni in in cubi.
Avevamo una caligrafia personale e ci sforzavamo di leggere quella dei altri nei bigliettini che ci scambiavamo fra amici di bianco.
Era uno sforzo fisico e mentale.
Era.
Oggi la fatica non ce piu.
Oggi ci sono i font e le emoticon. Và di moda l'uso dei puntini puntini... a proeffusione... le maiuscole a inizio frase sono un'optional e le virgole e i punti sono stati dichiarati spece a rischio distinzione. Non parliamo poi degli accenti e apostrofi che sono scomparsi da cosi tanto tempo che i pochi che si ricordano della loro esistenza stentano a ricordare pero' qual'è la loro differenza.
I correttori automatici fanno tutto da se e noi non dobbiamo nemmeno ricordarci come si scrivono le parole perché se le sbagliamo si autosottolineano in rosso o si sorreggono da sole. A volte con qualche fraintendimento, ma il lettore in qualche modo capisce. E poi... vuoi mettere che comodita?
La tecnologia ci permette di fare cose incredibbili. Malgrato che siamo i primi ha non sapere come funzionano i apparecchi che noi stessi utiliziamo, gli sappiamo utilizzare in maniera inpeccabile.
GPS ke ci dicono esattamente il punto in qui ci troviamo, orologi che ci calcolano le calorie che con sumiamo, cellulari che fanno tutto oltre che telefonare. Possiamo permettecci di non ricordare, di sbagliare, di non impegniarci, perche tanto ce' qualquno che corregge per noi.
Una popolazzione con licenza all'inettitudine insomma.

Biscotti con farina di castagne, cacao, noci ricetta autunnale - chestnut wallnut cookies recipe homemade

Non sapete quanto mi piacerebbe assistire ad un rain storming sull'argomento "Una popolazzione con licenza all'inettitudine: l'involuzione fisica e mentale laddove arriva la tecnologia" fra Isaac Asimov e Charles Darwin. I due mi sà che potrebbero arrivare alle mani, mentre un Friedrich Nietzsche passante li per caso se la riderebbe di giusto al solo sentire la parola "superuomo".
Non osò immaginare invece il caos che nascierebbe fra un gruppo di sofisti nell'analisi dell'affermazzione "Parla come mangi". Ci sarebbe sempre qualche baston contrario e partirebbe una full immension di sedici ore sul concetto "E se si parla come si scrive?".
Perché se si scrive nello stesso modo in qui si parla, e si parla nello stesso modo in qui si mangia, allora scriviamo come mangiamo?
Praticamente un disastro!
In uno scienario tanto catastrofico mi sentirei tirata in causa.
Come membro onorario dell'Accademia della Glumetta (di cui avevo gia parlato cui) il cui motto è "Parla come degusti" sentirei invadermi dal panico.
No! Non possiamo scrivere come mangiamo. E' uno scempio! Il cibo è sacro!
Come membro onorario avrei il dovere di fare qualcosa.
Indirei una campagna "Salviamo l'italiano per salvare come mangiamo" i cui slogan potrebbero essere:
Un congiuntivo al giorno toglie il medico di torno.
Adotta un accento, salva il gatto di patate.
I ... non sono come il prezzemolo, non stanno bene ovunque.
L'abuso di !!!!! ????? !?!?!?! può creare ipertensione. Fai come col sale: usali con parsimonia.
Are ere ire la h cellulite fan sparire.
Oppure consiglierei vivamente di provare le ricette di questo blogghino: semplici, facili, di stagione e che fanno bene all'umore, fanno mangiare bene e magari chissà... Fanno bene pure alla punteggiatura.
Sono una coccola autunnale che non potete perdervi accompagnati da un bel caffè fumante a fine pasto o durante una pausa, mentre leggete un buon sano libro.

Biscotti con farina di castagne e noci

Preparazione: 30 min.Cottura: 12 min.Riposo: 30 min.
Porzioni: 50-55 circa Kcal/porzione: 60 circa
Ingredienti:

  • 150 g di farina di castagne
  • 150 g di farina 00 + q.b. per la stesura
  • 40 g di cacao amaro in polvere
  • 70 g di burro
  • 2 uova
  • 120 g di zucchero
  • 10 g di zucchero di canna
  • 50 ml di latte
  • 1 baccello di vaniglia
  • 40 g di gherigli di noci
  • 1 pizzico di sale
Preparazione:

  1. Mescolare assieme le farine e il cacao in una ciotola.
  2. In un'altra ciotola lavorare a pomata il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero semolato.
  3. Unire assieme i contenuti delle due ciotole, unire le uova, il latte, i semi estratti dal baccello di vaniglia, le noci tritate grossolanamente e il sale.
  4. Impastare per amalgamare bene tutti gli ingredienti e formare una palla di impasto omogenea. Rivestirla con pellicola e farla riposare in frigo per almeno mezz'ora.
  5. Accendere il forno in modalità ventilata a 180 °C.
  6. Trascorso il giusto tempo stendere l'impasto su un piano infarinato con uno spessore di circa ½ cm. Spolverizzare la superficie con dello zucchero di canna e ricavare i biscotti con uno stampino della forma desiderata.
  7. Trasferire i biscotti su delle teglie rivestite con carta forno e infornare per 10-12 minuti.
  8. Sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di servirli, oppure trasferirli in contenitori ermetici.
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Oppure ancora scriverei un post in cui divertirmi a piazzare qua e là qualche strafalcione grammaticale, giusto per creare qualche fitta intercostale ai più sensibili all'argomento e magari ridere proprio sui nostri più comuni litigi con l'italiano.
Perché spero vivamente che non abbiate pensato che mi sia andato di volta il cervello.
Non è così, vero? ;-)
Ma insomma, li avete scovati tutti gli errori?
Sapete quanti sono?

Giochi e scherzi a parte, esprimersi è una cosa importante. Forse siamo nel bel mezzo di una fase di evoluzione linguistica forte, fisiologica e inevitabile.
Quello che trovo però indispensabile è che la trasformazione linguistica non permetta l'impoverimento del lessico e delle nostre capacità espressive.
Comunicare, comunicare bene, è bello.
Gustiamocelo!


Lasciatemelo dire: per me questo piatto è una figata.
Perché è:
  • super light, tanto che gli americani lo definirebbero Guilt Free, ossia senza sensi di colpa;
  • ottimo dal punto di vista nutrizionale visto che è ricco di proteine (quelle della ricotta sono il top), poverissimo di grassi saturi, e al contempo ricco di grassi buoni dei semi;
  • saporito e morbido al palato;
  • saziante sia in volume, che per via delle proteine che in digestione stazionano più lungo nello stomaco;
  • velocissimo da preparare visto che si porta in tavola in soli dieci minuti.

Sto parlando di uno dei nostri salvacena più gettonati di questa estate e che ho ribattezzato RICreamy Zoodles.
Zoodles è un mix fra le parole inglesi Zucchini e Noodles (che sono qualcosa che si avvicina molto ai nostri spaghetti), ovvero delle zucchine tagliate a mo' di spaghetto con una mandolina seghettata, o con l'apposito strumento che oramai si trova comunemente in commercio, ma che io tanto per cambiare non ho.
RICreamy perché queste vengono condite con una salsa cremosissima a base di ricotta, a cui sempre sulla scia di questi mix di inglesismi ho dato appositamente il nome.

Spaghetti di zucchine pronti in 10 minuti con ricotta ricetta super light cremosa e saporita buonissimi zoodles with ricotta creamy recipe light veggie

Dovete sapere che gli spaghetti di zucchine li preparo piuttosto spesso perché sono pronti in un attimo, ma ho sempre faticato a trovare un condimento che ne esaltasse e arricchisse il sapore.
Ad esempio li ho provati con un sugo al pomodoro, con una puttanesca, crema di avocado e al pesto, ma non c'era niente da fare, questi erano sughi ideali più per una pasta che per delle zucchine.
Sperimentando, provando e riprovando sono arrivata a questa crema di ricotta e tahina che ci è piaciuta così tanto che l'ha fatta da padrona in un sacco di cene preparate all'ultimo minuto.
Non vi spaventate delle dosi delle zucchine, paiono tante per 4 persone, ma in cottura perdono di volume e anche un sacco di acqua, inoltre 325 g di verdura cotta sono appena sopra le dosi raccomandate anche dai nutrizionisti.

RICreamy zoodles

Preparazione: 5 min.Cottura: 6 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 320 circa
Ingredienti:

  • 1,3 kg di zucchine
  • 300 g di ricotta
  • 60 g di tahina
  • 50 g di Parmigiano Reggiano
  • 6 g di semi di papavero
  • 20 g di semi di girasole
  • Sale q.b.
Preparazione:

  1. Lavare le zucchine e tagliarne le estremità. Affettarle con la forma dello spaghetto usando una mandolina seghettata o l'apposito strumento.
  2. Metterle in un contenitore di vetro (o adatto alla cottura in microonde) e cuocerle a 900 W per 3 minuti e mezzo, poi rigirarle sotto sopra e cuocerle per altri 2 minuti e mezzo.
  3. Nel frattempo mescolare tutti gli altri ingredienti. La consistenza della salsa dovrà risultare piuttosto densa.
  4. Unire le zucchine e loro acqua espulsa in cottura, alla crema di ricotta e tahina. Mescolare accuratamente fino a che la salsa densa non avrà incorporato l'acqua delle zucchine e formato un condimento cremoso e omogeneo.
  5. Regolare di sale e semi, e servire immediatamente.
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Ma mancano i carboidrati per renderlo un piatto completo direte voi?
No, non ce li siamo dimenticati. E' che finiscono tutti in una bella fetta di pane per la scarpetta finale.
Perché vi assicuro che col sughetto che si forma in fondo al piatto è proprio d'obbligo!


Non c'è introduzione migliore per questo post che citare The Game of Thrones: "L'inverno sta arrivando!"
Non me ne accorgo dalle temperature rigide, né dalla fame insaziabile (che quella è una sensazione perenne), me ne accorgo da una cosa che mi prende solo in questo periodo dell'anno: il letargo.
Non è da me, non è nella mia natura, lo vivo con fastidio, eppure arriva.
Io lotto, lo respingo, ma niente.
Per quanto mi impegno, non combino niente.
Un esempio è il fatto che è più di una settimana che sto provando a scrivere questo post.
Ci ho dedicato sì e no dieci minuti al giorno. Un minuto di più e crollavo sul divano.
Robe così rare che quando Massi mi vede così mi chiede se sono malata.
Robe così rare che le ore passate alla TV sono cresciute a dismisura - mi sarebbe venuto da scrivere centuplicate, ma 100 x 0,0001 fa comunque quasi zero.
Ecco perché conosco la citazione in apertura: guardo pure la TV!
Apriti cielo!
Insomma non vedevo la fine di questo post fino a qualche istante fa, momento in cui ho deciso che stasera avrei dato l'ultimo colpo di reni per la pubblicazione.

Ricetta di pizzette di melanzane senza glutine, veloce e light in 4 versioni fantasia saporite e gustose - Aubergine pizza 4 ways easy and tasty recipe

Come dicevo in questo post qui, le ricette agostane fotografate sono state un bel po' (per questo blog, non per la media dei blog della blogosfera sia chiaro) e quindi propinerò pomodori a novembre e peperoni a Natale.
Visto che le melanzane le avevo date per scontate a Pasqua, pubblicarle a settembre non mi pare ancora un reato fuori stagione così grave da rischiare la radiazione foodbloggeriana.
Per noi sono un salvacena favoloso perché saporito, leggero e soprattutto che richiede poco sforzo.
Ci piace giocare con gli abbinamenti e raramente le prepariamo tutte uguali.
Qui sotto vi riporto quelle che sono andate per la maggiore questa estate.

Pizzette di melanzane

Preparazione: 10 min.Cottura: 30 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 1. e 4. 370 circa; 2. 420 circa; 3. 300 circa
Ingredienti:

Di base:
  • 2 melanzane grosse
  • 400 ml di passata di pomodoro
  • 60 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • Olio Extravergine di oliva q.b.
  • Origano q.b.
  • Sale q.b.
Gusti e dosi piacimento:
  1. Mozzarella e basilico
  2. Mozzarella, acciughe sott'olio e capperi sott'aceto
  3. Prosciutto cotto affumicato¹ + scamorza affumicata
  4. Mozzarella di bufala, pomodori ciliegino e basilico
Preparazione:

  1. Scaldare una griglia sul fuoco più grande e mantenerla ben calda, accendere il forno in modalità grill a 200 °C.
  2. Affettare le melanzane in fette spesse meno di ½ cm e grigliarle su entrambi i lati.
  3. Rivestire due teglie di carta forno e adagiarci sopra le fette di melanzane.
  4. Cospargere ciascuna fetta con passata di pomodoro, una spolverizzata di origano e un filo di olio.
  5. Condire ciascuna fetta a piacimento con ad esempio le varianti proposte: 1) Mozzarella e basilico, 2) Mozzarella, acciughe e capperi, 3) Prosciutto cotto e scamorza affumicati, 4) Mozzarella di bufala, pomodori ciliegino e basilico.
  6. Spolverizzare la superficie con il Parmigiano Reggiano ed eventualmente salare.
  7. Infornare per qualche minuto (5-10 minuti circa) sul ripiano più alto, fino a che i formaggi non si saranno fusi.
  8. Sfornare e servire immediatamente.
Note:

  1. Nel caso di persone intolleranti al glutine leggere attentamente l'etichetta del prodotto.
  • Si conservano in frigo sia pronte prima dell'infornatura che dopo la cottura per 1-2 giorni.
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Ora che questo post è online e che ho dato più del dovuto giornaliero autunnale posso crollare sul divano e sprofondare nei cuscini, assumere la posizione mummia nella copertina, appiccicarmi alla mia caldaia personale altrimenti chiamata marito, e lasciarmi cullare fra le braccia di Morfeo.
Alle 21:24 vi auguro: buona notte! :-)


Nella vita non sono per niente scaramantica, eppure oggi ho paura di gufarmela.
Ho paura a scriverlo.
Ho paura di scrivere le classiche "ultime parole famose".
Ho paura a scrivere una cosa bella e che questa magicamente sparisca non appena la dichiaro come avvenuta, come dato di fatto.
Eppure sta succedendo.
Corro.

Pasta spaghetti con crema di peperoni arrosto con ricotta e noci primo piatto o antipasto bruschetta crostini ricetta - Roasted peppers and ricotta pesto recipe

Ho corso per sei volte negli ultimi quindici giorni.
Ho corso per sei volte negli ultimi quindici giorni, e non ho avuto male.
Un record.
Negli ultimi quattro anni dopo lunghi periodi di stop ho sempre riprovato a corricchiare, ma al termine di una o due sessioni (che mica che faccio le maratone, sia chiaro) il male al ginocchio tornava sempre, e con lui cerotti, fasce e riposo, che è praticamente la mia kryptonite.
Ogni volta che in questi giorni ho attaccato i cerotti (che non si sa mai) e infilato le scarpe mi sono chiesta se ci sarebbe stata una volta successiva.
Per adesso la risposta è stata sì.
E sono felicissima, tanto che stento a crederci.
Sono così contenta che ho paura che tutto finisca.

Pasta spaghetti con crema di peperoni arrosto con ricotta e noci primo piatto o antipasto bruschetta crostini ricetta - Roasted peppers and ricotta pesto recipe

L'esatto contrario di quello che ho appena scritto vale per il barattolo immortalato in foto.
Sono stata felicissima che sia finito in un attimo.
Si tratta di una salsa di peperoni arrostiti in forno con ricotta e noci secondo me deliziosa, che sta bene un po' dappertutto.
Noi la consumiamo principalmente come sugo per la pasta, ma si può anche spalmare su crostini di pane o all'interno di panini imbottiti per arricchirne il gusto.

Crema di peperoni, ricotta e noci

Preparazione: 5 min.Cottura: 35 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 170 circa
Ingredienti:

  • 2 peperoni polposi: uno giallo e uno rosso (350 g circa)
  • 200 g di ricotta
  • 20 g di gherigli di noci
  • 40 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 10-12 foglie di basilico
  • 15 g di olio extravergine di oliva
  • Sale q.b.
Preparazione:

  1. Preriscaldare il forno a 200 °C.
  2. Lavare i peperoni e infornarli ancora interi su una leccarda rivestita con carta forno per 30-40 minuti.
  3. Una volta appassiti lasciarli raffreddare giusto il tempo per poterli maneggiare senza scottarsi.
  4. Pulirli per bene privandoli della pelle, dei semi e delle parti bianche interne.
  5. In un mixer riunire tutti gli ingredienti e frullare fino ad ottenere un composto omogeneo.
  6. Servire a mo' di crostino¹ con fette di pane tostato, come salsa per arricchire panini imbottiti o come sugo per la pasta.
Note:

  1. Nel caso di utilizzo per crostini qualora si volesse ottenere una crema spalmabile ancora più densa si può aumentarne la consistenza aggiungendo un po' di pane raffermo agli ingredienti da frullare, ma in questo caso la crema, che di per sé è adatta a persone intolleranti al glutine, non avrebbe più questa peculiarità.
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Se da domani, appena pubblicato questo post avrò ancora male, sì, credo proprio che potrei diventare scaramantica.
Mi sarei tirata la gufata del secolo.
Vade retro riposo!


Buonasera a tutti, piacere!
Mi chiamo Bruschetta, Bruschetta Caprese, ma per gli amici zonzoloni sono meglio conosciuta secondo l'appellativo di Salvacena Top 10.
Dal nomignolo di capisce già quale sentimento questi due ghiottoni nutrano nei miei confronti: semplicemente mi amano.
Rimango nei loro sogni più reconditi per tutta la stagione fredda perché non amano le cose fuori stagione, per poi apparire trionfante sulla loro tavola ad estate inoltrata - che si sa che in Trentino arriva tardi -, quando maturano i pomodori del loro orto, grandi e straordinariamente carnosi.
Non saranno forse i tipici pomodori Pachino, ma sono altrettanto deliziosi. Non hanno nemmeno sempre a disposizione la mozzarella di bufala o le olive nere di Gaeta, e loro si arrangiano con quel che possono.
Eppure a giudicare dalle loro espressioni me ne esco sempre con delle ottime performance.
Non me ne vogliate per la mia scarsa modestia, ma il mio punto di forza è senz'altro che sono tanto buona quanto veloce da preparare.
Perché diciamocelo: è vero che il gusto è sempre fondamentale, ma anche il tempo non è mica un fattore secondario.
Chissà come mai scarseggia sempre. E se non scarseggia quello, langue la voglia di cucinare. Insomma a volte è proprio dura.
E quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare e io entro in scena in un attimo e per di più in forma smagliante.
Come si fa a non amarmi?
Sì, sono decisamente un salvacena d'eccezione.

Bruschetta caprese con pane, pomodoro, mozzarella facile e veloce saporita vegetariana estiva - caprese crostini bread easy healthy recipe

La zonzolona/blogger/scrivente mi ha etichettato come antipasto, ma vedendo le dosi con cui mi consumano direi che... beh cena è riduttivo!
Mi consumano in quantità industriali e io non posso che esserne contenta, anzi gongolo proprio.
Se mi volete conoscere meglio, anche sulle vostre tavole, ecco qui sotto la mia carta di identità.
Scegliete gli ingredienti migliori fra quelli che avete a disposizione, armatevi di un quarto d'ora e chissà che non diventi anche per voi uno dei salvacena preferiti dell'estate.

Bruschetta caprese

Preparazione: 15 min.Cottura: 10 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 450 circa
Ingredienti:

  • 400 g di pane di semola di grano duro
  • Pomodori maturi a scelta q.b.
  • 150 g di mozzarella
  • 8-10 olive nere snocciolate
  • 8-10 foglie di basilico
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • 1 spicchio di aglio (facoltativo)
Preparazione:

  1. Affettare il pane in 8 fette da 50 g l'una circa e tostarlo su entrambi i lati su una griglia o su una padella antiaderente ben calda.
  2. Strofinare ogni fetta con un aglio tagliato a metà. (facoltativo)
  3. In una ciotola unire il pomodoro e la mozzarella tagliati a cubetti, le olive a rondelle e il basilico tritato grossolanamente.
  4. Condire con olio, regolare di sale e mescolare il tutto per amalgamare gli ingredienti.
  5. Disporre le fette di pane su un tagliere o un piatto da portata, ricoprirle con la caprese a cubetti e servire.
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Adesso vi saluto e spero di vedermi sulle vostre tavole presto!
Buona cena a tutti!


Trovo che l'abbinamento della feta con la frutta sia delizioso.
In particolare lo trovo veramente azzeccato con i mirtilli, che sono un po' aciduli, e l'ho trovato ugualmente buonissimo con l'anguria la cui freschezza dissetante smorza il grasso e la consistenza pastosa del formaggio.
Dall'altro lato trovo che il sale del formaggio esalti il sapore dolce della frutta, creando un bell'appagamento del palato.
Non ci vuole molto a capire come è nata la "ricetta", che forse sarebbe meglio definire assemblaggio, di questi spiedini di feta e anguria con mirtilli e menta.

Spiedini di feta e anguria, antipasto leggero e gustoso - feta and watermelon skewers recipe light veggie

Proposti per un aperitivo, sono stati rifatti per un antipasto e poi sono pure diventati un bello spuntino estivo smorza fame.
Sono facili da preparare e lasciano in bocca un bel senso di appagamento e freschezza.
Ecco come si preparano:

Spiedini di feta e anguria

Preparazione: 15 min.Cottura: nessunaRiposo: nessuno
Porzioni: 24 Kcal/porzione: 25 circa
Ingredienti:

  • 200 g di feta
  • 2 fette tonde grandi e regolari di anguria
  • 24 foglioline di menta
  • 24 mirtilli
Preparazione:

  1. Tagliare la feta in 24 quadrotti regolari e uguali.
  2. Pulire l'anguria e privarla degli scarti, poi prendendo come misura un quadrotto di feta, ritagliare 48 pezzetti regolari.
  3. Impilare anguria, feta, anguria e poi chiudere lo spiedino con una foglia di menta e un mirtillo.
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Il tocco in più?
Una goccia di aceto balsamico (di quello buono) fra la feta e l'anguria.
Top!


Uno dei pochissimi poeti che mi piacevano a scuola era Salvatore Quasimodo.
Mi piaceva per i motivi a cui praticamente tutti piaceva: le sue poesie erano comprensibili (punto 1), te le potevi ricordare (punto 2) e per giunta senza sforzo (punto 3).
Erano cortissime, eppure c'era tutto, non gli mancava niente.
Quando ho pensato a questi spiedini, non so perché (ma tanto oramai manco indago più di quali associazioni vivano le mie poche sinapsi superstiti) al mio cervello è venuto in mente proprio Quasimodo.

Spiedini di frutta in cui si mangia anche il bastoncino di biscotto al cioccolato mikado - fresh fruit skewers recipe

Sarà che forse non ci vuole niente a ricordare la ricetta?
Sarà che forse questi spiedini hanno tutto nonostante siano tremendamente semplici?
Sarà che forse finalmente sto scrivendo uno dei post più corti della storia di questo piccolo blog?
Per quest'ultimo punto non mi stupirei se nelle teste dei lettori fosse partito l'Inno alla Gioia di Beethoven, eh già.

Lungi da me di far rivoltare nella tomba il Premio Nobel Quasimodo, ecco una mia personale e senz'altro più ottimista rivisitazione della sua poesia "Ed è subito sera".
Salvatò nun me ne volé!

«Ognuno sta saldo nel cuor della frutta
trafitto da un biscotto di-ritto:
ed è subito morso.»

Spiedini di frutta e Mikado

Preparazione: 10 min.Cottura: nessunaRiposo: nessuno
Porzioni: 10 spiedini Kcal/porzione: 50 circa
Ingredienti:

  • 10 biscotti tipo Mikado
  • Frutta a piacere come banana, uva, pesca, fragole, melone...
  • 10 foglie di menta (facoltative)
Preparazione:

  1. Lavare la frutta e a seconda del tipo tagliarla in pezzi.
  2. Forare la frutta con uno stecchino di legno o un ferro da barbecue ed eventualmente allargare leggermente il buco roteando lo strumento. Non usare direttamente il biscotto, che altrimenti si romperebbe.
  3. Infilzare ciascun Mikado con tre o quattro pezzetti di frutta e se gradita anche una foglia di menta e servire.
Note:

L'umidità della frutta impiegata può inumidire il biscotto, quindi non prepararli troppo in anticipo perché si rischia che il biscotto si spezzi al momento di prendere lo spiedino.
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Molti dei blog che seguo hanno fatto sapere che per il mese d'agosto resteranno chiusi per prendersi una pausa estiva dopo tanto lavoro.
E beati loro!
Non tanto per le ferie, ma per il fatto che hanno pubblicato un sacco, perché io si sa che in fatto di numerosità di post non sono proprio l'asso.
Senza quindi l'obiettivo del voler fare il solito bastian contrario, complici qualche giorno di ferie e una bella festa appena trascorsa che mi ha rubato un bel po' di tempo ed energie, mi sono improvvisamente e piacevolmente ritrovata con più tempo, calma e più luce (!) in cucina.
Insomma visto che la produzione di ricette e racconti di viaggio sta andando a pieno regime, il blog non andrà in ferie (come se non lo aveste già capito per il fatto che sto pubblicando -_-').
Di periodi tanto proficui se ne vedono pochi da queste parti, per cui è bene prendere la palla al balzo e cercare di approfittarne sia per tenere una certa continuità nella pubblicazione, che per i periodi di magra che arriveranno (ci metto la mano sul fuoco).
In parole povere sto dicendo che vi propinerò senza ritegno ricette a base di pomodori a novembre, peperoni a Natale e melanzane a Pasqua in barba alla stagionalità.
Cioè: la stagionalità all'origine c'era eccome, è il tempo del blog che non la segue.

Insalata di zucchine, rucola, pinoli e menta. Ricetta estiva facile, fresca, veloce e light. - Zucchini salad with arugula and pine nuts recipe

Ad ogni modo finché riesco ne approfitto ed ecco qua una ricettina facile, leggera, fresca e velocissima da preparare a base di zucchine, che nel nostro orto in questi giorni sono così tante che non si riesce a stargli dietro per smaltirle.

Insalata di zucchine, rucola e pinoli

Preparazione: 10 min.Cottura: 10 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 100 circa
Ingredienti:

  • 3 zucchine di medie dimensioni
  • 1 mazzetto di rucola
  • 25 g di pinoli
  • 2 foglie di menta
  • 20 g di olio extravergine di oliva
  • Qualche goccia di aceto balsamico
  • Sale q.b.
Preparazione:

  1. Scaldare una griglia sul fuoco.
  2. Pulire le zucchine e affettarle con una mandolina con uno spessore di 2-3 mm.
  3. Grigliarle su entrambi i lati e poi metterle da parte su una griglia in modo che raffreddino.
  4. Tostare velocemente i pinoli in una padella senza che si abbrustoliscano e tritare finemente le foglie di menta.
  5. Condire le zucchine assieme a tutti gli altri ingredienti e poi servire.
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Alla prossima!
E che bello sapere che non sarà fra molto. :-)


Non mi è mai facile spiegare a parole il sapore di un piatto, soprattutto quando a questo si legano esperienze e vita vissuta.
Nel tentativo di trovare le parole per descrivere di che cosa sa questa galette, ho chiuso gli occhi per un secondo. In quest'attimo in cui il mio cervello ha vagato, mi sono stupita del risultato. La mia mente ha scovato un insieme di tanti sapori saldamente e irrimediabilmente fusi a quelli puri del piatto; sapori intensi e profondi: quelli dei ricordi.
Per la mia mente questo piatto sa di aria impregnata di carni alla brace, delizie abbrustolite, fritto di pesce e salsedine: un mix letale per chi era in viaggio dalla mattina, troppo intento a zonzolare in lungo e in largo su quel puntino sperso nell'Oceano Pacifico.
Sa di sole, caldo e di ultime roulottes che stanno terminando di allestire, mentre quelle poche già operative cercano di accalappiare i nostri stomaci famelici.
Sa di cartelli civetta con richiamo alla cucina francese, di tavolini rivestiti di tovaglie plastificate a quadrettoni, di gente che arriva e gremisce la piazza.
Sa di tramonto che disegna all'orizzonte colori e sfumature mozzafiato.

Galette con Roquefort, pere e noci ricetta senza glutine - buckwheat crepes with french cheese, pear and walnuts recipe

Sa di menù plastificati passati fra chissà quante altre mani, sa di street food.
Sa di posate e piatti unti, di bocconi e complimenti.
Ed ecco che finalmente sa di grasso del formaggio semifuso, di dolce della pera caramellata e di croccante delle noci, il tutto racchiuso in un rustico e ruvido scrigno di grano saraceno.


Sa di dolce, per chiudere in bellezza.
Sa di gaufre con panna montata, di salsa al caramello salato più buona del mondo, sa di gelato alla vaniglia.
Sa di pance felici, di passeggiata lungo il mare mano nella mano.


Galette con Roquefort, pere e noci

Preparazione: 15 min.Cottura: 10 min.Riposo: 2 ore
Porzioni: 4 galettes Kcal/porzione: 670 circa
Ingredienti:

Per le crêpes:
  • 160 g di farina di grano saraceno¹
  • 1 uovo
  • 250 ml di acqua
  • 1 pizzico di sale
  • 1 noce di burro
Per il ripieno:
  • 200 g di formaggio Roquefort²
  • 250 g di crème fraîche²
  • 40 g di gherigli di noci
  • 1 pera
  • 1 bicchierino di brandy
  • 40 g di burro fuso
Preparazione:

  1. Unire tutti gli ingredienti per le crêpes in un mixer e frullare tutto per qualche istante.
  2. Mettere il composto a riposare in frigo per almeno 2 ore.
  3. Pulire e tagliare la pera in cubetti di circa 1 cm e farli rosolare in una padella con del burro fuso. Appena prendono colore sfumare con il brandy e lasciarli appassire qualche istante, poi toglierli dal fuoco e metterli da parte.
  4. In una ciotola mescolare il Roquefort sbriciolato grossolanamente assieme alla crème fraîche per farlo rammollire un po'.
  5. Scaldare un'ampia padella antiaderente (ø 26 cm circa).
  6. Togliere dal frigo la pastella, mescolarla delicatamente e poi versarne un quarto sulla padella. Con un movimento del polso roteare la padella per uniformare la crêpe, oppure aiutarsi col classico bastoncino a T di legno.
  7. Quando iniziano a staccarsi i bordi, staccarla delicatamente dal fondo e capovolgerla sull'altro lato facendo molta attenzione che non si rompa.
  8. Versare sul centro un po' salsa al Roquefort e cospargerla con un cucchiaio, poi sparpagliare i gherigli di noci tritati e la pera tenuta da parte.
  9. Rivoltare i lati della galette verso il centro per ottenere la classica forma quadrata.
  10. Staccare delicatamente la galette dalla padella, salare e servire.
Note:

  1. Nel caso di persone intolleranti al glutine leggere attentamente l'etichetta del prodotto.
  2. Qualora non si abbiamo a disposizione questi ingredienti è possibile sostituire rispettivamente il Roquefort con Gorgonzola dolce e la crème fraîche con 250 ml panna da cucina densa (non liquida).
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Sa di ultima cena a Tahiti, del solito arrivederci.
Sa di sospiri, di nostalgia, di voglia di partire e zonzolare ancora.
Sa di bisogno di scoprire altri posti e assaggiare nuovi piatti per poter chiudere gli occhi ancora ed essere come là.
Ovunque esso sia.


Oggi vorrei sfatare un mito: quello sulle fortune gastronomiche che il mio Massi avrebbe grazie a me.
Nell'immaginario di molti infatti appare alquanto vantaggioso avere una moros moglie (imparerò mai?) che ha un blog, che ama cucinare e sperimentare, e che gli propina ogni genere di leccornia ad ogni pasto.
Non solo non è sempre così, ma quand'anche fosse non è tutt'oro quello che luccica e questi aspetti positivi portano anche qualche inconveniente. Del resto ogni medaglia ha il suo rovescio, no?
Al mio maritino è infatti richiesta una gran pazienza e talvolta arrivare a tavola può essere alquanto frustrante.
Mi riferisco in particolare a quando mi metto in testa che voglio fotografare una ricetta per poi pubblicarla.
Non tanto perché se la ricetta è complessa e non collaudata la cavia se la deve sorbire declinata in X versioni fino a che non me ne esco con la ricetta che ritengo più azzeccata.
Non tanto perché se la ricetta è semplice allora rischia di non vedersela preparare più perché mi metto a sperimentare tutt'altro.
Ma soprattutto perché non può toccare o assaggiare niente: "...perché c'è prima da fare la foto. Lo so!"
Massi nei weekend c'è abituato e spesso quindi chiede, salvo qualche caso clamoroso, se può assaggiare, se ho già fatto le foto, se può spazzolare tutto.

E che sarà mai aspettare un attimo per due foto si potrebbe pensare?
Uhm... vediamo giusto un esempio tanto per rendere l'idea.
Ora immaginate che vi siate alzati prima delle sette di sabato mattina, abbiate fatto una bella colazione (con questi biscotti integrali e un bel cappuccino), siate andati a lavorare nell'orto o ad allenarvi per la prossima gara che a confronto una maratona pare una passeggiatina col cane, non abbiate fatto alcuno spuntino, sia l'ora di pranzo, varcate la soglia di casa con una fame che vi sta dilaniando le interiora e respirate a pieni polmoni i profumi più celestiali, arrivate in cucina che vi sbranereste la qualunque e una tizia vi minaccia di non toccare niente perché "ha da fare le foto".
Ci scappa l'assalto alla diligenza, o no?
Al che di solito parte la mia perenne guerra con il tempo e con l'astuzia.
Generalmente gli faccio trovare qualcosa che gli plachi i morsi della fame, faccio la foto nel più breve tempo possibile, sia per non far raffreddare il piatto, che per sfamare il poveretto che mi sta accanto sbavando a più non posso.

Biscotti lingue di gatto ricetta - Cat's tongue cookie recipe - langues de chats recette

Con queste lingue di gatto è stato più o meno così.
La ricetta era collaudata da tempo, per cui le avevo fatte a colpo sicuro poco prima di Natale. Le avevo fotografate al buio delle giornate corte ed erano venute una ciofeca e così questo weekend mi sono rimessa all'opera, anche perché mi piacciono tanto e le volevo pubblicare.
Nella stessa mattinata il mio Massi era uscito a bruciare le 8000 kcal suddette (esattamente all'opposto di me che in cucina avevo spiluccato a gogò) e rientrando in casa affamato all'impossibile aveva sentito il profumo di questi biscotti.
La sua sorpresa è stata duplice, sia perché come spesso sa, se la ricetta è collaudata è raro che la rifaccia nel giro di poco tempo (soprattutto se dolce), sia perché non si aspettava di trovare il profumo dei biscotti varcata la soglia.
Ha visto il set per cui non ha nemmeno dovuto chiedere se dovevo ancora fare le foto. Sapeva che non lo avrei accontentato.
Essendo un dolce e il pranzo praticamente pronto avrebbe potuto tranquillamente sgranocchiare qualcosa, farsi una doccia (così io avrei intanto fatto le foto) e poi mettersi a tavola e mangiare.
Ma avevo sottovalutato il potere del profumo delle lingue di gatto, che oramai aveva invaso la casa e rapito la sua mente.
Dal canto mio non c'erano scuse, le lingue di gatto s'avevano da fotografà! Lui aveva cibo, io un obiettivo nel doppio senso del termine.
Il furbetto però è riuscito a sfoderare la più grande arma che un uomo possa avere nei confronti di una donna: la tenerezza. O compassione, pietà, commiserazione, chiamatela come volete.
Mettetevi nei miei panni: il mio Massi sudato e visibilmente stanco morto, un broncio per la delusione (che attore!), la testa un po' piegata in giù, l'occhietto che ti guarda dal basso e un lamentoso "Ma io li voglio..."
E niente.
Più che breccia lo definirei squarcio.
Scacco matto.

Ce n'erano tanti di pronti, più di quelli necessari per fare le foto.
Io non ho detto niente, ma mi sa che il mio viso impietosito ha parlato per me. Lui ha capito che aveva fatto bingo e ha detto "Non ti preoccupare, prendo i più brutti", ed è partito con una manciata di lingue di gatto verso la doccia.
-_-

Lingue di gatto

Preparazione: 15 min.Cottura: 10 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 75-80 circa Kcal/porzione: 25 circa
Ingredienti:

  • 120 g di albumi (circa 4)
  • 120 g di farina 00
  • 120 g di zucchero a velo
  • 120 g di burro
  • ½ cucchiaino di estratto di vaniglia (facoltativo)
Preparazione:

  1. Preriscaldare il forno a 220 °C in modalità ventilata, preparare un sac à poche con bocchetta tonda e liscia con ø 0,8 cm, e due teglie da forno rivestite con carta da forno.
  2. Pesare prima di tutto gli albumi¹ e poi regolarsi di conseguenza con tutti gli altri ingredienti, poiché devono avere lo stesso peso.
  3. In un'altra ciotola sbattere con delle fruste il burro con lo zucchero a velo fino ad ottenere una pomata chiara e liscia.
  4. Unire l'estratto di vaniglia se desiderato e poi gli albumi e la farina mescolando dal basso verso l'alto.
  5. Trasferire l'impasto nel sac à poche e formare sulle teglie tanti bastoncini² di circa 5 cm di lunghezza e ben distanziati fra loro (4 cm almeno).
  6. Infornare una teglia alla volta (per controllare meglio la cottura) per circa 7-9 minuti. Il tempo di cottura dipende dal forno di casa e occorre sorvegliare i biscotti perché tendono a brunirsi molto in fretta. Saranno pronti quando avranno un color nocciola sui bordi³, mentre l'interno dovrà rimanere chiaro.
  7. Una volta pronti lasciarli raffreddare completamente e consumarli, oppure conservarli in barattoli ben ermetici perché risentono molto dell'umidità.
Note:

  1. Gli albumi sono l'ingrediente di riferimento su cui basare tutti gli altri dosaggi. Il concetto è molto semplice: tutti gli ingredienti devono avere lo stesso peso degli albumi. Se avessimo quindi 112 g di albumi peseremo 112 g per tutti gli altri ingredienti.
  2. Si possono anche ottenere dei biscotti di forma tonda o a spirale. Per quelli tondi basta formare un cerchio di impasto largo un paio di cm o poco più, mentre per le spirali occorre utilizzare una bocchetta con ø 0,5 cm e formare dei bastoncini lunghi 15 cm circa. In questo caso a cottura ultimata, appena il biscotto è uscito ancora caldo, prelevarlo delicatamente dalla teglia e arrotolarlo sul manico di un mestolo di legno. Lasciarlo raffreddare e poi staccarlo delicatamente.
  3. Qualora il forno ventilato non cuocesse uniformemente, girare la teglia in modo che il biscotto prenda colore su tutti i bordi.
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"I più brutti", come li ha chiamati lui erano i biscotti che avevo messo da parte rispetto a tutti gli altri perché avevano un bordo rovinato perché in cottura li avevo distanziati troppo poco e per questo si erano attaccati uno all'altro, oppure perché leggermente più dorati perché il mio forno non cuoce in maniera perfettamente uniforme.
Tutti buoni comunque, tant'è che il mio furbetto finite le foto se li è spazzolati.

E checché se ne dica... anche le titolari di blog (che il termine foodblogger mi sa che non mi si addice) hanno il loro bel daffare. Altro che!


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