Enjoy food, travels and life

Visualizzazione post con etichetta Frutta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Frutta. Mostra tutti i post

Uno dei pochissimi poeti che mi piacevano a scuola era Salvatore Quasimodo.
Mi piaceva per i motivi a cui praticamente tutti piaceva: le sue poesie erano comprensibili (punto 1), te le potevi ricordare (punto 2) e per giunta senza sforzo (punto 3).
Erano cortissime, eppure c'era tutto, non gli mancava niente.
Quando ho pensato a questi spiedini, non so perché (ma tanto oramai manco indago più di quali associazioni vivano le mie poche sinapsi superstiti) al mio cervello è venuto in mente proprio Quasimodo.

Spiedini di frutta in cui si mangia anche il bastoncino di biscotto al cioccolato mikado - fresh fruit skewers recipe

Sarà che forse non ci vuole niente a ricordare la ricetta?
Sarà che forse questi spiedini hanno tutto nonostante siano tremendamente semplici?
Sarà che forse finalmente sto scrivendo uno dei post più corti della storia di questo piccolo blog?
Per quest'ultimo punto non mi stupirei se nelle teste dei lettori fosse partito l'Inno alla Gioia di Beethoven, eh già.

Lungi da me di far rivoltare nella tomba il Premio Nobel Quasimodo, ecco una mia personale e senz'altro più ottimista rivisitazione della sua poesia "Ed è subito sera".
Salvatò nun me ne volé!

«Ognuno sta saldo nel cuor della frutta
trafitto da un biscotto di-ritto:
ed è subito morso.»

Spiedini di frutta e Mikado

Preparazione: 10 min.Cottura: nessunaRiposo: nessuno
Porzioni: 10 spiedini Kcal/porzione: 50 circa
Ingredienti:

  • 10 biscotti tipo Mikado
  • Frutta a piacere come banana, uva, pesca, fragole, melone...
  • 10 foglie di menta (facoltative)
Preparazione:

  1. Lavare la frutta e a seconda del tipo tagliarla in pezzi.
  2. Forare la frutta con uno stecchino di legno o un ferro da barbecue ed eventualmente allargare leggermente il buco roteando lo strumento. Non usare direttamente il biscotto, che altrimenti si romperebbe.
  3. Infilzare ciascun Mikado con tre o quattro pezzetti di frutta e se gradita anche una foglia di menta e servire.
Note:

L'umidità della frutta impiegata può inumidire il biscotto, quindi non prepararli troppo in anticipo perché si rischia che il biscotto si spezzi al momento di prendere lo spiedino.
www.zonzolando.com © - All rights reserved


A scuola, ahimè secoli fa, chimica era una delle mie materie preferite.
Non che fossi un genietto, ma tra formulette, reazioni e tavole periodiche me la cavavo abbastanza per altro con una certa soddisfazione.
A distanza di anni, non rinfrescando i concetti (sì, sì bella scusa Elena va!), ho rimosso quasi tutto, praticamente una formattazione, salvo il motivo per cui l'amavo tanto ossia la sua capacità di poter spiegare qualsiasi cosa al mondo.
Quando avevo un dubbio, qualsiasi dubbio, sapevo che lei o la matematica potevano toglierlo. E laddove non si sapeva la risposta non era perché lei non sapesse spiegarla, ma semplicemente perché noi uomini non eravamo ancora in grado di decifrare consciamente il misterioso linguaggio con cui Madre Natura aveva scritto inconsciamente se stessa.

Il fatto che oggi io sia una fervente promotrice di tutto ciò che è biologico e naturale non significa che abbia rinnegato questo amore, soprattutto in cucina, anzi.
Trovo che la chimica possa essere una grande amica ai fornelli (e questo i pasticceri e i grandi cuochi lo sanno bene) e che non occorra escludere certi ingredienti nella convinzione che facciano male perché "chimici" o perché non disponibili in natura nella forma in cui li conosciamo.
Nel post di oggi mi riferisco in particolare alla pectina, una sostanza naturale estratta (non prodotta poiché costerebbe troppo) artificialmente dalla frutta (in genere scorza di agrumi o mele) che permette di addensare e gelificare marmellate e confetture.

Confettura extra di ciliegie aromatizzata alla vaniglia ricetta per farla in casa vanilla cherry jam homemade recipe

Parliamoci chiaro: c'è chi dice che la confettura preparata come faceva la nonna è mille volte più buona, chi che per addensarla basta una mela grattugiata dentro e il risultato non cambia assolutamente, chi che la pectina cambia il sapore della marmellata e così via.

Queste affermazioni arrivano da esperienze comprovate?
A parer mio sarebbe sempre opportuno parlare e giudicare se si conosce la questione e se si è provato ciò che si dice, anche perché io sinceramente ho provato e non mi risulta affatto.

Nei miei vari esperimenti ho provato a:
  1. fare la confettura della nonna.
    Ho torturato la frutta (esperimenti con bacche di sambuco favolose e con pesche) cuocendola per un'ora e mezza con il risultato che è vero che dopo tutto questo tempo la confettura acquista consistenza ma sa di frutta caramellata.
    Per di più ho massacrato una materia prima che era anche di buona qualità, ho sudato sette camicie in estate ai fornelli e ho sprecato tempo e gas. E' più dolce... ma te credo! Perché è più zuccherina per via che la frutta è più disidratata ma al tempo stesso anche più calorica, non scordiamocelo.
    Inoltre ho capito un'altra cosa: la nonna della mia amica Elisa, che sfornava quintali e quintali di confettura di albicocche, non c'aveva proprio un ca...ppero da fa'! Che poi, anche per mia nonna che non ha mai fatto confettura ma si dedicava ore e ore alla maglia e all'uncinetto, vale la stessa conclusione di poc'anzi.
  2. mettere mezza mela grattugiata.
    Uno schifo! La mela si sentiva eccome. Ho buttato tutto (esperimento con cachi), cosa che raramente succede nella mia cucina e che mi fa andare in bestia alquanto. Grazie tante del consiglio, tsè! L'aggiunta della mela non cambia solo la consistenza, come si auspicherebbe, ma anche il colore e soprattutto il sapore.
  3. fare il confronto con due vasetti davanti, uno con e uno senza pectina (esperimento con confettura di albicocche).
    Non è vero che si sente la pectina, non è vero che sa di acido, non è vero che fa male, non è vero che rimane liquida perché basta saperla dosare o seguire i consigli per addensarla ancora di più qualora non fosse della consistenza gradita. La differenza sta a parer mio nella corposità della frutta che in quella con pectina rimane più idratata.
    Insomma la pectina fa per me, ergo la uso.

Negli ultimi giorni sono arrivate un bel po' di ciliegie (quest'anno straordinarie) e non riuscendo a consumarle tutte in tempo abbiamo deciso di farne confettura.
In controtendenza rispetto agli anni scorsi, in cui preparavo la confettura in purezza, ho deciso di aromatizzarla impiegando la vaniglia.
Al primo esperimento mi sono fidata del dosaggio di una ricetta che ho trovato sul Web, ma forse perché uso baccelli di vaniglia e non vanillina, il profumo era secondo noi troppo forte e nascondeva quasi quello delle ciliegie e così abbiamo deciso di ridurre la dose nella preparazione successiva.
Se preferite un forte profumo di vaniglia allora usate un baccello intero.

Confettura extra di ciliegie e vaniglia

Preparazione: 30 min.Cottura: 20-25 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 vasi da 300g Kcal/100g: 150 circa
Ingredienti:

  • 1,2 kg di ciliegie
  • ½ baccello di vaniglia
  • 300 g di zucchero di canna¹
  • 24 g di pectina² (1 busta 3:1)
  • Succo di un limone (solo se necessario)
Preparazione:

  1. Lavare accuratamente le ciliegie, asciugarle bene e snocciolarle tutte. Se si preferisce una confettura a pezzi grossi lasciarle così, altrimenti tritare grossolanamente le ciliegie con l'aiuto di una mezzaluna o qualche colpo di mixer a bassa velocità per ottenere una media pezzatura, o frullarle del tutto per una confettura cremosa.
  2. Pesare la frutta una volta pulita, trasferirla in una pentola a bordi alti e pesare lo zucchero con un rapporto 3 a 1, ossia 1 kg di frutta per 330 g di zucchero e loro multipli.¹
  3. Unire la pectina e sia i semi del mezzo baccello di vaniglia che il mezzo baccello stesso. Mescolare per amalgamare il tutto e poi trasferire sul fuoco più alto.
  4. Portare a bollore la confettura e farla bollire per qualche minuto. Di solito la confezione della pectina riporta 3-5 minuti.
  5. Trascorso questo tempo togliere il baccello di vaniglia e fare la prova di consistenza su un piattino facendo raffreddare un poco di confettura. Se avrà la consistenza desiderata allora toglierla dal fuoco e invasarla in barattoli sterili. Se invece risultasse ancora troppo liquida aggiungere il succo di mezzo limone, cuocere ancora per qualche minuto e poi riprovare sul piattino l'addensamento.
  6. Sigillare ermeticamente coi tappi e una volta chiusi capovolgere i barattoli per creare il sottovuoto.
Note:

  1. Nel mio caso il rapporto è addirittura superiore e non ho mai avuto problemi.
  2. Attenzione: la pectina che si trova comunemente in commercio può non essere adatta ai celiaci e agli intolleranti al lattosio per cui controllare le indicazioni riportate sull'etichetta del prodotto.
  • Si può anche scegliere di fare una seconda sterilizzazione immergendo i barattoli avvolti in un telo in acqua bollente per almeno 15-20 minuti.
  • In alternativa alla seconda sterilizzazione di solito faccio così: prendo una coperta, metto i barattoli appena riempiti e capovolti uno ben vicino all'altro ancora roventi e poi li avvolgo bene con la coperta. Questo per fare in modo che la confettura continui a tenere una temperatura elevata il più a lungo possibile. Generalmente il giorno seguente i barattoli sono ancora caldi. Conservarli in un luogo fresco, asciutto e al buio.
  • Una volta aperta la confettura va conservata in frigo.
www.zonzolando.com © - All rights reserved

Detto questo, nonostante l'amore per la chimica, non mi convince comunque l'uso dei solventi per l'estrazione della pectina e invito chi è più preparato di me a darmi delucidazioni in merito. Inoltre non sono ancora capace ad utilizzare teglie o stampi di silicone in forno, pellicole o cartocci in cui infilare il cibo durante le cotture.
No via, 'un ce la fò proprio.
OK, mi autovaluto con 4½, max 5-. Cercherò di applicarmi di più. ;-)


Gli parlo del menù della giornata giusto per organizzarmi coi tempi e con la spesa e lui fissa il vuoto con sguardo vacuo.
Una, due, massimo tre (OK... forse anche quattro) parole un pochetto strane e lui scuote la testa esausto.
Lo guardo con faccia interrogativa, lui trattiene a stento un sorriso e poi come sempre in questi casi parte:
"Ma come parli? Ma come parliii??? Le parole sono importanti!"

Alla parola smoothie il mio Massi non ha retto ed è partito con il Moretti reloaded di casa Zonzolando.
Ma come dargli torto?
Non ci capisce più niente poveretto.
Ha avuto anche troppa pazienza.
Dopo cocotte (parola che lui odia e che io gli ficco in ogni frase anche se non serve ;-) ), quiche, macaron, croutage, gaufres, sucre perlé, laugenbrot, tartare, moussaka, labneh, bisque, baba ghanoush, flan, curd, ratatouille, pancakes, bliny, hummus, confit, alfajores, soufflé, clafoutis, mendiants, pepparkakor, speculoos, croque monsieur, madeleines, vinaigrette, galette e tanto, ma tanto altro ancora, era inevitabile che prima o poi mi sbottasse contro.

Al che gli spiego più o meno che cosa è sto smoothie e lui mi risponde:
"Ma che è? Un frullato?"
Apriti cielo!
E: "Ahhh! E poi sei tu che mi dici che le parole sono importanti? Un frullato è un frullato, uno smoothie è uno smoothie. Mi pare chiaro no?"
M: "E quindi che differenza c'è?"
E: "Eh! Ovvio!"
E mo che gli dico? Mumble... mumble... mumble...
E: "Hai presente quando metti la frutta nella cocotte e poi unisci sempre nella cocotte anche un po' di zucchero che prendo da quell'altra cocotte..."
M: "OK, OK, non lo voglio sapere. Uhm... lo assaggio quando l'hai fatto!"

Cocotte I love you! ❤︎

Smoothie alla frutta ai lamponi bevanda con yogurt magro raspberry smoothie recipe light fresh

Chiara un corno la differenza. Facendo delle frettolose ricerche sul Web mi pare che non ci sia molta chiarezza sull'argomento e nemmeno un confine ben preciso fra le parole: smoothie, frullato e frappè.
Approfondisco da me un pochino e mi faccio il mio personale vademecum di differenza qui. Se ci becco bene, se non ci becco qui si riporta il personale zonzo-glossario del blog.

Frullato: bevanda liquida a base di frutta (o verdura) frullata con aggiunta di latte e servita fresca o a temperatura ambiente.

Frappè: bevanda liquida, ma più densa rispetto al frullato, a base di frutta (o verdura, o cacao o altro) frullata con aggiunta di latte e ghiaccio tritato.

Milkshake: bevanda semiliquida, a base di frutta (o verdura, o cacao o altro) frullata con aggiunta di gelato e/o ghiaccio tritato.

Smoothie: bevanda semiliquida, a base di frutta (o verdura, o cacao o altro) frullata con aggiunta di yogurt (intero o magro) e/o ghiaccio tritato.

A parità di peso il frappè è quindi quello più light seguito in ordine dal frullato e dallo smoothie, mentre il milkshake risulta più calorico perché contenente gelato.

Beh, eccolo qua lo smoothie incriminato. Poverissimo di grassi, è un concentrato di vitamine, proteine, ma soprattutto di freschezza e tanto gusto.

Smoothie ai lamponi

Preparazione: 5 min.Cottura: nessunaRiposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 65 circa
Ingredienti:

  • 250 g di yogurt bianco magro
  • ½ banana matura
  • 60 g di lamponi congelati
  • 30 g di zucchero muscovado
  • ½ cucchiaino di estratto di vaniglia
Preparazione:

Unire tutti gli ingredienti in un mixer e frullare tutto alla massima velocità per qualche secondo, poi versare lo smoothie nei vari bicchieri e consumare immediatamente.
Note:

Si conserva in frigo in un contenitore chiuso per qualche giorno.
www.zonzolando.com © - All rights reserved

E: "Allora, ti è piaciuto lo smoothie?"
M: "Sì, buonissimo. Certo che se non me lo mettevi in sta boccia era meglio."
E: "Okay, la prossima volta te lo servo in cocotte." ;-)
M: "Ahhh! Ma come parli? MA COME PARLIII??? Le parole sono importanti!"
E io nel mio piccolo penso:
"OK, il mio ironman è umano. Almeno uno sano di mente in casa c'è." :-)


E' in assoluto la mia macedonia preferita. Nella sua estrema semplicità amo mangiarla a fine pasto o per merenda da quando ero piccola. Ogni volta che il mio babbo decide di prepararla, da buon golosone, ci mette assieme pure una montagna di panna montata. La adoro! Potevo non pubblicarla?

Macedonia di fragole e banane perfetta per l'estate ricetta - summer strawberry and banana fruit salad recipe

Una intro così breve? Non è cosa usuale per la scribacchiona che è Elena, ma davvero non occorre aggiungere altro. Non posso rubare altro tempo per la lettura, bisogna correre a farla: è velocissima.

Macedonia di fragole e banane

Preparazione: 15 min.Cottura: nessunaRiposo: 30 min.
Porzioni: 6 Kcal/porzione: 120 circa (senza panna)
Ingredienti:

  • 500 g di fragole biologiche
  • 2 banane mature
  • 2 limoni non trattati
  • 80 g di zucchero
  • Panna montata a piacere (facoltativa)¹
Preparazione:

  1. Spremere il succo di due limoni e filtrarlo dai semi e dalla polpa; tenere da parte una buccia spremuta.
  2. Lavare accuratamente le fragole, tagliarle a pezzetti (tranne 6 a cui lasciare anche il picciolo) e le banane a rondelle. Unirle al succo di limone e spolverizzare con lo zucchero, mescolando accuratamente.
  3. Lasciare riposare la macedonia per almeno mezz'ora in frigo o fuori (fate vobis) in modo che i succhi delle fragole escano e si amalgamino bene con il limone e lo zucchero.
  4. Al momento di servire passare la buccia di limone spremuta tenuta da parte sui bordi delle coppe. Su un pezzo di carta da forno cospargere un po' di zucchero semolato, capovolgere le coppe per decorarle poggiandocele sopra. Versare la macedonia, decorare con le fragole tenute da parte e un ciuffo di panna montata.
Note:

  1. Per i vegani o intolleranti ai latticini basta ometterla o sostituirla con quella vegetale. Nel caso di persone intolleranti al glutine leggere attentamente l'etichetta del prodotto.
www.zonzolando.com © - All rights reserved

Ho indicato sei porzioni nella ricetta, ma in realtà potrebbero anche essere otto se consumata a fine pasto. Noi con queste dosi la mangiamo in cinque e il più delle volte facendo il bis. Come ho già detto siamo golosoni.


E la volete sapere una cosa? Se per caso (tanto non succede, ma metti caso che succeda) avanzasse un pochino del succo provate a metterlo su una pallina di gelato alla panna o al fiordilatte e poi ne riparliamo. Ma solo dopo, perché quando si è lì che si gusta tutto questo ben di Dio c'è solo un gran beato silenzio. :-)


Adoro, adoro e adoro i lamponi. Anche quest'anno però le nostre piante ne hanno prodotti sì e no una manciata, un vero peccato. Mai viste due stagioni consecutive con risultati tanto grami.
Così non ho resistito e li ho comprati.
Con parte dell'acquisto (a peso d'oro!) ho fatto una semplicissima ma buonissima confettura extra (o visti i rapporti direi "composta").
Quasi non la volevo pubblicare tanto è semplice e classica, ma poi come al solito mi son detta che magari a qualcuno alle prime armi poteva far comodo. Mica che del resto nasciamo tutti "imparati", no?

Confettura di lamponi con poco zucchero marmellata ricetta per prepararla in casa - raspberry jam recipe low sugar content

Ecco quindi qua sotto il risultato che si può ottenere producendola da sé in casa.

Confettura extra (composta) di lamponi

Preparazione: 5 min.Cottura: a) 20 min. b) 90 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 vasi da 300 g Kcal/100 g: 130 circa
Ingredienti:

  • 1 kg di lamponi
  • 300 g di zucchero semolato
  • 24 g di pectina¹ (1 busta con rapporto 3:1) (facoltativa)
  • Eventuale succo di limone per addensare
Preparazione:

  1. Lavare, asciugare e pesare i lamponi. Calcolare la quantità di zucchero necessaria (nel mio caso il rapporto è superiore a 3:1). A questo punto le strade sono due:
    1. a) Se si usa la pectina basta seguire le indicazioni riportate sulla confezione, mettere la pectina a freddo con la frutta e lo zucchero e iniziare a cuocere.
      b) Se non si usa la pectina lasciare cuocere la frutta a fuoco lento per un bel po', sino a che non si vede che si è disfatta. Unire lo zucchero e continuare la cottura per almeno un'ora.
      Se non si gradiscono i semini passare tutto al mixer o al passaverdura.
  2. Una volta pronta controllare la densità facendone raffreddare l'equivalente di un cucchiaino su un piattino freddo.
    Se risultasse ancora troppo liquida aggiungere il succo di mezzo limone, cuocere ancora per qualche minuto e poi riprovare sul piattino l'addensamento.
  3. Invasare in barattoli precedentemente sterilizzati per bollitura.
  4. Sigillare ermeticamente coi tappi e una volta chiusi capovolgere i vasi per creare il sottovuoto.
Note:

  1. Attenzione: la pectina che si trova in commercio può non essere adatta ai celiaci e agli intolleranti ai latticini. In caso di intolleranze è preferibile quindi procedere con il metodo b).
  • Si può anche scegliere di fare una seconda sterilizzazione immergendo i barattoli avvolti in un telo in acqua bollente per almeno 15-20 minuti.
  • In alternativa alla seconda sterilizzazione di solito faccio così: prendo una coperta, metto i barattoli appena riempiti e capovolti uno ben vicino all'altro ancora roventi e poi li avvolgo bene con la coperta. Questo per fare in modo che la confettura continui a tenere una temperatura elevata il più a lungo possibile. Generalmente il giorno seguente i barattoli sono ancora caldi.
    Conservarli in un luogo fresco, asciutto e al buio.
  • Una volta aperta la confettura va conservata in frigo.
www.zonzolando.com © - All rights reserved

Provatela su questi biscotti qua, su delle fette biscottate o in una normale crostata a colazione. Io potrei finirmi il vasetto in un attimo!

Ah, vi ricordo che Zonzolando... è anche su Twitter, Facebook e Pinterest: mi raccomando seguiteci anche lì.


Questo per me è senz'altro l'autunno delle caldarroste. Credo di aver battuto il record di consumo di caldarroste nazionale. Son pronta oramai per le Olimpiadi. Una tira l'altra e a fine pasto o a merenda in questi giorni uggiosi e freddi non riesco a farne a meno.
La loro preparazione è semplicissima e dipende da se si dispone o no di una padella forata, di una stufa o solamente del forno.

Come preparare le castagne caldarroste in casa ricetta - Roasted chestnuts recipe

Caldarroste

Preparazione: 15 min.Cottura: 30-40 min.Riposo: nessuno
Porzioni: - Kcal/100 g: 190-200 circa
Ingredienti:

  • Castagne a gogò
Preparazione:

  1. Scegliere le castagne migliori verificando che non abbiano buchetti, spolverarle in un panno inumidito per pulirle bene e praticare con un coltello¹ ben affilato un'incisione trasversale ad ogni castagna sul lato più piatto (solo perché secondo me è più comodo) come nelle immagini.
    L'incisione non dovrebbe intaccare la polpa della castagna ma solamente il guscio e la pellicina interna.²
  2. A questo punto dipende da cosa abbiamo a disposizione per cuocerle.
    a) Se abbiamo l'apposita padella forata, versare le castagne in quest'ultima e metterle sul fuoco separate da uno spargifiamma, altrimenti brucerà solo il fuori e non cuocerà l'interno. Continuare a mescolarle spesso e cuocerle a fuoco basso.
    b) Se usiamo il forno (come ho fatto io in questo caso) dobbiamo infornarle in forno già ben caldo a 200-220 °C circa.
  3. In entrambi i casi ci vogliono dai 30 ai 40 minuti per cuocerle bene.
    Il tempo varia comunque in funzione delle castagne. Qualora fossero piccole è bene controllarle anche solo dopo 20 minuti. Una volta pronte conservarle al caldo fino al momento di consumarle.³
Note:

  1. Esistono in commercio anche appositi strumenti per fare più velocemente i tagli.
  2. Le castagne vanno tagliate perché altrimenti durante la cottura scoppiano. - Io una volta ne ho dimenticata una nella moltitudine e ho sentito uno scoppio in forno. La scena quando l'ho aperto è stata più o meno come quella del film Pulp Fiction quando per errore sparano in testa al tizio in macchina. Una castagnetta ha combinato un macello, ma va beh... son altre storie queste. - Ecco insomma, tagliarle tutte dunque.
  3. Generalmente le raccolgo e avvolgo in un panno pesante tutte assieme e poi le copro con un altro panno e le lascio in un contenitore per cercare di disperdere meno calore possibile.
www.zonzolando.com © - All rights reserved


La mia nonna le adorava inzuppate nel vino rosso. Le lasciava nel bicchiere a macerare qualche minuto e poi le mandava giù sorseggiando.


P.S.: mi accorgo solo adesso, mentre scrivo e riguardo il post, che sul conetto di foglio di giornale che ho fatto per papparmele in allegria davanti a un film alla TV c'era scritto sul bordo "Buffet". Niente di più azzeccato. ;-)


Se non è la mia preferita poco ci manca; di sicuro è nella "Top Five".
Mi piace coi pezzettoni che si sentono fra i denti, mi piace per il suo profumo inconfondibile, mi piace sul pane, su una fetta biscottata, da sé oppure nei dolci. La adoro nella sua semplicità e me la centellino per tutto l'anno per paura che finisca troppo presto, sia mai che ne debba comprare un po' di quella del supermercato.

Marmellata confettura di pesche con poco zucchero fatta in casa come prepararla ricetta - Peache jam homemade recipe

A fine agosto compro sempre una cassa da dieci chili di pesche ben mature e il signore che me le vende me ne regala sempre qualcuna in più, forse sperando in un barattolino di confettura in cambio. Giammai! E' tutta mia questa bontà! :-)

Nonostante la grande quantità la preparo tutta in un pomeriggio (e talvolta sera). Per comodità riporto le indicazioni per la preparazione su un chilo di frutta.

Confettura extra (composta) di pesche

Preparazione: 20 min.Cottura: a) 25 min.; b) 2 oreRiposo: nessuno
Porzioni: 4 vasi da 300 g circa Kcal/100 g: 130 circa
Ingredienti:

  • 1 kg di pesche mature già pelate e snocciolate
  • 300 g di zucchero semolato
  • 24 g di pectina¹ con rapporto 3:1 (facoltativa)
  • Succo di ½ limone (solo se necessario)
Preparazione:

  1. Scegliere le pesche più mature e gialle, o fare un mix con quelle bianche. L'importante è che siano ben mature e dolci.
  2. Lavarle e togliere la buccia, aprirle a metà e togliere il nocciolo. Pesare la frutta una volta pulita, trasferirla in una pentola a bordi alti e pesare lo zucchero con un rapporto 3 a 1 (1 kg di frutta per 330 g di zucchero e loro multipli).²
  3. Tagliare a cubetti di circa un cm la polpa. E' possibile che essendo frutta ben matura al momento del taglio le pesche perdano un poco del loro succo: non buttarlo assolutamente, ma anzi recuperarlo e metterlo con la frutta a pezzi in una pentola a bordi alti.
  4. A questo punto le strade sono due:
    a) Se si usa la pectina basta seguire le indicazioni riportate sulla confezione, mettere la pectina a freddo con la frutta e lo zucchero e iniziare a cuocere.
    b) Se non si usa la pectina lasciare cuocere la frutta a fuoco lento per un bel po', sino a che non si vede che inizia ad addensarsi. Unire lo zucchero e continuare la cottura per almeno un'ora.
  5. Fare la prova di consistenza su un piattino facendo raffreddare un poco di confettura. Se avrà la consistenza desiderata allora toglierla dal fuoco e invasarla in barattoli sterili. Se invece risultasse ancora troppo liquida aggiungere il succo di mezzo limone, cuocere ancora per qualche minuto e poi riprovare sul piattino l'addensamento.
  6. Sigillare ermeticamente coi tappi e una volta chiusi capovolgere i barattoli per creare il sottovuoto.
Note:

  1. Attenzione: la pectina che si trova in commercio può non essere adatta ai celiaci e agli intolleranti ai latticini. In caso di intolleranze è preferibile quindi procedere con il metodo b).
  2. Nel mio caso il rapporto è addirittura superiore e non ho mai avuto problemi.
  • Si può anche scegliere di fare una seconda sterilizzazione immergendo i barattoli avvolti in un telo in acqua bollente per almeno 15-20 minuti.
  • In alternativa alla seconda sterilizzazione di solito faccio così: metto i barattoli appena riempiti e capovolti uno ben vicino all'altro ancora roventi e poi li avvolgo bene con una coperta. Questo per fare in modo che la confettura continui a tenere una temperatura elevata il più a lungo possibile. Generalmente il giorno seguente i barattoli sono ancora caldi. Conservarli in un luogo fresco, asciutto e al buio.
  • Una volta aperta la confettura va conservata in frigo.
www.zonzolando.com © - All rights reserved


La metto o non la metto? La metto o non la metto? La met... ma mettiamola va! Che magari fa comodo a qualcuno.
Di una banalità unica, niente di particolare se non una buonissima confettura extra di ribes rossi appena colti. Un delizioso sapore aspro in bocca, un concentrato di vitamine e zuccheri per iniziare al meglio la giornata.

Confettura marmellata di ribes rossi come prepararla in casa ricetta red currant jam recipe

Prima di tutto una foto del raccolto di cui vado orgogliosa, una bella ciotola di ribes rossi freschi freschi.


Confettura extra (composta) di ribes rossi

Preparazione: 40 min.Cottura: 40 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 vasi da 300 g circa Kcal/100 g: 140 circa
Ingredienti:

  • 1 kg di ribes rossi
  • 300 g di zucchero semolato
  • 24 g di pectina (1 busta con rapporto 3:1)
Preparazione:

  1. Pulire accuratamente i ribes dalle parti verdi e lavarli bene.
  2. Pesare la frutta una volta pulita, trasferirla in una pentola a bordi alti e pesare lo zucchero con un rapporto 3 a 1 (1 kg di frutta per 330 g di zucchero e loro multipli).¹
  3. Se non si amano i semini passare tutto al passaverdure.
  4. Unire la pectina, mescolare per amalgamare il tutto e poi trasferire sul fuoco più alto.
  5. Portare a bollore la confettura e farla bollire per qualche minuto. Di solito la confezione della pectina riporta 3-5 minuti.
  6. Trascorso questo tempo fare la prova di consistenza su un piattino facendo raffreddare un poco di confettura. Se avrà la consistenza desiderata allora toglierla dal fuoco e invasarla in barattoli sterili. Se invece risultasse ancora troppo liquida aggiungere il succo di mezzo limone, cuocere ancora per qualche minuto e poi riprovare sul piattino l'addensamento.
  7. Sigillare ermeticamente i vasi coi tappi e una volta chiusi capovolgerli per creare il sottovuoto.
Note:

  1. Nel mio caso il rapporto è addirittura superiore e non ho mai avuto problemi.
  • Si può anche scegliere di fare una seconda sterilizzazione immergendo i barattoli avvolti in un telo in acqua bollente per almeno 15-20 minuti.
  • In alternativa alla seconda sterilizzazione di solito faccio così: prendo una coperta, metto i barattoli appena riempiti e capovolti uno ben vicino all'altro ancora roventi e poi li avvolgo bene con la coperta. Questo per fare in modo che la confettura continui a tenere una temperatura elevata il più a lungo possibile. Generalmente il giorno seguente i barattoli sono ancora caldi. Conservarli in un luogo fresco, asciutto e al buio.
  • Una volta aperta la confettura va conservata in frigo.
  • Attenzione: la pectina che si trova in commercio può non essere adatta ai celiaci.
  • Quella nelle foto è senza semini ed ha un sapore leggermente aspro, gradevolissimo. Se non piacesse eventualmente aumentare la dose di zucchero.
www.zonzolando.com © - All rights reserved



Quanto sono buone? Tanto! Quanto ci vuole per farle? Tanto! Quanto ne vale la pena? Tanto!
Questo basta per rendere l'idea della bontà di questa ricetta che ha come unico difetto il tempo di disidratazione in forno, terminato il quale sarà solo e puro godimento.

Ricetta Mele essiccate o disidratate preparazione in casa homemade recipe dried apples

Mele essiccate

Preparazione: 10 min.Cottura: 3-5 oreRiposo: nessuno
Porzioni: 100 g circa Kcal/100 g: 160 circa
Ingredienti:

  • 4 mele piuttosto vecchie
  • 3 g di zucchero di canna
  • 2 cucchiaini di succo di limone biologico (facoltativo)
Preparazione:

  1. Sbucciare accuratamente le mele. Io le scelgo piuttosto vecchie perché più dolci e più povere di acqua; come si può vedere dalla foto infatti sono leggermente raggrinzite. Non ho un tipo di mela preferenziale, prendo quelle più mature a disposizione. Affettarle finemente con una mandolina, scartando il torsolo. Chi vuole farle più carine può affettarle per traverso lasciando il simpatico buchetto nel mezzo, altrimenti si può affettarle per lungo e ottenere invece il mio risultato.
  2. Disporre le fettine su una placca da forno rivestita con carta forno avendo cura di non sovrapporle.
  3. Spolverizzare con qualche chicco di zucchero di canna e eventualmente con una vaporizzazione del succo di limone (facoltativo).
  4. Infornare a 80 °C per almeno 3 ore lasciando il forno leggermente aperto con un canovaccio per far uscire l’umidità. A seconda del tenore di umidità il tempo necessario per la disidratazione potrebbe anche essere più lungo, anche 5 o persino 8 ore. Per essere sicuri basta provare la tendenza della mela a piegarsi, minore è più secca è.
  5. Invasare in barattoli sterilizzati.
Note:

Il limone ha la funzione di non far ingiallire la mela sia durante la preparazione che durante la cottura.
Io non lo metto per i seguenti motivi:
a) come me non funziona, il colore risulta dorato lo stesso;
b) ci mettono di più a seccarsi perché il limone è comunque ricco di acqua;
c) prendono un leggero aroma al limone che per quanto buono si sente e io invece voglio quello puro della mela.
www.zonzolando.com © - All rights reserved

Spesso si trovano anche ai distributori di snack o al supermercato in piccoli sacchettini di plastica. La preparazione per farle in casa è semplicissima e richiede qualche minuto. Si conservano molto bene in barattoli ben chiusi e la sera in qualche momento di relax prendiamo il barattolino e ce le sgranocchiamo come se fossero chips dolci.



Negli ultimi giorni di ottobre una strage di zucche ha avuto luogo in gran parte dei Paesi di tutto il mondo. L'Italia non è stata da meno e migliaia e migliaia di zucche sono state trasformate in lanterne, o oggetti decorativi di ogni sorta. Oltre alla strage un altro crimine tremendo è stato commesso: i preziosissimi semi al loro interno sono stati spesso miseramente buttati!

Ah, ma come si fa? Come si fa a non rendersi conto di avere un tesoro fra le mani e buttarlo via così malamente? I semi di zucca hanno delle straordinarie proprietà e sono ricchissimi di proteine e vitamine. In pochi hanno avuto l'accortezza di tenerli e di godere dei loro benefici.

Ricordo che quando ero piccola a Natale fra la frutta secca spuntava sempre un sacchettino di bianchi semi di zucca tostati. C'era chi li apriva e ne mangiava l'interno verde e chi come me che li masticava interi. Deliziosi!

Come utilizzare i semi di zucca tostarli ricetta per prepararli pumpkin seeds recipe

Prepararli in casa è facilissimo e richiede pochissimo sforzo. Ecco quindi la ricetta:

Semi di zucca tostati

Preparazione: 15 min.Cottura: 20 min.Riposo: 15 min.
Porzioni: 100 g (interi) Kcal/100g: 570 circa (decorticati)
Ingredienti:

  • 100 g di semi di zucca (l'equivalente di quello che si trova in genere in una zucca media)
  • 50 g di sale grosso
Preparazione:

  1. Una volta pulita la zucca e ricavati i semi, lavarli, asciugarli tamponandoli con carta assorbente e infine adagiarli su una teglia rivestita con carta forno.
  2. Cospargerli con sale grosso e farli tostare in forno a 100 °C fino a quando sono ben tostati e croccanti (ci vorranno 30 minuti circa). A metà cottura aprire il forno e mescolarli per tostarli meglio.
  3. Una volta pronti, ossia quando saranno ben disidratati, farli raffreddare e passarli a manciate fra le mani (ovviamente ben pulite), strofinandole per eliminare il sale in eccesso che potrebbe essersi attaccato ai semi. Ripetere questa operazione anche 2 o 3 volte a seconda della quantità di sale rimasta attaccata.
Note:

Si conservano per lungo tempo in recipienti a chiusura ermetica, o sottovuoto e si possono consumare sia interi che decorticati. Nel caso di interi, le kcal per 100 g crollano in quanto il guscio è tutta fibra.
www.zonzolando.com © - All rights reserved

I semi di zucca contengono cucurbitina, una sostanza che aiuta a eliminare eventuali parassiti dalle pareti intestinali e che pare possa addirittura contribuire alla prevenzione di malattie all'apparato urinario e tumori. Sono molto ricchi di magnesio, vitamina E, selenio e acido linoleico. Insomma, se consumati regolarmente e con la solita moderazione sono un vero toccasana nonché gustosissimi per il palato.



Questionario per Lei:
1) Godi di una sana buona dose di masochismo post settimana di lavoro da incubo?
2) Hai una giornata da poter dedicare al relax che ti devi rovinare assolutamente?
3) Hai una manicure certosina appena fatta e vuoi distruggerla malamente?
4) Hai un moroso che appena legge nei tuoi occhi cosa vuoi fare si dà alla macchia?
5) Vuoi imparare a imprecare in dialetto vietnamita del Sud?
6) Vuoi godere assaporando una squisitezza senza pari e rintracciare un moroso scomparso senza chiamare "Chi l'ha visto?"?

Questionario per Lui:
1) Godi ancora dopo anni e anni di fidanzamento di spirito di conservazione?
2) Vuoi provare l'ebbrezza di una giornata di totale cazzeggio?
3) Hai capito al primo sguardo da indemoniata cosa passava nella mente di lei e sei rabbrividito?
4) Riesci a camuffare il terrore sapendo che lei sa esattamente quello che stai pensando perché lei ti conosce meglio di te stesso?
5) Sei in grado di una performance di volatilizzazione degna di Willy il Coyote?
6) Vuoi godere del risultato di lei senza nemmeno aver flesso la prima falange del mignolo?

Per Lei:
Nel caso di prevalenza di risposte NO: brava! Sei ancora sana di mente; giosci di questa notizia e datti al relax ricordando di non trascurare le normali attività quotidiane fisiologiche come ad esempio tartassare i morosi.
Nel caso di prevalenza di risposte SI': cara mia sei completamente andata! Per sopperire alla tua straordinaria dose di masochismo gli esperti consigliano di seguire la seguente ricetta e dedicare tutto il tempo a quella. Tanto non ne avanzerà molto.

Per Lui:
Nel caso di prevalenza di risposte NO: impara dagli insetti, fingiti morto!
Nel caso di prevalenza di risposte SI': sei ancora qui che leggi??? CORRI!!!

Crema di castagne alla vaniglia ricetta dolce chestnut and vanilla curd recipe

Crema di castagne alla vaniglia

Preparazione: 4 oreCottura: 1 ora e ½Riposo: nessuno
Porzioni: 5 vasetti da 250 g Kcal/porzione: 260 circa
Ingredienti:

  • 1 kg di castagne mondate
  • 300 g di zucchero
  • 100 ml acqua circa
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia (o i semi di un baccello)
Preparazione:

  1. Incidere orizzontalmente il lato piatto della castagna in modo da aprire uno spiraglio sulla parte dura. Se si nota che la tendenza è a sgusciarsi agevolmente togliere subito il primo strato (è preferibile farlo).
  2. Immergerle in acqua fredda, portarle a ebollizione e lasciarle cuocere per 40 minuti (magari con due foglie di alloro, anche se io non le ho messe).
  3. Scolarle e pulirle accuratamente dalla buccia esterna, se non era venuta via prima, e dalla pellicina interna.
  4. Passarle al mixer, o al passaverdure e se fossero troppo secche (di solito sì) aggiungere acqua a sufficienza per il mixer (ma non troppa) in modo da renderla liquida: l’obiettivo è quello di ottenere una crema molto densa.
  5. Passare la purea ottenuta al passaverdure o ad un colino a maglie fini per eliminare i grumi o le parti di pellicine eventualmente rimaste.
  6. In una pentola a bordi alti mettere un po’ di acqua con lo zucchero.
  7. Fare uno sciroppo a cui aggiungere poi la purea di castagne.
  8. Portare ad ebollizione e cuocere per 10 minuti, poi aggiungere l'estratto di vaniglia.
  9. Far bollire altri 30 minuti a fuoco lento e poi invasare velocemente in vasi precedentemente sterilizzati.
  10. Capovolgerli per ottenere il sottovuoto e avvolgerli in una coperta per mantenerli al caldo il più a lungo possibile.
Note:

Una volta aperto il barattolo si conserva in frigo per almeno una settimana (credo... di più non è durata). Buona sul pane tostato, sui biscotti e come crema per dolci.
www.zonzolando.com © - All rights reserved

E per la serie "Zonzolando... in cucina: il masochismo è di casa!" a breve anche un post su questo tipo di crema arricchita con del cioccolato.


Torna su