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Quel giorno di marzo mi sono affacciata al vetro dello sportello del forno scettica e speranzosa al tempo stesso.
Speranzosa (o cocciuta, fate voi) perché altrimenti non mi sarei rimessa a riprovare questa ricetta dopo 3.987.931 tentativi andati falliti.
Scettica perché ero convinta di trovare per l'ennesima volta le solite schiacciatine piatte con qualche mezzo risultato qua e là.

Questa volta, per la prima volta, ero riuscita a combinare tutto quanto:
  • La ricetta perfetta del pasticcere famoso.
  • Una planetaria con i contro fiocchi. (Sì,è arrivata anche in casa nostra.)
  • Un termometro digitale.
  • Il mio Massi come assistente. (Impagabile!)
  • L'ingrediente che nessun ricettario indica e che a me mancava sempre, il fattore X,: il tempo. (Nessuna fretta quindi.)

A Massi non c'è voluto molto per capire che qualcosa quel giorno era andato per il verso giusto, perché da qualche parte in casa è partito a tutto volume l'Inno alla gioia di Beethoven e una pazza si è messa a esultare come nemmeno Grosso dopo aver segnato il rigore decisivo del mondiale del 2006 aveva saputo fare.
Incredula e impaurita di aver aver avuto allucinazioni sono tornata al forno per due volte prima di capire che era veramente vero.
Sì, ce l'avevo fatta.
I macarons, i miei temutissimi macarons, erano lì.
Alti, con il cordoncino regolare, quasi tutti praticamente perfetti.

Macarons con ganache al cioccolato bianco ricetta - White chocolate macarons recipe come prepararli a casa homemade

Da quel giorno li ho fatti e rifatti seguendo la combinazione perfetta, seguendo tutti i passaggi meticolosamente e con le giuste attrezzature.
In sostanza l'errore che facevo era non rispettare bene i tempi: del croutage (ossia dell'attesa dell'essiccazione della crosta in superficie - nel mio caso lunghissima!), di cottura, di raffreddamento. Semplicemente perché non c'era mai abbastanza tempo.
Per farli ho capito che serve calma e tempo. No way.
Qui sotto ci sono tutte le mie note per realizzare la versione base con ripieno di ganache al cioccolato bianco.

Macarons al cioccolato bianco

Preparazione: 50 min.Cottura: 40 min.Riposo: 6 ore
Porzioni: 45 circa Kcal/porzione: 110 circa
Ingredienti:

Per la ganache:
  • 220 g di cioccolato bianco
  • 350 ml di panna liquida fresca
  • 1 baccello di vaniglia (facoltativo)
Per le basi:
  • 200 g di zucchero semolato
  • 200 g di zucchero a velo
  • 150 g di albumi (vecchi di almeno 3 giorni e a temperatura ambiente)
  • 200 g di farina di mandorle
  • 50 ml di acqua
  • Colorante alimentare in polvere (facoltativo)
Preparazione:

Per la ganache:
  1. Fondere il cioccolato a bagnomaria o in microonde.
  2. A parte sobbollire 150 ml di panna e poi versarla sul cioccolato. Mescolare fino ad ottenere un'emulsione liscia e omogenea. Unire i semi del baccello di vaniglia e poi gli altri 200 ml di panna fresca. Emulsionare con l'aiuto di un mixer ad immersione e lasciare raffreddare in frigo per circa 6 ore. (Nel frattempo preparare le basi dei macarons.)
  3. Una volta ben fredda montare la ganache con le fruste e trasferirla in una sac à poche con beccuccio liscio ø 1 cm. Qualora le basi non fossero ancora pronte conservarla in frigo.
Per le basi:
  1. Scaldare la farina di mandorle in forno per 10 minuti a 150 °C e poi farla raffreddare completamente.
  2. Versare pari peso di zucchero e farina di mandorle in più riprese in un mixer (TPT - tant pour tant) ed azionarlo ogni volta alla massima velocità per 5 secondi. Setacciare con un setaccio a maglia fine ed eliminare i granuli rimasti più grossi.¹ Trasferire il TPT in un'ampia ciotola.
  3. In un pentolino a bordi alti bagnare lo zucchero semolato con l'acqua, poi accendere il fuoco e portare lo sciroppo a 118 °C². Non occorre mescolare, ma solo monitorare la temperatura.
  4. Quando la temperatura ha raggiunto i 110 °C iniziare a montare in planetaria metà (75 g) degli albumi. Una volta che lo sciroppo ha raggiunto i 118 °C versarlo a filo sulla parete della ciotola facendo attenzione che non tocchi le fruste.
  5. Lasciare lavorare la planetaria fino a che la meringa non si è raffreddata.
  6. Nel frattempo versare i 75 g di albumi rimasti nel TPT. Mescolare bene con una spatola in modo da ottenere un composto omogeneo.
  7. Prelevare dalla planetaria un paio di cucchiaiate di meringa e unirle al composto. Unire l'eventuale colorante e mescolare bene e senza preoccupazioni.³
  8. Aggiungere il resto della meringa. Mescolare delicatamente dall'alto verso il basso e procedere con il macaronage ossia lavorare il composto spatolandolo per traverso e raccogliendolo dalle pareti della ciotola. L'impasto è pronto quando sollevandolo con la spatola, questo ricadrà come un "nastro" che cala con una certa resistenza.
  9. Rivestire 2-3 teglie con tappetino in silicone o carta forno avendo l'accortezza di fissare gli angoli (che altrimenti farebbero pieghe o in cottura si solleverebbero) con un pochino di impasto. Trasferire l'impasto in un sac à poche con beccuccio liscio ø 1 cm (n° 8-10) e formare tante basi di 2,5-3 cm (per ottenere dei piccoli macarons finiti di 3-3,5 cm) avendo l'accortezza di distanziarle fra loro e tenendo presente che si allargano un po'.
  10. Passare alla fase del croûtage attendendo che il guscio delle basi si asciughi perfettamente.4
  11. Una volta pronti per la cottura, accendere il forno statico a 145 °C verificando la corretta temperatura con un termometro. Infornare una teglia alla volta per circa 15 minuti.
  12. Estrarre la teglia dal forno e lasciarli raffreddare su un ripiano fino al loro completo raffreddamento.
Assemblaggio e conservazione:
  1. Trasferire un po' di ganache su metà delle basi (c'è chi fa anche una piccola infossatura nelle basi con un pollice)
  2. Comporre i macarons richiudendoli con il resto delle basi e consumarli subito, oppure conservarli in una scatola chiusa al fresco (meglio in frigo) per qualche giorno.
Note:

  1. Se la farina di mandorle è molto fine questi primi due passaggi possono essere saltati; setacciare semplicemente la farina di mandorle e mescolarla con lo zucchero a velo.
  2. Non attendere di raggiungere i 121 °C poiché lo zucchero continua la sua cottura dentro il pentolino e si rischierebbe di cuocerlo troppo.
  3. Sacrificare un po' di meringa è necessario per rendere l'impasto più fluido e non smontare troppo la restante meringa al passaggio successivo.
  4. C'è chi indica che bastano 30 minuti, altri 3-4 ore. Il tempo in realtà è variabile in base alla temperatura e all'umidità. Il tempo di attesa giusto è quello necessario per fare in modo che quando si sfiora la superficie delle basi con un dito, questo non rimane affatto attaccato al dito. Siccome i miei tempi di essiccazione al fresco in montagna talvolta diventano biblici li metto vicini ad un ventilatore o nel forno con solo la ventola accesa.
Ricetta ispirata da quella di Christophe Felder su "Macarons, una tentazione irresistibile".
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Da tempo avevo promesso la pubblicazione di questa ricetta, ma sono riuscita a pubblicarla solo adesso.
Nel frattempo mi sono divertita a prepararli ancora e a provare qualche nuova variante.
Del resto c'è solo da lasciar andare la fantasia.
A presto!


Non mi è mai facile spiegare a parole il sapore di un piatto, soprattutto quando a questo si legano esperienze e vita vissuta.
Nel tentativo di trovare le parole per descrivere di che cosa sa questa galette, ho chiuso gli occhi per un secondo. In quest'attimo in cui il mio cervello ha vagato, mi sono stupita del risultato. La mia mente ha scovato un insieme di tanti sapori saldamente e irrimediabilmente fusi a quelli puri del piatto; sapori intensi e profondi: quelli dei ricordi.
Per la mia mente questo piatto sa di aria impregnata di carni alla brace, delizie abbrustolite, fritto di pesce e salsedine: un mix letale per chi era in viaggio dalla mattina, troppo intento a zonzolare in lungo e in largo su quel puntino sperso nell'Oceano Pacifico.
Sa di sole, caldo e di ultime roulottes che stanno terminando di allestire, mentre quelle poche già operative cercano di accalappiare i nostri stomaci famelici.
Sa di cartelli civetta con richiamo alla cucina francese, di tavolini rivestiti di tovaglie plastificate a quadrettoni, di gente che arriva e gremisce la piazza.
Sa di tramonto che disegna all'orizzonte colori e sfumature mozzafiato.

Galette con Roquefort, pere e noci ricetta senza glutine - buckwheat crepes with french cheese, pear and walnuts recipe

Sa di menù plastificati passati fra chissà quante altre mani, sa di street food.
Sa di posate e piatti unti, di bocconi e complimenti.
Ed ecco che finalmente sa di grasso del formaggio semifuso, di dolce della pera caramellata e di croccante delle noci, il tutto racchiuso in un rustico e ruvido scrigno di grano saraceno.


Sa di dolce, per chiudere in bellezza.
Sa di gaufre con panna montata, di salsa al caramello salato più buona del mondo, sa di gelato alla vaniglia.
Sa di pance felici, di passeggiata lungo il mare mano nella mano.


Galette con Roquefort, pere e noci

Preparazione: 15 min.Cottura: 10 min.Riposo: 2 ore
Porzioni: 4 galettes Kcal/porzione: 670 circa
Ingredienti:

Per le crêpes:
  • 160 g di farina di grano saraceno¹
  • 1 uovo
  • 250 ml di acqua
  • 1 pizzico di sale
  • 1 noce di burro
Per il ripieno:
  • 200 g di formaggio Roquefort²
  • 250 g di crème fraîche²
  • 40 g di gherigli di noci
  • 1 pera
  • 1 bicchierino di brandy
  • 40 g di burro fuso
Preparazione:

  1. Unire tutti gli ingredienti per le crêpes in un mixer e frullare tutto per qualche istante.
  2. Mettere il composto a riposare in frigo per almeno 2 ore.
  3. Pulire e tagliare la pera in cubetti di circa 1 cm e farli rosolare in una padella con del burro fuso. Appena prendono colore sfumare con il brandy e lasciarli appassire qualche istante, poi toglierli dal fuoco e metterli da parte.
  4. In una ciotola mescolare il Roquefort sbriciolato grossolanamente assieme alla crème fraîche per farlo rammollire un po'.
  5. Scaldare un'ampia padella antiaderente (ø 26 cm circa).
  6. Togliere dal frigo la pastella, mescolarla delicatamente e poi versarne un quarto sulla padella. Con un movimento del polso roteare la padella per uniformare la crêpe, oppure aiutarsi col classico bastoncino a T di legno.
  7. Quando iniziano a staccarsi i bordi, staccarla delicatamente dal fondo e capovolgerla sull'altro lato facendo molta attenzione che non si rompa.
  8. Versare sul centro un po' salsa al Roquefort e cospargerla con un cucchiaio, poi sparpagliare i gherigli di noci tritati e la pera tenuta da parte.
  9. Rivoltare i lati della galette verso il centro per ottenere la classica forma quadrata.
  10. Staccare delicatamente la galette dalla padella, salare e servire.
Note:

  1. Nel caso di persone intolleranti al glutine leggere attentamente l'etichetta del prodotto.
  2. Qualora non si abbiamo a disposizione questi ingredienti è possibile sostituire rispettivamente il Roquefort con Gorgonzola dolce e la crème fraîche con 250 ml panna da cucina densa (non liquida).
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Sa di ultima cena a Tahiti, del solito arrivederci.
Sa di sospiri, di nostalgia, di voglia di partire e zonzolare ancora.
Sa di bisogno di scoprire altri posti e assaggiare nuovi piatti per poter chiudere gli occhi ancora ed essere come là.
Ovunque esso sia.


Non so voi, ma praticamente ogni volta che mi sono trovata a che fare con ricette di base o scontate, è stato un fallimento epocale.
Vi ricordo per esempio:
  • l'epopea per ottenere la perfetta Japanese Cheesecake; cinque chili di ciccia e brufoli in più li devo solo a lei.
  • la lotta per la corretta coagulazione dei fiocchi per il cottage cheese; per Massi fu un vero bagno di latte, lo ricordo benissimo ancora.
  • l'inganno per immortalare finalmente in una foto la focaccia ai pomodorini; ancora grido al miracolo.
  • l'impresa per rendere cremoso il dulce de leche; se non fosse intervenuta la scienza qui di miracoli non se ne sarebbero proprio visti.

Mi piacerebbe poi parlarvi anche dei miei perfetti macarons, ma sono solo al tentativo numero ottocentoventiquattromilatrecentoventisette (se l'avessi scritto così "824327" non avrebbe reso l'idea della fatica) e, ma pensa un po', non sono ancora venuti.

La ricetta per la Pâte à choux, o Pasta per bignè, non mi ha fatto penare di meno. Ho provato e riprovato varie versioni, non ottenendo spesso il risultato sperato, forse più per la mia scarsa manualità ed esperienza, che per la composizione della ricetta in sé.
Siccome però dopo qualche tentativo andato a buon fine, quello che inizialmente si definisce miracolo può diventare invece una statistica, allora ho deciso di raccontarvi come faccio io questa pasta e quali sono le ricette che ho utilizzato, lasciandovi quella che mi sono segnata come quella mia ideale.
Ad ogni modo, non voglio illudervi con "ricetta garantita", "ricetta perfetta" e bla bla bla, anche con quelle gettonate dei più grandi maestri, mi sono ritrovata a volte con perfette schiacciatine.
Insomma, è una di quelle ricette la cui etichetta perfetta sarebbe - per citare Leonardo - "La sapienza è figliola dell’esperienza", il resto sono consigli e diciamocelo, un po' di fortuna.

Pâte à choux, impasto per preparare i bignè ricetta - classic puffs recipe

Portate pazienza se parto con un piccolo riassunto, ma visto che mi sono applicata tanto almeno ci lascio pure due concetti che potrebbero venirmi utili in futuro.

Ingredienti di base:

Acqua: è la base per il calcolo di tutti gli altri ingredienti. A volte può essere parzialmente sostituita con del latte.

Burro: parte grassa che permette ai bignè di gonfiarsi e formare quella bella camera all'interno. Permette inoltre di dare friabilità alla pasta, più ce n'è rispetto alla farina, più il risultato finale sarà sottile. Generalmente il suo quantitativo in peso varia dall'essere uguale ad acqua e farina per masse pesanti, fino a metà del peso della farina per masse più leggere. Il burro, o meglio la parte grassa, è fondamentale in questa ricetta per rendere la pasta estensibile.

Farina: come per gran parte dei prodotti da pasticceria occorre utilizzare una farina debole, perché una eccessiva presenza di glutine ostacolerebbe il rigonfiamento del bignè durante la seconda cottura (quella in forno per capirci). La quantità oscilla in peso a parità dell'acqua (massa pesante), a metà dell'acqua (massa leggera).

Uova: aggiunte solo dopo la prima cottura sono un elemento difficile da dosare che spesso si valuta ad occhio con la consistenza dell'impasto. Qui l'esperienza è fondamentale, anche se di solito si indica in peso lo stesso quantitativo dell'acqua. Un piccolo trucco per far gonfiare un po' di più il bignè in cottura è quello di aggiungere più albume che tuorlo rispetto alla dose indicata, per dare ancora più umidità all'impasto.

Sale e zucchero vengono impiegati in modeste quantità, per le nostre dosi casalinghe basta un pizzico per entrambi, ma per dosi industriali si può calcolare un peso che va dallo 0,5% all'1% del peso dell'acqua.

Nella seguente tabella vi riporto le ricette che ho impiegato e poi nello stampabile a seguire vi riporto la ricetta che oramai utilizzo per ottenere dei bignè come quelli in foto.


Fondamentali sono poi: occhio, manualità, esperienza, conoscenza del proprio forno. Insomma due robette da niente... ;-)

La pasta per bignè, ormai l'avrete capito, è quindi viva, non viene mai uguale e per una buona riuscita occorre sapersi regolare, ahimè, spesso a occhio.
Certo è che se uno non ha esperienza da qualche parte dovrà pur partire, no?
Qui di seguito riporto una ricetta da seguire alla lettera passo passo che secondo me potrebbe portare, anche coloro che sono alle prime armi, a discreti risultati.

Pâte à choux - Pasta per bignè

Preparazione: 40 min.Cottura: 25 min.Riposo: 15 min.
Porzioni: 30 bignè grossi Kcal/porzione: 65 circa
Ingredienti:

  • 240 g di acqua (o peso equivalente di latte e acqua)
  • 125 g di burro
  • 155 g di farina 00
  • 5 uova (270 g circa)
  • 2 g di zucchero
  • 1 pizzico di sale
Preparazione:

  1. Setacciare per due volte la farina in una ciotola. Accendere il forno a 230 °C in modalità statica.
  2. In un pentolino dal fondo spesso versare l'acqua, il burro a pezzettini, il sale e lo zucchero. Portare a ebollizione mescolando spesso.
  3. Al primo accenno di bollore versare tutta la farina in un solo colpo e mescolare con un cucchiaio di legno. Cuocere il composto fino a che non si sarà rappreso e avrà formato una palla che si stacchi bene dalle pareti del pentolino.¹
  4. Togliere il composto dal fuoco e lasciarlo intiepidire, ma non raffreddare del tutto.
  5. In una ciotola a parte sbattere le uova, poi unirle poco alla volta al composto intiepidito avendo cura di mescolare bene e di aggiungerne ancora solo quando sono state ben assorbite quelle versate in precedenza.²
  6. Aggiungere uova fino a che non si ottiene un impasto liscio, omogeneo, morbido come una crema densa. Se, quando si solleva con una marisa un po' di impasto, questo cade lentamente lasciando un triangolo sullo strumento allora la massa è pronta.³
  7. Trasferire il composto in un sac à poche con beccuccio liscio da 1 cm. Rivestire una teglia con carta forno e poi tenendo la sacca un po' inclinata (non deve essere perpendicolare al piano di lavoro) e ferma formare un bignè. Appena la dose è quella giusta desiderata (grosso o piccolo che sia) tirare con un colpo deciso il sac à poche verso l'alto per staccare l'impasto.
  8. Esaurire così tutto l'impasto cercando di ottenere tanti bignè della stessa dimensione.
  9. Inumidirsi un polpastrello con un po' d'acqua e passarlo sui ciuffetti rimasti sui bignè per appiattirli.
  10. Infornare la teglia e dopo 3-4 minuti abbassare la temperatura a 160 °C. Per evitare che i bignè si affloscino dopo la cottura aprire giusto un attimo il forno in modo da far uscire l'umidità in eccesso e per farli asciugare bene all'interno.
  11. Spegnere il forno una volta che saranno dorati, lasciarli ancora qualche minuto e poi estrarli per lasciarli raffreddare.
  12. Farcirli o friggerli in olio bollente e poi consumarli a piacimento.
Note:

  1. Non cuocere troppo il polentino perché si rischia di perdere troppa umidità da dover poi integrare con le uova. Una volta che la gelatinizzazione dell'amido è avvenuta si può togliere dal fuoco.
  2. Non lavorare troppo l'impasto perché si rischia di creare una maglia glutinica troppo in fretta.
  3. Questo passaggio sicuramente è regolato dall'esperienza. Trovare la giusta consistenza della massa è fondamentale per la buona riuscita di questa pasta.
  • Qualora la massa risultasse troppo asciutta aggiungere uova sbattute a occhio, se invece fosse troppo molla non aggiungere farina a crudo (non si gonfierebbero e saprebbero di frittata), ma preparare una seconda mezza dose di polentino a cui aggiungere il primo impasto mollo un poco alla volta.
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In bocca al lupo! :-)
Ciao, alla prossima!


Qualche giorno fa ho pubblicato la ricetta dello smoothie ai lamponi e avevo raccontato del fatto che il mio Massi provasse una certa avversione per la terminologia che utilizzo per i piatti che preparo o arnesi che uso.
In realtà semplicemente li chiamo con il loro nome proprio, ma pare che si tratti di dettagli che per il mio lui siano del tutto insignificanti e talvolta insopportabili a cominciare dal termine cocotte.
Ora, è bene che io ricordi che quasi tutti i post, prima di essere pubblicati, sono letti in anteprima proprio da lui che quindi dà pareri, trova errori, o mi dà consigli.
Mentre stava leggendo proprio il post dello smoothie in questione ha commentato: "Dai che lo so cos'è la cheesecake!"
E: "Hai ragione, ma tutto il resto?"
M: "Ma sì dai."
E: "Ok, facciamo la prova." (Mo mi diverto!)

E: "Quiche."
M: "Ehmmmm..."
E: "Vedi che ho ragione!"
M: "No dai, hai preso la più difficile. Riprova."

E: "Macaron."
M: "La so! Quelli buonissimi, ma che non ti vengono mai come dovrebbero venire."
E: "Sgrunt! Grazie per avermelo ricordato." :-/

E: "Croque-monsieur."
M: "Er toast!"

E: "Gaufres."
M: "Li ho mangiati in Belgio e ti ho comprato pure lo 'siiucr perlé.'"
E: "Oddio amò, ti ricordi per davvero allora!" :-)
Inizio a nutrire qualche speranza. Proseguo.

E: "Flan."
M: "Facile! E' un metodo di cottura."
E: "Ma noooo! Quello è il flambé!"
Scherzavo. La speranza vacilla.

E: "Mendiants."
M: "La so pure questa! Sono quei biscotti buonissimi."
Lo guardo storto.
E: "Biscotti? Sicuro?"
M: "Ah, no! Sono quei "cosi" di cioccolato. Però sul fatto che sono buonissimi avevo ragione."
Poi dice a me che le parole sono importanti...

E: "Galette."
M: "Cheeeee???"
Detto con un tale acuto che il cantante dei Cugini di Campagna è un basso.
E: "Ma come che? Galette. Galette complète. Galette bretonne complète."
Il vuoto. Gli leggo in faccia il vuoto più assoluto.
E: "Te l'ho preparata ieri, non ti puoi essere già scordato."
M: "Ahhhhh, la crêpe strana."

La crêpe "strana". Lo odio!
Le
Parole
Sono
Im-por-tan-ti!

Ricetta crepes di grano saraceno Galette bretonne complète recipe con uovo e prosciutto cotto

Galette bretonne complète

Preparazione: 15 min.Cottura: 10 min.Riposo: 2 ore
Porzioni: 4 galettes Kcal/porzione: 300 circa
Ingredienti:

Per le crêpes:
  • 100 g di farina di grano saraceno¹
  • 1 uovo
  • 250 ml di acqua
  • 1 pizzico di sale
Per il ripieno:
  • 200 g di prosciutto cotto affumicato in fette¹
  • 100 g di Gruyère grattugiato grossolanamente
  • 4 uova
  • Erba cipollina q.b.
  • 20 g di burro fuso
Preparazione:

  1. Unire tutti gli ingredienti per le crêpes in un mixer e frullare tutto per qualche istante.
  2. Mettere in frigo il composto a riposare per almeno 2 ore (più sta meglio è).
  3. Preparare sul tavolo tutti gli ingredienti del ripieno perché servono pronti all'istante, quindi prendere una padella antiaderente ampia e metterla sul fuoco più grande a scaldare. Eventualmente ungerla con carta assorbente imbevuta d'olio (io non lo faccio).
  4. Togliere dal frigo la pastella, mescolarla delicatamente e poi versarne un quarto sulla padella. Far roteare dal manico la padella con un movimento del polso per uniformare la crêpe o aiutarsi col classico bastoncino a T di legno.
  5. Non appena inizia a rapprendersi la superficie spennellarla con burro fuso. Rompere un uovo al centro e distribuire l'albume con una palettina facendo attenzione a non rompere il tuorlo.
  6. Farcire con prosciutto e formaggio e poi appena i lati della crêpe cominciano a staccarsi dalla padella rivoltarli verso il centro dando la forma quadrata classica della galette.
  7. Lasciare cuocere per un minuto o poco più e se si vuole un tuorlo più cotto coprire con un coperchio e attendere qualche istante in più.
  8. Staccare delicatamente la galette dalla padella, salare e servire con un poco di erba cipollina tritata.
Note:

  1. Nel caso di persone intolleranti al glutine leggere attentamente l'etichetta del prodotto.
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E: "Speculoos."
E' meglio che non metta la sua risposta. Potrebbero esserci dei minorenni in lettura. ;-)
E: "Clafoutis."
Silenzio.
E: "Pepparkakor."
Faccia da vuoto più assoluto.

Ma io per chi cucino?
*+%#@*-/$!#§¶*!
Cocotte! Cocotte! COCOTTE!


Sui social o sui blog ultimamente stanno spopolando le ricette per smaltire il cioccolato avanzato delle uova di Pasqua. Ce ne sono davvero tantissime.
Al che mi sono chiesta: ma solo a me non ne è avanzato nemmeno un pezzetto? Solo noi in famiglia siamo stati in grado di consumare quantità considerevoli di cioccolata e far sparire tutto senza lasciare la minima traccia? Neanche la benché minima briciola da poter smaltire?
Ebbene sì, è così: ce la siamo pappata tutta.

Nonostante che ne avessi nascosta in dispensa una buona scorta nel punto strategicamente raggiungibile solo tramite scalata di pensili e mensole, visto l'arrivo delle feste ne avevo comunque comprata un bel po', e anche mamma e babbo avevano contribuito regalandocene tantissima e per giunta di ottima qualità (...i soliti esagerati).
Tra uova, tavolette, ovetti e cioccolatini c'era da gridare "Si salvi chi può!" Eppure nel weekend di Pasqua tra smangiucchiamenti vari, pranzi e cene con ospiti e parenti l'abbiamo finita tutta. Pura gola, puro piacere per il palato.

Cioccolatini Mendiants al cioccolato bianco tradizionali francesi con frutta secca white chocolate praline recipe

Ora, siccome m'è preso un complesso di inferiorità da "cioccolata da smaltire finita" fate pure finta che la cioccolata impiegata per la ricetta qua sotto, io non l'abbia comprata appositamente per fare questi dolcetti solo per dire anche io: "se avete cioccolata che vi avanza ecco una ricetta utile dove poterla impiegare", e che sia avanzata per la nostra assoluta morigeratezza nelle vacanze pasquali.
E già che siamo proprio ai limiti dell'immaginabile, perché non supporre pure che questi dolcetti di tradizione natalizia lo siano anche di quella pasquale?
Per i curiosi tutta la storia dei mendiants l'avevo già raccontata qui.

La preparazione dei mendiants al cioccolato bianco è praticamente la stessa di quelli classici solo che occorre fare attenzione al temperaggio del cioccolato bianco.

Mendiants al cioccolato bianco

Preparazione: 20 min.Cottura: 10 min.Riposo: 10 min.
Porzioni: 30 mendiants circa Kcal/dolcetto: 50 circa
Ingredienti:

  • 200 g di cioccolato bianco¹
  • Gherigli di noce
  • Nocciole
  • Mandorle
  • Pistacchi
  • Uvetta
  • Fichi secchi
  • Pinoli
  • Bacche di Goji
  • Arance, albicocche, o frutta candita a piacere
Preparazione:

  1. Tritare grossolanamente tutto il cioccolato e farne fondere a bagnomaria 150 g.
  2. Mescolare fino al raggiungimento di una temperatura di 45 °C, ma non oltre o si rischia di bruciarlo.
  3. Togliere la pentola dal fuoco, unire il restante cioccolato e mescolare fino a farlo sciogliere completamente.
  4. Abbassare la temperatura al di sotto dei 27 °C (io lo porto a 26 °C) immergendo la coppa in acqua fredda continuando a mescolare.
  5. Riportare infine il cioccolato sul fuoco a bagnomaria fino a una temperatura di 29-30 °C.
  6. Con un cucchiaino prelevare poco cioccolato alla volta, lasciarlo cadere sulla carta forno e modellarlo per formare dei sottili dischetti di 4-5 cm di ø.²
  7. Prima che il cioccolato indurisca decorare con la frutta secca a piacere.
  8. Lasciare raffreddare e solidificare completamente prima di staccarli delicatamente dalla carta forno e poi servire.
Note:

  1. Nel caso di persone intolleranti al glutine leggere attentamente l'etichetta del prodotto.
  2. Per formare dei dischetti tondi assicurarsi di avere la carta forno ben distesa e, appena colata la cioccolata con l'aiuto del cucchiaino, dal centro fare dei piccoli movimenti circolari per distribuire meglio il cioccolato sui bordi.
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Dopo tutte queste ipotesi inverosimili una cosa è però certa: sono facilissimi, velocissimi e soprattutto buonissimi. :-)


Non sono una da panini, da pranzi a morsi o "agglomerati multipiano" che fatico ad addentare.
Non è una questione di gusti, né di snobbare il cibo fast food, è piuttosto la modalità del gesto, del come si affronta il pasto. Non so spiegare esattamente il motivo, ma raramente fra un hamburger e patatine fritte o un piatto di tortelli sceglierei di buttarmi sulla prima opzione.
Sottolineo raramente perché ogni tanto mi prendono le voglie.
Mi viene voglia di qualcosa di succoso, ricco, saporito: un paninazzo che deborda da tutti i lati mentre lo si addenta, che ti unge le dita e che ti fa rimpiangere che cotante calorie siano già finite in pochi bocconi.

Il blog sicuramente se ne è accorto visto che ho preparato burger di tonno e una collezione di croques: monsieur, madame, suisse, a cui adesso si aggiunge anche questo delizioso e succulento croque norvégien.

Panino con salmone affumicato e spinaci croque norvegien ricetta smoked salmon and spinach sandwich recipe

Ho trovato ben poche informazioni su questo sandwich se non che debba avere come componente imprescindibile l'impiego del salmone fresco o affumicato che sia. La mia nota personale è stata quella di aggiungere un po' di spinaci passati nel burro, che fanno bene e che col salmone fanno un bel connubio, il resto è praticamente standard.

Croque norvégien

Preparazione: 10 min.Cottura: 15 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 500 circa
Ingredienti:

  • 140 g di Gruyère
  • 8 fette di pane in cassetta integrale
  • 2 hg di salmone selvaggio affumicato a fette
  • 250 g di besciamella
  • 200 g di spinaci lessati strizzati
  • 20 g di burro
  • 2 spicchi d'aglio
  • Sale q.b.
Preparazione:

  1. Schiacciare gli agli e metterli a imbiondire in una padella col burro. Unire gli spinaci lessati, tritati e strizzati e far saltare il tutto per 5 minuti.
  2. Grattugiare il Gruyère grossolanamente.
  3. Tostare leggermente il pane in un tostapane. Disporre le fette su una leccarda ricoperta con carta forno e spalmare un cucchiaio di besciamella su quattro di esse.
  4. Spolverizzare con un po' di Gruyère, adagiare uno strato di spinaci e poi una fetta di salmone. Coprire con un cucchiaio di besciamella e un'altra spolverizzata di formaggio.
  5. Chiudere il sandwich con l'altra fetta di pane, spalmare sulla superficie un cucchiaio di besciamella, adagiare un'altra fetta di salmone e ricoprire con altra besciamella e una spolverizzata di Gruyère grattugiato.
  6. Infornare sotto il grill a 200 °C per circa 5 minuti, fino a che non si scioglierà bene il formaggio e si formerà una leggera crosticina in superficie.
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L'ho servito con una misticanza leggera condita con olio, sale e pepe.
Un'interessante variante all'impiego della besciamella è la crème fraîche, che si sa che col salmone va a nozze. Inoltre un ciuffetto di aneto per decorare ci sta benissimo (io purtroppo non lo avevo).


Che poi a guardarlo bene dopo tutti i fritti unti e bisunti che circolano in questi giorni nella blogosfera che festeggia il carnevale, a me, il mio paninazzo mi pare quasi pure light. ;-)
Enjoy!


Il Natale non poteva che essere l'occasione giusta per preparare una ricetta che avevo adocchiato ormai da un po' di tempo: i mendiants, famosi e deliziosi dolcetti francesi ricoperti di frutta secca.

In francese mendiants significa "mendicanti". Incuriosita dall'origine del nome sono andata a dare un'occhiata alla loro storia. Non ho trovato una versione sola, ma ben tre, tutte in ogni caso associate agli ordini monastici francesi che avevano fatto voto di povertà e carità, mendicanti appunto.
A voi la scelta di quella che piace di più:
1) Il "Dictionnaire général de la cuisine française ancienne et moderne" racconta che Padre André Le Boullanger associò durante un sermone un tipo di frutta secca a ciascun ordine mettendo in risalto il lato negativo di ciascuno: i cappuccini all'uva passa, i domenicani alle mandorle avariate, i carmelitani scalzi a nocciole vuote e i récollets ai fichi secchi.
2) Un'altra storia collega il colore di ogni tipo di frutta secca impiegata al colore di tonaca dei quattro ordini monastici francesi: l'uvetta agli agostiniani, i fichi secchi ai carmelitani, le mandorle ai domenicani e le nocciole ai francescani.
3) L'ultima racconta che i frati mendicavano porta a porta e ciò che raccoglievano erano alcune monete sì, ma soprattutto frutta o frutta secca. Col passare dei secoli questa pratica portò ad associare il monaco alla frutta secca e infine al nome della cialdina di cioccolato.

Questi dischetti peccaminosi al cioccolato costituiscono uno dei tredici dolcetti della tradizione natalizia provenzale. Tredici non a caso poiché rappresentano simbolicamente Gesù e i suoi dodici apostoli.

Mendiant fatti in casa cioccolatini con frutta secca ricetta - dried fruit chocolates recipe dolcetti natalizi francesi

Non solo regalano un'aria di festa alla tavola e ovviamente al palato, ma sono anche un ottimo regalino per parenti e amici golosi. Inoltre sono molto facili da preparare, richiedono poche accortezze e pochi ingredienti; la decorazione è poi tutta gusto e fantasia.

Mendiants

Preparazione: 20 min.Cottura: 10 min.Riposo: 10 min.
Porzioni: 30 mendiants circa Kcal/dolcetto: 45 circa
Ingredienti:

  • 200 g di cioccolato fondente¹
  • Gherigli di noce
  • Nocciole
  • Mandorle
  • Pistacchi
  • Uvetta
  • Fichi secchi
  • Arance, albicocche, o frutta candita a piacere
Preparazione:

  1. Tritare grossolanamente tutto il cioccolato e farne fondere a bagnomaria 150 g.
  2. Mescolare fino al raggiungimento di una temperatura di 50 °C, ma non oltre o si rischia di bruciarlo.
  3. Togliere la pentola dal fuoco, unire il restante cioccolato e mescolare fino a farlo sciogliere completamente.
  4. Abbassare la temperatura al di sotto dei 28 °C (io lo porto a 26 °C) immergendo la coppa in acqua fredda continuando a mescolare.
  5. Riportare infine il cioccolato sul fuoco a bagnomaria fino a una temperatura di 29,5 °C.
  6. Con un cucchiaino prelevare poco cioccolato alla volta, lasciarlo cadere sulla carta da forno e modellarlo per formare dei sottili dischetti di 4-5 cm di ø.
  7. Prima che il cioccolato indurisca decorare con la frutta secca a piacere.
  8. Lasciare raffreddare e solidificare completamente prima di staccarli delicatamente dalla carta forno e poi servire.
Note:

  1. Nel caso di persone intolleranti al lattosio o al glutine leggere attentamente l'etichetta del prodotto.
  • I passaggi da 1 a 4 sono utili affinché non si formi la antiestetica patina biancastra che talvolta si crea per una non corretta cristallizzazione del burro di cacao.
  • N.B.: qualora si utilizzassero cioccolato al latte, o bianco, le temperature da rispettare sono diverse da quelle indicate e rispettivamente di 29 °C e 30 °C.
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Come ho scritto esistono numerose varianti in funzione del cioccolato impiegato. Altrettanto buoni anche se decisamente più dolci sono quelli al cioccolato bianco.


La tradizione natalizia provenzale indica quattro tipi di frutta da impiegare ma ovviamente ci si può sbizzarrire secondo i gusti. E poi perché gustarli solo a Natale? Sono buonissimi e bellissimi da gustare tutto l'anno. :-)


Quando poco più di tre settimane fa Massi è arrivato in casa con un secchio colmo di ciliegie e un paio di queste attaccato penzoloni ad un orecchio, non ci potevo credere.
Le davo per perse ormai.
La pianta dietro casa non aveva dato frutti, come del resto praticamente tutte quelle qua nella zona.
La stagione balorda, piovosa e fredda (soprattutto qua in montagna) ci aveva rovinato il raccolto.
Eppure una pianta (una!), quella di mio suocero biologicissima nei campi, ha tenuto duro e con non poco ritardo ci ha voluto regalare comunque un buon raccolto.
Le prime le abbiamo mangiate così, una dietro l'altra, fino a pancia piena.
Poi ho deciso di preparare un dolce per noi e i miei suoceri (che ci hanno regalato questo ben di natura): un leggero e morbido clafoutis di ciliegie.

Clafoutis di ciliegie ricetta facile e veloce - light cherry clafoutis easy recipe

So che sono un po' in ritardo per il tempo delle ciliegie ma se combiniamo la stagionalità della montagna, la stagione balorda e i miei tempi lunghi di preparazione di un post, questa ricetta rischiavo davvero di pubblicarla per Natale, quindi non mi lamento. Voilà come l'ho preparato:

Clafoutis di ciliegie

Preparazione: 15 min.Cottura: 40 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 8 Kcal/porzione: 200 circa
Ingredienti:

  • 500 g di ciliegie
  • 100 g di zucchero di canna
  • 80 g di farina 00
  • 300 ml di latte intero
  • 3 uova
  • 1 baccello di vaniglia
  • 1 cucchiaio di brandy
  • 1 noce di burro per ungere la teglia
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato
  • Zucchero a velo per la decorazione
Preparazione:

  1. Incidere il baccello di vaniglia, estrarne i semi e mettere a scaldare il latte con i semi e il baccello. Fare sobbollire per un paio di minuti e poi spegnere il fuoco e lasciare raffreddare.
  2. Nel frattempo snocciolare le ciliegie, imburrare una teglia, o pirofila con ø 24 cm e cospargere il fondo con un poco di zucchero.
  3. Distribuire uniformemente le ciliegie sul fondo della pirofila.
  4. Togliere il baccello di vaniglia dal latte raffreddato (si possono mettere anche direttamente i semi nel composto di uova ma io trovo che il dolce prenda ancora più sapore per cui lo faccio prima).
  5. Montare le uova con il restante zucchero, unire a filo il latte e il brandy alternando con la farina setacciata fino a ottenere una crema liscia e omogenea.
  6. Versare il composto intorno alle ciliegie (non sopra, così rimarranno più evidenti) e infornare a 180 °C per 40 minuti, o almeno fino a che non si vedrà che il centro del dolce sarà cotto.
  7. Una volta pronto e raffreddato cospargere la superficie con zucchero a velo e servire.
Note:

Conservare in frigo.
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Spazzolato! E mia suocera lo ha adorato. :-)


Eccole qua le ciliegie che sono rimaste da fotografare dopo l'abbuffata e la preparazione del dolce.



Questa è una ricetta che ho trovato in una vecchia rivista di cucina di mia mamma. Se non sbaglio, perché ho solo il ritaglio, si tratta di "Cucina Moderna". Mi aspettava nel librone cartaceo delle ricette da provare da tempo e non vedevo l'ora di assaggiarla. L'occasione giusta è arrivata proprio in questi giorni con gli ultimi piccoli porri di stagione da smaltire.
Si tratta di un secondo light, povero quindi di grassi ma comunque ricco di gusto, insomma guilt free!

Clafoutis ai porri ricetta facile, veloce e light vegetariana - veggie leek cake

Clafoutis di porri

Preparazione: 15 min.Cottura: 40 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 220 circa
Ingredienti:

  • 400 g di porri piuttosto piccoli
  • 3 uova
  • 40 g di farina 00
  • 150 ml di latte intero
  • 50 g di Parmigiano Reggiano
  • 1 litro di brodo vegetale (o in alternativa acqua)
  • Noce moscata a piacere
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • Sale q.b.
Preparazione:

  1. Pulire e lavare i porri. Privarli di gran parte della parte verde (o se preferite tutta), tagliarli a metà nel senso della lunghezza e sciacquarli ancora per sicurezza.
  2. Portare a ebollizione il brodo vegetale (in alternativa va benissimo anche solo acqua) e far cuocere i porri a fuoco moderato per 10 minuti.
  3. Nel frattempo in una ciotola mescolare al latte, la farina setacciata, il formaggio grattugiato e le uova ben sbattute.
  4. Unire poi un pizzico di noce moscata e il sale. Formare una pastella omogenea.
  5. Ungere poi una teglia con l’olio, adagiarvi sopra i porri ben scolati e poi coprire il tutto con la pastella preparata. Infornare in forno preriscaldato a 200 °C per 30 minuti.
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C'est avec le plus grand plaisir que aujourd'hui Flâner... en cuisine! va présenter une de ses soupes préférées, une de celles qu'on aime et qu'on ne peut pas arrêter de manger. On doit donc la présenter comme il faut.

Mesdames et Messieurs,

Flâner... en cuisine! a l'honneur de vous présenter la plus appréciée et célèbre des soupes françaises:
la soupe à l'oignon (gratinée)!

Soupe à l'oignon gratinée recette - Zuppa di cipolle gratinata ricetta - french onion soup recipe

Soupe à l'oignon gratinée (Zuppa di cipolle)

Preparazione: 20 min.Cottura: 70 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 6 Kcal/porzione: 310 circa
Ingredienti:

  • 500 g di cipolle bianche mondate
  • 50 g di burro
  • 1-1,5 l di brodo vegetale (nella ricetta tradizionale francese va bene anche solo acqua)
  • 30 g di farina 00
  • 100 g di Gruyère
  • 250 g circa di pane tipo baguette
  • Sale q.b.
  • 1 bicchiere di vino bianco (facoltativo)
  • Prezzemolo per decorazione (facoltativo)
Preparazione:

  1. Affettare molto sottili le cipolle e metterle a soffriggere con gran parte del burro.
  2. Lasciare cuocere a coperchio chiuso per almeno 30 minuti, sino a che non saranno ben appassite.
  3. Aggiungere la farina (eventualmente il vino) e lasciare ritirare.
  4. Aggiungere il brodo e il burro rimanente e mescolare. Cuocere ancora per almeno 30 minuti. Regolare di sale e pepe.
  5. Intanto che la zuppa cuoce grattugiare il Gruyère grossolanamente e preparare i crostini tagliando la baguette a fette spesse circa 1–1,5 cm e mettendoli sotto il grill del forno. Farli tostare bene.
  6. Versare la zuppa di cipolle nelle coppe e coprirla fino a chiudere i bordi con i crostini; cospargere tutta la superficie con il Gruyère grattugiato. Eventualmente in mancanza delle coppe si può fare questa operazione direttamente nella pentola.
  7. Adagiare le coppe su una placca da forno e infornare a 150 °C in modalità grill sino a che il formaggio non si sarà fuso e avrà preso un colore dorato.
  8. Estrarre dal forno e cospargere la superficie con qualche fogliolina di prezzemolo (che può comunque essere omesso).
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Il colore bruno rossiccio caratteristico di questa zuppa è dovuto alla lunga cottura delle cipolle nel burro nella prima fase di preparazione.


Un'altra cosa che ci tengo a dire è che su Facebook un gruppo di amiche blogger sta organizzando una mega reunion a Roma e questo è il banner per pubblicizzare l'evento.


Sul blog di Vaty potrete trovare altre utili informazioni qui. :-) Affrettatevi perché il tempo è pochissimo!


Ed io per il pranzetto mordi e fuggi dello scorso post mi sono preparata il Croque-madame, questo "leggerissimo" sandwich imbottito e con un bell'uovo fritto sopra.
Ovviamente questi toast sono personalizzabili e ne esistono moltissime versioni, come il Croque-mademoiselle (versione light con insalatina), il Croque norvégien (con salmone), il Croque provençal (con pomodoro) e tanti altri ancora, bastano solo un po' di fantasia e gli ingredienti di base.

Croque-madame toast prosciutto e uovo ricetta francese sandwich perfect recipe

Croque-madame

Preparazione: 10 min.Cottura: 10 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 570 circa
Ingredienti:

  • 200 g di formaggio Gruyère (o in alternativa Emmental)
  • 8 fette di pancarrè
  • 2 hg di prosciutto cotto
  • 250 g di besciamella
  • 4 uova
  • Sale e pepe q.b.
Preparazione:

  1. Accendere il forno e grattugiare il Gruyère grossolanamente.
  2. Disporre su una placca da forno ricoperta con carta forno le fette di pancarrè e spalmare un cucchiaio di besciamella su ognuna di esse.
  3. Adagiare poi una fetta di prosciutto cotto e aggiungere altro Gruyère grattugiato.
  4. Chiudere il sandwich con l'altra fetta di pancarrè.
  5. Spalmare sulla superficie un cucchiaio di besciamella e ricoprire con una spolverizzata di Gruyère grattugiato.
  6. Infornare sotto il grill a 180 °C per circa 3 o 4 minuti, fino a che non si scioglierà bene il formaggio e si formerà una leggera crosticina in superficie.
  7. Servire ben caldo con l’uovo sopra cotto a parte in un padellino e mettere un pizzico di sale e pepe sul tuorlo.
Note:

In mancanza della besciamella o di tempo per la sua preparazione, si può sostituirla con una spalmata di burro.
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M: "Ho fame ed è tardissimo! Tra venti minuti dobbiamo uscire ancora! Ci prepariamo un boccone al volo, magari un toast velocissimo?"
E: "OK, preparo io qualcosa. Vediamo che mi invento."

Siamo sempre di corsa e questo fa sì che la vita si riduca ad un puzzle di cose da fare che si combinino perfettamente l'una con l'altra, altrimenti salta tutto. Spesso però salta anche la nostra testa. Non è infrequente anche mangiare un boccone alla svelta per scappare in giro a destra e a manca. E allora cosa preparare di sfizioso in tempi record, accontentando il palato fino di un moroso affamato?

Tic-tac-tic-tac-tic-tac...

E: "E' prontoooo!"
M: "Di già? Non ho fatto in tempo nemmeno a preparare la borsa! E che profumino! Che hai preparato?"

Ed è qui che si vede cosa fa la differenza!

E: "Ti ho preparato un Croque-monsieur."
M: "Un che?!?!? Ma non avevamo detto un toast?"
E: "Sì, eccotene qua uno speciale!"
M: "Eh ma non vale. Se lo dici in francese fa tutto un altro effetto... "
E: "E assaggia sto francese allora!"
M: "Umh. Eh no, altro che toast. Sto crokmessié è 'na bontà! E chi l'avrebbe mai detto... sti francesi!"

Missione speedy lunch compiuta!

Croque-monsieur toast prosciutto ricetta sandwich perfect recipe

Croque-monsieur

Preparazione: 5 min.Cottura: 10 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 490 circa
Ingredienti:

  • 200 g di formaggio Gruyère (o in alternativa Emmental)
  • 8 fette di pancarrè
  • 2 hg di prosciutto cotto
  • 250 g di besciamella
Preparazione:

  1. Accendere il forno e grattugiare il Gruyère grossolanamente.
  2. Disporre su una placca da forno ricoperta con carta forno le fette di pancarrè e spalmare un cucchiaio di besciamella su ognuna di esse; adagiare poi una fetta di prosciutto cotto e aggiungere altro Gruyère grattugiato.
  3. Chiudere il sandwich con l'altra fetta di pancarrè.
  4. Spalmare sulla superficie un cucchiaio di besciamella e ricoprire con una spolverizzata di Gruyère grattugiato.
  5. Infornare sotto il grill a 180 °C per circa 3 o 4 minuti, fino a che non si scioglierà bene il formaggio e si formerà una leggera crosticina in superficie.
  6. Servire questi succulentissimi paninozzi immediatamente.
Note:

Eventualmente per chi non avesse a disposizione né tempo, né la besciamella si può optare per una spennellata di panna o burro sulle fette di pancarrè e poi procedere come nella preparazione sopra descritta.
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M: "Ma... e tu che ti sei preparata?"
E: "Io? Il Croque-madame!"
M: "Io oggi non capisco proprio come parli, però sembra proprio buono! Fai assaggiare?!"

E per l'assaggio ci vediamo alla prossima puntata. :-)


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