Enjoy food, travels and life

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"Sto bene a casa mia", "Di questi tempi non è sicuro", "Ci vogliono tanti soldi" sono le ragioni (o anche scuse, dipende un po' dai casi) che mi raccontano in molti sul fatto che loro non viaggiano o non amano viaggiare.
Una delle migliori che ho sentito recentemente è stata: "Tanto quei posti oramai si possono vedere anche in TV e spesso anche meglio che dal vivo, non serve nemmeno che ti muovi più".
Caspiterina! E' proprio vero!
O meglio, per certi versi...
Perché è vero che ci sono dei servizi in TV, o online che permettono di vedere luoghi in modo approfondito, raccontando dettagli, aneddoti e storie che talvolta sfuggono anche allo zonzolatore più incallito. Addirittura può succedere che si possano cogliere sfumature che magari non si acchiappano sul momento, oppure che semplicemente per il tempo e le risorse a disposizione non possono essere viste. Per di più una zonzolata che richiederebbe tre giorni viene invece sapientemente montata e condensata in un'ora o poco più di trasmissione.
Le troupe televisive riescono a fare dei lavori veramente incredibili e io ne rimango spesso incantata, ammirata e invidiosa.
Ma è anche vero che ci sono ancora molte cose che non possono essere trasmesse e che solo viaggiando fisicamente si possono apprezzare: in primis il vivere il posto (dettaglio mica da poco eh!), poi ci sono i contesti, le sfaccettature soggettive che ognuno di noi percepisce in modo così personale e differente (io e Massi per esempio sebbene che viviamo le stesse identiche esperienze torniamo a casa con una marea di ricordi differenti che ci permettono quando ci confrontiamo di far riemergere dettagli incredibili) e che la TV inevitabilmente uniforma, e infine, cosa non di minore importanza, profumi e sapori.
Se infatti siamo riusciti a poter regalare ad uno spettatore seduto l'esperienza visiva di una città o di un luogo sperduto o inaccessibile (come anche lo Spazio), non siamo ancora riusciti a far arrivare profumi e sapori che caratterizzano un posto o un piatto tipico.
Io amo viaggiare anche per questo.
Amo viaggiare perché vivo una nuova vita ad ogni viaggio.
Amo lo zonzolare attivando tutti i miei sensi.
E ogni volta scopro nuove sfaccettature, nuove sensazioni, immagazzino nuovi ricordi, faccio esperienza sulla mia stessa pelle, sulle mie stesse papille. Ed è fantastico!
La sensazione del tempo si dilata, come quando da bambini il giorno, essendo così ricco di esperienze nuove, veniva percepito come qualcosa di lunghissimo. Un mese passato a zonzolare vale tre mesi di vita normale e più o meno sei passati in ufficio a lavorare. (Dati Elena-Istat 2017)

Se con il post su Santiago del Cile sono riuscita a farvi vedere in pochi spunti e immagini quanto possa essere bella la città e le sue attrazioni, facendovi un pochino zonzolare con me sperando che la curiosità vi ci porti proprio fisicamente, altrettanto non posso fare per quello che abbiamo mangiato e bevuto.
Come ve lo spiego di cosa sa il Mote con huesillo qua sotto?

Mote con huesillo bevanda tipica cilena mangia e bevi ricetta facile drink wheat and peach chilean drink recipe

Far vedere la foto può dare già una buona idea della sostanza, ma spiegare il sapore è tutt'altro che facile oltre che sempre molto soggettivo.
Beh, vale la pena di provarci. Vado!

Il Mote con huesillo (letteralmente "Grano con pesche") è un mangia e bevi tipico cileno che viene consumato abitualmente. Si serve sempre fresco (sui 4-6 °C) in un bicchiere alto e stretto con un cucchiaino già infilato dentro. Si compone principalmente di tre cose: un primo strato sul fondo di grano cotto, una o due pesche disidratate e reidratate cotte e il succo di cottura di quest'ultime.
Si mangia cercando di staccare la pesca o pezzi della pesca dal nocciolo (a volte si trovano anche le versioni snocciolate - ma comunque con pezzi interi della frutta), alternando bocconi di grano a sorsi di sciroppo.
Il grano è semplicemente lessato in acqua, ha una consistenza morbida ma non sfatta, la pesca invece è dolce, morbidissima, polposa e succosa: si scioglie in bocca. Il succo da bere è in sostanza uno sciroppo (quindi più denso di un semplice tè - contrariamente a quanto mi sembrava prima di assaggiarlo) forse troppo dolce per la cultura e i palati italiani, ma in linea con la caratteristica dolcezza dei dolci sudamericani.
Il gusto è veramente molto buono e nel complesso, essendo una bevanda fresca, è gradevole e perfetto per le giornate estive.

Mi è piaciuto e stupito così tanto che tornata a casa ho voluto rifarlo.
E se cercare di far capire il vero sapore scrivendolo in un post è già molto difficile, replicare in Italia una ricetta di cui dispongo della metà degli ingredienti è praticamente una missione impossibile.
Eppure ci ho provato e il risultato non è stato proprio tanto diverso, anzi, affatto male. Ad ogni modo vi riporto la ricetta originale, sia mai che possiate trovare tutti gli ingredienti.
Dal canto mio vi dico che non ho trovato la chancaca (leggi nota ricetta per sapere cosa è) e le pesche intere disidratate e mi sono arrangiata rispettivamente con zucchero di canna (che è quasi la stessa cosa) e pesche sciroppate.

Mote con huesillo

Preparazione: 10 min.Cottura: 60 min.Riposo: 10 ore
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 530 circa
Ingredienti:

  • 8 pesche essiccate intere¹
  • 200 g di grano precotto
  • 170 g di zucchero di canna
  • 50 g di chancaca (in panetto)²
  • 1 stecca di cannella
Preparazione:

  1. Mettere in ammollo per almeno una notte le pesche disidratate in poco meno di un litro di acqua.
  2. La mattina seguente scolare le pesche e preservarne il succo.
  3. Cuocere il grano e una volta pronto, scolarlo e metterlo a raffreddare in frigo.
  4. In una casseruola ottenere un caramello cuocendo una modesta quantità di acqua e lo zucchero di canna. Una volta indorato unire il succo delle pesche un poco alla volta, poi la chancaca e la stecca di cannella. Unire infine anche le pesche, portare a ebollizione e lasciare cuocere per almeno 45 minuti o un'ora.
  5. Spegnere la fiamma e lasciare raffreddare completamente nel più breve tempo possibile.
  6. Una volta che sia il succo e le pesche che il grano saranno ben freddi, comporre il mangia e bevi disponendo in ciascun bicchiere prima il grano, poi due pesche e infine il succo fino a coprirle completamente.
  7. Servirlo immediatamente o conservarlo in frigo.
Note:

  1. In Italia sono un ingrediente non comune ed è possibile che sia complicato trovarle. In sostituzione si può provare con delle pesche sciroppate come ho fatto io (partendo direttamente dal passaggio 3)). Il risultato non è identico ma molto molto simile.
  2. La Chancaca, o anche Panela (o tanti altri nomi a seconda del Paese), non è altro che una grande "zolletta" di saccarosio ottenuto dallo zucchero di canna. Anche in questo caso non è sempre facile reperirla. Se non se ne dispone è possibile sostituirla con l'equivalente in peso di zucchero di canna, o per chi non ama troppo il dolce marcato (caratteristica di molti dolci sudamericani) ometterla del tutto.
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Io ci ho provato a spiegarvi il Mote con huesillo, questo mangia e bevi tipico cileno davvero delizioso, ma per chi fosse curioso, beh non resta che assaggiarlo in una bella zonzolata in Sud America. :-)


Gli parlo del menù della giornata giusto per organizzarmi coi tempi e con la spesa e lui fissa il vuoto con sguardo vacuo.
Una, due, massimo tre (OK... forse anche quattro) parole un pochetto strane e lui scuote la testa esausto.
Lo guardo con faccia interrogativa, lui trattiene a stento un sorriso e poi come sempre in questi casi parte:
"Ma come parli? Ma come parliii??? Le parole sono importanti!"

Alla parola smoothie il mio Massi non ha retto ed è partito con il Moretti reloaded di casa Zonzolando.
Ma come dargli torto?
Non ci capisce più niente poveretto.
Ha avuto anche troppa pazienza.
Dopo cocotte (parola che lui odia e che io gli ficco in ogni frase anche se non serve ;-) ), quiche, macaron, croutage, gaufres, sucre perlé, laugenbrot, tartare, moussaka, labneh, bisque, baba ghanoush, flan, curd, ratatouille, pancakes, bliny, hummus, confit, alfajores, soufflé, clafoutis, mendiants, pepparkakor, speculoos, croque monsieur, madeleines, vinaigrette, galette e tanto, ma tanto altro ancora, era inevitabile che prima o poi mi sbottasse contro.

Al che gli spiego più o meno che cosa è sto smoothie e lui mi risponde:
"Ma che è? Un frullato?"
Apriti cielo!
E: "Ahhh! E poi sei tu che mi dici che le parole sono importanti? Un frullato è un frullato, uno smoothie è uno smoothie. Mi pare chiaro no?"
M: "E quindi che differenza c'è?"
E: "Eh! Ovvio!"
E mo che gli dico? Mumble... mumble... mumble...
E: "Hai presente quando metti la frutta nella cocotte e poi unisci sempre nella cocotte anche un po' di zucchero che prendo da quell'altra cocotte..."
M: "OK, OK, non lo voglio sapere. Uhm... lo assaggio quando l'hai fatto!"

Cocotte I love you! ❤︎

Smoothie alla frutta ai lamponi bevanda con yogurt magro raspberry smoothie recipe light fresh

Chiara un corno la differenza. Facendo delle frettolose ricerche sul Web mi pare che non ci sia molta chiarezza sull'argomento e nemmeno un confine ben preciso fra le parole: smoothie, frullato e frappè.
Approfondisco da me un pochino e mi faccio il mio personale vademecum di differenza qui. Se ci becco bene, se non ci becco qui si riporta il personale zonzo-glossario del blog.

Frullato: bevanda liquida a base di frutta (o verdura) frullata con aggiunta di latte e servita fresca o a temperatura ambiente.

Frappè: bevanda liquida, ma più densa rispetto al frullato, a base di frutta (o verdura, o cacao o altro) frullata con aggiunta di latte e ghiaccio tritato.

Milkshake: bevanda semiliquida, a base di frutta (o verdura, o cacao o altro) frullata con aggiunta di gelato e/o ghiaccio tritato.

Smoothie: bevanda semiliquida, a base di frutta (o verdura, o cacao o altro) frullata con aggiunta di yogurt (intero o magro) e/o ghiaccio tritato.

A parità di peso il frappè è quindi quello più light seguito in ordine dal frullato e dallo smoothie, mentre il milkshake risulta più calorico perché contenente gelato.

Beh, eccolo qua lo smoothie incriminato. Poverissimo di grassi, è un concentrato di vitamine, proteine, ma soprattutto di freschezza e tanto gusto.

Smoothie ai lamponi

Preparazione: 5 min.Cottura: nessunaRiposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 65 circa
Ingredienti:

  • 250 g di yogurt bianco magro
  • ½ banana matura
  • 60 g di lamponi congelati
  • 30 g di zucchero muscovado
  • ½ cucchiaino di estratto di vaniglia
Preparazione:

Unire tutti gli ingredienti in un mixer e frullare tutto alla massima velocità per qualche secondo, poi versare lo smoothie nei vari bicchieri e consumare immediatamente.
Note:

Si conserva in frigo in un contenitore chiuso per qualche giorno.
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E: "Allora, ti è piaciuto lo smoothie?"
M: "Sì, buonissimo. Certo che se non me lo mettevi in sta boccia era meglio."
E: "Okay, la prossima volta te lo servo in cocotte." ;-)
M: "Ahhh! Ma come parli? MA COME PARLIII??? Le parole sono importanti!"
E io nel mio piccolo penso:
"OK, il mio ironman è umano. Almeno uno sano di mente in casa c'è." :-)


Finalmente! Ormai non speravo più di riuscire a pubblicare questa "ricetta". Tutti i blog l'hanno pubblicata mesi or sono, ma si sa che dall'alto dei nostri mille metri di quota fiori, frutta e verdura di stagione arrivano sempre con un certo ritardo. E siccome è la natura che comanda rispettiamo i suoi tempi e aspettiamo pazientemente.

Domenica scorsa passeggiando con il nostro cagnolone dolcissimo (per chi non lo ricorda eccolo qua) sono passata in mezzo a meravigliosi campi fioriti di ogni varietà e colore ma dove solo uno era il profumo che la faceva da padrone, ossia quello inconfondibile, dolciastro e buonissimo dei fiori del sambuco.
Ho visto delle belle infiorescenze nei rami più alti, le ho prese e portate a casa.

Da domenica anche la nostra casa profuma di sambuco e mio suocero sapendo che mi piace tanto me ne porta (o me lo fa portare dai miei nipotini) di fresco ogni due giorni e così a distanza di una settimana, oltre ad aver messo in cantiere altri tre barattoli come questo qua sotto, ho sempre dei fiori freschi in casa che rinfrescano l'ambiente e che rallegrano la tavola.

Preparare in casa Sciroppo di fuori di sambuco bevanda dissetante e depurativa - elderberry flowers syrup homemade recipe

Sciroppo di fiori di sambuco

Preparazione: 20 min.Cottura: 20 min.Riposo: 3 giorni
Porzioni: 1 litro circa Kcal/100 ml: 280 circa (versione 2)
Ingredienti:

  • Fiori di sambuco freschi a volontà
  • 3 limoni biologici
  • 200 g di zucchero (Versione 1) - 1 kg di zucchero (Versione 2)
  • Acqua q.b.
Preparazione:

Innanzitutto una precisazione: è meglio scegliere i fiori in zone libere da inquinamento e nelle parti più alte e aerate della pianta in modo che la pioggia o il vento abbiano pulito maggiormente i fiori.

Una volta raccolti, pulirli dalle parti più verdi e dai gambi e adagiarli all'interno di un barattolo pressando man mano che si riempie. Intervallare i fiori a fette di limone.
Eventualmente, invece che tagliare a fette i limoni, si può prima tagliare la scorza gialla e poi unire il succo del limone in modo da evitare la parte bianca più amara del limone.

Comprimere bene e riempire con acqua affinché sia tutto ben coperto.
Mescolare per amalgamare il tutto.
Chiudere ermeticamente e lasciarlo in frigo per 3 giorni, massimo 4.

Trascorso questo tempo filtrare il contenuto del barattolo in un altro recipiente strizzando bene ciò che resta, magari aiutandosi con una garza.

A questo punto ci sono due strade (Versione 1 e Versione 2) a seconda del tipo di conservazione che si intende seguire:
  1. Sciroppo congelato (Versione 1):
    Se si decide di congelarlo basta aggiungere al liquido filtrato lo zucchero. Noi ne mettiamo solo 200 g e assaggiamo per vedere se il gusto ci piace, eventualmente se troppo acido ne aggiungiamo ancora.
    Mescolare bene e invasare in appositi recipienti per freezer ben puliti. Questo metodo è più rischioso dal punto di vista igienico, ma se si è sicuri della materia prima risulta più veloce e meno zuccherino. Non è un vero e proprio sciroppo, ma si ottiene una bevanda fresca e dissetante. Da questa versione ho ottenuto un litro di sambuco.

  2. Sciroppo in barattoli o bottiglie (Versione 2):
    Trasferire il liquido in una pentola antiaderente, unire un chilo di zucchero e portare a ebollizione per almeno 10 minuti. Togliere dal fuoco, imbottigliare o invasare in contenitori sterili, chiudere e conservare in un luogo fresco e al buio. In questo caso lo sciroppo risulta più denso e corposo.
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In entrambi i casi questo sciroppo va diluito con acqua. Generalmente facciamo 1 parte di sambuco per 3 parti di acqua (versione 1), oppure 1 parte di sambuco per 6 parti di acqua (versione 2) per cui le calorie scendono.

E' ottimo e rinfrescante.



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