Enjoy food, travels and life

Visualizzazione post con etichetta Belga. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Belga. Mostra tutti i post


Conduce: Piero Angeloso

Buonasera e bentrovati.
Questa sera parleremo del logo di un blog celeberrimo, il logo del blog Zonzolando.
Questo blog, che conta ogni ora milioni di visitatori da tutto il mondo, tratta principalmente dei piaceri del cibo e della buona cucina, di zonzolate vicine e lontane, estendendo i suoi orizzonti fino ai confini dell'immaginario umano. Più volte preso di mira dalla critica per lo scarso senso dell'umorismo e per la carente fantasia e impegno profuso nella redazione dei testi, ha sempre reagito con pessima nonchalance respingendo con forza anche tutte le accuse - ritenute assolutamente infondate - di megalomania.
Il logo associato al concept zonzoloso del blog è tanto inequivocabile quanto inconfondibile. Non lo conoscete ancora? Bene nel prossimo servizio scopriremo cosa è e come nasce.

Stacchetto e voce indimenticabile di Claudio Capone(oso)

Il Tarassaco è una pianta erbacea dal fiore petaloso giallo che prospera nei campi e nei prati in primavera e in estate. Dal fiore si sviluppa la meravigliosa e soffice infruttescenza che tutti conosciamo e sulla quale almeno una volta nella vita abbiamo soffiato per lasciare librare i piccoli frutti in balia del vento. Il logo di Zonzolando rappresenta proprio uno di questi piccoli frutti ciascuno dei quali è formato da un achenio e da un pappo, ossia il paracadute naturale di lanugine che permette al seme di farsi una zonzolata in cielo per poi ricadere a terra fra prati petalosi in fiore.

Fine - Titoli di coda

Eh lo so, non potevo trovare pretesto peggiore, o bischerata più assurda per utilizzare da qualche parte questa (quasi) nuova parola.
Ebbene sì, anche io sono salita sul carrozzone social nonché trend del momento della parola petaloso.
In un certo qual modo sto contribuendo anche io alla campagna di diffusione di questa parola che ha invaso i social e che quindi si sta accaparrando di diritto un posticino nel vocabolario italiano.
Se l'Accademia della Crusca afferma infatti che la nuova parola per essere introdotta deve essere compresa e utilizzata comunemente, direi che al momento questo obiettivo l'ha proprio centrato in pieno.

Ricetta biscotti alla cannella tipici del Belgio e Olanda. Biscotti croccanti e speziati deliziosi. - Speculoos cinnamon cookies recipe

Sto provando ad immaginare quello che saranno le declinazioni del termine come petalosissimo, petalosino, petalosetto e poi quel che sarà scritto nel dizionario dei sinonimi e contrari.
Le margherite che deturpavo con il mio m'ama non m'ama diventeranno spetalose?

Venendo alla ricetta di oggi, sull'onda dei neologismi alla riscossa, vi propongo questi cannellosi quanto croccantosi biscotti tipici del Belgio e dei Paesi Bassi che impazzano soprattutto nel periodo natalizio.
Se per le verdure sto attenta alla stagionalità, come potete vedere non faccio altrettanto per dolciumi e biscotti che, che dir si voglia, vanno sempre bene per tutto l'anno.
Per chi ama la cannella sono un must da provare. Appena sfornati lasciano nell'aria un profumo inebriante e sotto i denti crocchiano che è un piacere.

Speculoos

Preparazione: 30 min.Cottura: 15 min.Riposo: 1 ora
Porzioni: 80 biscotti circa Kcal/porzione: 35 circa
Ingredienti:

  • 280 g di farina 00 + q.b. per la stesura
  • 140 g di burro ammorbidito
  • 180 g di zucchero di canna
  • 1 tuorlo
  • 5-8 g di cannella in polvere¹
  • 40 ml di latte intero
  • 5 g di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale superfino
Preparazione:

  1. In una ciotola sbattere con delle fruste il burro ammorbidito, lo zucchero e la cannella fino ad ottenere una pomata liscia, gonfia e omogenea.
  2. Unire tutti gli altri ingredienti e lavorare a mano fino ad ottenere un impasto liscio e dalla consistenza morbida come la plastilina.
  3. Avvolgere l'impasto con della pellicola trasparente e metterlo in frigo per almeno un'ora.
  4. Accendere il forno a 170 °C in modalità ventilata, prelevare l'impasto dal frigo e stenderlo con un matterello su un piano di lavoro leggermente infarinato fino ad ottenere uno spessore di 3 mm.
  5. Ricavare i biscotti con gli stampini e adagiarli su teglie rivestite con carta forno facendo in modo che siano leggermente distanziati l'uno dall'altro.
  6. Infornare i biscotti e cuocerli per circa 15 minuti o comunque sino a che i biscotti non appariranno dorati e una volta freddi croccanti.
  7. Lasciarli raffreddare completamente e conservarli in barattoli ermetici.
Note:

  1. Il quantitativo dipende dalla freschezza e bontà della spezia. Se di tipo commerciale e aperta da tempo è meglio abbondare.
www.zonzolando.com © - All rights reserved

Non vorrei mettere il dito nella piaga mediatica in atto, o il neologismo nel mare magnum dei lemmari digitali, ma nell'introduzione ce li ho piazzati pure io un paio di termini "nuovi" che mi piacciono tanto e che utilizzo spessissimo.
Zonzoloso e zonzolata non sono bellissimi? Non rendono l'idea?
Accademici cruschiani/cruschesi/cruschini... va beh, non so come si dice, facciamo fibrosi fateci un pensierino, mi raccomando. ;-)


Sulle Gaufres de Liège volevo scrivere un post da un sacco di tempo ma, vuoi la voglia di dedicargli un post decente (vista cotanta delizia) e vuoi la mancanza dell'ingrediente fondamentale (lo zucchero perlato), non ero mai riuscita a pubblicarne la ricetta.
E pensare che le adoro, per me sono semplicemente deliziose!

Le gaufres, dolci tipici della cucina belga, sono forse più conosciute internazionalmente con il nome inglese di waffle, cialde cotte fra due piastre roventi dalle forme più disparate, ma sempre contraddistinte da una quadrettatura più o meno accentuata che si ottiene con un apposito strumento chiamato waffle maker, fer à gaufres, moule à gaufres, o gaufrier a seconda del tipo.
Io a casa ho un gaufrier, o moule à gaufres elettrico che si intravede nella terza immagine.

Graufres de liege belgi dolci classici ricetta tradizionale belgian waffle perfect recipe

La loro storia in realtà è tutt'altro che nordeuropea, si pensa infatti che siano nate in Grecia. Se siete interessati ad approfondire la loro origine su Wikipedia si trovano utili informazioni qui e per chi mastica un po' di francese anche qui.

Molto interessante è notare che ne esistono numerose varietà contraddistinte da forma, ingredienti, dosi e consistenze. Quelle di Liège, quelle di cui parlo oggi, sono più dolci, hanno una consistenza croccante in superficie, la forma dagli angoli smussati e contraddistinta dai classici quadrettoni e lo zucchero perlato che crocchia meravigliosamente sotto i denti.
Sono ben diverse quindi dalle cugine Gaufres de Bruxelles, dalla forma squadrata, consistenza più morbida e soffice e il gusto meno dolce, dettaglio che fa sì che di solito richiedano un accompagnamento come panna, miele, zucchero a velo, gelato, frutta fresca o secca, o altro.

Io devo ammettere che da buona golosona quale sono, amo farcire anche quelle di Liège come si vede in queste foto. ;-)


L'occasione giusta per pubblicare la ricetta si è presentata quando ho saputo che Massi sarebbe partito per lavoro con destinazione Belgio. Invece che essere triste del fatto che sarei rimasta sola per qualche giorno, ero felicissima per il fatto che finalmente avrei potuto tenere fra le mani il famigerato e originale sucre perlé, l'introvabile (almeno qua dalle mie parti) zucchero perlato (vedi Serendipity Box n° 53).

Per chi si stesse chiedendo perché non l'ho comprato online la risposta è "perché mi avrebbe tolto tutto il romanticismo della storia travagliata e l'emozione della conquista una volta avuto per le mani; le robe sudate son le più belle e soddisfacenti", per cui la mia mente ha scartato subito questa opportunità.

Lo zucchero perlato è un ingrediente fondamentale per preparare le Gaufres de Liège (o liégeoises) e si differenzia dalla più comune granella di zucchero che si trova nei supermercati per la compattezza e grandezza dei grani che sono più grossi, per la loro forma che non è cilindrica come quella che si trova sulla colomba pasquale e per la sua resistenza in cottura al calore delle piastre.


Per la ricetta ho come sempre sperimentato un bel po'. Ah, povere le mie cavie vero? ;-)

Ho praticamente fatto un mix fra le ricette che ho trovato in Internet, prima fra le quali quella di Sigrid Verbert, meglio nota sul Web come Cavoletto di Bruxelles (cioè belga: praticamente una garanzia!), quelle indicate da fonti Wikipedia e quella riportata sulla confezione dello stesso zucchero perlato, fino ad arrivare a quella qui sotto che ci ha lasciato proprio soddisfatti tutti quanti.

Gaufres de Liège (o liégeoises)

Preparazione: 20 min.Cottura: 30 min.Riposo: 60 min.
Porzioni: 15 gaufres Kcal/porzione: 250 circa (senza guarnizione)
Ingredienti:

  • 500 g di farina 00
  • 50 g di zucchero di canna
  • 30 g di miele di acacia
  • 100 g di sucre perlé¹
  • 200 ml di latte intero
  • 2 uova
  • 80 g di burro a temperatura ambiente
  • 32 g di lievito (2 bustine)
  • 1 baccello di vaniglia
  • ½ cucchiaino di bicarbonato
  • 1 pizzico di sale
  • Burro q.b. per ungere il gaufrier
Per guarnire a piacere:
  • Panna montata, gelato
  • Frutta fresca o secca
  • Sciroppo d'acero, miele, melassa, zucchero a velo
Preparazione:

  1. In una ciotola setacciare 400 g di farina con il lievito, poi unire lo zucchero di canna, il miele, le uova, il latte nel quale sono stati sciolti i semi del baccello di vaniglia e infine il sale e il bicarbonato.
  2. Formare una palla liscia con tendenza ad appiccicarsi e lasciarla lievitare.
  3. Dopo 30 minuti riprendere l'impasto e lavorarlo a mano con il burro ammorbidito e molto ammollato (ma non fuso) e la restante farina. Unire infine lo zucchero perlato.
  4. Formare 15 palline di circa 70-80 g ciascuna, adagiarle su un piano leggermente infarinato e lasciarle ancora lievitare per 30 minuti.
  5. Scaldare il gaufrier a quasi al massimo della temperatura e ungerlo con una spennellata di burro fuso.
  6. Appiattire leggermente con le dita le palline e posizionarle al centro dello stampo. Chiudere la cialdiera e cuocere la gaufre per circa 4-5 minuti fino a doratura e poi toglierla staccandola delicatamente con uno stecchino di legno. Evitare di aprire troppo presto il gaufrier perché non essendo ancora cotta la cialda potrebbe dividersi spaccandosi al centro.
  7. Si possono servire da sole, ma a me piacciono di più con zucchero a velo, miele, mascarpone, marmellata, crema di nocciole, frutta, panna montata o gelato.
Note:

  1. In alternativa allo zucchero perlato, anche se non sarà proprio la stessa cosa, si può provare a utilizzare granella di zucchero.
www.zonzolando.com © - All rights reserved

Si conservano bene per due o tre giorni coperte e al riparo dall'umido. Sono ottime anche la mattina a colazione se riscaldate per qualche secondo nel microonde e guarnite con semplice miele e frutta fresca.


Torna su