Zonzolando

Potevo perdere l'occasione di pubblicare questa ricetta trovandomi dove sono? No, assolutamente no.
In inglese e forse più corretto il titolo per esteso, sicuramente più diffuso anche nell'indicizzazione di Google il secondo americano fra parentesi.

Il tè che sto bevendo qui in Inghilterra è davvero delizioso.
Non so se sia per l'atmosfera uggiosa che necessita di calore interno, se sia per via della ritualità rilassante del gesto, o se perché sia effettivamente più buono, ma è un piacere che, sebbene avessi già quotidianamente in Italia, sta diventando irrinunciabile.

Di solito lo prediligo nero e uno dei miei preferiti è quello aromatizzato al bergamotto (l'Earl Grey per l'appunto) la cui nota agrumata gli regala un profumo delizioso.


Eppure il tè non si beve soltanto, ma si può impiegare anche per preparare questi profumatissimi biscotti. Se vi piace questo tipo di tè allora li amerete.
Io mi sono divertita a dargli pure la forma a bustina di tè per inzupparli meglio, ma ovviamente per risparmiare tempo si possono preparare di qualsiasi forma e dimensione.

Il quantitativo di tè da utilizzare dipende dalla qualità del tè e, come sempre, dai gusti e dalla sensiilità dei palati. A mio avviso per apprezzarne il profumo se ne devono impiegare almeno 6 g di quello di buona qualità relativamente alle dosi indicate, o 8 grammi se si vuole aumentare il profumo, o se si usa un tè più "commerciale".

Earl Grey tea bag biscuits

Preparazione: 30 min.Cottura: 10 min.Riposo: 1 ora
Porzioni: 60 biscotti Kcal/porzione: 35 circa
Ingredienti:

  • 250 g di farina 00
  • 100 g di zucchero
  • 80 g di burro ammorbidito
  • 1 uovo e un tuorlo
  • 1 bacca di vaniglia (o un cucchiaino di estratto)
  • 6 g di lievito per dolci
  • 8 g di Earl Grey Tea (equivalente di 4 bustine)
  • 1 pizzico di sale
Preparazione:

  1. In un mixer tritate finemente il tè fino a ridurlo in polvere, unire poi la farina setacciata e il burro ammorbidito a temperatura ambiente. Il composto dovrebbe risultare piuttosto sabbioso.
  2. Unire poi tutti gli altri ingredienti e frullare ancora qualche istante.
  3. Trasferire il composto su un piano di lavoro e formare una palla omogenea e liscia da riporre in frigo per almeno un'ora avvolta nella pellicola trasparente.
  4. Trascorso il tempo di riposo, accendere il forno a 180°C e stendere l'impasto con uno spessore di 3 mm circa.
  5. Con una formina (io l'ho fatto a mano) ricavare dall'impasto i vari biscotti e disporli su una leccarda rivestita con carta da forno. Fare anche il buchino in cui far passare il filo per intingerli con l'apposito strumento, o con una cannuccia di plastica.
  6. Infornare per circa 10 minuti a metà altezza; eventualmente prolungare la cottura fino a doratura.
  7. Lasciarli raffreddate completamente prima di legarli col filo e consumarli.
Note:

  1. Il tè deve essere di ottima qualità, quello scadente perde di profumo./li>
  2. La quantità di tè profuma molto questi biscotti, nell'incertezza si può provare con soli 6 g.
  3. Una deliziosa variante è quella di sciogliere a bagnomaria del cioccolato e intingerveli dentro una volta raffreddati. Lasciarli raffreddare in frigo per solidificare il cioccolato qualche minuto e poi servire.
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Un breve aggiornamento per coloro che dopo l'ultimo post mi hanno contattato, scritto e chiesto informazioni su come va, non riferendosi a me o Massimiliano, bensì a Mario! (vedi Serendipity Box n° 67)

Già, questo piccolo eroe è rimasto nel cuore a molti, tant'è che ha destato più attenzioni lui che si sbaffa allegramente quando può le mie cene, che la mia salute di fronte a quitali di fritto unto e bisunto, a tonnellate di patatine fritte, alla mia astinenza da vitali verdure, al mio armadio da rinnovare, alla mia salute psicofisica di fronte a cotanta insoddisfazione.
No, dico... ma grazie è! ;-)


Ebbene ce la caviamo, siamo sempre più in sintonia; siamo ormai quasi un fenomeno da baraccone. Ogni volta che posso gli passo quasi tutta la mia cena e io mangio ciò che riesco a combinare con quello che compro in autonomia e quel che nel frigo mi pare possa avere l'aspetto di un cibo che possa permettermi di sopravvivere almeno fino al ritorno in Italia.

Sto pian piano imparando a conoscere i suoi gusti. Ho capito che Mario di patate non ne vuole sentire proprio parlare, i crostini intrisi di burro e aglio li tollera purché ammorbiditi, le salsicce e le lasagne le vuole belle sugose e le mangia così di gusto che si sporca tutto il muso, che ovviamente mi tocca pulire per nascondere l'accaduto. Lui, che ringhia pure a quelli della sua famiglia, da me incredibilmente si fa pure lavare e strofinare il muso immobile e senza fiatare.

Mario, piccolo com'è, ieri sera per vedere se e cosa avevo nel piatto ha fatto un salto talmente alto da spaventarmi. Non vi dico la sua reazione quando ha visto solo il portatile. Si è sommessamente accucciato ai miei piedi emettendo un gemito di delusione.
Nota dolente (paura!) è che la sua padrona non nasconde di essere molto stupita di quanto Mario mi ami follemente (ma va?), e di quanto ami starmi accanto tanto da seguire ogni mio passo per casa.
Se solo sapesse perchè... ;-)

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