lunedì 21 aprile 2014

Spaghetti all'amatriciana: margherita docet!

Da piccola sfogliavo le margherite per sapere se i bambini che mi piacevano mi amavano o no. Eh già, mica che mi accontentavo di uno solo; solo successivamente ho realizzato che uno bastava e avanzava, ma queste sono altre storie.
Petalo per petalo (in realtà fiore per fiore visto che si tratta in realtà di un'infiorescenza) sfogliando dicevo: "M'ama, non m'ama, m'ama, non m'ama..." con risultati non sempre soddisfacenti purtroppo, anche dal punto di vista ambientale poiché andavo avanti finché non mi stufavo, radendo al suolo prati di margherite.


Da grande, ora che l'amore l'ho trovato, sono passata a dilemmi ben più profondi e atavici ossia: nell'amatriciana "cipolla o non cipolla"? E il vino? Spaghetti o bucatini? Guanciale a cubetti o listarelle?

Non aprirò, né chiuderò certo la diatriba infinita sulla vera ricetta (che parolona!); nemmeno i superchef sono d'accordo: "la mia è più tradizionale della tua", "la mia è quella che faceva il mio prozio di 300 anni fa", "la mia è quella pubblicata sul sito del Comune di Amatrice dove c'è pure il vino", "la mia però è più buona", "vade retro cipolla!", "guanciale über alles", "nella mia ci vanno i bucatini", "la mia gnè gnè gnè".
Oddio che stress!

Ora mi chiedo: ma se esistono più ricette con meno di dieci ingredienti della vera amtariciana che stelle nell'universo, chi sono io per poter pubblicare una ricetta tanto discussa magari dicendo pure che rasenta anche solo lontanamente quella originale (evvai con un altro parolone)?
Insomma, come si fa a decidere come preparare l'amatriciana in casa Zonzolando attenendosi il più possibile a quella che pare della tradizione senza incappare nel linciaggio, ma che sia soprattutto buona?

Niente di più semplice!
Nei casi più difficili, spietati e pericolosi c'è solo una cosa da fare: ricorrere al metodo più
- sicuro,
- scientificamente approvato e comprovato,
- obiettivo,
- inconfutabile e
- assolutamente infallibile:
il caso!

Il tiro della monetina mi pareva poco romantico e così ho rispolverato i vecchi metodi infantili (i puristi fibonaccesi chiudano un occhio): mi sono dotata di un bel mazzetto di margherite e mi sono data al: "Cipolla, senza cipolla, cipolla, senza cipolla..."; "Vino, non vino..."; "Spaghetto, non spaghetto..."; 
Risultato?
Cipolla!
Non vino!
Spaghetto!
Cubetto!
L'ha detto la margherita!

Basta diatribe, basta pareri; da oggi si chiude (almeno in casa mia) questo dubbio che fa più fazioni che una partita di calcio. Nell'Amatriciana la cipolla ci va, magari giusto un pezzetto, giusto il profumo, ma ci va, il vino no, lo spaghettone sì, il bucatino che col risucchio non vien su no, e via col cubetto!
Punto e accapo. Soooo easy!


Al di là di ogni dubbio una cosa è certa: l'amatriciana deve essere bella, abbondante, carica, saporita e profumata. Un piacere della tavola che tutto il mondo ci invidia, giustamente!
Bando ad ulteriori ciance e annamo diretti alla ricetta della margherita/caso! :-)


Spaghetti all'amatriciana


Preparazione: 10 min.   |   Cottura: 20 min.   |   Riposo: nessuno
Porzioni: 4                   |    Kcal/porzione: 750 circa

Ingredienti:

  • 400 g di spaghetti grossi
  • 150 g di guanciale tagliato spesso
  • 1 pezzetto cipolla piccola (facoltativa)
  • 6 pomodori San Marzano (o 400 g di pelati)
  • 1 peperoncino
  • 1 cucchiaino di strutto (in alternativa 1 cucchiaio di olio)
  • 1 peperoncino intero secco
  • 100 g di Pecorino di Amatrice (non troppo salato né troppo stagionato)
Preparazione:

  1. Sbollentare i pomodori incisi superficialmente per spellarli facilmente, poi tagliarli a cubetti.
  2. Fare sciogliere in una padella (di ferro dicono che sia meglio) lo strutto, unire la cipolla tritata finemente, il peperoncino e poi il guanciale pulito dalle parti più gialle e secche e tagliato a cubetti. Rosolare il tutto per qualche minuto sino a che il guanciale sarà dorato.
  3. Buttare gli spaghetti in abbondante acqua salata bollente.
  4. Togliere il guanciale e tenerlo da parte in modo che non si stufi in cottura ma che rimanga croccante.
  5. Unire i pomodori in padella, o in alternativa i pelati e lasciare cuocere per 10 minuti circa, poi togliere il peperoncino. Unire il guanciale.
  6. Scolare la pasta al dente e versarla in padella con il sugo.
  7. Versare il formaggio grattugiato, mescolare accuratamente per amalgamare il tutto e servire subito.
Note:

* C'è chi aggiunge anche un goccio di vino bianco al soffritto.

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Come si fa a non amare un piatto del genere? Per me è una delle ricette a cui davvero non so dire di no, non so resistere al suo profumo e al suo gusto; l'amatriciana è una di quelle ricette per cui so che difficilmente potrei convertirmi al vegetarianismo. 


L'amatriciana secondo me è un piatto in cui una volta nella vita bisogna affondare i rebbi di una forchetta, che bisogna assolutamente provare; son cose, è buona vita!
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