Zonzolando

Nella mia testa risuonano canzoncine natalizie che mi mettono di buon umore e che canticchio a bocca chiusa (per preservare in questo caso il buon umore degli altri).

A casa l'albero, adornato a festa con decine e decine di lucine intermittenti, è sempre acceso e crea un atmosfera bellissima, direi magica tant'è che ogni tanto la sera spengo le luci, mi siedo per terra e resto ad ammirarlo al buio per qualche momento come incantata. Piccoli momenti di pace, di lentezza, di routine annuale che invece di stufarmi alla mia età scandiscono la mia vita in modo rassicurante.

Il forno che va a ruota, fra torte e biscotti, i fuochi occupati da padelle e pentole dal contenuto in lieve ebollizione, le mie mani (ma anche naso, guance, capelli, grembiule, e non so che altro) infarinate e in fermento sono intente a creare ogni genere di leccornia, non tanto per il mio palato quanto per vedere felice chi mi sta vicino.

Eh... niente! Sta arrivando il Natale e io son felice come una Pasqua: una roba da schizzofrenici spazio-temporali mica da poco, no? ;-)


Cosa di meglio potevo preparare come dolcetto prenatalizio se non una delle ricette della super tradizione? Ta-dà! Oggi vi presento i gingerbread, i biscotti speziati che nei paesi nordici europei hanno un sacco di nomi diversi: Pepparkakor in Svezia (a forma di fiore e molto sottili), i Gingerbread cookies anglosassoni (conosciuti di solito con la forma a omino di pan pepato), i Peperkoek in Olanda, i Lebkuchen in Germania (più morbidi perché più alti) e gli Speculoos in Belgio (dove invece prevale fra le varie spezie la cannella).
Tutti in comune hanno però il fatto di essere speziati, ma non al limite dello stucchevole, croccanti e scuri bruniti.

E' tradizione prepararli e appenderli all'albero di Natale, ma a casa mia se facessi così avrei un albero completamente spoglio perché non durerebbero due giorni.

Di seguito riporto le dosi per i gingerbread men, ma aggiustando le dosi in favore della cannella si ottengono gli Speculoos e tirando di più l'impasto i Pepparkakor (riuscirò mai a pronunciare correttamente questa parola senza mordermi la lingua?). Un giorno con calma preparerò e fotograferò pure quelli.

Gingerbread men

Preparazione: 30 min.Cottura: 12 min.Riposo: 15 min.
Porzioni: 65 biscotti Kcal/porzione: 40 circa
Ingredienti:

  • 320 g di farina 00 + per stesura
  • 1 uovo (50 g circa)
  • 100 g di burro ammorbidito
  • 100 g di golden syrup*
  • 60 g di zucchero di canna
  • 10 g di zenzero in polvere
  • 10 g di cannella in polvere
  • 3 g di chiodi di garofano macinati
  • 1 g di noce moscata in polvere
  • 4 g di lievito per dolci
Preparazione:

  1. In una ciotola disporre il burro ben ammorbidito a temperatura ambiente assieme al golden syrup e lo zucchero di canna. Amalgamare con una spatola o una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo.
  2. In un'altra ciotola o su un piano di lavoro disporre a fontana la farina e versarvi al centro tutti gli altri ingredienti e il composto di burro e zuccheri.
  3. Lavorare l'impasto fino ad ottenere una palla liscia, omogenea dalla consistenza morbida come la plastilina.**
  4. Prendere parte dell'impasto (il resto si può lasciare coperto con pellicola o mettere intanto in frigo) e stenderlo su un piano di lavoro leggermente infarinato con un matterello fino a ottenere uno spessore di 4 mm.
  5. Ricavare i vari biscotti con gli stampini e adagiarli su teglie da forno rivestite con cartaforno.
  6. Procedere fino a esaurimento dell'impasto e poi mettere in frigo le teglie (con le dosi ne ho ottenute 3 per una sessantina di biscotti) a riposare.
  7. Accendere il forno a 170°C in modalità ventilato. Dopo almeno 15 minuti di riposo in frigo infornare i biscotti e cuocere per circa 12-15 min. In ogni caso il biscotto dovrà apparire brunito e una volta freddo croccante.
  8. Lasciarli raffreddare completamente e conservarli in barattoli ermetici.
Note:

* Se proprio non si trova il golden syrup si può utilizzare della melassa, o del miele di acacia.
** Alcune ricette a questo punto consigliano di lasciare riposare l'impasto in frigo una notte. Io invece faccio l'opposto, ossia prima li stendo e poi raffreddo.
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Di solito questo tipo di biscotti non è decorato, ma nella blogsfera se ne trovano di bellissimi con decorazioni fantastiche. Beh, ci ho provato anche io e per questo ci vediamo nel prossimo post. :-)

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