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Ai ristoranti che fanno una straordinaria cucina ma che utilizzano pessime lampade per illuminare i piatti, e quindi che mi fanno scattare foto tremende, dovrei lasciare una recensione terribile. A prescindere!
Ci ho messo così tanto a rendere "visibili" e con luci che non tendessero all'ocra le foto dei piatti che ho scattato, che quasi mi passava la voglia di pubblicare questo post.
Caro Alfio Ghezzi, sappi che la bontà della tua cucina ha superato la mia voglia di cancellare questo post, perché da te siamo stati benissimo!

Scherzi a parte nella nostra solita politica del "se mi trovo bene, ne parlo bene", poiché il nostro giudizio è senz'altro positivo, abbiamo deciso di inserire questo locale nella nostra rubrica "Zonzolando... de-gusto" agendo come al solito nel completo disinteresse e senza alcun fine commerciale (che di questi tempi non è cosa da poco).
Il ristorante Locanda Margon, un ristorante in provincia di Trento che ha da poco ricevuto la seconda Stella Michelin, funziona secondo due formule: una più informale che viene identificata come "Veranda", e una più ricercata e raffinata che si chiama "Salotto Gourmet".
Ed è proprio in quest'ultima formula che, grazie ad un azzeccatissimo regalo dei miei colleghi, un bel sabato sera ci siamo ritrovati a "cenare" in questo locale.
Le virgolette sono quasi d'obbligo perché non si è trattato solo di una cena, ma di un vero e proprio percorso fra assaggi, sapori, tecnica, cultura ed emozioni.
Il locale, che si trova a pochi chilometri dal centro di Trento su una collina panoramica, ci è parso elegante, moderno e raffinato, per non parlare dell'accoglienza che al nostro arrivo è stata impeccabile, calorosa ma garbata.
La sala in cui ci siamo accomodati era piccola, infatti alla formula Gourmet sono dedicati pochi coperti, massimo trenta circa (per un totale di sei tavoli di diversi diametri). A dire tutta la verità mi è parso che fosse più bella la veranda che la sala gourmet perché dalla nostra posizione tutta la vista panoramica era scomparsa.
Ogni dettaglio della mise en place, la scelta dei materiali e ogni singolo piatto che ci è stato servito era evidentemente di pregio e frutto di ricerca; niente era lasciato al caso.
La scelta dei menù degustazione poteva ricadere fra due diverse tipologie che si differenziavano per numero di portate, accompagnamento di vini e - ça va sans dire - per importi differenti: Suggestione Bollicine e Terroir (il nostro).

Poco dopo esserci accomodati lo chef ci ha deliziati con una serie di amuse-bouche.
I primi sono stati una mozzarellina in carrozza e un mini cannolo di sesamo, formaggio fresco ed erba cipollina.


A seguire una ricciola appena scottata servita su un trito finissimo di sedano rapa e mela.


E poi ancora a seguire: a) Rose delle Dolomiti (formaggio Puzzone di Moena DOP affettato con la girolle a mo' di Tête de Moine), b) cialdine al Trentingrana DOP con scorzette di limone candido e polvere di caffè, c) sfoglie di grano saraceno, corniole, caprino e uova di trota, d) parfait di fegatini, nocciole e frutto della passione.


Il tutto accompagnato da grissini, burro salato e pane scelto da una selezione da vassoio.


L'antipasto, la prima portata ufficiale del menù, ci ha lasciati stupiti. Si trattava di un Salmerino di Preore in carpione con salsa agra delle sue uova. Il tocco scenografico era senz'altro il piatto, ossia la raffigurazione 3D di una valle di montagna sul cui fondo c'è un lago su cui viene adagiato il pesce (appunto di acque di lago di montagna). Fantastico! Si riesce a vedere? Se no... era colpa delle luci, non lo dico più! ;-)


Ancora un piatto azzeccatissimo sono la rivisitazione degli gnocchi tipici trentini, gli Strangolapreti, in cui gli spinaci sono adagiati sopra lo gnocco invece che essere incorporati nell'impasto. Da dieci e lode anche il condimento che rendevano il piatto nel complesso dolce, croccante, acido e grasso. C'era tutto: gusto, tecnica e bravura.


Sempre per restare in tema di tecnica (elemento che accompagna dall'inizio alla fine tutta la cena) ecco un Coscio di coniglio con polenta, cipolle al forno e salsa con i suoi fegatelli. All'apertura della coscia la cottura della carne era perfetta e all'assaggio tenerissima. Parlando con lo chef alla fine della cena (sì, abbiamo avuto questo onore - confermando anche che è un grande umile chef) abbiamo capito che la cottura è tutt'altro che banale e semplice. La coscia che si vede nel piatto è la ricostruzione del pezzo dopo una attenta cottura e successiva ricomposizione.


Prima del dessert, da fuori menù ma classico passaggio pre-dessert nei ristoranti gourmet, abbiamo assaggiato un assortimento di piccola pasticceria: a) pizzetta salata di macaron, confettura di pomodoro, mozzarella e origano, b) tartelletta alla crema chantilly e mirtilli, con foglia di argento e menta, c) raviolo di cioccolato ai frutti rossi, d) torta sbrisolona, e) fortunella (kumquat) candita, f) pepite di nocciola dorate e g) cono gelato con crema e granella di pistacchio (che non mi entrava nella foto e ho inserito come montaggio).


Tutto a preludio del davvero creativo dolce "Mela pensando allo strudel" in cui quella che sembra una mela è in realtà una colata di cioccolato che racchiude... No, non vi rovino la sorpresa, va assaggiato!


A chiudere la nostra splendida serata, che difficilmente dimenticheremo, assieme ai caffè sono arrivati piccoli assaggi di pasticceria e infine praline al cioccolato e grappa (che non sono riuscita a fotografare).
Se volevano coccolarci ci sono riusciti in pieno, bravissimi tutti quanti!


Riassumendo:
Periodo: marzo 2017
Dove: Locanda Margon - via Margone, 15 - 38123 Ravina (TN)
Pregi: straordinaria scelta e lavorazione della materia prima valorizzando prodotti locali. Cucina moderna che richiama a ricette tipiche trentine con risultati lodevoli. Piatti pensati e creati dalla cucina e spiegati dal personale di sala in maniera impeccabile. Rapporto qualità prezzo ragionevole. Fuori menù e amuse-bouche da lode. Buona attenzione del personale per allergie o intolleranze anche se non so dire poi come viene gestita.
Difetti: quello che sto per scrivere non è un difetto del servizio del ristorante, ma un appunto del tutto soggettivo sulle modalità del servizio in generale che vale per una marea di locali di un certo livello. Personalmente non amo essere ripetutamente servita nel bere. In caso di cene intime (magari non vale per quelle di gruppo), il fatto di sorseggiare acqua e avere una persona che, seppur con la massima discrezione, verifica se ho bevuto e in quel caso versa altra acqua, mi disturba poiché toglie intimità alla serata e continuità al dialogo e alla conversazione.


6 commenti:

  1. Concordo con te infatti mi sono trovata proprio per questo malissimo in un dei primi ristoranti di Firenze (20ina anni fa) con un fila di camerieri in schiena pronti a togliere piatti, versare vino, portare altro pane insomma mancava che ti imbocassero.
    Personalmente ti dirò che oggi come oggi non sono più disposta a spendere tanto per quanto è comprensibile considerando tutto il lavoro di ricerca e di materie prime e studio che stanno alle spalle: onore al merito ma, la mia tasca non lo permette più. Conosco la zona di Trento abbastanza bene e si mangia anche bene senza spendere follie però provare bisogna. Le immagini ti sono venute benissimo ed i piatti descritti molto bene. La ricciola e salmerino per quanto buoni ma non per me con questo tipo di pesce non vado d'accordo, marito si io avrei preferito due volte il coniglio che fatto cosi deve essere stato superbo. I dolci non avrei potuto mangiarli però il pre-dessert si :)
    Mi fai venir voglia di ritornare nel trentino...chissa...
    Scusa il lungo commento, un abbraccio e buona fine settimana.

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    1. Ciao Edvige! Ma scherzi? Non ti devi fare nessuna storia per quanto scrivi, anzi... A me fa un sacco piacere perché significa che ho toccato delle corde giuste. Capisco che costino molto, in effetti non sono proprio alla portata di tutte le tasche. Per noi era un regalo e abbiamo approfittato molto volentieri. Devo ringraziare tutti i miei colleghi che conoscono il nostro amore per la buona cucina e che hanno deciso di regalarci questo pacchetto. Buona serata, un abbraccio!

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  2. Questo ristorante è recensito dalla guida "Best Gourmet", ha altissime valutazioni date dai miei colleghi della zona di Trento, io recensisco per la stessa guida i ristoranti della zona di Trieste e Istria.Non ho ancora avuto la fortuna di andare a mangiare lì ma ne ho sempre sentito parlare molto bene, se capiterò in zona non me lo lascerò scappare !Un bacione

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    1. Beh se passi fammi un fischio, che siamo a due passi. Buona serata! :-)

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  3. Grazie della segnalazione, certo le luci non sono il massimo ma i piatti sono molto invitanti

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    1. Le luci sono solo un dettaglio da "Blogger fotografa" rompiscatole ehehheeh Era tutto veramente perfetto. Buona serata! :-)

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