Enjoy food, travels and life

Qualche giorno fa ho avuto l'ennesima conferma: io è meglio se non guardo la TV.
Non mi fa bene: mi metto a scrivere post chilometrici, mi parte il formicolio alle dita e batto come un'ossessa alla tastiera, e inoltre spero pure invano che dopo tanto fervore i lettori leggano fino in fondo, ma so in cuor mio che manco io me lo leggerei un papiro del genere.
No, per il bene mio e delle statistiche di lettura del blog, non devo guardare la TV. La prossima volta me lo devo ricordare.

Ah, la prossima volta. Chissà quando potrebbe essere la prossima volta.
Se dovessi infatti calcolare la probabilità che si verifichino assieme le seguenti condizioni: a) non ho da fare qualcosa, b) non mi sono trovata da fare qualcosa, c) mi siedo sul divano, d) ho la febbre, e) prendo il telecomando e accendo la TV, f) decido di disconnettere le sinapsi e guardare, g) trovo fra 9.847.239.349 canali e programmi disponibili qualcosa che mi attiri, più o meno potrei dire che sono al pari di quelle per cui un asteroide possa schiantarsi sulla Terra.
E' un evento raro, eppure ogni tanto capita.
E infatti è capitato.
Non ho spento al volo e mi sono messa a fare zapping finché non mi sono imbattuta sul nome di un programma che ricordava un hashtag e incuriosita mi sono messa a guardarlo.

Fondamentalmente si trattava di un reality sulla vita di ricchissimi figli di papà (poco meno che trentenni) che nel quartiere più "in" di Los Angeles dovevano barcamenarsi fra le immani difficoltà che impone una vita lussuosa, sfarzosa, priva di "no", e a contatto - pensate un po' che tragedia - con i poveri.

Nei pochi minuti che sono riuscita a vedere prima che mi partisse "lo sblocco" dello scrittore, ho visto scene e sentito dialoghi che voi umani purtroppo potete sì immaginare, ma a cui nessuno dovrebbe assistere.
Al che m'è partito il nervoso.
Nervoso per i contenuti del programma, nervoso per i soggetti del programma, nervoso per i dialoghi del programma, nervoso verso chi pensa a fare un programma del genere e a finanziarlo, nervoso verso chi lo manda in onda, nervoso verso chi mi fa pure pagare i canali TV, nervoso verso chi mi fa pagare le tasse per un quadro nero appeso al muro chiamato TV solo per averne il possesso, nervoso verso me che guardo e scema che pago pure. Nervoso, punto.
Se quello è essere ricchi, giuro voglio la miseria (magari non la fame ecco).

Poi ho capito.
Come ho fatto a non pensarci subito?
Probabilmente si trattava di un programma riabilitativo-curativo per l'autostima di questi ricchi ragazzi, solo che si sono dimenticati di mandare in sovrimpressione il testo seguente prima dell'inizio del programma (e che tanto i protagonisti non sarebbero riusciti a comprendere).
Ecco più o meno come avrebbe dovuto essere:

Prologo:
I soldi fanno la felicità, finché questa si riconduce all'avere tutto ciò che si desidera.
Nel caso di questi RichKids comprare tutto ciò che si possa desiderare si traduce presto in non avere più niente da comprare, e quindi niente da desiderare.
Non avere desideri, sogni, ambizioni, rende tutto tremendamente noioso e infelice.
Ma c'è un dettaglio: ciò che loro nemmeno apprezzano più è spesso desiderio di altri poveracci.
Più che la possibilità di possedere ciò che si vuole, è il fatto di possedere in più rispetto ad altri (che per questo li invidiano) che genera compiacimento e quindi anche desiderio di aumentare sempre di più questo divario.
Più riescono a far vedere agli altri quello che hanno e che altri vorrebbero più saranno felici, realizzati e appagati della loro condizione, al di là del possedere già tutto.
Di fondamentale importanza per la felicità e il compiacimento diventano quindi non tanto il godersi la vita, quanto piuttosto fare vedere agli altri quanto si stanno godendo la vita che altri non possono avere, anche se il piacere della vita si riconduce solo al dovere ostentare perché averlo e basta non è più sufficiente.
Il tasso di godimento della vita aumenta grazie all'esposizione pubblica e quindi ai social, ai like, ai followers, alle critiche dai poveracci miserabili e invidiosi, piuttosto che dalla propria vita agiata che hanno la fortuna di avere.
Il bello della vita non è più visto con i propri occhi che hanno già avuto tutto, ma con gli occhi di chi la brama e la desidera. Allora sì che tutto prende sapore.
Il fatto di non avere visibilità sminuisce lo status in cui si trovano, i loro soldi se non ostentati non darebbero più tanta soddisfazione e allora non farebbero più la felicità.

Attenzione:
Il programma che sta per andare in onda è un reality creato al solo scopo lenitivo dei protagonisti. Non è adatto a nessun tipo di pubblico per cui se ne sconsiglia la visione anche per esposizioni ridotte poiché può nuocere gravemente alla salute.
Il contenuto ha lo specifico intento di causare stati di insoddisfazione profonda, miserabile e depressiva, ulcere, attacchi di panico, insonnia nello spettatore povero, e per contro aumentare i livelli di serotonina e dopamina nel protagonista della scena.
Lo stile di vita raffigurato rappresenta una visione distorta, artefatta e diseducativa del benessere umano e invoca a modelli di superficialità e scarso senso civico che un ricco vuole far credere di poter sostenere.
I volti dei protagonisti non sono resi irriconoscibili da ore di trucco, protesi, parrucche e botox per motivi di privacy, ma per stupidità umana.
I vestiti e accessori acquistati in boutique per migliaia di dollari hanno le medesime funzioni dei vestiti più economici con la differenza che non si ha paura di lavarli in lavatrice con la centrifuga.
I dialoghi stupidi dei protagonisti formulati con frasi sgrammaticate, povere di lessico e prive di senso non sono errori di traduzione o di doppiaggio. I doppiatori italiani coinvolti si sono prestati al servizio ingannati dalla produzione e convinti di girare la versione comica di Borat USA.
Tutte le persone umiliate, derise e classificate "cernie" (poveracci) dai protagonisti soffrono di gravi forme di sadomasochismo, motivo per il quale hanno ringraziato per le scene subite invece che sbriciolare il naso dei protagonisti con un colpo secco dell'osso frontale.
Tutti gli animali ripresi maltrattati con toelettature imbarazzanti, pedicure, massaggi eccetera sono stati ricoverati in un centro di recupero e sono tutt'ora in fase di riabilitazione.
La produzione ripudia l'ostentazione, già motivo di esasperazione nella realtà quotidiana tramite i social.
La produzione disincentiva le persone a ostentare il bello che la vita ci regala, a vedere la bellezza delle cose solo se vissute tramite l'invidia degli altri, a vedere la vita tramite uno schermo invece di riuscire a coglierla durante l'attimo stesso in cui viene vissuta.
Buon spegnimento e buona vita.

Ricetta perfetta per tonnarelli pici spaghetti cacio e pepe con cremina senza panna olio - perfect creamy cacio e pepe pasta recipe italian food

Visto che niente più di oggi mi fa apprezzare le cose semplici e poco elaborate, ho scelto una ricetta per ricordare quanto pochi ingredienti, se ben combinati, possano regalare attimi di felicità: la pasta cacio e pepe.

Non so voi ma per me la preparazione della pasta cacio e pepe perfetta non è sempre stata facile. Per renderla cremosa e liscia senza trucchi, come l'aggiunta di panna o olio, ci vuole pratica e un pochino di tecnica.
Come sempre Bressanini nei suoi articoli spiega molto bene come mai servono determinate temperature per ottenere un buon risultato, per cui se siete curiosi vi consiglio di fare un salto da lui. Fortunatamente, come anche lui fa notare, per eseguire questa ricetta non serve un termometro a portata di mano, ma velocità, mano lesta e passaggi ben eseguiti.

Pici cacio e pepe

Preparazione: 10 min.Cottura: 10-15 min.¹Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 520 circa
Ingredienti:

  • 400 g di pici (o tonnarelli, spaghetti ecc.)²
  • 160 g di Pecorino romano DOP stagionato
  • Pepe in grani q.b.
  • Sale q.b.
Preparazione:

  1. Portare a bollore 2 litri³ di acqua, salarla meno del solito e poi versare la pasta.
  2. Nel frattempo grattugiare finemente il formaggio e macinare qualche grano di pepe.
  3. Scaldare una padella antiaderente, versare un po' di acqua di cottura e versare un po' di pepe macinato.
  4. Un minuto prima che la pasta sia al dente versare metà del formaggio nella padella e mescolare accuratamente per iniziare a formare la cremina.
  5. Quando la pasta è al dente con un forchettone prelevarla e senza scolarla troppo versarla in padella.
  6. Mescolare velocemente la pasta al formaggio e unire il restante.
  7. Mentre si mescola verificare che si stia formando correttamente la cremina. Se fosse troppo asciutta allora aggiungere un modesto quantitativo di acqua di cottura e continuare a mescolare.
  8. Servire immediatamente con altro pepe macinato al momento.
Note:

  1. Il tempo dipende dal formato della pasta scelto.
  2. Nel caso di pasta fresca sarà ancora più facile ottenere la famosa cremina perché l'amido viene rilasciato ancora più facilmente.
  3. Il quantitativo di acqua in cui far bollire la pasta generalmente non è importante, ma in questo caso sì. Un esiguo quantitativo significa avere una maggiore concentrazione di amido nell'acqua di cottura e quindi facilitare la formazione della crema.
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Ho un desiderio, un desiderio che io non posso comprare.
Vorrei sedermi con piacere sul divano e non trovare programmi spazzatura.
Vorrei vedere qualcosa che ci insegnasse a vivere bene per noi stessi, e non per gli altri.
Non sarebbe più bello e semplice vivere alla cacio e pepe?
Io voglio vivere alla cacio e pepe: con poco ma fatto bene.
Lancio un hashtag (magari c'è già): #cacioepepekids

18 commenti:

  1. Buoni concordo ma non do se trovo i pico. Buona fine settimana

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    1. Puoi sostituirli con tonnarelli, spaghetti grossi o la pasta che più ti piace. Bacioni!

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  2. Ehhhhhh ma quanto hai ragione sai???? ho condiviso ogni singola tua frase.. A me certa gente sta sulla balle non sai quanto!!!! vabbè.. Buonissimi i pici cacio e pepe!!!!! baci e buon sabato :-D

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    1. Grazie Claudia. Stavolta mi sono proprio girate, scusate lo sfogo. Bacioni!

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  3. pure io sai...meno tele vedo meglio sto. I programmi che guardo sono su Sky...Gambero Rosso oppure Dove tv, dove parlano di case al mare, montagna etc...e lì divento matta ahimèèèèè
    Che delizia questo piatto di pici, semplice ma sublime!!!!!!!!!
    bacioni e buon we

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    1. A me piace moltissimo Discovery Channel, rimango incantata, quasi ipnotizzata dalle immagini. Buon weekend anche a te Simo!

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  4. saper fare una buona cacio e pepe è un'arte, bravissima !

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    1. Grazie mille Chiara, in effetti mi sono applicata, ho studiato e sono andata a vedere direttamente dai maestri come fatto. Son soddisfazioni da portare in tavola :-)

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  5. questo piatto è l'incontro perfetto tra semplicità e maestria: ingredienti semplici e un equilibrio magico, che non sta nelle dosi ma nella mano di chi è ai fornelli. adoro i pici cacio e pepe e i tuoi sono proprio perfetti, si vede da quella bella cremina! posso venire a pranzo da te? ;)

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    1. Quando vuoi, te li rifaccio volentieri. Devo solo ritrovare un buon pecorino come dico io. :-) Baci

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  6. Quanto mi piace questa pasta... così cremosa, una favola!!!!

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  7. E io il tuo post l'ho letto tutto, volentieri. Ho letto parole e ho percepito rabbia che la tv innesca anche nella mia persona, troppo spesso e volentieri.. specialmente di fronte a programmi di dubbio gusto in cui pare non esista un briciolo di decenza nè di moralità. Non so esattamente che programma sia.. ma ora so che se dovesse capitarmi di vederlo cambierei canale, perchè il mio fegato patisce già troppo. E' terribile, davvero.. oggigiorno c'è l'esaltazione della noia e del denaro, dell'indolenza e della mistificazione di tutto ciò che non è facile da avere, da parte di ragazzetti viziati che ancora non hanno capito cosa significa sudare nella vita, nemmeno una volta. Ma in questi casi, guardo io a loro con la pietà che solitamente si riserva ai poveri, quando hai tutto e non sai desiderare più niente.. perchè loro non capiranno mai cosa vuol dire un sogno, la determinazione; nemmeno paradossalmente la disperazione, le difficoltà, i pianti.. tutto ciò che sa tirare fuori il meglio di un essere umano che capisce la sofferenza di un altro essere umano quando lo incontra. Semplice e bella la tua ricetta, magistralmente cucinata! <3 Veramente una gioia per gli occhi e il palato! <3 ^_^

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    1. Esatto cara Ely, sapere cosa vuol dire avere un sogno e sudare duramente per realizzarlo è una cosa che questi ragazzi non possono capire, eppure è una delle cose più belle che ci siano. Grazie per essere passata e avermi lasciato il tuo bellissimo pensiero, mi fa davvero piacere. Un abbraccio e buon weekend!

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  8. Condivido quanto hai scritto parola per parola.
    Sì io "voglio vivere alla cacio e pepe".
    Non è facile fare questa piatto, e tu ci sei riuscita benissimo. Brava!

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    1. Eh sì Fra, perché anche per vivere alla cacio e pepe bisogna saperci fare :-) Eheheeh Bacioni!

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  9. No ma è perfetto!!!! Ho gli occhi a cuore! E per la cronaca...noi è cinque anni che viviamo senza tv...e si sta da Papa! Ahah!
    Buon giovedì!
    unospicchiodimelone!

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    1. Ehh fate benissimo, io è praticamente come se non la avessi. Quando sono da sola è un quadro nero attaccato al muro eheheh Baci!

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