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Ci sono luoghi che abbiamo visitato in cui abbiamo avuto la netta sensazione di essere stati catapultati nel futuro (vedi per esempio questo qui e qui), luoghi in cui abbiamo respirato arte e musica (come questo e questo), e luoghi invece in cui siamo stati trascinati in contesti storici, austeri e aleggianti di mistero.
Mai quest'ultima sensazione è stata così forte come in Inghilterra il cui climax è stato raggiunto proprio a Whitby ed in particolare nella sua abbazia.
Per vedere dove si colloca e approfondire le sue origini si possono trovare numerose informazioni su Wikipedia qui.

Cosa fare e vedere a Whitby in Inghilterra Baia di Robin Hood Bay consigli di viaggio trip advices what to see and do

Siamo andati in novembre scorso, mese che si traduceva in giornate corte, clima fortunatamente non troppo rigido, cielo grigio e pioggerellina fine che sembrava innocua e che invece inzuppava a tradimento.
Whitby ci ha accolto così al nostro arrivo in autobus, ossia con il clima perfetto per creare quell'alone tetro e di mistero che ci ha reso unico ed indimenticabile questo luogo.

Ecco qua sotto la vista di Whitby e della sua splendida (anche se in tremenda rovina) abbazia dal promontorio opposto, in cui abbiamo fatto una breve sosta alla statua di Cook, noto esploratore salpato da queste coste numerose volte.


Dalla parte destra del fiume Esk (spalle a monte) alla fine di Church Street si trova l'ingresso della scalinata che porta all'abbazia benedettina fondata probabilmente (incredibile pensare fin dove potrebbe essere arrivato questo popolo) su di un antico accampamento romano.
Da qui partono i 199 scalini (mi fido delle guide, io non li ho contati) che conducono dapprima al tetro cimitero e poi fino all'abbazia. Ogni gradino è stato recentemente ristrutturato per opera di privati a cui è stata dedicata una targa in riconoscimento dell'aiuto.
Centinaia di tombe, sarcofagi e lapidi sbilenche brulicano tetre intorno alla chiesa di St. Mary.
So che può essere davvero strano scriverlo ma, devo ammetterlo: sono rimasta incantata da questo luogo. Avevo visto cimiteri fatiscenti e assolutamente disordinati a New Orleans, cimiteri di lapidi tetre a Dallas, cimiteri abbandonati in Brasile e in molti altri luoghi, ma mai ero rimasta impressionata a tal punto.


Il mio professore di filosofia una volta, oramai secoli fa, disse che per conoscere un luogo a fondo non c'è niente di meglio che visitarne il cimitero.
Ho sempre trovato interessante questa affermazione e per la mia piccola esperienza devo dire che, se si tralascia il lato prettamente macabro della questione, non posso che dargli ragione. Abbiamo sempre trovato pezzi di storia, iscrizioni, lapidi, epitaffi interessanti come a Carrara, New Orleans, Parigi ecc.
Ma va beh, mi sto dilungando e andando fuori tema.


Tornando alle lapidi: incuriositi abbiamo provato a decifrare qualche scritta, ma il tempo, il muschio, i licheni e la salsedine hanno cancellato praticamente tutto e siamo rimasti con la nostra sete di sapere.
Come se noi, qualora non vi fossero stati tutti questi segni del tempo, fossimo stati in grado di leggere tre lettere in fila e quindi di tradurre un inglese di chissà che epoca lontana. Manco lo faremmo in latino, figurarsi in un possibile celtico. Eppure per onor di cronaca ci provammo. ;-)


Oltre la scalinata (non si spaventino i pigroni perché è fattibile con poco sforzo) si arriva all'ingresso del parco dell'abbazia. Questa pare raggiungibile direttamente o aggirabile senza biglietto, ma così non è. La struttura infatti si colloca ad un livello più alto rispetto al piano strada e per poterla raggiungere e visitare occorre recarsi nella struttura in foto qua sotto e acquistare il ticket.
Ho fotografato i prezzi in vigore al nostro ingresso ma per avere informazioni sempre aggiornate su prezzi e orari di accesso consiglio di visitare questo link qui.

L'interno della struttura ospita un piccolo museo con annesso shop dove acquistare qualche gadget o souvenir. E' proprio qui che abbiamo comprato, golosoni quali siamo, dei biscotti al doppio cioccolato. La biscottiera in latta che li conteneva staziona ancora in bella mostra nella nostra cucina, mentre il suo delizioso contenuto non ha visto nemmeno il suolo italiano perché è stato spazzolato in un batter d'occhio.


Terminato il breve giretto nel museo siamo passati su una passerella che dà diretto accesso al parco dell'abbazia e qua abbiamo capito subito del perché questo luogo appartiene ora all'English Heritage, un'istituzione pubblica che si prende cura del patrimonio storico inglese.
Abbiamo capito subito anche il motivo per il quale scrittori, artisti e religiosi sono stati colpiti da questo luogo nel quale sono stati ambientati romanzi ed eventi storici importanti.


Io e Massi siamo rimasti incantati dalle colonne, dalle volte e dai colori delle pietre. La struttura odierna, nonostante in forte rovina, rende perfettamente l'idea della grandezza dell'abbazia di un tempo, anche se è difficile poterla immaginare nella sua interezza e nei dettagli.

L'abbazia venne parzialmente distrutta per volere di Enrico VIII nel 1540 a seguito della Dissoluzione dei monasteri in Inghilterra per i quali il re decise la confisca delle proprietà della Chiesa cattolica inglese, e convertirle nella nuova funzione a capo della Chiesa anglicana.
Le rovine vennero ulteriormente intaccate a causa del prelievo delle pietre che venivano reimpiegate per altre costruzioni.


Non so quante foto ho fatto.
Non so quante foto ai miei compagni di viaggio ho scattato.
Non so quante ne abbiamo fatte a noi.
Questa bellissima versione inglese dell'abbazia di San Galgano toscana mi ha lasciata letteralmente stregata.
Se non fosse stato per: orario di chiusura dell'abbazia, bus di ritorno che ci aspettava di lì a poco, desiderio di vedere ancora una fetta di città e imbrunire imminente per le giornate corte, sarei rimasta lì sicuramente ancora un bel po'.


Al nostro ingresso in città (raggiungibile sia in treno che in autobus) e prima di ripartire abbiamo avuto modo di fare una breve zonzolata per le vie del centro.
Whitby è piuttosto piccola e non necessita di un lungo soggiorno. Nel giro di una mattinata si riescono a visitare le principali vie, il molo e il piccolo porto dove a novembre si vendevano quantità industriali di gelato (cosa che ci ha colpiti un sacco).
La città con le caratteristiche casette a schiera del XVII secolo si raccoglie per lo più alla foce del fiume e si sviluppa sulle pendici collinari limitrofe. Le vie principali pullulano di negozietti di souvenir e pare che vi sia un "Chippie" (rivenditore di fish and chips) ad ogni angolo.


E a proposito di fish and chips, in tutto questo resoconto non potevo dimenticarmi di raccontare di una delle parti fondamentali della zonzolata: il cibo!
Del resto si sa che l'appetito vien zonzolando, e talvolta anche prima. All'ora di pranzo, prima di entrare in abbazia e dopo aver fatto un breve giretto fra le vie di Whitby ci siamo fermati per un rifornimento "pre-199 steps".
Dopo aver gettato la spugna a causa della lunga attesa per entrare nel locale di fish and chips più gettonato del posto, ci siamo diretti in questo posticino decisamente più intimo e meno affollato qua sotto.
A sentire i commenti a posteriori di chi ha invece tenuto duro nella coda del primo locale, a noi è probabilmente andata meglio. Il gruppo di temerari non è rimasto infatti pienamente soddisfatto del famigerato pasto locale, al contrario di noi che anzi abbiamo mangiato il migliore fish and chips del nostro soggiorno in UK.
Con Massi ci siamo divisi un ottimo Seafood Plate, buono abbondante e molto saporito e Fish and Chips la cui frittura non era colante di olio, ma croccante e il sapore del pesce si sentiva eccome.


Riassumendo:
Periodo: novembre 2014
Dove: Monks Haven Cafe, 148-149, Church Street - Whitby (UK)
Pregi: uno dei migliori fish and chips che abbiamo assaggiato durante tutto il nostro soggiorno in UK, prezzi abbordabili, buon pesce.
Difetti: le cameriere stagionali inesperte e affette da misteriose forme di bradipsichismo, i tavoli piccoli e ravvicinati.


Dopo tante chiacchiere finisco col dire: andateci. Whitby merita.

8 commenti:

  1. Bellissimo!! Non c'è verso, più scopro il mondo anglosassone più vorrei andare a stare lassù!!
    Buona Domenica!!

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    1. Non è nemmeno troppo lontano e ci sono voli low cost comodi e economici. Vola!!! eheheh Bacioni cara!

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  2. E' un bellissimo posto.
    Certo noi non siamo abituati..ma ci andrei volentieri.

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    1. Ha veramente molto fascino, nonostante l'aspetto tetro lo consiglio. :-)

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  3. Bellissimo reportage! Le foto meritano! Buona settimana, un abbraccio Annalisa ;)

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    1. Pensa che secondo me non sono venute molto bene, dal vivo è molto meglio :-) Bacioni Annalisa!

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  4. Non ti ringraziero' mai abbastanza ...che post stupendo <3 <3 <3

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    1. Ma grazie a te Cinzia, sei un tesoro!

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