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Pensavo che raccontare delle Keys Islands, una stretta e lunga collana di oltre 1700 isole a largo della Florida che si insinua nel Golfo del Messico a nord di Cuba, fosse semplice e che potesse bastare qualche foto a raccontare il luogo.
Del resto acque cristalline, relax, spiagge e tanti bei locali potrebbero essere il semplice, brevissimo e istintivo riassunto di questo arcipelago quasi caraibico. Idealmente è così, ma una volta messe le dita sulla tastiera mi sono resa conto che concretamente le cose da raccontare erano un bel po' e certi dettagli potevano fare la differenza.

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Visitare queste isole è molto comodo perché sono facilmente raggiungibili direttamente in auto grazie alla US Hwy 1, una lunga strada che le unisce fra loro praticamente dall'inizio alla fine.
Noi arrivavamo dalle Everglades dove avevamo fatto una full immersion nella natura fra mangrovie, paludi e distese di verde impenetrabile.
Si può immaginare la nostra iniziale delusione al primo approccio con queste isole quando ci siamo ritrovati ancora nell'ennesima e sterminata distesa di mangrovie. Praticamente tutte le Upper Keys, dovrebbero chiamarsi Mangrovia Keys: nessun panorama mozzafiato a perdita d'occhio, nessuna grande veduta su spiagge, o acque cristalline; solo tanto tanto verde. Pare che però qui ci sia la possibilità di fare bellissime escursioni subacquee, noi però non possiamo dare un parere in merito.


La nostra prima tappa è stata Key Largo, piccolo centro dell'omonima isola che onestamente ha ben poco da offrire se non qualche bar, locale in cui riposarsi e rifocillarsi un po' e qualche negozietto per fare acquisti.

Ad ogni punto informazione in cui ci siamo fermati, o ad ogni persona a cui ci siamo rivolti per chiedere che cosa ci fosse di bello da vedere o da fare, la domanda più frequente che a nostra volta ci veniva rivolta era: "Qual è la vostra destinazione finale?" Come se i nostri interlocutori fossero perfettamente abituati al fatto che chi chiede informazioni non è un turista stazionario, ma solo di passaggio con destinazione Sud-Key West e che quella fosse solo una tappa per stirarsi le gambe dopo tanta strada passata in macchina.

Non abbiamo sostato a lungo e riassumendo le risposte dei nostri interlocutori potremmo dire che l'isola non ha da offrire un granché, se non appunto qualche escursione sott'acqua, o a bordo di qualche barca dal fondo trasparente appositamente pensato per poter ammirare la fauna ittica.


Proseguendo il viaggio abbiamo potuto constatare che effettivamente questo arcipelago non è rinomato per la bellezza delle proprie spiagge, generalmente strette e corte striscioline di terra coperte da alghe o da mangrovie, ma piuttosto per le ricche flora e fauna ittiche.

Una delle spiagge indicate come fra le migliori dalla nostra guida era la Anne's Beach (prima foto del post).
In realtà si tratta di una sottile striscia di sabbia bianca intervallata da mangrovie che, in presenza di marea leggermente più alta, non è quasi percorribile. Ecco perché è stata costruita una passerella parallela che permette di passeggiare per qualche centinaio di metri nel verde delle mangrovie e che collega varie capannine attrezzate con tavolini e panche dove poter sostare per fare un picnic.

Per chilometri e chilometri si viene accompagnati dalla vecchia strada risalente al 1938 realizzata per volere di Henry Flagler che collegava alcune isole e che oramai è in disuso.
Alcuni tratti sono ancora percorribili, ma terminano con vertiginosi capolinea (alcuni malamente transennati) a picco sul mare nel quale pare ci siano squali e coccodrilli.


Una sosta abbiamo voluto farla anche a Marathon, seconda città per dimensione dell'arcipelago che si trova nelle Middle Keys. Anche qui ci siamo sentiti fare la fatidica domanda: "Pernottate qui o siete diretti a sud?", "E' la vostra destinazione finale?"
No, decisamente no, ci siamo risposti dopo una breve occhiata.
Il posto anche in questo caso non ha molto da offrire se non qualche escursione nella natura, che dopo un po' sarà anche tanto bella, ma anche tanto uguale.
In questo tratto per gli amanti degli animali si trovano il Turtle Hospital, che ospita tartarughe marine, e il Dolphin Research Center, centro di ricerca e osservazione del comportamento dei delfini.

Nei paraggi si trova inoltre la Sombrero Beach, una fra le più rinomate spiagge di sabbia bianca sgombra da mangrovie dove poter sostare, che però a noi camminatori instancabili da bagnasciuga ci è sembrata davvero piccola. Punto a favore è invece l'entrata libera con ingresso gratuito.


Di sicuro il passaggio nelle Lower Keys ci è piaciuto molto di più. Bahia Honda è stata senz'altro la spiaggia che finalmente cercavamo (foto precedente). Purtroppo a tratti era disseminata di alghe, ma non era difficile trovare un posto dove stendersi per prendere il sole, o finalmente passeggiare in santa pace. L'ingresso nel parco è a pagamento per cui vale la pena attrezzarsi e sostare per almeno tutta la giornata. Vi sono dei punti in cui poter parcheggiare e bagni dove poter fare la doccia.

Non riporto i prezzi perché già rispetto alla nostra guida erano aumentati, ma dalla foto qui sotto si può avere un'idea di grandezza del tariffario di ingresso.


Il clima di queste isole è tropicale per cui si compone di due stagioni: una secca, la migliore per visitarle grazie alle temperature più miti e che va da dicembre a maggio, e una umida che comprende anche il periodo degli uragani e che va da fine dell'estate a inizio dell'autunno (e in cui l'umidità è molto alta e le temperature arrivano a toccare i 40°C).

Peculiarità del clima che abbiamo trovato durante la nostra vacanza è stata che il tempo cambiava improvvisamente passando nel giro di pochi minuti dal sole cocente a piogge tropicali torrenziali. In una mattinata nuvolosa e a tratti ventosa ci siamo dilettati nell'apertura di cocchi caduti a terra.


Con un coltellino svizzero (robe che Tom Hanks in Cast Away ci fa un baffo) ci siamo rifugiati sotto una capannina attrezzata e abbiamo pazientemente aperto due cocchi davanti agli occhi curiosi di turisti che studiavano la nostra tecnica (vedi foto). Con un turista-pescatore che ha messo da parte la timidezza per studiare la nostra primordiale attività, stupendosi del fatto che ci stavamo riuscendo senza fatica, abbiamo condiviso un po' del nostro bottino, gustandocelo ben bene fra sorrisi e ringraziamenti.


L'ultima tappa del nostro viaggio alla scoperta delle isole Keys è stata Key West, principale città dell'arcipelago, nonché centro anticonvenzionale in fatto di moda, usi e costumi.
A Key West, che è più vicina a Cuba (soli 150 km) che a Miami, ci sono una sfilza incredibile di locali, ristorantini e negozietti e l'attività serale è davvero incredibile. Non mancano festival, eventi e manifestazioni.
La città si divide in due parti: quella vecchia, la Odl Town e quella nuova la New Town (zona residenziale per lavoratori e operatori dell'isola). Nella Old ci sono edifici coloniali, palme, musei, ristoranti che per altro si incentrano e convergono in Duval Street, vivace e frequentata via dall'anima davvero stravagante.

Oltre a Duval Street vale la pena di visitare anche Mallory Square, centro del divertimento pullulante di gente, soprattutto giovani.
Non siamo andati a visitare invece la casa di Hemingway, dove lo scrittore ha vissuto per dieci anni, anche se ne abbiamo sentito parlare molto bene. Siamo andati a vedere il tramonto vicino al faro in uno dei punti più estremi dell'isola. Uno spettacolo emozionante e rilassante in cui abbiamo ammirato tingersi il cielo di colori assolutamente fantastici.


Nell'unica serata che abbiamo passato a Key West abbiamo assistito ad un comune temporale tropicale. Robe che non si capiva se pioveva dall'alto, dal basso o di lato da tanto che era forte l'acquazzone. Ci siamo rifugiati sotto un porticato di Duval Street aspettando che passasse e nonostante questo ci siamo comunque inzuppati fradici. In-cre-di-bi-le!

So che ho scritto tanto ma, come ho premesso nel primo paragrafo, le cose da raccontare sono sempre molte nonostante si parli di una meta fatta di spiagge, relax e mare. Termino con qualche pillola o consiglio per visitare al meglio queste isole dai colori vivacissimi tutti da vedere e vivere.

  1. La benzina negli USA è sempre e comunque a buon mercato rispetto all'Italia, ma fare il pieno prima di arrivare alle Keys potrebbe essere un'ottima idea per risparmiare qualche dollaro. Lungo tutto l'arcipelago infatti la benzina costa di più.
  2. Attenzione a come cercare gli indirizzi dei luoghi in cui volete recarvi. Essendoci praticamente un'unica strada potrebbe sembrare che tutto si trovi vicino, mentre è possibile che due posti siano a un bel po' di miglia di distanza l'uno dall'altro. Per orientarsi basta fare attenzione ai "mile marker", cartelli verdi disposti ogni miglio a lato strada. Inoltre occorre fare distinzione fra Bayside, il lato verso la baia, e Oceanside, il lato verso il Golfo del Messico.
  3. Non si può lasciare l'isola senza aver assaggiato una fetta della celeberrima Key Lime Pie (vedi prossimo post con consigli su cosa e dove mangiare).
  4. Per gli amanti della bici, esistono percorsi fantastici da seguire lungo questo arcipelago.
  5. Un link che potrebbe essere utile per trovare informazioni su dove pernottare, come arrivare e cosa vedere sono questo qui e questo qui.

9 commenti:

  1. Ti leggo con calma, il fine settimana.
    Intanto....grazie! Mi fai venire la voglia di partire SUBITO!
    :-*

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  2. Che spettacolo.... non credo mai riuscirò a fare un viaggio del genere!!!!! belle le foto.. grazie di convdividerle con noi.. baci e buon w.e. :-)
    ps: ammazza che fenomeni con il cocco!!!!!!! :-D

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  3. E' bello "viaggiare" con te.
    Complimenti per l'apertura del cocco.

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  4. Bellissimo mi faccio certi viaggi attraverso le tue immagini e scritti luoghi che sarà molto difficile che io ci vada. Grazie di cuore e buona serata.

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  5. Ma 1000 volte grazie che meraviglia che sogno ...chissa' un giorno forse se riesco a far prendere l'aereo a mio marito!!!!ti abbraccio carissima

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  6. che bello viaggiare, starei sempre in viaggio fosse per me, e adoro i racconti degli altri, mi immedesimo e viaggio un po' con la fantasia, la key lime pie l'ho postata neanche un mese fa, una delizia assoluta! belle sempre le vostre zonzolate, un abbraccio e buona settimana

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  7. Ma grazie a voi e i vostri bellissimi commenti! Siete carinissime e poi mi fa molto piacere potervi portare, anche solo virtualmente, con me alla scoperta di questi posti incantati :-) Baci!

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  8. Ciao! Che tu sappia come è il clima a fine agosto? è il periodo degli uragani?

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    1. Ciao Claudia! La stagione degli uragani inizia dal 1° giugno e finisce il 30 novembre per cui in agosto sei proprio nel pieno della stagione (segnalata come picco dal 15 agosto al 15 settembre). La temperatura media in agosto si aggira intorno ai 31°C. Spero di esserti stata d'aiuto. Cari saluti!

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