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Ed eccoci arrivati all'ultima tappa di questo straordinario viaggio che ci ha portato alla scoperta di una terra splendida come il Brasile: Rio de Janeiro.

Da San Paolo abbiamo preso un autobus che arrivando in sette ore, con un'ora di ritardo sulla tabella di marcia a causa di una strada chiusa per lavori, ci ha condotto direttamente a Rio. Durante questo mese e poco più di permanenza in Brasile abbiamo trovato numerosissimi lavori in corso, code, traffico in tilt e file di camion che incolonnati procedevano lenti lungo queste strade a tratti anche fortemente dissestate.

Una volta arrivati a destinazione abbiamo deciso di prendere un taxi che dalla rodoviaria ci conducesse in albergo per lasciare le valigie e farci una doccia rinfrescante. Come ci avevano detto in molti, il consiglio di stare in guardia si è rivelato assolutamente utile; gli stranieri sono visti come persone abbienti a cui spillare soldi, o possibili facili vittime per raggiri, furti o rapine.
Avvicinandoci ad uno dei taxi in fila abbiamo prima chiesto informazioni sul possibile costo del viaggio e il tassista interpellato ci ha sparato la cifra di 35 Reais, facendoci capire che quella era la tariffa indipendentemente da quello che poi il tassametro avrebbe segnato (ovviamente molto meno).
I tassisti in coda, vedendo l'accaduto, hanno iniziato una piccola disputa, di cui noi non abbiamo capito praticamente niente, ma che forse lasciava ad intendere il comportamento poco corretto del tassista, o forse il fatto che non stava rispettando i turni per le partenze e stava accaparrandosi turisti eludendo la fila.

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Un po' intimoriti dal fatto che la discussione si stava accendendo, siamo saliti velocemente in auto sotto indicazione del tassista e siamo partiti in quarta. Arrivati in hotel, che si è rivelato un po' più scadente di quanto ci aspettassimo, abbiamo lasciato le valigie e ci siamo immediatamente diretti allo stadio Maracanã, dove quella sera stessa si sarebbero sfidati in una partita di campionato il Flamengo contro il Corinthians. Ovviamente avevamo già controllato le giornate delle partite di campionato ancora prima di partire per il viaggio ed avevamo controllato che l'unica disponibile nei giorni in qui avremmo soggiornato a Rio era proprio la sera del nostro arrivo.


Arrivati tramite metropolitana ci siamo messi alla ricerca dei punti vendita. Davanti a noi si snodava una fila interminabile di persone in attesa, ma non riuscivamo a capire se effettivamente stessero aspettando per comprare un biglietto oppure no, quindi ci siamo diretti verso l'inizio della coda per capire a cosa facesse capo e abbiamo visto che effettivamente erano davanti a un gabbiotto che forse stava vendendo i biglietti di ingresso.
Non capendo le indicazioni dei cartelli, ci siamo rivolti ad uno dei numerosi poliziotti che stazionavano sul posto e lui, con grande gentilezza, ci ha indicato un altro gabbiottino (vuoto), facendoci saltare la fila al nostro fianco e chiedendo a chi stava dietro le fitte grate e uno spesso e minuscolo vetro due biglietti per noi. Nessuno della fila ha protestato per cui ci siamo chiesti che cosa stesse facendo quella gente. Che sia stata gentilezza? Che stessero aspettando altro? Che stessero vendendo i biglietti per un settore in cui sicuramente non saremmo andati? Magari per un'altra partita? Non lo sappiamo di certo dire, fatto sta che siamo riusciti in pochissimo tempo ad acquistare due biglietti per la fascia "bianca", ossia la zona tranquilla, pagando un totale di 50 Reais.

Siamo entrati praticamente subito e ci siamo fatti un giro per lo stadio prima dell'inizio della partita, acquistando cibo e qualche souvenir.
Al momento del fischio di inizio lo stadio era per due terzi vuoto, per cui la nostra delusione, volendo assistere ad una partita animata in uno stadio così importante come il Maracanã, era comprensibile.
In realtà lo stadio ha iniziato a riempirsi in una manciata di minuti, visto che al quindicesimo minuto del primo tempo, era gremito di gente e quasi al completo. Bellissimi i cori, caldissima l'atmosfera, impossibile non immedesimarsi nella gente e tifare per il Flamengo (squadra di casa a Rio). Il frastuono era assordante e incessante tant'è che dopo due ore di cori e urla ci siamo pentiti di non aver portato dei tappi per le orecchie, siamo infatti usciti intontiti e mezzi sordi.

La partita si è conclusa 2-1 per il Flamengo, ma noi non siamo rimasti fino alla fine per festeggiare. Come consigliava la guida, e meno male che c'era scritto (e lo consigliamo anche noi), è meglio lasciare lo stadio e rinunciare agli ultimi attimi di partita e defilarsi approfittando della calma, poiché i pochi momenti che seguono la fine della partita sono piuttosto affollati, frenetici e possono diventare persino pericolosi, vuoi per l'esito della partita, per la gente in festa, o per l'incredibile calca nello sfollamento dello stadio.

Abbiamo deciso quindi di lasciare lo stadio dieci minuti prima del fischio finale e con sorpresa ci siamo accorti che in moltissimi, soprattutto stranieri, stavano facendo altrettanto, addirittura correndo!
Fuori dallo stadio, sul lato opposto a dove abbiamo acquistato i biglietti, ma dalla stessa parte dell'ingresso di accesso, c'erano decine e decine di taxi in attesa e il fermento era già alle stelle.

Nel giro di cinque minuti siamo comunque riusciti ad uscire dallo stadio e nei successivi cinque a salire su un taxi per rientrare in albergo.
La partita è stata emozionantissima, inutile descrivere il forte sentimento e passione che questa gente nutre per il calcio. Siamo rientrati felicissimi e con ancora un sacco di adrenalina in corpo nonostante lo stordimento, ma con purtroppo pochissime e bruttissime foto per ricordo, visto che abbiamo lasciato per sicurezza la macchina fotografica in albergo e scattato foto con l'unico cellulare che avevamo con noi.


La mattina seguente, dopo una lauta colazione, abbiamo fatto un giro per le infinite bancarelle della Fiera Nordestina alla ricerca di souvenir e regalini da portare a casa. Fatti i nostri acquisti ci siamo diretti alla volta del Corcovado, ma prendendo l'autobus, esausti delle contrattazioni con i tassisti che sparavano cifre davvero improponibili. Per salire sulla vetta abbiamo preso un trenino (ecco alcune informazioni qui) spendendo 76 Reais in due. Sulla cima lo spettacolo era assolutamente mozzafiato e impossibile da dimenticare. Tutta la splendida Rio era ai nostri piedi, snodandosi fra le alture che caratterizzano questo tratto di costa oceanica dalla natura davvero straordinaria.

Immancabile è stata la foto di rito a braccia aperte con il Cristo Redentor, che (non lo sapevo) ospita ai propri piedi una piccola cappella aperta di recente.


Non potevamo farci mancare poi una visita anche al famosissimo Pan di Zucchero (Pao de Açùcar) su cui si sale tramite una emozionante e assolutamente panoramica funivia divisa in due tratte che partono ogni trenta minuti circa. Lo spettacolo è assicurato e, vista la bellezza del luogo, abbiamo deciso di goderci il cambio delle luci e dei colori sulla città aspettando il tramonto.


Gli ultimi momenti di relax prima di tornare a casa abbiamo deciso di goderceli spaparanzati sulle straordinarie spiagge di Rio, in particolare a Ipanema, che ricordiamo essere divisa in "Posti" numerati e popolati secondo distinzioni hippy, gay, artisti ecc. Qui abbiamo noleggiato due sdraio e un ombrellone e ci siamo rilassati completamente stando ad ammirare i passanti, lo skyline alle nostre spalle e l'oceano calmo di fronte a noi, poi abbiamo passeggiato fino a Copacabana.
Il mare ci è sembrato pulito e al contrario di quello che ci aspettavamo, diventava profondo dopo pochi metri che ci si addentrava nell'acqua, salvo qualche breve tratto. Viste le correnti e visto questo tipo di fondale consigliamo di restare dove sosta la maggior parte dei bagnanti e di non andare troppo a largo da soli.


Se dovessimo riassumere in un breve paragrafo le nostre impressioni su Rio de Janeiro siamo d'accordo nell'affermare che è uno dei luoghi fortemente antropizzati più belli che abbiamo mai visto. Entrambi siamo rimasti ammaliati dalla morfologia della zona, dalle meraviglie della natura e da quello che l'uomo è riuscito a realizzarvi intorno. Da un altro lato però questa metropoli vive un fortissimo contrasto fra ceti sociali: i ricchi sono straordinariamente ricchi e i poveri (veramente molti) sono dannatamente nullatenenti ed emarginati.
Inoltre il rispetto delle regole è spesso un optional, la contrattazione sui prezzi una costante. Molte sono le zone sicure in cui potersi spostare, di solito quelle centrali più turistiche, ma altrettante e forse di più quelle rischiose e da evitare.
Insomma per Rio i margini di miglioramento dal punto di vista sociale sono molti, ma questa città racchiude in sé una straordinaria bellezza, mescolata a un forte temperamento, passione ed energia, tant'è che è impossibile non innamorarsene.
A noi è rimasta veramente nel cuore.

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