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Se siete alla ricerca di una meta a portata di weekend lungo e di portafoglio, l'ex capitale reale della Polonia è quel che potrebbe fare al caso vostro.
Cracovia, che si trova nell'estremo Sud della Polonia, è infatti una destinazione economica raggiungibile con numerosi voli da vari aeroporti nazionali.
A seconda della compagnia, del periodo, delle offerte e del bagaglio che ci si porta appresso, con meno di 100 € a persona si va e torna da questa città.
Una volta atterrati all'aeroporto dedicato a Papa Giovanni Paolo II, un mezzo molto conveniente e veloce per raggiungere il centro città è il treno. L'aeroporto è direttamente collegato alla stazione dei treni per cui basta seguire la segnaletica per arrivare ai binari. I biglietti si possono acquistare alle biglietterie automatiche o direttamente sul treno purché lo si segnali immediatamente al controllore, pena multe salate.
In una ventina di minuti circa di treno (pulito, moderno e ben curato) si arriva alla stazione di Krakow Glowny, che è la stazione centrale di Cracovia, che dista meno di dieci minuti dal centro città e quindi dalla piazza principale.

Cracovia cosa fare vedere mangiare consigli di viaggio Polonia - Kracow Poland trip advices to do see and eat

Il nostro soggiorno è durato sei giorni di cui due passati fra Auschwitz e la miniera di sale di Wieliczka.
Come sempre al nostro arrivo abbiamo zonzolato un po' a casaccio, scoprendo quello che la città offriva man mano che ci addentravamo.
A piedi ci siamo fatti una zonzolatina serale per le strade di Stare Miasto, la città vecchia. E' facile riconoscerla perché è racchiusa in una cinta muraria difensiva di circa tre chilometri. Il lungo fossato, che un tempo fungeva da protezione di attacchi esterni, è stato oggi colmato e trasformato in un bellissimo parco verde che la circonda interamente. E' possibile quindi spendere una tranquilla oretta della giornata semplicemente godendosi questa passeggiata nel verde e soffermarsi in qualche locale a sorseggiare qualcosa.
Per entrare in città ci sono otto ingressi a forma di arco che costituivano le antiche porte di ingresso alla città. Ad oggi sono accessibili ai pedoni e a veicoli che hanno il permesso di accesso. L'interno della città vecchia è quindi sostanzialmente una zona percorribile a piedi senza molto intralcio e traffico.
Dal giorno successivo siamo stati più metodici e abbiamo iniziato a visitare le attrazioni principali partendo dal Wawel.


Il Wawel è la collina dove è sorto il primo insediamento di Cracovia e che oggi ospita una serie di strutture storiche molto ben conservate e aperte al pubblico, fra cui la Cattedrale dei Santi Stanislao e Venceslao, e il Castello Zamek che era la sede dei reali quando ancora Cracovia era la capitale polacca.

Non c'è modo migliore per perdere preziose ore di vacanza che passarle in fila alla biglietteria di questo complesso da visitare. A luglio la coda, già dall'ora dell'apertura, era interminabile!
C'è un solo modo per saltarla o ridurla all'osso: prenotare i biglietti.
La prenotazione dei biglietti si può fare telefonicamente o recandosi presso l'Ufficio Servizi Turistici che si trova in un corridoio laterale alla biglietteria principale. Questo sportello ha un'entrata a sé e la fila è cortissima, nel nostro caso avevamo una sola persona davanti. Durante la prenotazione si scelgono le attrazioni da visitare fra quelle offerte, i giorni e la lingua della guida, che spesso è ahimè obbligatoria. Per informazioni più approfondite vi lascio questo link utile.
Praticamente tutte le attrazioni che si visitano hanno orari di ingresso stabiliti per cui non si può sbagliare o invertire l'ordine di visita delle attrazioni. Il biglietto cita quindi: ore 10:00 attrazione X; ore 10:20 attrazione Y; ore 10:45 attrazione Z e così via.
A noi invece i tempi scanditi, le marce serrate, le guide che vanno seguite passo passo, stanza per stanza, il non poterci soffermare più a lungo su qualcosa che ci piace ci fa venire l'orticaria per cui l'organizzazione delle visite non ci è piaciuta granché.

Alle varie attrazioni del castello, con un "to do" e una timeline che manco sul lavoro si prova tanto stress (poi uno dice che va in vacanza per rilassarsi...), si accede dal cortile centrale che è praticamente una piazza da tanto che è grande.
Come dei buoni scolaretti in gita abbiamo visitato le Camere di Stato, gli Appartamenti Reali Privati e il Tesoro della Corona.
L'unica attrazione che abbiamo visto in santa pace (o quasi) all'interno del Castello è stato il famoso dipinto di Leonardo da Vinci: La dama con l'ermellino. Un capolavoro, per davvero!
Il dipinto non si può fotografare e come per tutte le cose belle c'è un po' da fare lo slalom fra le teste dei turisti per apprezzarlo in pieno, vista la folla che giustamente vuole vederlo, ma con un po' di pazienza ci si riesce tranquillamente.


Dopo l'apnea delle visite non c'è modo migliore per non riprendere fiato che salire sulla Torre di Sigismondo. Una bella serie di scalini, spesso molto alti ma soprattutto così ristretti che in due non ci si passa nemmeno a mettersi di lato, porta fino quasi in cima. Ai tempi dovevano essere proprio smilzi e agili, oppure la torre era proprio poco frequentata, altrimenti non ce la spieghiamo.
A parte una serie di campane enormi di cui una veramente gigantesca (undici tonnellate di peso), la vista sulla città è bella anche se limitata da vetrate e spazi ristretti.
Salendo sulla torre si ha una panoramica della struttura della città, mentre basta fare un giro all'interno della Cattedrale del Wawel tra monumenti, sarcofagi, dipinti e cappelle se si vuole invece averne una storica.

E dopo aver approfondito la storia polacca perché non calarsi anche nella leggenda che racconta delle origini di questa città? Pare che il periodo più fertile abbia avuto inizio dopo che un drago, che seminava terrore e distruzione in città, venne finalmente ucciso. La tana in cui risiedeva era una grotta situata sotto la collina del Wawel a ridosso della Vistola. A questo leggendario drago sputafuoco "Smok Wawelski" si giunge tramite una scala a chiocciola da capogiro che scende prima nella umida tana del drago e poi sino alla sua statua a ridosso delle sponde del fiume Vistola.
Ci sarebbe piaciuto vederlo anche a noi a dire il vero, ma la povera scultura era presa d'assalto da marmocchi forsennati che lo cavalcavano, gli tiravano le ali o le zampe anteriori.
Se siete curiosi di approfondire i dettagli sulla leggenda del drago vi rimando a Wikipedia per l'interessante lettura.


Un altro posticino che è interessante da visitare è il Collegium Maius, l'antica sede dell'università della città.
Anche in questo caso la struttura ospita al centro un ampio cortile. Il giorno della nostra visita un coro ha deciso di intrattenere i visitatori cantando canzoni montanare. Una folla si era raccolta al centro per ascoltare queste voci a cappella che avevano reso l'atmosfera piacevole e amichevole. Una volta finito, vista la bravura, la gente gli ha chiesto di restare e continuare la performance improvvisata.
La visita al museo è molto interessante e a me è piaciuto un sacco pensare di essere in uno dei luoghi in cui aveva studiato Copernico (ideatore della teoria eliocentrica) e aver potuto vedere quello che è ritenuto il mappamondo più antico al mondo. La collezione di materiale da visionare è veramente grande e interessante, peccato come sempre aver dovuto correre dietro alla guida che, seppur bravissima, imponeva tempi che non sarebbero stati i nostri.


Altra cosa da non perdere, e assolutamente facile da spuntare dalla lista dei to do e to see, è la Piazza del Mercato Centrale (Rynek Główny). Con i suoi duecento metri per lato, pare che sia la più grande d'Europa, anche se dobbiamo ammettere che quando ci si trova nel mezzo la sensazione non è affatto quella visto che al centro svetta il Fondaco dei Tessuti, imponente edificio in stile rinascimentale in cui avvenivano grandi affari fra cui anche la compravendita di tessuti.
Oggigiorno i portici di questo edificio e lungo la galleria centrale sono disseminati negozietti che non so se pullulano più di souvenirs o di turisti, mentre al piano superiore si trovano una pinacoteca e luoghi di ristoro.

La piazza ospita anche la Torre del Municipio (Wieża Ratuszowa), l'ultimo resto del vero e proprio municipio, nei cui sotterranei, si trovano una prigione con annessa sala per le torture.
Altrettanto bella è la Basilica di Santa Maria, un edificio con due grandi torri ai lati facilmente riconoscibile dalla piazza perché interamente rivestito in mattoncini rossi. L'ingresso è a pagamento ma si possono trovare dei tour gratuiti in lingua che attendono fuori dall'ingresso il pubblico interessato. Queste guide si riconoscono facilmente perché indossano giubbotti gialli o arancioni (stile salvavita) o espongono ombrelli o paletti col nome della lingua in cui andranno a presentare il tour.
Una particolarità di questa chiesa è che da una delle tue torri viene suonata ad ogni ora una stringata melodia di tromba, che un tempo invece costituiva il segnale di allarme per la città. La musica si interrompe improvvisamente a ricordare il soldato che un tempo venne colpito proprio mentre stava suonando.


Per chi ha ancora tempo da spendere si possono continuare delle belle passeggiate nelle vie interne alla città vecchia in cui si trovano bellissimi palazzi, fontane e vie interessanti. Se i piedi sono troppo stanchi si può approfittare del passaggio di qualche carrozza che vi scorterà alla scoperta dei luoghi più salienti.
C'è da dire che queste carrozze sono veramente bellissime: bianche, lucide e i cavalli vestiti a festa. Di notte sono persino illuminate e vederle muoversi è un vero spettacolo.
Se preferite spostarvi con altri mezzi ci sono dei trenini motorizzati che vi scarrozzeranno per le vie della città, mentre se amate invece le due ruote vi consigliamo un giro lungo le piste ciclabili sulle sponde della Vistola, che sono perfette anche per una rilassante passeggiata a piedi.


Poco distante dal centro, e comunque da non perdere, è anche il quartiere ebraico Kazimierz e Podgorze facilmente raggiungibili anche a piedi dallo Stare Miasto.
Il quartiere lo immaginavo un po' come quello di Praga, moderno e ricco, mentre qui si respira ancora l’aria tetra e funesta del periodo bellico. Anche se meno curato il quartiere è comunque accogliente e carino.
Si trovano un sacco di bei localini in cui poter assaggiare la cucina cosher ebraico-polacca, ma bisogna ricordarsi che la maggior parte chiude prestissimo soprattutto per gli orari italiani. Si possono inoltre visitare il cimitero ebraico, alcune sinagoghe e il Museo della Cultura Ebraica.
A poca distanza è anche possibile visitare la famosa Fabbrica di pentole smaltate dell'imprenditore Oskar Schindler, protagonista del salvataggio di numerose famiglie ebree che altrimenti sarebbero state destinate a morire nei campi di sterminio di Auschwitz.
Come molti sanno a questa vicenda è stato dedicato un libro e un film "The Schindler list" del regista Steven Spielberg.
La fabbrica, che si trova in un'area tutt'altro che accogliente immersa fra capannoni ed edifici grigi, è visitabile a pagamento, salvo un giorno a settimana. Per consultare gli orari e le tariffe vi consiglio di dare prima un'occhiata qui.
All'interno si trova la consueta ricostruzione storica della storia polacca e delle vicende della fabbrica, alcune ricostruzioni della vita quotidiana durante il periodo bellico e la sala-ufficio di Oskar Schindler.


Un dettaglio molto carino che mi ha colpito delle strade di questa città è che i numeri civici si illuminano la notte. Questo fatto rende molto agevole l'orientamento nelle ore di poca luce e dà un effetto magico a molte strade.

Per quanto riguarda la cucina il piatto forte sono senz'altro i Pierogi, tortelli ripieni di solito con carne, o anche (seppur meno frequenti) con verdure, che vengono proposti in qualsiasi locale. Il piatto di per sé non lo abbiamo trovato niente di eccezionale. Il sapore insipido della pasta viene compensato dal ripieno saporito e grasso, e il condimento è scarso se non praticamente assente. Quelli che abbiamo assaggiato ci sono stati serviti accompagnati con qualche intingolo a base di burro o lardo, pancetta e così via.

I secondi erano praticamente sempre a base di carne (di solito anatra o maiale) accompagnati da salse agrodolci spesso a base di frutta (ciliegie, albicocche, prugne), oppure involtini ripieni di riso, carne e verdure stufate.


Un ricordo delizioso di questo viaggio lo dovremo senz'altro alle colazioni: abbondanti, gustose, golose ed economiche. Dal salato al dolce c'era solo l'imbarazzo della scelta.
Mi sono letteralmente innamorata dei "croissant non croissant" (così definiti dalla commessa) che vedete in foto assieme alla sfoglia ricoperta di scaglie di mandorle. Il ripieno era una generosissima quanto deliziosa crema di mandorle e semi di papavero. Una vera bomba di bontà che purtroppo (o per fortuna direbbe la mia linea) scoperta solo il penultimo giorno di vacanza.


Una cosa che ci ha molto colpito è stata la flemma nel servizio. Fra le varie infinite attese ne svetta una di ben cinquanta minuti prima che arrivasse il nostro ordine, cosa che ci ha fatto pensare più volte di alzarci e cambiare posto. Abbiamo desistito solo per il fatto che scegliere un altro posto e aspettare un altro servizio, comunque lento, avrebbe voluto dire pranzare all'ora di cena.
Uno spuntino veloce invece si può acquistare nelle innumerevoli bancarelle che vendono i Obwarzanki, un pane che è un incrocio fra un pretzel e bagel. Imitando la gente del posto, che li acquista e li mangia camminando per strada, ne abbiamo acquistati un paio ad una minuscola bancarella. Prima e ultima volta dopo che ci siamo accorti che gruppi di piccioni scorrazzano liberamente fra le cassette che li contengono la mattina presto, prima di essere esposti nelle vetrinette dove rimangono per tutto il resto del giorno.
Camminare la mattina presto ha i suoi vantaggi, non solo sul sistema cardiocircolatorio, ma anche gastrointestinale, già.
Consigliamo quindi di pagarli un po' di più ma di acquistarli in panetterie al chiuso dove si spera che la materia prima non abbia subito lo stesso trattamento di quella venduta per strada.

Forse a causa della precedente visita a Praga (che ha senz'altro uno stampo affine per cui ne ho inevitabilmente fatto il paragone) con Cracovia, sebbene sia comunque molto bella, non è stato amore folgorante a prima vista, né per occhi, né per il palato.
Il fatto che sia una meta low-cost raggiungibile in poco tempo, senz'altro mi spinge a consigliarla come zonzolata per un weekend lungo, e ancora di più per approfittare di una visita ad Auschwitz e alla miniera di sale di Wieliczka, perché entrambe meritano proprio.

7 commenti:

  1. Bello il viaggio e si non è molto invitante salvo i dolci che in quei paesi sono sempre molto buoni. Non mi dispiacerebbe partite ma al momento non è possinile. Buona fine settimana.

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  2. Quando passo da te mi viene sempre voglia di partire.... Splendide le foto e che buon cibo!

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  3. Che bello rivedere Cracovia, sono anni che non ci vado, non me la ricordavo sopratutto non la ricordavo così bella come l'hai fotografata

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  4. Effettivamente la loro cucina è poì cosi e cosi, meglio i dolci decisamente avete fatto un bel viaggio e grazie per renderci partecipi

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  5. cracovia mi è piaciuta un sacco... soprattutto i pierogi e quel pane che vendevano a bordo strada!!!!!

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    1. I pierogi sono piaciuti tanto anche a me! E quante declinazioni che ne hanno! :-) Buona giornata!

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