Enjoy food, travels and life

Benvenuti all'ultimo appuntamento del 2015 con la "Zonzolando's Serendipity Box", la scatola che serve a ricordare i piccoli grandi piaceri della vita cogliendo il meglio di ciò che ci offre.

Troppo spesso infatti le nostre giornate sono riempite di pensieri e preoccupazioni tendendo a dimenticare il bello che nella vita c'è (sempre!). Con questa scatola voglio immortalare, se non tutto, gran parte delle cose belle che riempiono la mia/nostra vita quotidiana (ma che potrebbe essere anche quella di tutti), dalle grandi alle piccole cose che ci rendono felici e, ancora meglio, sereni.

Parto con la Serendipity Box n° 116:
  1. Invitare a cena degli amici, cucinare per loro, preparare tante cose che spero siano piaciute e trascorrere una serata serena fra tante chiacchiere e risate.
  2. Il piacere di una casa pulita e fresca.
  3. I viaggi lunghi in macchina trovando un'autostrada praticamente sgombra. Rarità da immortalare.
  4. Le colazioni sperdute degli zonzoloni. Partire una mattina con destinazione "anywhere", fermarsi in un posticino che ci ispirava e ritrovarsi a fare colazione in un luogo che nemmeno saprei indicare. Una colazione che profumava oltre che di cioccolato, di libertà. :-)
  5. Avvistamenti! Forse ultimi avvistamenti: qualcuno che usa ancora le cabine telefoniche.
  6. Registrare due puntate della trasmissione "Quel che passa il convento" su TV2000. Un'esperienza fantastica in cui mi sono divertita veramente molto.
  7. La bellezza della fontana di Trevi appena restaurata. Una zonzolatina serale col mio Massi per le vie di Roma.
  8. Andare a trovare i miei in Toscana e giocare a carte indossando un mio vecchissimo pigiama. Solo una mamma non butta via queste cose orribili. ;-)
  9. Il risotto ai carciofi di mio babbo. 'Na delizia!

E questa è la Serendipity Box n° 117:
  1. Il miglior piatto di tonnarelli cacio e pepe che io abbia mai mangiato finora. Il post è questo qui.
  2. Una zonzolata a Viareggio. Anche in pieno autunno ci regala sempre scorci fantastici.
  3. L'albero di Natale, le sue lucine e la magia che crea in casa.
  4. Tagliatelle alla gricia: serve che dica quanto erano buone? :-)
  5. Una zonzolata nel bel mezzo della Germania. Un bel brulé serale in compagnia di amici fra freddo, chiacchiere e mercatini natalizi.
  6. L'accoglienza che ci è stata fatta dai nostri amici tedeschi. Una serata fra "Prosit", boccali di birra sollevati, canti e tante risate.
  7. Quattro vecchi pulcini al bancone. Questa immagine mi faceva morire, vero Severino? :-)
  8. I piatti tipici della cucina tedesca: crauti e salsicce. Bontà!
  9. I dolci della pasticceria tedesca. Delle robe enormi di una bontà incredibile. Adoro la konditorei tedesca.

Proseguiamo con la Serendipity Box n° 118:
  1. La colazione dell'albergo in cui soggiornavamo. Il buongiorno non poteva essere migliore.
  2. Visitare lo studio fotografico di Peter, grande fotografo, nonché amico. Grazie per le dritte! :-)
  3. Dividere questo dolce - mele fritte con gelato alla vaniglia - con Massi.
  4. I mercatini di Natale di Norimberga, Monaco e Würzburg: tutti fantastici!
  5. Tornare a casa e buttarsi su una deliziosa pizza.
  6. Relax dopo tanto zonzolare indossando i calzini fatti a mano da Manuela.
  7. I regali.
  8. Passare il Natale tutti insieme in famiglia. Son cose!

Infine il resoconto degli ultimi giorni trascorsi. Ecco la Serendipity Box n° 119:
  1. Un dolcetto niente male a chiusura di una serata affatto male, dopo una giornata che poteva andare peggio.
  2. I pranzi delle feste da mamma e babbo, tutti insieme appassionatamente.
  3. Zonzolare per Rovereto col mio Massi godendoci le serate primaverili di questo inverno pazzerello e poi chiuderci in un bar a riposare piedi e gambe davanti a un bel cappuccino.
  4. Zonzolando in TV! :-)
  5. I picchi di visualizzazioni sul blog dopo la messa in onda in TV della prima puntata. Incredibile!
  6. Ehm... mica solo io vado in TV. Pure il mio Massi ci va. :-) Proud of you!
  7. Stay tuned, perché questi biscotti sono una vera delizia! Quanti ne ho sfornati per noi e amici. Quanti ne abbiamo mangiati! Quanti complimenti! Quanto sono buoni!
  8. Zonzolare per prati e boschi: io, il mio lui e il nostro cagnolone. Se non è felicità questa, non saprei cos'altro.
  9. Gli splendidi tramonti che questo autunno/inverno ci sta regalando.


E infine la parola fatidica di chiusura dell'anno: bilancio.
Chissà perché la chiusura convenzionale dell'ennesimo giretto intorno al Sole ci spinge sempre a farlo.
Del resto domani o dopodomani mica che concretamente cambia niente, no? Eppure si vive questo momento con un po' di sollievo se l'anno è andato maluccio e tanta speranza per ciò che arriverà.

Ecco quel ricorderò volentieri e in ordine assolutamente casuale di questo amato e anche odiato 2015: i gelati (ever green!), BWell, il nuovo taglio di capelli, i matrimoni di Laura e Silvia, i picnic improvvisati, le innumerevoli zonzolate con Massi e Docs, il pranzo del nostro anniversario, Praga, Venezia e Würzburg, Einaudi e " El mismo sol" come miei tormentoni musicali, la vecchia "Geppina" che se ne va e la nuova auto arrivata, le zonzolate in moto, i tramonti tra le montagne, i magnifici cieli stellati, le ricette riuscite, i complimenti, l'esperienza in TV, le cene con gli amici e le risate, ogni secondo speso con il mio Massi.

Entrano nel lessico 2015 i termini: Amarcord, Trdlo, Siri, Bronchenolo, Zumba, "Fatto alla cazzo di cane", "Die rechtung bitte", selfie stick, Santoku; mentre sono oramai in disuso: tendinopatia (olè!), taglia 42 (ahimè), un quarto di armadio, neve, autoscatto, pausa e "digerisco pure i sassi".


L'aforisma di questo post di fine anno è:
"Ci sarà sempre un'altra opportunità, un'altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c'è un nuovo inizio."
(Antoine De Saint-Exupéry)

Buon anno a tutti! :-)


Oggi vado dritta dritta alla ricetta perché vorrei riuscire a raccogliere una serendipity per l'anno che sta finendo, cosa che richiede un pochino di tempo, e si sa che a me non è che abbondi.

Si tratta di una ricetta che potrebbe andare benissimo per il cenone di San Silvestro in arrivo: delle quiche allo speck, funghi e provola affumicata da gustare sia in versione finger food, magari come antipasto, che in versione classica per un più sostanzioso secondo. Buona comunque.

Torta salata Quiche con speck, funghi e provola affumicata ricetta saporita perfetta per cena ospiti finger food aperitivo recipe

Per la pasta brisée, a cui avevo dedicato un post apposito qui, ho utilizzato come sempre la ricetta di Felder.

Quiche allo speck, funghi e provola affumicata

Preparazione: 20 min.Cottura: 50 min.Riposo: 30 min.
Porzioni: 25 (finger food) Kcal/porzione: 120 circa
Ingredienti:

Per la pasta brisée:
  • 200 g di farina 00
  • 90 g di burro
  • 1 uovo
  • 5 g di sale
  • 20 g di acqua
Per il ripieno:
  • 100 g di provola affumicata
  • 100 g di speck affettato
  • 1 patata lessa (200 g circa)
  • 200 ml di panna
  • 3 uova
  • 300 g di funghi freschi (o l'equivalente in peso di secchi - 30 g circa)
  • 1 spicchio d'aglio grosso
  • 15 g di olio extravergine di oliva
  • 1 pizzico di noce moscata
  • Sale e pepe q.b.
Preparazione:

  1. Se si hanno a disposizione funghi secchi metterli in ammollo in una bacinella con dell'acqua, altrimenti lavare, pulire e affettare i funghi.
  2. Preparare la pasta brisée per la quiche lavorando la farina, il sale e il burro lasciato precedentemente ad ammorbidire a temperatura ambiente. Impastare finché il burro non sarà ben amalgamato nella farina, poi aggiungere l’uovo e l’acqua.
  3. Formare un impasto liscio ed omogeneo, avvolgerlo nella pellicola e farlo riposare in frigo per almeno mezz'ora.
  4. Accendere il forno in modalità ventilata a 180 °C.
  5. Per il ripieno schiacciare l'aglio e metterlo a soffriggere in una padella antiaderente con l'olio caldo. Unire i funghi e lasciarli appassire per 10-15 minuti sino a che non avranno perso gran parte della loro acqua, dopodiché togliere la padella dal fuoco e lasciarli intiepidire.
  6. Tagliare a cubetti la patata lessa, tritare le fette di speck e i funghi (lasciando l'aglio da parte) e grattugiare grossolanamente la provola affumicata tenendone da parte una generosa manciata. Unire tutti gli ingredienti in una ciotola, unire le uova, la panna, salare e pepare e infine unire un pizzico di noce moscata. Amalgamare bene tutti gli ingredienti.
  7. Tirare fuori l'impasto dal frigo, stenderlo con un matterello con uno spessore di circa 3-4 mm se disteso in teglia, 2 mm se per i cestini finger food.
  8. Rivestire una teglia rettangolare 35x12 cm (o con ø 24 cm), oppure con una formina per biscotti ritagliare dei dischi per formare i cestini (se ne dovrebbero ottenere circa 25 esaurendo l'impasto).
  9. Infornare per una cottura in bianco mettendo dei pesi sulla pasta brisée in modo che non gonfi in cottura o perda la forma. Si possono utilizzare le classiche biglie, oppure dei legumi secchi o riso. Cuocere per 15-20 minuti, dopodiché estrarre la pasta dal forno e togliere i pesi.
  10. Trasferire il ripieno sulla pasta brisée e spolverizzare sulla superficie la provola affumicata grattugiata tenuta da parte. Infornare per 20-30 minuti nel caso di quiche in teglia o 15 minuti circa per i cestini più piccoli. In ogni caso sarà pronta quando la pasta avrà i bordi leggermente dorati e il ripieno avrà formato una leggera crosticina.
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Con le dosi indicate ho ottenuto una quiche rettangolare e cinque quiche finger food. Se preferite preparare solo la quiche rettangolare con gli avanzi della pasta brisée si possono fare delle belle decorazioni in superficie, mentre se preferite quelle finger food, allora ne risulteranno un bel po', a occhio direi dalle venti alle venticinque circa.

Torta salata Quiche con speck, funghi e provola affumicata ricetta saporita perfetta per cena ospiti finger food aperitivo recipe

Non mi resta che darmi da fare per completare la serendipity, ma se non dovessi fare in tempo allora approfitto per fare a tutti quanti i nostri più grandi auguri per un felicissimo ultimo dell'anno e un ancora più strepitoso 2016. :-)


A quelli che leggono questo blog con costanza (vi amo!),
a quelli che ci lasciano un commento (pure a voi!),
a quelli che ci scrivono consigli o lamentele (grazie comunque),
a quelli che passano di qui silenziosi (ma fate grandi numeri),
a quelli che aspettano un post che arriva sempre troppo poco spesso ('un ce la fò di più)
a quelli che ci ringraziano per i consigli di viaggio o le ricette riuscite (se non ci foste voi avrei chiuso baracca e burattini)
a quelli che ci vogliono bene, (noi pure, ...forse)
a quelli che...
a tutti!
I nostri più cari auguri di:

Buone feste da Zonzolando 2015

Pure a quelli che oramai passate le feste passeranno di qui e leggeranno sto post.
Sì, buone feste 2015 pure a te, uomo/donna del futuro! :-)


L'anno scorso per andare incontro a chi soffre di panico da menù di Natale, sindrome di tavola delle feste, morbo da "saccheggio la qualunque" del supermercato avevo creato cinque menù dall'antipasto al dolce a tema carne, pesce, vegetariano, per celiaci e vegano. Il post era questo qui.

Visto il numero delle visualizzazioni del post in questione ho pensato che fosse stato apprezzato e ho deciso quindi di replicare anche quest'anno aggiungendo un'altra categoria: quella degli intolleranti ai latticini.
Idee per il menù di natale delle feste dall'antipasto al dolce cosa preparare ricette per celiaci e vegetariani natalizie

Scegliete il menù che più vi piace e cliccate sulle foto che vi interessano; verrete reindirizzati direttamente alla ricetta con tutte le indicazioni per la preparazione.

1) Menù di carne


2) Menù di pesce


3) Menù vegetariano


4) Menù vegano


5) Menù celiaco


6) Menù per gli intolleranti ai latticini


Questi sono solo sei esempi, ma le combinazioni che si possono creare sono davvero moltissime. Giocate con le etichette seguendo le portate a questo link qui, o qui.
Buon divertimento e buon appetito! :-)


Grazie alla mia partecipazione ad una trasmissione TV che andrà presto in onda, abbiamo approfittato per allungare il soggiorno e regalarci una breve zonzolata romana.
Era un bel po' di tempo che non scendevo a Roma; l'ultima volta era stato qualche anno fa per lavoro, mentre con Massi era da una vita, credo dieci anni addirittura.
Mi ero ripromessa, non appena fossi tornata, di provare un ristorante storico di cui avevo sentito decantare le lodi soprattutto per un piatto in particolare: i tonnarelli cacio e pepe.
A dirla tutta non abbiamo solo provato il ristorante di cui vi sto per andare a parlare, ma anche altri due in cui abbiamo assaggiato i piatti della tradizione romana. A confronti fatti però pensiamo che non valga la pena inserire in questa rubrica gli altri due, almeno per il momento, visto che possono sempre migliorare. Del resto si dà sempre una seconda possibilità, no? :-)

Ebbene, il locale che ha senz'altro superato la prova come la migliore cacio e pepe assaggiata finora a Roma (a conferma di ciò che mi aveva riferito chi mi aveva indirizzata verso questo ristorante) è la trattoria/ristorante Felice a Testaccio, nell'omonimo rione (quartiere) di Roma.

Il locale è gradevole, ristrutturato e pulito. I tavoli sono sempre pieni e purtroppo alcuni sono troppo ravvicinati, ma complessivamente l'atmosfera è piacevole. L'accoglienza è calda, il servizio molto gentile, "alla romana" ma curato.
Le nostre scelte sono ricadute sui piatti della tradizione romana e per i quali Felice si è creato un nome, ossia i tonnarelli cacio e pepe e i bucatini all'amatriciana.

Recensione Felice a Testaccio Roma

I tonnarelli cacio e pepe, di una bontà stratosferica, vengono serviti in una ciotola capiente in modo che, una volta appoggiato il piatto sul tavolo, il cameriere che li serve li possa mescolare con cura creando la famigerata cremina di formaggio e amido della cottura della pasta.
La cottura e consistenza della pasta erano a dir poco perfette: al dente e con struttura. La salsa che si è formata era favolosa e se paragonata a quelle assaggiate in precedenza... beh, le surclassava senza dubbio.
Questo piatto per me è valso la visita.


Il resto non è stato altrettanto esaltante anche se comunque buono.
L'amatriciana di Massi mi è piaciuta molto anche se non ho trovato perfetto il guanciale (tradotto nel menù inglese con bacon).
Ci siamo poi divisi in due il secondo suggeritoci dal cameriere: l'abbacchio con patate al forno.
L'abbacchio era buono, le patate al forno invece - mi dispiace dirlo - ma erano proprio da rivedere.


Sempre sotto suggerimento del cameriere il secondo è stato accompagnato con un carciofo alla romana.
Sostanzialmente un carciofo lesso messo a testa all'ingiù e condito con un bel po' d'olio. Sarebbe anche stato buono se non fosse che da solo soletto è costato la modica cifra di 6 Euro. Visto il prezzo non ci è piaciuto più.


Una cosa interessante di questo locale è che il menù, oltre alle proposte di base, offre piatti diversi a seconda del giorno della settimana. Dal lunedì alla domenica (visto che è sempre aperto) vengono infatti suggeriti piatti del giorno sempre diversi e comunque riconducibili alla tradizione romana.
Il locale nelle ore di punta è sempre pieno per cui è consigliabile prenotare, soprattutto nel fine settimana. Nei giorni feriali per esempio, alle 12:30 si riesce a trovare posto, ma verso le 13-13:30 il locale si riempie e la prenotazione è praticamente necessaria.

Riassumendo:
Periodo: novembre 2015
Dove: Felice a Testaccio - via Mastro Giorgio, 29 - 00153 Roma
Pregi: locale curato, buon servizio, impeccabili i tonnarelli cacio e pepe, buona cucina romana, sempre aperto.
Difetti: prezzi superiori alla media e su alcune proposte esagerati, tavoli ravvicinati, mancanza di parcheggio.


Benvenuti al nuovo appuntamento con la "Zonzolando's Serendipity Box", la scatola che serve a ricordare i piccoli grandi piaceri della vita cogliendo il meglio di ciò che ci offre.

Troppo spesso infatti le nostre giornate sono riempite di pensieri e preoccupazioni tendendo a dimenticare il bello che nella vita c'è (sempre!). Con questa scatola voglio immortalare, se non tutto, gran parte delle cose belle che riempiono la mia/nostra vita quotidiana (ma che potrebbe essere anche quella di tutti), dalle grandi alle piccole cose che ci rendono felici e, ancora meglio, sereni.

Come raccontavo nello scorso post ho avuto modo di sperimentare una nuova emozione legata a immagini di giocattoli di quando ero bambina e che mi hanno creato una serie di flashback in successione davvero inaspettata. Questo nuovo stato d'animo era di sconforto, piacere, nostalgia e amore tutto assieme. E' stato così forte che ho voluto dedicare un'intera serendipity ai giocattoli che mi hanno colpito di più grazie ai quali sono riaffiorati ricordi che la mia mente aveva nascosto con uno spesso strato di polvere.

Ecco la Serendipity Box n° 113, in assoluto la serendipity in cui c'è più di me e da leggere numerata da sinistra a destra e dall'alto in basso.
  1. L'immagine "zero" è stata questa bambolina dai riccioli rossi. Ce l'avevo uguale identica e me ne ero completamente dimenticata. Si apriva e poteva contenere qualcosa di prezioso, oppure si potevano richiudere testa, mani e piedi e portarla in giro come un gioiello. Ne ero innamorata. E' stata questa immagine a crearmi il primo flashback ed è stato grazie a lei che ho continuato la ricerca di immagini/ricordi perduti.
  2. I timbri di Poochie. Questa è stata un'immagine che ho trovato quasi per ultima e che mi ha suscitato enormi emozioni. Sapevo che giocavo con qualcosa che ricordava un timbro. Ho provato a cercare in inglese, francese e alla fine è stato proprio con l'italiano che ho trovato questa incredibile immagine messa su e-Bay. Avevo sì e no sei o sette anni quando con questo esatto timbro ho scritto le mie prime parole stampate formulate al contrario per via dell'effetto rovescio del timbro. Ricordo shock: la scelta delle letterine nuove, la difficoltà di capire l'ordine con cui andavano attaccate, i timbri in sé, il tavolo in vetro scuro della sala di mia nonna.
  3. Non ricordo perché ne avessi uno solo; forse l'altro lo avevo barattato con le amiche o forse semplicemente lo avevo perso, ma ricordo perfettamente che con l'unico orecchino in mio possesso avevo costruito una collana. La collana col ciondolo di Barbie. Ricordo shock: il suo profumo.
  4. Il Dribbling: un tavolo da gioco magnetico per calcio che abbiamo praticamente distrutto a forza di giocare e che sostava nel sotto scala tutto l'anno. Sì, c'era uno dei due giocatori che giocava piegato per via della rampa di scale che saliva sulla sua testa. Nel tempo poi è diventato il mio tavolo da cucina su cui far finta di mangiare con le amichette.
  5. Il phon per capelli, esattamente come questo. Non ricordo nient'altro se non di averlo avuto e il rumore che faceva.
  6. Non ricordavo il nome di questo "coso" giallo e peloso. L'ho scoperto solo dopo l'associazione con la foto in Google. Si chiamava SnuggleBumms e io ne avevo proprio uno giallo identico a questo. Lo pettinavo, spettinavo e ripettinavo ancora.
  7. Il biliardino a molla. Questo l'ho cercato io dopo che mi è venuto in mente grazie al Dribbling del punto 4).
  8. La Friggi Friggi. Io non ce l'avevo, i miei non me l'avevano comprata e la invidiavo tanto alle mie amiche. Che poi a ripensarci che avrà mai avuto di speciale?
  9. Altro ricordo shock conseguenza del punto 1). Dopo il primo flashback avevo la forte sensazione di averne avuti per le mani più di uno di questi aggeggi. Chiudevo gli occhi e mi sforzavo di ricordare, ma con scarsi risultati. Eppure la mia sensazione cresceva ogni giorno, forse al mio cervello serviva una spolveratina più a fondo, forse andava unta nuovamente qualche connessione con della mielina fresca perché un giorno, PAF!, mi è venuto in mente un dettaglio fondamentale: l'oggetto che "non ricordavo" aveva un pulsante con della musica. L'aggeggio suonava! A quel punto ad ogni tentativo di ricordo spuntavano altri dettagli: l'aggeggio era rosa, l'aggeggio si apriva, l'aggeggio era una chitarra, l'aggeggio aveva la testa pelosa e bionda. Lo vedevo ormai. Quando dopo un'ora di ricerca l'ho trovato non ci potevo credere. Per la prima volta era il mio cervello che aveva anticipato l'occhio.
  10. L'esatta copia della mia cartella di prima elementare: la cartella di Poochie. La amavo. Follemente.
  11. Ne avevo solo uno e non è nemmeno questo per dirla tutta. Ho provato a cercarlo ma non l'ho trovato. Non so dire come fosse fatto, non ne ricordo i dettagli. So che se lo vedessi potrei dire: "E' lui!", ma finora la ricerca ha dato pessimi risultati. Segni particolari se mi sforzo: viola, piccolo, maschio e col tubo storto. Perché aveva quel tubo strano che non mi piaceva.
  12. Il mio primo borsellino del colore come quello in alto a destra. Non lo amavo, ma mi piaceva averlo finché mi misi a staccare ogni singola paillette incollata. Dopo era così brutto che lo misi in disparte. Non so che fine fece.
  13. Il portapenne accanto al telefono. Quando ancora esistevano gli ingressi di casa, quando ancora il telefono stava nell'ingresso, quando ancora esisteva il telefono fisso. I cassettini però erano neri, non bianchi.
  14. La casa sull'albero di Laura. Anche questo giocattolo non me l'avevano comprato, ma questo però, a differenza della Friggi Friggi mi sarebbe proprio piaciuto. Aveva pure l'ascensore nel tronco e la scala retrattile. Grazie ad altre immagini trovate sul Web sono riuscita a ricordare particolari davvero incredibili di questo gioco. Era bellissimo!
  15. I Mini Pony! Se ricordo bene ne avevo tre, tutti identificati. Quello in foto, uno bianco con la criniera blu e uno indaco con la criniera arcobaleno. Se so fare le trecce fin dalla tenera età è solo grazie alle loro lunghe code.
  16. Credo che la cucina di Barbie sia il giocattolo a cui tengo di più. Quando i miei mi hanno detto che lo avevano buttato mi è preso un colpo al cuore. Io non ci ho giocato, ci sono cresciuta! Ho ancora le foto del Natale in cui è arrivata. Avevo perso praticamente subito (non ricordo perché) il 70% delle minuscole posate e custodivo le rimanenti come delle reliquie importantissime. Ahhh se l'avessi ancora!
  17. La TV di mio nonno. Non funzionava, se non praticamente come radio. La teneva in camera da letto e io la osservavo (spenta) mentre in alcuni pomeriggi d'estate facevo un pisolino nel lettone fra di loro.
  18. Lo zainetto della seconda elementare, quello di Barbie. L'ultimo anno in cui ho avuto cartelle del genere. Dopo passai al classico zaino Invicta (rosa salmone e verde) più per evitare i commenti dei compagni di scuola che per volontà vera e propria. L'Invicta era neutra, non romantica, non infantile. A scuola a volte bisogna crescere più in fretta di quanto si vorrebbe. Ripiegai per tenere la mia dignità di femminuccia su un più modesto astuccio di Barbie da tenere sul banco. Così Barbie mi guardava sempre.
  19. Il mio primo orologio. Non avevo idea che fosse associato a una Barbie, né ricordo di averne avuta una simile. Probabilmente mi ero fatta comprare l'intero pacchetto, ma il mio obiettivo era l'orologio digitale, in barba alla bambola accanto. Ne ricordo la consistenza del cinturino al tatto, il profumo e il fatto che mi sentivo veramente figa.
  20. Esattamente questo completino di Barbie, proprio questo, dopo un quarto di secolo gira ancora sul Web. Son cose.
Se volete vedere la collezione completa dei miei amarcord - flashback da paura, la trovate qui.


Dopo tante parole sarò breve a raccontare i bei momenti della Serendipity Box n° 114:
  1. Il caffè che mi offre sempre Paola quando vado a trovarla.
  2. Il colore stupendo dei cavoli cappucci viola appena colti dal campo.
  3. Docs che sulle nostre teste sta di vedetta mentre noi ci godiamo il panorama sdraiati per terra.
  4. I piedi dei podisti dopo una lunga gara e la bella mattinata passata con chi come me li aspettava al traguardo.
  5. Il profumo dei frollini appena sfornati.
  6. Sta bomba di bontà cioccolatosa. La ricetta è qui.
  7. I dialoghi di Massi con Siri, roba da morire dalle risate. :-D

E questa è la Serendipity Box n° 115:
  1. L'inaugurazione di un locale pastafariano a Trento.
  2. Tè caldo col miele, una fetta di pane con la marmellata, sciroppo per la tosse e tornare a respirare.
  3. La tisana dei miracoli che mi ha fatto trovare Cinzia. Non solo una panacea per la tosse, ma una delizia che voglio assolutamente imparare a fare anche a casa. Grazie Cinzia!
  4. C'è chi le bombe le mette per uccidere e chi le toglie per salvare vite. Le operazioni andate a buon fine - e per fortuna visto che il mio ufficio era a trenta metri in linea d'aria - del disinnesco di una gigantesca bomba della seconda guerra mondiale rimasta inesplosa.
  5. La speranza che possa esistere la pace fra gli uomini.
  6. Questo straordinario panorama incontrato durante una nostra zonzolata in montagna.

L'aforisma degli ultimi giorni trascorsi è:
"Attraverso la violenza forse puoi risolvere un problema, ma pianti i semi per un'altro."
(Buddha)


Regalate sorrisi, abbracci e baci e buon tutto! :-)


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