Enjoy food, travels and life

Qual è una delle combinazioni più sfigate che possano esistere per una donna?
Che sia pieno inverno, che faccia freddo, che nevichi, che la strada sia praticamente una roba inagibile, che tu debba tornare a casa, che tu sia dotata di un catorcio di macchina (la "Geppina" che mi ha lasciato mio nonno e guai a chi me la critica o tocca), che tu abiti in una valle frequentata più o meno come il deserto del Kalahari e che il tuo uomo sia a più di ottomila chilometri di distanza da te per lavoro.

Che probabilità mai ci potrà essere perché succeda tutto ciò?
Ebbene, una cosa che si impara dalla tenera infanzia è: mai mettere freni alla provvidenza della sfiga perché se la fortuna è cieca, lei ci vede benissimo!

Nemmeno a gufarsela guarda caso, prima che Massi partisse ho fatto la revisione alla macchina e l'odiosissimo ripassino invernale.
M: "Ti ricordi come si mettono le catene, vero?"
Ecco che parte l'interrogatorio, penso fra me e me.
E: "Ehm... più o meno."
La sua faccia non è molto contenta.
M: "Dai, dove vanno messe?"
E: "Alle ruote!" Cerco di restare serissima.
M: "Quali ruote?"
E: "A quelle dietro, no?" Ma non ce la faccio a trattenermi e capisce che scherzo.
M: "Daiii! Allora quando nevica devi guidare piano, con dolcezza e se vedi che la macchina non tiene devi guid..."
-Mamma mia che sporca che è la macchina, dovrei lavarla. Dovrei andare dalla parrucchiera, mi devo ricordare di chiamarla, oddio mi sono dimenticata una busta in ufficio, ma dove le ho messe le chiav...- La mia mente va.
M: "Pronto? Hai capito?"
E: "Sì, sì!"
M: "Allora ripeti!"
-Tana! Diamine!-
E: "Massi... ci sono cose che una donna può fare, ma che non vuole fare. Una di queste è mettere le catene. E non dire che è una roba da cinque minuti, perché anche leggere le istruzioni per il montaggio dei mobili o fidarsi ciecamente del navigatore invece di leggere i cartelli richiede meno sforzo eppure vuoi uomini proprio non ce la fate. Non è che non potete, non volete. In modi diversi siamo esattamente uguali. C'est la vie!"
M: "Fai come vuoi, io ti ho avvisata eh."

Riso alla pilota con salsiccia ricetta tradizionale tipica mantovana

Il giorno successivo la gufata, puntuale tanto che manco un orologio svizzero potrebbe fare altrettanto, si realizza più o meno in coincidenza con il decollo del consorte, prima con una nevicata leggera e mentre sto risalendo per la valle per tornare a casa si trasforma in una nevicata in piena regola con strade ovviamente deserte e al limite del percorribile.

Io e la mia Geppina sfidiamo intrepide la strada e i tornanti scivolosi, incrociamo uno spazzaneve che quasi ci sotterra, veniamo sorpassati da due pandini oldstyle, e tra la prima marcia e la seconda guadagniamo quota lente e inesorabili.
Per trenta minuti la mia testa ripete come un mantra "Dai Geppina, dai che ce la fai; non farmi mettere le catene. Dai Geppina, dai che ce la fai."
E lei pian piano ce la fa. Entriamo in paese dove la situazione migliora e quasi son commossa per l'impresa. Poche centinaia di metri e sarò a casa al calduccio sana e salva.

A due metri dall'ingresso del garage di casa mi accorgo che lo spazzaneve non ha ovviamente pulito quel tratto. Pure la Geppina ha un mancamento e mi si spegne sul colpo.
Provo e riprovo, avanti, indietro, in rincorsa, ma il tratto è leggermente in salita e non ce la faccio. Quando guadagno cinque centimetri poi ne riperdo dieci. Slitto inesorabilmente. Capisco di non avere speranze. Ma no! Per due metri (e guardatevi intorno per capire della misera distanza di cui sto parlando per una macchina) non metterò le catene! E' una questione di principio!

Apro il garage col telecomando, esco di macchina, rischio di ammazzarmi sul ghiaccio che ho creato, varco la soglia e vado alla ricerca di qualsiasi strumento che possa fungere da pala (che ovviamente era lì fino al giorno prima ma tanto per aggiungere sfiga in quel momento non c'è).

Il McGyver che c'è in me combinato alla mia cocciutaggine (che se non si fosse capito nei post precedenti, è molta!) e alla straordinaria potenza dei miei bicipiti sottosviluppati trasformano una scopa in un arma di distruzione di montagne nevose. Spalo tutto, sgombero il passaggio alle ruote e sistemo mucchi di neve dietro la macchina in modo da non andare ulteriormente indietro e in caso contrario non dover comunque graffiare la macchina.

Tutta sta scena mentre una tendina del vicino si scosta e tre trattori con benna mi passano a non molta distanza senza che manco uno si offra di aiutarmi.
E fanno bene! Perché direi di no, oramai tra me e la soglia del garage è una guerra aperta.
Ritento per due volte. Al minimo sentore di aderenza la Geppina slitta un po', sgomma e stride ma poi varca la soglia del garage trionfante.
Ce l'abbiamo fatta.
E io non ho messo le catene!


Rientrando in casa praticamente fradicia, non so se più per la neve o più per il sudore mi sono chiesta: "Sono o non sono una brava pilota?"
Al che, affamata come non mai, l'associazione nella mia testa puramente legata al nome, ma che non ha niente a che vedere col vero significato del termine (che spiego dopo), mi ha fatto venire in mente questo piatto che adoro e che mi ero davvero meritata per l'occasione.

Questo riso l'ho conosciuto grazie ad un'amica mantovana DOC che ce lo aveva servito anni or sono quando andammo a trovarla. L'ho amato dalla prima forchettata e spero che sia contenta di come l'ho preparato.
Non me ne vogliano i puristi, non avevo pasta di salamella mantovana ma pasta di maiale trentina (super genuina), e di uscire di casa per andarla a cercare direi che non era proprio il caso.
Il risultato finale era una goduria, ma per il giudizio lascio a voi l'assaggio. :-)

Riso alla pilota

Preparazione: 5 min.Cottura: 10-12 min.Riposo: 10 min.
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 590 circa
Ingredienti:

  • 360 g di riso Vialone nano
  • 1 salsiccia - pasta di salamella (350 g circa)
  • 100 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • Acqua
  • Sale q.b.
Facoltativi a discrezione:
  • Brodo vegetale (al posto dell'acqua a me piace molto)
  • 20 g di burro
  • 1 scalogno
  • 1 rametto di rosmarino
Preparazione:

  1. In una casseruola versare il riso in acqua bollente salata (o brodo nel mio caso) di pari volume al riso, facendo in modo che quest'ultimo si distribuisca sul fondo uniformemente. Lasciare cuocere per 10 minuti senza coperchio.
  2. Spegnere i fuochi, coprire con un canovaccio che trattenga l'umidità e anche il calore e lasciare riposare per 10 minuti.
  3. Nel frattempo che il riso termina la cottura sgranare la salsiccia (o se si ha la pasta di salame ancora meglio) in una padella con una piccola noce di burro e farla cuocere per 10 minuti, eventualmente aggiungendo lo scalogno tritato e il rametto di rosmarino.
  4. Scolare il riso (non dovrebbe servire se le dosi di acqua erano giuste), versarlo nella padella tolta dal fuoco e mescolare.
  5. Sgranare il riso con i rebbi di una forchetta, unire il Parmigiano Reggiano grattugiato, mescolare e servire.
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Questa ricetta, come ho detto "poco" sopra, è un piatto tipico mantovano che prende il nome dagli operai che erano addetti alla pilatura del riso che erano chiamati appunto ”piloti”. Con pilatura si intende la pulitura del riso che veniva fatta tramite una pila, ossia un grande mortaio azionato a mano. Poiché i piloti erano grandi consumatori di questo piatto allora la ricetta ne ha preso il nome.

Si chiama riso alla pilota e non risotto perché il riso è bollito e non cotto in padella. Inoltre il risultato perfetto è un riso sgranato, affatto mantecato e che potrebbe sembrare all'apparenza molto asciutto, ma che in realtà ha una buona morbidezza data dal grasso della pasta di salamella e del formaggio.


P.S.: ehm, se qualcuno trovasse un video su YouTube di una pazza che fa mille manovre, spala, sgomma ecc. per entrare in garage, ecco... non ditemelo e non pubblicizzatelo troppo, grazie.


P.P.S. (aggiornamento del 29 aprile 2015): Daniela del blog Acqua&Menta mi ha scritto su Facebook che per quanto le risulta pare che questo riso sia nato perché i pilatori, che stavano preparando il riso, dovettero dedicarsi ad un'altra attività, per cui spensero il fuoco sotto l'acqua. Quando tornarono, il riso era perfetto, e diventò il loro modo di prepararlo. Grazie Dany! :-)

14 commenti:

  1. mamma mia come ti capisco....sai che io le ho nel baule ma non so neppure come si fa ad aprire la confezione, ahahaha...sono irrecuperabile, lo so!
    ottimo questo risotto, uno molto simile è il cavallo di battaglia della mia mamma, quindi non posso che amarlo... ;)
    Buonissima giornata...speriamo senza neve, sob!

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  2. Questi uomini sempre pronti a istruirci senza pensare che noi siamo piene di sorprese;) e dai alla fine ti e' andata bene ma concordo che la sfiga ci vede benissimo!!!
    non sapevo che questo piatto si chiamasse cosi' me l'ha fatto un'amica una sera a cena ed e' squisito!!!
    un bacione

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  3. O_O o mamma mia..ma cosa sconvolgente.. nessuno che si fermasse a darti una mano.. e dove è finita la galanteria??? roba da pazzi! Fortuna che è andato tutto ok.. sana e salva tu e la tua Geppinaa casa!!!!! però un consiglio.. impara mettere le cateneeeeeeee :-D.. Ottimo invece il tuo risottino... :-) smackkk

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  4. mi hai fatto ridere, mi sembrava di vederti armata di scopa! bravissima!!!
    e questo riso me lo segno subito....visto che anche qui a preso a nevicare!
    amelie

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  5. è un piatto di riso molto goloso che piace a tutti in tavola, brava

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  6. Ah ah, è vero, non le vogliamo fare certe cose, e mettere le catene è una di quelle, anche io piuttosto che trovarmi nella situazione di doverle mettere non muovo la macchina e vado con i mezzi pubblici mettendoci il quadruplo del tempo e rischiando di andare a piedi!! Sei stata bravissima, evviva il piano B!! Il riso è davvero delizioso!!
    Buona giornata!!

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  7. Odio guidare con la neve e le catene non sono proprio capace di metterle!!!! :)
    Ho assaggiato una volta questo riso ed è favoloso!!!
    Un bacione cara! Buona serata

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  8. Non ho un buon rapporto con la neve. Io avrei mollato tutto, sei stata bravissima.
    Ottimo questo risotto.

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  9. Scusa se non fosse per la faticaccia che hai fatto penso che una risata allegerirebbe tutto. Sei forte ma noi donne siamo toste. Il riso anche cosi da risottare buono. Un pò come si fa per il pilaf solo che procede in forno. Lo faccio riso possiedo, salamella anche, il resto non manca mai penso che lo farò domani sera, stasera gamberoni surgelati all'aglio. Buona serata.

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  10. Ma magari fossi su you tube, sai che ridere e che boom di visualizzazioni!! Sei una capatosta come solo una donna sa esserlo, ma la tua Geppina lo è di piu e da amica ti ha fatto solo tribolare un pò. ..un pò abbastanza...un po molto...vabbuo mica proprio amica! Ma noi capotoste siamo tutte con te e quel video potrebbe avere un titolo"La forza delle donne senza catene", sarebbe cliccatissimo!
    Un abbraccione tesoro a te a Geppina e una forchettata a quel pilota li...tutto a provare!

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  11. Mi sono pisciata adosso dal ridere ti giuroooo ...scusa non e' carino ma sei stata una grande!!!!! e anche il tuo riso e' mitico!!!!baciiii

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  12. ahaha hai proprio ragione non è che uno non ce la fa, ma non vuole!! e poi uomini e donne hanno un mondo a sé dentro la testa! mi hai fatto ridere tantissimo! sei la donna senza le catene ahahah :)...io è meglio che non parlo perché ancora io e la macchina siamo due nemiche! complimenti anche per il riso con la salsiccia!!

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  13. e io ho preso il 4X4, manco abitassi sui bricchi, e delle catene me ne frego...... mi hai fatto ridere da matti!!!! ciao, baci

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  14. Lo dicevo io che è una roba psicologica femminile, me lo confermate proprio! E sottoscrivo quello che dite ahhahaha Un abbraccio grande a tutti, grazie mille e buona giornata!

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