Enjoy food, travels and life

No, non ho sbagliato a scrivere la data del post, si tratta proprio del 2016!
Come vola il tempo!
Pare incredibile quanto è passato, sia dall'ultima volta che ho scritto su questo blog, che da quando siamo andati a fare una zonzolata a Sydney.
Era Natale e camminavamo in pantaloncini corti per le vie deserte della città. Una città pulita, moderna e per come me la ricordo (visto che ci avevo fatto proprio caso mentre passeggiavamo) incredibilmente profumata, grazie alle infiorescenze delle piante a ridosso di giardini e strade.

Ce la ricordiamo entrambi come una delle città più belle che abbiamo visitato.
Ci siamo stati fino a capodanno e poi abbiamo preso il volo che ci ha portato nella meta che non dimenticheremo mai: le Isole Cook, di cui avevamo già parlato qui.

Vi lascio giusto qualche cartolina per vedere come è fatta, qualche utilissimo link da Wikipedia da cui trarre informazioni e qualche piccolo dettaglio di cosa ci ha colpiti.


L'Opera Hause è il simbolo per eccellenza della città. Si tratta di un teatro fantastico. La cosa che ci ha stupito di più è stato il fatto che il tetto è completamente rivestito con piccole piastrelle lucide.
All'interno ci sono anche un bar e ristorante molto chic.


L'Harbour Bridge è un ponte che vale la pena di attraversare a piedi o addirittura su cui salire visto che ci sono visite guidate che si spingono fino in cima all'arcata di acciaio.
Non ci siamo spinti molto oltre il ponte, siamo tornati indietro e abbiamo pranzato nel bellissimo quartiere pieno di localini che si estende a partire proprio da sotto all'ingresso del ponte.


Quella che si vede qua sopra è la vista che si vede dalla torre qua sotto (che giro di parole!), la Sydney Tower Eye. I momenti migliori sono da poco prima del tramonto all'imbrunire per vedere tutte le sfumature di luce che cambiano sulla città, che pian piano si illumina di tantissime minuscole luci.


Non potevamo farci mancare di andare a trovare la copia esatta del Porcellino di Firenze, con tanto di muso lucidato a forza di essere strofinato dai turisti. Il mondo è davvero piccolo!


Le cose da gustare sono tantissime. Si parte dai famosissimi Lemingtons, tortini soffici ricoperti di cioccolato e cocco, i Tim Tam, cioccolatini ripieni in varie declinazioni che si trovano ad ogni bancarella o supermercato, e la Pie and peas da assaggiare rigorosamente al Harry's Cafe de Wheels al molo Wooloomooloo seduti su una panchina (se la trovate libera!) a guardare il mare.


Un consiglio per spendere poco e godersi una giornata di sole all'aperto a piedi nudi sull'erba è quello di comprare cibo sano da asporto in uno dei numerosi supermarket e fare un picnic al parco più grande della città. Vale la pena dopo tanto scarpinare!


Infine non potevamo perdere la Fontana El Alamein, un magnifico soffione d'acqua che raffigura in pieno il simbolo di questo blog.

Chi non muore si rivede.
Anche se passa un bel po' di tempo.
E qui è passato oltre un mese e mezzo di tempo.
In sostanza è passato novembre, che non è stato un bel mese. Per niente.
Ma qui, in questa rubrica, per definizione le cose brutte non devono entrare, anche se segnano indelebilmente e hanno rese lunghe e difficili da scrivere queste box.
Ci ho messo un po' a riprendermi e a ritrovare la voglia di scrivere. I bei momenti li ho bramati e fotografati proprio per il motivo cardine che caratterizza questa rubrica: c'è sempre un buon motivo per trovare (o provare a trovare) il sorriso.
Non è stato facile, ma questo esercizio del buon umore è davvero una manna e quindi, eccomi qua (dopo un sisma interno) a scrivere.
Spero che questo post sia utile e di spunto a tanti che si trovano in brutte situazioni, perché tanto non importa qual è il motivo che ci rende tristi, ma il fatto lo siamo. E bisogna venirne fuori. Punto.
Ho già scritto anche troppo di robe depresse. Dai Elena! Su! Vai con la frase di rito e tanti bei momenti! che ce ne sono stati comunque davvero tanti, tantissimi! :-)

Benvenuti al nuovo appuntamento con la "Zonzolando's Serendipity Box", la scatola che serve a ricordare i piccoli grandi piaceri della vita, cogliendo il meglio di ciò che ci offre.

Troppo spesso infatti le nostre giornate sono riempite di pensieri e preoccupazioni (o vere e proprie sfighe talvolta) tendendo a dimenticare il bello che nella vita c'è. Sempre!
Con questa scatola voglio immortalare, se non tutto, gran parte delle cose belle che riempiono la mia/nostra vita quotidiana (ma che potrebbe essere anche quella di tutti), dalle grandi alle piccole cose che ci rendono felici e, ancora meglio, sereni. O che come in questi casi, rasserenano giorni bui.

Riprendo dalla ultima box e proseguo con la Serendipity Box n° 212:
  1. Una bellissima passeggiata con Massi al lago. Mettersi a giocare con due anatre che avevano trovato una mela che non riuscivano a mangiare perché troppo grande e scivolosa. Aiutarle a farcela.
  2. Pensare agli altri, pensare agli amici. Fare regali e impacchettarli.
  3. Le cene con loro, le risate. Quante risate! Non vedo l'ora di rivederli tutti presto!
  4. Quando dico a Massi di prendere il dolce, che io sono piena, per poi mangiargliene metà e lui non fa una piega. Ehm... quasi sempre dai. ;-)
  5. Le passeggiate nel bosco dopo la tempesta che ha imperversato sul Trentino. Una scuola di vita. Laddove c'era un bel sentiero, c'erano alberi abbattuti, tronchi spezzati, rami ovunque, un tratto impraticabile e pericoloso. La soluzione? Non guardarsi indietro, ma andare avanti. In qualche modo, anche se la strada sarà difficile e impervia. Dopo, una volta superati gli ostacoli, anche pericolosi, c'è la soddisfazione di non aver mollato e di aver fatto anche questa esperienza. Sempre io e lui fianco a fianco ad aiutarci.
  6. Una ratatouille in preparazione, mele in camicia ed un amico zonzolone a cena.
  7. L'incredibile livello di tecnologia a cui siamo arrivati e che ci rende la vita molto più semplice.

La vita mi mandava segnali per addestrarmi a viverla al meglio anche nelle situazioni più difficili nella Serendipity Box n° 213:
  1. Il colore del Lago di Garda dopo le piogge incessanti e la riapertura della paratia di sversamento che permette di salvare aree da esondazioni e anche vite umane. Il caso aiuta chi è preparato diceva Pasteur.
  2. Il gusto delle cose semplici, semplicissime, eppure così buone. Camperei di zucche.
  3. Il senso di eccitazione che mi pervade ogni volta che entro in pasticceria. Liberare la fantasia, seppur nel rigore di ricette precise. Forse è proprio per questo che la amo.
  4. Tornare (ehm... cercare di tornare) a casa di notte dopo una giornata infinita e trovare la strada di casa, completamente bloccata. Attendere, attendere e attendere ancora, per poi sentirsi dire "o dorme in valle come ormai stiamo consigliando di fare a tutti, oppure prende quella mulattiera che sale di là..." Non mi sono arresa, mi sono armata di coraggio e fra buio pesto, pioggia, nebbia, strada sdrucciolevole, ramaglie cadute sulla carreggiata, torrenti sulla strada, tornanti da fare in prima ho preso la mulattiera. Perché io... c'avevo da dormì fra le braccia del mio Massi.
  5. L'amaro nello stomaco lenito dallo stare insieme e il dolce in bocca. Il gelato è sempre una buona cura.
  6. Una domenica uggiosa passata a fare i tortelli di zucca mantovani più buoni e belli del mondo. Va beh, insomma ci sembravano così.
  7. Passeggiare nel bosco in una giornata di sole con il foliage a terra. Meraviglioso.

Tanta resilienza (un termine che va di moda e che talvolta viene usato a sproposito) nella Serendipity Box n° 214:
  1. Plumcake di farina di castagne: sfornati e scomparsi.
  2. Sognare è bellissimo! E non costa nulla... o quasi dai!
  3. Le orchidee che crescono steli floreali in tutti i vasi che abbiamo. Non vedo l'ora che fioriscano.
  4. Dopo aver odiato il 216, il 21, l'11, lo 0,2, e il 14 posso dire: I have had a dream, but it did not come true; anyway it was nice to dream.
  5. Ho scoperto una cosa nuova: anche lasciare andare tutto il dolore e accettarlo è un momento di serendipity. (Visto a posteriori)
  6. Occupare la testa in una marea di panne cotte buonissime.
  7. Giornata di sole, cielo terso, Massi al mio fianco (che se non lo avessi non so che farei), la giusta musica nelle orecchie a palla, camminare avanti come solo nella vita si può fare, e il sole che torna anche dentro.
  8. Mi è apparso un sorriso anche sui compiti in classe. A voi il prof ve l'ha mai disegnata una emoticon sul compito? Top!

Rialzarsi per correre nella Serendipity Box n° 215:
  1. Io, il mio Massi, un giro in centro e uno spuntino che sapeva di tartufo.
  2. Passare una serata dedicata a degustare eccellenze trentine. Ma quanto sono belle queste iniziative!
  3. Conoscenza non ti temo, anzi ti bramo.
  4. La scoperta dell'isomalto. Sperimentare con mousse al cioccolato e decorazioni nuove. Giocare col cibo ma sempre con tanto rispetto.
  5. Degustazione di mieli. Ho scoperto che vado pazza per quello al rododendro.
  6. Esiste un più bel saluto al giorno vissuto che la visione di un tramonto? O anche di un cielo super stellato?
  7. Questi due bricconcelli, Sofy sulla sinistra (che non stava ferma manco a pagarla) e Docs sulla destra (che invece si è messo in posa subito) hanno avuto tre splendidi cuccioli di cui ho già parlato al punto 4) della Serendipity Box 210, e sono due genitori fantastici.
  8. Uno dei tre è l'ultima arrivata in casa Zonzolando. Si chiama Laika, è una forza della natura, morde tutto, mangia tutto, ha paura di tutto, corre come una forsennata e dorme l'istante successivo, gioca e litiga con se stessa allo specchio, fa la pipì in giro quando è emozionata o tanto felice (altrimenti ha già imparato dove farla), segue il suo papone nelle nostre lunghe passeggiate con una energia che ci ha lasciati di stucco, impara alla velocità della luce ed è impossibile non amarla dal primo istante. Lei è stata la casuale, definitiva ed esplosiva ragione che mi ha fatto tornare il sorriso.

L'aforisma per questi ultimi giorni trascorsi è una frase :
"Un vincente trova sempre una strada, un perdente trova sempre una scusa."
(Lao Tzu)

Ecco, visto il post chilometrico mi son detta a rilettura fatta, che forse sì, il blocco dello scrittore m'è passato. Forse...
Buon tutto! Nonostante questo 2018 sconclusionato.


Va beh!
Volevo, e forse dovevo, pubblicare questa ricetta settimane fa, se non mesi fa.
Non volevo lasciarla ancora fra i post in bozza e così la pubblico oggi, in barba alla stagionalità e all'estate che se ne è andata. Nel caso, se vi interessa, salvatevi il link per periodi più propizi.
Questo era il vecchio post con solo qualche aggiustata per poterlo concludere e pubblicare.


E' proprio vero che non siamo mai contenti!
Gli anni scorsi mi lamentavo con Massi delle ore passate a rimpinguare freezer, scaffali e mobiletti di confetture, conserve e alimenti congelati dopo le lunghe giornate di lavoro.
Poco importava dello stato di scatafascio con cui si tornava a casa, poco importava del caldo estivo unito a quello dei fornelli: frutta e verdura non si conservavano a lungo e quindi occorreva metterle in salvo con adeguate preparazioni prima che il duro lavoro della loro coltivazione svanisse.
E così insieme abbiamo trascorso una buona dose di ore con la palpebra semi calante a sgranare, schiacciare, insacchettare, invasare e poi ancora a passare e cuocere e invasare. Fra queste preparazioni c'erano sempre anche pentoloni di conserva di pomodoro.
Quest'anno, che di pomodori il nostro orto ne ha visti inspiegabilmente pochi, mi sono lamentata del fatto che non ne potessimo fare scorta per l'inverno e ho avuto il coraggio di dire che qualche ora al bollore dei pentoloni me lo sarei fatto più che volentieri.
Sì, è proprio vero che non siamo mai contenti!

Spaghetti al sugo di pomodoro fresco ricetta semplice - fresh tomato sauce spaghetti recipe light vegan italian cuisine

Ahimè quindi non riusciremo a goderci dei buoni piatti a base dei nostri pomodori durante il prossimo inverno.
Non ci resta che goderceli al massimo così, in purezza e sfruttando una ricetta che è l'ABC della gastronomia italiana: gli spaghetti con sugo (o salsa - fate voi) di pomodoro fresco.
Praticamente il caposaldo della cucina italiana, quello che iconograficamente ci rappresenta nella testa della gente di mezzo mondo oltre alla pizza.
Ecco come lo preparo io.

Spaghetti al sugo di pomodoro fresco

Preparazione: 15 min.Cottura: 30 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 520 circa
Ingredienti:

  • 1 kg di pomodori peretta da salsa ben maturi
  • 50 ml di olio extravergine di oliva
  • 100 g di cipolla
  • 2 spicchi di aglio
  • 7-8 foglie di basilico fresco
  • Sale q.b.
  • 360 g di spaghetti
Preparazione:

  1. Incidere leggermente i pomodori nella parte inferiore con un taglio a croce. Immergerli in acqua bollente per un minuto e poi scolarli, lasciarli raffreddare tanto da poterli maneggiare e con l'aiuto di uno spelucchino privarli della pelle che si staccherà facilmente. Tagliarli in cubetti grossolani eliminando i semi.
  2. Scaldare dell'olio in una casseruola e appena caldo versare la cipolla tritata molto finemente. Una volta imbiondita unire anche l'aglio e infine i pomodori.
  3. Unire il basilico e cuocere per una mezz'ora mescolando di tanto in tanto in modo che non si attacchi sul fondo. Regolare di sale.
  4. A metà cottura circa del sugo mettere a cuocere gli spaghetti in acqua bollente salata.
  5. Una volta cotti piuttosto al dente scolarli bene e versarli nel sugo di pomodoro. Ripassarli velocemente in modo che il sugo aderisca alla pasta e sia ben amalgamato e poi servirli così, oppure con un giro di olio a crudo e delle foglie di basilico fresco.
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Eilà come va? E' un po' che non ci si vede da queste parti eh!
Eccomi di nuovo con un altro appuntamento di questo diario dei bei momenti, che sempre di meno riesco ad immortalare e sempre di più tardo a comporre. In pratica una combinazione letale, ma (come diceva il titolo del vecchio film) "io speriamo che me la cavo".

Benvenuti quindi al nuovo appuntamento con la "Zonzolando's Serendipity Box", la scatola che serve a ricordare i piccoli grandi piaceri della vita, cogliendo il meglio di ciò che ci offre.

Troppo spesso infatti le nostre giornate sono riempite di pensieri e preoccupazioni tendendo a dimenticare il bello che nella vita c'è (sempre!). Con questa scatola voglio immortalare, se non tutto, gran parte delle cose belle che riempiono la mia/nostra vita quotidiana (ma che potrebbe essere anche quella di tutti), dalle grandi alle piccole cose che ci rendono felici e, ancora meglio, sereni.

Riprendo come sempre dall'ultima box pubblicata e proseguo con i tanti festeggiamenti della Serendipity Box n° 209:
  1. In primis bisogna festeggiare questo blog! Questo è esattamente il 500° (cinquecentesimo!) post pubblicato. Ma contemporaneamente festeggiamo anche i 3.000.000 (no, dico: tre milioni!) di visualizzazioni. Mica noccioline eh! Sono tanto contenta e ringrazio tutti quanti, sia quelli che passano di qua per caso, che quelli che ci seguono con attenzione e affetto.
  2. Festeggiamo con un giro in moto e uno spritz in una meravigliosa giornata di sole davanti ad un lago in splendida forma. Fosse sempre così...
  3. Festeggiamo per un "nipotino" ammesso ad una nuova scuola, in cui teneva tanto ad entrare.
  4. Festeggiamo per aver avuto la possibilità di concederci una partita a tennis e per avere un cucciolone (ormai agé) che non ha tardato a reclamare la sua dose di coccole.
  5. Quando le amiche, anche quelle che non vedi da una vita, ma che è sempre un piacere risentire, ti mandano i messaggini di auguri.
  6. Festeggiare per avere la fortuna, anzi il privilegio, di avere una splendida famiglia unita. Prosit a tutti noi!
  7. Maneggiare con cura! I peperoncini di Claudio e Sara sono una bomba piccante, ma anche di delizia. Grazie infinite!
  8. Festeggiare con il tiramisù super leggero e super gustoso della zia Luisa. Robe da leccare la teglia per quanto è buono.

Altri festeggiamenti, tanti festeggiamenti (sì, siamo proprio fortunati!) nella Serendipity Box n° 210:
  1. Festeggiare con un gelato il termine di una pausa pranzo passata al sole caldo dell'autunno.
  2. Lavorare per festeggiare gli altri ed essere felici per loro. Il mestiere del ristoratore deve regalare tante belle soddisfazioni, sempre detto io.
  3. Sentirsi apprezzati quando ti arriva un macchiato con un cuore disegnato dentro.
  4. DOCS E' DIVENTATO PAPA'! DOCS E' DIVENTATO PAPA'! E per la seconda volta per giunta! Lo griderei al mondo! La natura è veramente meravigliosa e vedere questi tre cuccioli che succhiano il latte dalla mamma è meraviglioso. Mammina (che ringhia a Docs come vedesse il demonio) e cuccioli stanno bene e se la passano alla grande e noi siamo tanto felici.
  5. L'ultimo lollipop. L'ultimo di 1500. Son cose!
  6. Le comande, l'adrenalina, il sangue freddo e poi la soddisfazione negli occhi di tutti che ripaga tutti gli sforzi.
  7. L'autunno che mi dà il benvenuto in ufficio così.

Ebbene sì, ancora festeggiamenti nella Serendipity Box n° 211:
  1. Gongolare per la felicità degli sposi al matrimonio di Federica ed Alessandro.
  2. Quello strano sentimento misto fra gioia e nostalgia quando metto questo anello comprato alle Isole Cook. Lo amo!
  3. Apprezzare il privilegio di poter mangiare seduti quando non lo fai da una settimana.
  4. Ridere. Ridere a crepapelle. Quanto ho riso in questi giorni!
  5. Le giornate d'autunno fatte di cieli tersi, colori caldi e noi tre a zonzo.
  6. Lo direste mai che è un compito per casa? Eppure è così! E Massi gongola. ;-)
  7. Sfornare tartellette come se non ci fosse un domani e inebriarsi dei loro profumi irresistibili.
  8. Emilio a cena, i miei compiti per casa fatti, mele in camicia e una crostata che alla fine per poco non ci siamo finiti in tre.

L'aforisma per questi ultimi giorni trascorsi, ma forse anche per i prossimi che verranno (a buon intenditor poche parole) è:
"Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società."
(Costituzione italiana - Principi fondamentali, Art. 4)

N.d.A.: il grassetto è mio.
Un caro saluto a tutti. Alla prossima!


Quel giorno di marzo mi sono affacciata al vetro dello sportello del forno scettica e speranzosa al tempo stesso.
Speranzosa (o cocciuta, fate voi) perché altrimenti non mi sarei rimessa a riprovare questa ricetta dopo 3.987.931 tentativi andati falliti.
Scettica perché ero convinta di trovare per l'ennesima volta le solite schiacciatine piatte con qualche mezzo risultato qua e là.

Questa volta, per la prima volta, ero riuscita a combinare tutto quanto:
  • La ricetta perfetta del pasticcere famoso.
  • Una planetaria con i contro fiocchi. (Sì,è arrivata anche in casa nostra.)
  • Un termometro digitale.
  • Il mio Massi come assistente. (Impagabile!)
  • L'ingrediente che nessun ricettario indica e che a me mancava sempre, il fattore X,: il tempo. (Nessuna fretta quindi.)

A Massi non c'è voluto molto per capire che qualcosa quel giorno era andato per il verso giusto, perché da qualche parte in casa è partito a tutto volume l'Inno alla gioia di Beethoven e una pazza si è messa a esultare come nemmeno Grosso dopo aver segnato il rigore decisivo del mondiale del 2006 aveva saputo fare.
Incredula e impaurita di aver aver avuto allucinazioni sono tornata al forno per due volte prima di capire che era veramente vero.
Sì, ce l'avevo fatta.
I macarons, i miei temutissimi macarons, erano lì.
Alti, con il cordoncino regolare, quasi tutti praticamente perfetti.

Macarons con ganache al cioccolato bianco ricetta - White chocolate macarons recipe come prepararli a casa homemade

Da quel giorno li ho fatti e rifatti seguendo la combinazione perfetta, seguendo tutti i passaggi meticolosamente e con le giuste attrezzature.
In sostanza l'errore che facevo era non rispettare bene i tempi: del croutage (ossia dell'attesa dell'essiccazione della crosta in superficie - nel mio caso lunghissima!), di cottura, di raffreddamento. Semplicemente perché non c'era mai abbastanza tempo.
Per farli ho capito che serve calma e tempo. No way.
Qui sotto ci sono tutte le mie note per realizzare la versione base con ripieno di ganache al cioccolato bianco.

Macarons al cioccolato bianco

Preparazione: 50 min.Cottura: 40 min.Riposo: 6 ore
Porzioni: 45 circa Kcal/porzione: 110 circa
Ingredienti:

Per la ganache:
  • 220 g di cioccolato bianco
  • 350 ml di panna liquida fresca
  • 1 baccello di vaniglia (facoltativo)
Per le basi:
  • 200 g di zucchero semolato
  • 200 g di zucchero a velo
  • 150 g di albumi (vecchi di almeno 3 giorni e a temperatura ambiente)
  • 200 g di farina di mandorle
  • 50 ml di acqua
  • Colorante alimentare in polvere (facoltativo)
Preparazione:

Per la ganache:
  1. Fondere il cioccolato a bagnomaria o in microonde.
  2. A parte sobbollire 150 ml di panna e poi versarla sul cioccolato. Mescolare fino ad ottenere un'emulsione liscia e omogenea. Unire i semi del baccello di vaniglia e poi gli altri 250 ml di panna fresca. Emulsionare con l'aiuto di un mixer ad immersione e lasciare raffreddare in frigo per circa 6 ore. (Nel frattempo preparare le basi dei macarons.)
  3. Una volta ben fredda montare la ganache con le fruste e trasferirla in una sac à poche con beccuccio liscio ø 1 cm. Qualora le basi non fossero ancora pronte conservarla in frigo.
Per le basi:
  1. Scaldare la farina di mandorle in forno per 10 minuti a 150 °C e poi farla raffreddare completamente.
  2. Versare pari peso di zucchero e farina di mandorle in più riprese in un mixer (TPT - tant pour tant) ed azionarlo ogni volta alla massima velocità per 5 secondi. Setacciare con un setaccio a maglia fine ed eliminare i granuli rimasti più grossi.¹ Trasferire il TPT in un'ampia ciotola.
  3. In un pentolino a bordi alti bagnare lo zucchero semolato con l'acqua, poi accendere il fuoco e portare lo sciroppo a 118 °C². Non occorre mescolare, ma solo monitorare la temperatura.
  4. Quando la temperatura ha raggiunto i 110 °C iniziare a montare in planetaria metà (75 g) degli albumi. Una volta che lo sciroppo ha raggiunto i 118 °C versarlo a filo sulla parete della ciotola facendo attenzione che non tocchi le fruste.
  5. Lasciare lavorare la planetaria fino a che la meringa non si è raffreddata.
  6. Nel frattempo versare i 75 g di albumi rimasti nel TPT. Mescolare bene con una spatola in modo da ottenere un composto omogeneo.
  7. Prelevare dalla planetaria un paio di cucchiaiate di meringa e unirle al composto. Unire l'eventuale colorante e mescolare bene e senza preoccupazioni.³
  8. Aggiungere il resto della meringa. Mescolare delicatamente dall'alto verso il basso e procedere con il macaronage ossia lavorare il composto spatolandolo per traverso e raccogliendolo dalle pareti della ciotola. L'impasto è pronto quando sollevandolo con la spatola, questo ricadrà come un "nastro" che cala con una certa resistenza.
  9. Rivestire 2-3 teglie con tappetino in silicone o carta forno avendo l'accortezza di fissare gli angoli (che altrimenti farebbero pieghe o in cottura si solleverebbero) con un pochino di impasto. Trasferire l'impasto in un sac à poche con beccuccio liscio ø 1 cm (n° 8-10) e formare tante basi di 2,5-3 cm (per ottenere dei piccoli macarons finiti di 3-3,5 cm) avendo l'accortezza di distanziarle fra loro e tenendo presente che si allargano un po'.
  10. Passare alla fase del croûtage attendendo che il guscio delle basi si asciughi perfettamente.4
  11. Una volta pronti per la cottura, accendere il forno statico a 145 °C verificando la corretta temperatura con un termometro. Infornare una teglia alla volta per circa 15 minuti.
  12. Estrarre la teglia dal forno e lasciarli raffreddare su un ripiano fino al loro completo raffreddamento.
Assemblaggio e conservazione:
  1. Trasferire un po' di ganache su metà delle basi (c'è chi fa anche una piccola infossatura nelle basi con un pollice)
  2. Comporre i macarons richiudendoli con il resto delle basi e consumarli subito, oppure conservarli in una scatola chiusa al fresco (meglio in frigo) per qualche giorno.
Note:

  1. Se la farina di mandorle è molto fine questi primi due passaggi possono essere saltati; setacciare semplicemente la farina di mandorle e mescolarla con lo zucchero a velo.
  2. Non attendere di raggiungere i 121 °C poiché lo zucchero continua la sua cottura dentro il pentolino e si rischierebbe di cuocerlo troppo.
  3. Sacrificare un po' di meringa è necessario per rendere l'impasto più fluido e non smontare troppo la restante meringa al passaggio successivo.
  4. C'è chi indica che bastano 30 minuti, altri 3-4 ore. Il tempo in realtà è variabile in base alla temperatura e all'umidità. Il tempo di attesa giusto è quello necessario per fare in modo che quando si sfiora la superficie delle basi con un dito, questo non rimane affatto attaccato al dito. Siccome i miei tempi di essiccazione al fresco in montagna talvolta diventano biblici li metto vicini ad un ventilatore o nel forno con solo la ventola accesa.
  • Ricetta ispirata da quella di Christophe Felder su "Macarons, una tentazione irresistibile".
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Da tempo avevo promesso la pubblicazione di questa ricetta, ma sono riuscita a pubblicarla solo adesso.
Nel frattempo mi sono divertita a prepararli ancora e a provare qualche nuova variante.
Del resto c'è solo da lasciar andare la fantasia.
A presto!


Ho la netta sensazione che questa estate mi sia letteralmente scappata di mano come un anguilla.
E ancora per certo so che ho lavorato (tanto, tantissimo!), ho letto, studiato e mi sono dedicata più agli altri che a me stessa.
In questo incessante turbinio di attività (che mi ha regalato tante soddisfazioni) ho fotografato pochissimo, ma un buon resoconto è comunque riassunto nelle box qua sotto.
Ma prima la frase di rito!
Benvenuti al nuovo appuntamento con la "Zonzolando's Serendipity Box", la scatola che serve a ricordare i piccoli grandi piaceri della vita, cogliendo il meglio di ciò che ci offre.

Troppo spesso infatti le nostre giornate sono riempite di pensieri e preoccupazioni tendendo a dimenticare il bello che nella vita c'è (sempre!). Con questa scatola voglio immortalare, se non tutto, gran parte delle cose belle che riempiono la mia/nostra vita quotidiana (ma che potrebbe essere anche quella di tutti), dalle grandi alle piccole cose che ci rendono felici e, ancora meglio, sereni.

Riprendo il racconto dalle ultime box e proseguo con la Serendipity Box n° 207:
  1. E' sceso in "campo" (uhm, ufficio) un biliardino nuovo di zecca per allietarci nelle pause (averne!) caffè. Beh un paio di partitelle me le sono fatte, giusto per ricordarmi quanto sono scarsa e per dare ai colleghi qualche altro appiglio su cui potermi prendere in giro. Doh!
  2. Quando Massi sente la mia personale sirena d'allarme sa esattamente qual è la procedura da seguire: somministrare gelato! Tanto gelato!
  3. Riuscire a salvare un orbettino da morte certa sulla strada.
  4. 8/08 alle 8:08.
  5. C'è chi ci cerca, non ci trova mai e protesta. Che soddisfazione per degli zonzolanti. ;-)
  6. E' incredibile quanto è bello sognare, anche se poi il sogno si infrange e rimane in bocca un amaro indescrivibile. Il solo pensiero di aver sognato e ricordare quei bei momenti è un pezzo di serendipity, anche se poi la realtà non lo è stata altrettanto.
  7. Fra le disavventure di questa estate c'è stato un occhio rosso sangue (mi si è rotto un capillare) che mi faceva sembrare una indemoniata. In questo caso la cura del mio Massi è stata questa: mirtilli a volontà.
  8. Riunire la famiglia a sbrodolarsi mani e faccia con una deliziosa fetta di cocomero in occasione di un'anguriata paesana. Son cose!
  9. E poi gelato tutti assieme!
  10. Mio suocero per l'ennesima volta sul giornale con una mezza pagina interamente dedicata a lui. Che pezzo d'uomo! Chissà cosa combinerà ancora. Stay tuned!
  11. Il volare del tempo quando si lavora (anche duramente) ma ci si diverte e si ha soddisfazione. Credo che sia il top.

E adesso ecco la Serendipity Box n° 208:
  1. Maura me li ha chiesti e richiesti, e quindi eccola accontentata: tartufi al cioccolato in quattro versioni. Che bontà!
  2. Passeggiare la mattina presto e incontrare caprioli nei campi incuriositi e intimoriti. Starli a guardare prima che fuggano via con salti incredibili a pochi passi da te. La natura è proprio meravigliosa.
  3. Esultare di gioia come una bambina per aver finalmente assaggiato una ricetta tipica trentina che ancora mancava da depennare alla mia lista: il tonco del pontesel.
  4. Un momento raro in questa estate frenetica: un aperitivo fra amici. Quanto mi ci voleva!
  5. Cena da mamma e babbo e poi partitona a briscola.
  6. Utilizzare ogni secondo libero per sfornare e decorare questa torta di compleanno. Una bella soddisfazione per me e per chi l'ha mangiata. Son contenta, ne è valsa la pena. Tanti auguri Rosetta!
  7. La strepitosa cena siciliana a casa di Caterina e Alberto. Grande Cristina per queste sarde a beccafico, grandi Cate e Alberto per il pesto alla trapanese e bravissima Sara per la torta mocaccina. Siete il top! ...Anche alle 2:30 di notte nonostante che c'abbiamo tutti un'età! ;-)
  8. Io e Massi: due cuori e una padella.
  9. L'arrivo di settembre: un capodanno, un foglio bianco su cui ho tanta voglia di scrivere la vita.

L'aforisma che ho scelto per questa serendipity è:
""La sapienza è figliola dell’esperienza."
(Leonardo da Vinci)


Alla prossima!

Benvenuti al nuovo appuntamento con la "Zonzolando's Serendipity Box", la scatola che serve a ricordare i piccoli grandi piaceri della vita, cogliendo il meglio di ciò che ci offre.

Troppo spesso infatti le nostre giornate sono riempite di pensieri e preoccupazioni tendendo a dimenticare il bello che nella vita c'è (sempre!). Con questa scatola voglio immortalare, se non tutto, gran parte delle cose belle che riempiono la mia/nostra vita quotidiana (ma che potrebbe essere anche quella di tutti), dalle grandi alle piccole cose che ci rendono felici e, ancora meglio, sereni.

Riprendo il racconto dalle ultime box e proseguo con la Serendipity Box n° 205 ricca di zonzolate vicine e lontane:
  1. Milano. Dopo una passeggiata rasente i muri dei canyon urbani visto il caldo micidiale, una capatina dal primo parrucchiere a caso mi ci voleva proprio per rendermi presentabile alla riunione di lavoro che avrei avuto di lì a poco. La faccia da urlo di Munch invece è stata per i tempi leggermente risicati che poi ho avuto.
  2. Una zonzolata improvvisata, decisa appena scesa dal letto, ci ha portato fra boschi e prati incantati. Che meraviglia!
  3. Lavoretti notturni scaccia insonnia. Quanto mi piacciono ste cose!
  4. Una meravigliosa zonzolata a Copenhagen che ci ha visto macinare chilometri di strade per visitare tutte le cose che avevamo in mente prima di partire.
  5. Un gelato alla liquirizia a cui andava dato un premio per la bontà. E chi se lo aspettava un gelato così in Danimarca? :-)
  6. E poi la soddisfazione di poter assaggiare qualche piatto tipico in un locale tipico, come per esempio un smørrebrød con uova sode e gamberetti. Top!
  7. Rimanere a bocca aperta davanti a questo formaggio tricolore come degli ebeti.
  8. E la Sirenetta non potevamo farcela scappare! Yuppy!

Aria di vacanze e tanta voglia di altre ferie nella Serendipity Box n° 206:
  1. L'arte degli impressionisti mi ha da sempre affascinato, sin dai tempi della scuola. Avevo la pelle d'oca nei musei di Copenhagen che hanno dedicato a loro alcune sale.
  2. Prima colazione salata e poi seconda colazione dolce in una fantastica pasticceria in centro. Quante delizie. Queste erano al rabarbaro e crema di mandorle. Così buone che le mie cicce se le ricordano ancora, eheh ;-)
  3. Una zonzolata al principale birrificio della città che è terminata con due belle birre fresche offerte al termine del giro. Così si fa!
  4. Le giornate lunghe e soleggiate, le torri, le meravigliose panoramiche sulla città.
  5. Quando gli amici ti pensano e ti mandano degli spettacolari video su Whatsapp. Angelo sei il top!
  6. Quando si mette a dormire così è troooooppo un ruffiano prendi coccole. :-)
  7. Una zonzolata al lago, una passeggiata a piedi e poi in moto e per concludere un buon gelato. Fosse sempre così!
  8. La foto non rende minimamente la bellezza e bontà di questa torta. Spazzolata!
  9. Sgranare piselli come se non ci fosse un domani, che l'inverno poi arriva in un attimo e bisogna essere preparati. Quante cose meravigliose che ci regala la natura!

L'aforisma di questa serendipity la dedico ai giorni nostri (che invece non mi lasciano serena) e vi invito a sentire il discorso integrale dell'autore a questo link qui:
"Tutti hanno diritto ad avere un'opinione. Tutti hanno però il dovere di averla informata."
(Giampaolo Musumeci)


Alla prossima!

Nell'orto delle meraviglie dei miei suoceri sono arrivati fagiolini, cornetti per la precisione, e patate novelle.
Mi è venuta voglia di combinarli assieme e condirli con una generosa dose di pesto di basilico fresco che abbiamo preparato in casa con il nostro basilico in vaso.

Fagiolini e patate al pesto ricetta semplice contorno light, green beans and potatoes with pesto recipe

Alla classica ricetta del pesto che prepariamo solitamente ho aggiunto forse un po' più di formaggio e olio e ridotto il quantitativo di aglio. In pratica sono andata un po' a occhio seguendo il gusto del momento, per cui ognuno si regoli con le quantità che preferisce.

Fagiolini e patate al pesto

Preparazione: 5 min.Cottura: 30-40 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 220 circa
Ingredienti:

  • 300 g di patate novelle piccole
  • 200 g di fagiolini cornetti
  • 100 g di pesto di basilico
Preparazione:

  1. Lavare accuratamente le patate togliendo dalla buccia ogni residuo di terra. Lavare i fagiolini e spuntare le estremità.
  2. Immergere le patate in acqua fredda salata e farle cuocere, oppure lessarle a vapore. Fare altrettanto in un'altra pentola con i fagiolini.
  3. Una volta cotte le verdure tagliare i fagiolini in bastoncini di 3-4 cm e poi condire con una generosa dose di pesto di basilico e servire.
Note:

Questo contorno si può consumare sia caldo che freddo.
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Avendone preparata una generosa dose per pranzo, quello che è avanzato lo abbiamo consumato freddo per cena aggiungendo giusto un filo di olio. Sia nella versione calda che fredda questo contorno ci è piaciuto comunque.
Buon appetito!

Benvenuti al nuovo appuntamento con la "Zonzolando's Serendipity Box", la scatola che serve a ricordare i piccoli grandi piaceri della vita, cogliendo il meglio di ciò che ci offre.

Troppo spesso infatti le nostre giornate sono riempite di pensieri e preoccupazioni tendendo a dimenticare il bello che nella vita c'è (sempre!). Con questa scatola voglio immortalare, se non tutto, gran parte delle cose belle che riempiono la mia/nostra vita quotidiana (ma che potrebbe essere anche quella di tutti), dalle grandi alle piccole cose che ci rendono felici e, ancora meglio, sereni.

Oggi non ho nemmeno il tempo per fare una piccola introduzione a queste box. Riprendo subito dall'ultima box e proseguo con la Serendipity Box n° 202 (mamma mia quante iniziano ad essere!):
  1. La mia mezza vita passata con Massi era una data che non potevo farmi scappare dal festeggiare. E' un traguardo importante, un simbolo di capienza della felicità. La visione del bicchiere oramai inevitabilmente pieno.
  2. In una giornata particolarmente soleggiata, dopo una serie di giornate segnate solo da acquazzoni, imbattersi in una distesa di fragoline di bosco. Così tante e grosse non ne avevo mai viste.
  3. Del raccolto parte è finito subito nelle nostre pance deliziate da cotanta novizia, altrettante ne abbiamo utilizzate per ricoprire questa crostata. Giuro che è stata una delle più buone che abbia mai fatto.
  4. Quando fuori imperversa un temporale con tuoni e lampi da paura e si è in macchina al riparo ad ascoltare la pioggia battente.
  5. Lo shopping sfrenato sfianca e così ecco un pranzetto per riprenderci un po' dalla sfacchinata.
  6. I fiori delle mie orchidee bianche: la grazia assoluta.
  7. "Massi oggi stacco da tutto, se no strippo. Andiamo al lago?" Ed eccomi/ci qua su un pedalò nel bel mezzo di un laghetto con un panino in mano a godermi/ci una domenica di strameritato riposo.
  8. Il mio Massi sul giornale mi fa sempre un pochino gongolare, ecco.
  9. Cito dall'account Instagram di Zonzolando (20 giugno): "About last night: a) ho scoperto che Torino è meravigliosa, anche di notte; b) che a Torino l’aperitivo è una cosa seria, molto seria! c) che la bagna cauda è qualcosa di libidinoso."

Quando tutto quadra nella Serendipity Box n° 203:
  1. Chilometri e chilometri percorsi di sera nelle bellissime vie di Torino. Vuoi non fartelo un fantastico gelato con il tuo cicerone Angelo?
  2. Cornetto e cappuccino, la mia colazione preferita quando sono in giro. Questo era ripieno di crema di mandorle, una cosa eccezionale.
  3. E come se i chilometri non fossero stati abbastanza, ecco anche un giro a Roma. Ehm... ehm, sono arrivata in ritardo per colpa dei treni. Praticamente il colmo!
  4. Mes petits fils. Storie di ordinari weekend.
  5. Molti animali mi fanno paura, soprattutto molti insetti. Mi sento quasi in colpa quando li vedo così innocui e il loro canto (quello dei grilli) mi piace un sacco. Insieme a quello delle cicale è il suono dell'estate.
  6. Apprezzatissimi regali da Israele. Grazie Emanuela e Youssef.
  7. Quando tutto quadra, quando dopo una giornata di lavoro estenuante, tornare a casa e trovare la casa linda e pinta, con persino le ante dei mobili raddrizzate, così tanto che nemmeno il cellulare riesce a prendere tanta perfezione.

E infine gli ultimi giorni trascorsi nella Serendipity Box n° 204:
  1. Stare sdraiati su un prato mentre lui, compagno fedele e paziente, tiene d'occhio ogni minimo movimento intorno.
  2. Andare a ritirare la pagella alla mia età, beh... fa un certo effetto. 2° anno arrivo!
  3. Direttamente dall'orto dei miei suoceri la perfezione estetica e del gusto. L'amore a prima vista (adesso!).
  4. La mia incapacità di stare ferma produce "gli eserciti dell'insonnia".
  5. C'è chi non ha nemmeno una finestra che guarda verso l'esterno in ufficio (vedasi la scrivente) e chi in ufficio (vedasi il maritino della scrivente) ha pure il parco con i caprioli. C'è da chiedersi dove preferisco passare la pausa pranzo per caso?
  6. Mangiare la frutta direttamente dall'albero (soprattutto se non trattata) come si faceva una volta.
  7. Io, lui, l'immancabile cagnolone che ci segue ovunque, un prato, una coperta (che il fieno appena tagliato punge), il pranzo nello zaino e le guide per la prossima zonzolata alle porte. Quei giorni che vorresti rivivere all'infinito come un disco rotto.
  8. Le App che ci guidano nei luoghi senza cartine, senza indugio e con una precisione che fa paura. In questi giorni le ho usate come il pane.
  9. The last but not the least: la quattordicesima!

L'aforisma degli ultimi giorni trascorsi me lo dedico:
"Stay hungry, stay foolish."
(Steve Jobs)


Nonostante sia sempre di più la fatica a tenere il blog e a trovare il tempo per scrivere, cercherò di non perdere almeno questo diario di bei momenti. Nella mia follia quotidiana voglio trovare il tempo da dedicare al futuro, ossia quando rileggerò questi momenti ricordandomi di quanto diamine mi sono data da fare, al meglio che ho potuto fare.
Scappo ancora a correre nella vita.
A tutti noi: buona ricerca di bei momenti! Ce ne sono sempre!

Ieri era il compleanno di Zonzolando.
Ieri questo blogghino impolverato e trascurato, per non dire quasi abbandonato, compiva sette anni.
Sette anni che mi paiono volati.
Sette anni in cui ho scritto tanto, e allo stesso tempo niente se penso a tutto quello che vorrei raccontare.
Ma ci vuole tempo e io ne ho sempre meno.
Spesso mi chiedo chi me lo faccia fare di continuare a scrivere. Mi chiedo: ma perché?, per chi?
La risposta per fortuna mi appare subito ben chiara.
Per me.
Per la me di ieri, di oggi e di domani.
Per la me da ricordare, da raccontare, da rileggere.
E così in un certo senso, tanti auguri alla me Zonzolando.
Altri cento di questi giorni: che siano ricchi di post, di ricette e di viaggi.
Di sogni realizzati e da realizzare.
Di racconti, di testi lunghi pieni di ricordi favolosi.
Insomma:
Tanti auguri Zonzolando.

Peperoni ripieni ricetta facile leggera e gustosa con acciughe, capperi e pangrattato - stuffed peppers, light recipe

Quella di oggi è una delle ricette preferite dalla mia mamma Anna. Credo che l'abbia scovata fra i suoi innumerevoli ritagli di riviste e libri di cucina. Mi dispiace non avere la fonte, ma prometto che se la troverò la metterò certamente.
Si tratta di peperoni ripieni di acciughe e capperi, un secondo molto leggero e al tempo stesso saporito e facile da preparare.
Sono presto fatti, giusto il tempo di metterli in forno e di ricordarsi ogni tanto di dare un'occhiata a come stanno cuocendo.
Se si ha piuttosto fame basta raddoppiare le dosi indicate; noi lo facciamo praticamente sempre e non avanza mai nemmeno un boccone.
Spero che piacciano altrettanto anche a voi che li proverete.

Peperoni ripieni di acciughe e capperi

Preparazione: 10 min.Cottura: 40 min.Riposo: nessuno
Porzioni: 4 Kcal/porzione: 180 circa
Ingredienti:

  • 2 peperoni (gialli o rossi)
  • 40 g di pangrattato
  • 10-12 filetti di acciughe sott'olio
  • Capperi sott'aceto a piacere
  • 40 g di olio extravergine di oliva
Preparazione:

  1. Lavare e pulire i peperoni dal picciolo, tagliarli in due longitudinalmente in modo da ottenere due barchette. Togliere tutti i semi e i filamenti bianchi all'interno e sciacquarli ancora.
  2. Riempire una teglia da forno con circa 1/2 cm di acqua e poco olio. Adagiarvi i peperoni sul fondo e bagnarli anche all'interno con un poco di acqua e olio. Infornare a 170 °C in modalità ventilata.
  3. Una volta appassiti, circa 20 minuti dopo, estrarre la teglia e riempire i peperoni con del pangrattato, i filetti di acciuga e i capperi. Condire con un generoso giro d'olio e infornare ancora fino alla completa cottura dei peperoni.
  4. Salare solo se necessario (poiché le acciughe sono già salate) e servire.
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Eh già, è un po' che non mi si vede da queste parti.
Ultimamente un post al mese è il massimo che riesco a fare.
Avevo chiuso la scorsa serendipity con uno dei motivi per cui il mio/nostro tempo libero è praticamente ridotto all'osso, e ora che casa è quasi sistemata del tutto (session completed 95%) ho avuto la bella idea di dedicare anima e corpo ad un paio di nuove avventure che richiedono tante energie, ma che danno anche tante soddisfazioni.
Il blog langue quindi di ricette (e ne avrei da pubblicare!) e di racconti di viaggio. Ma un po' per mancanza di tempo, stanchezza e poca voglia di scrivere, qui faccio fatica a pubblicare qualcosa.
L'unica cosa che mi "impongo" di scrivere è questo vero e proprio diario personale dei bei momenti passati, per imprimerli e ricordarmeli per "sempre".
Vado con la classica frase di rito di apertura (per chi non conoscesse ancora questa rubrica) e poi via con la carrellata.

Benvenuti al nuovo appuntamento con la "Zonzolando's Serendipity Box", la scatola che serve a ricordare i piccoli grandi piaceri della vita, cogliendo il meglio di ciò che ci offre.

Troppo spesso infatti le nostre giornate sono riempite di pensieri e preoccupazioni tendendo a dimenticare il bello che nella vita c'è (sempre!). Con questa scatola voglio immortalare, se non tutto, gran parte delle cose belle che riempiono la mia/nostra vita quotidiana (ma che potrebbe essere anche quella di tutti), dalle grandi alle piccole cose che ci rendono felici e, ancora meglio, sereni.

Riprendo come sempre dall'ultima box e proseguo con la Serendipity Box n° 199:
  1. I lavori in casa mi hanno permesso di trovare reperti storici che avevo completamente dimenticato. Questo era un quadro-collage che ho impiegato diversi anni ad assemblare. L'avevo chiamato "Seguendo le tracce dell'imperfetto". L'ho buttato.
    Ma gli ho fatto questa foto ricordo. Sì, è andato, non serviva. Non serviva tenerlo ancora in qualche meandro aspettando che rispuntasse in qualche altra ristrutturazione. L'unica cosa che serve è ricordarsi che c'era e il corredo di ricordi annesso che affiora.
  2. Correre a per di fiato sotto la pioggia quando un temporale ti coglie di sorpresa.
  3. Constatare per l'ennesima volta che anche la cucina tedesca ha dei capisaldi affatto male.
  4. Le riunioni importanti che uniscono paesi di Paesi. Quelle in cui il confronto diventa un arricchimento reciproco.
  5. Dettagli di un benvenuto istituzionale: un centrotavola fiorito, le nostre bandiere e due boccali di birra (all’arrivo traboccanti). Son cose! È fratellanza, è unione, è forza, è Unione Europea.
  6. Credo che non ero mai stata in una chiusa di un fiume fino a questo momento immortalato qui. Ed è stato forte osservare tutti i meccanismi di funzionamento (che avevo studiato in facoltà) in chiave antica.
  7. I timbri sulla pelle per avere sconti, benefit o altro. Procedure vintage per un pantagruelico pasto...
  8. ...il cui finale era composto da due giganti fette (dalla foto non si capiscono bene le proporzioni) di due specialità dolci tedesche. Un concentrato di grassi e zucchero da capogiro.
  9. Quando nel caos quotidiano vedo la luce in fondo al tunnel (e non è un treno che sta correndo verso di me). Quando c'è Massi che mi guida e che mi fa da apripista di ragnatele, non solo nella realtà del momento, ma in senso lato di vita assieme.

Ed ecco la Serendipity Box n° 200:
  1. Quando abbiamo visto questa targa associata al modello di macchina non abbiamo potuto fare a meno di ridere.
  2. Passeggiare per stradine assolate circondati da campi in fiore. Ammirare le onde e i disegni che il vento creava fra l'erba alta sulle colline.
  3. Partecipare alle feste, vedere come la gente del posto si diverte, ma soprattutto imparare i sistemi con cui si riesce a tenere tutto pulito e avere pochi rifiuti: le cauzioni.
  4. Tipica cucina tedesca parte due, ergo tipica box culinaria apprezzata parte due.
  5. Uno pseudo Prosecco alla zucca mi mancava! E che buono! Anche a detta dei più scettici.
  6. C'è chi si porta a casa una calamita, chi un piccolo piglia polvere e chi un'intera cassa di birra. Indovinate chi? ;-)
  7. Nove anni e un tema dettagliato su tipi di droghe, alcol e malattie annesse. Ora, ma me lo spiegate come il mio Massi potesse scrivere così approfonditamente di questi argomenti a nove anni? Se non lo avessi letto io stessa non ci avrei creduto.
  8. Altri reperti della nostra storia riesumati durante i lavori. Questo che ho in mano è un mini libro scritto da me. Non solo non mi ricordavo di averlo, ma nemmeno di averlo scritto. Non l'ho buttato, è un libro, un mini libro, scritto da me. Poche parole di una sostanza incredibile.
  9. Gente negli enta/anta suonati che torna a scuola, che si mette in gioco e che alla fine, sotto sotto, è rimasta con quel bellissimo spirito adolescenziale che è fatto di energia ed entusiasmo per la vita. Son cose!

Ancora bei momenti, quasi fino ai giorni appena trascorsi, sono racchiusi nella Serendipity Box n° 201:
  1. La bellezza dei colori dei fiori.
  2. Il fondo al mio lager, la libertà che vedo in quei due minuscoli fari di macchina accesi.
  3. Prove tecniche di trasmissione, alias: quando il cibo viene paparazzato a più non posso.
  4. Partecipare alla splendida adunata degli alpini a Trento. E per il mio Massi ritrovare (grazie alle mie portentose doti da fisionomista) un amico che non vedeva da 13 anni. Carramba! Ci sono pure scappate le lacrime dell'alpino!
  5. Le vacche (no, non si dice mucche - mucche è per bambini, e a Massi viene l'orticaria) al pascolo. Vedersele correre in mandria contro perché sono curiose di conoscerti non è però poi tanto forte. Io scappavo e Massi se la rideva a crepapelle. Tzè... poi scrivo pure che mi salva in varie situazioni nelle box precedenti. Ritratto tutto! ;-)
  6. Ogni tanto un giretto a Milano.
  7. Tornare a casa e trovare dei mazzetti di margherite in vaso. Eh niente, mi sciolgo.
  8. Quando non sai se ridere o piangere. Pronostici di date della nostra prossima età pensionabile. Quando l'ottimismo è il profumo della vita.
  9. Fai il lavoro che ami e non avrai lavorato un giorno in vita tua, recitava un saggio. Beh, non so se è il lavoro che amo o che vorrei fare per sempre, so solo che quando entro in cucina il tempo vola mentre sudo, corro e al tempo stesso mi diverto.

L'aforisma degli ultimi giorni trascorsi è:
"È strano tornare a casa. E' tutto uguale: gli stessi odori, le stesse sensazioni, le stesse cose... Ti rendi conto che l'unico a essere cambiato sei tu."
(Brad Pitt - Il curioso caso di Benjamin Button)


A presto con nuove ricette (spero) e altre nuove box che sono già in costruzione.
Ciao!

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